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Amazon ferma le spedizioni di beni non essenziali in Italia e Francia


Amazon.com afferma di aver temporaneamente sospeso gli ordini su alcuni prodotti non essenziali disponibili sui siti in Italia (amazon.it) e Francia (amazon.fr) nell'ambito dei suoi sforzi per contenere la diffusione del nuovo coronavirus. Lo ha dichiarato la stessa società in una nota diffusa nella serata di ieri, confermando le voci che circolavano da qualche giorno di una crescente difficoltà nel far fronte all'aumento degli ordini e all'attività rallentata nelle regioni duramente colpite dall'epidemia di Covid-19. Un portavoce di Amazon ha dichiarato che la società ha preso la decisione a causa di un picco degli ordini e della necessità di rispettare le misure di sicurezza nei luoghi di lavoro.

Tumori: studio italiano scopre staminali causa metastasi cancro colon


La ricerca italiana raggiunge un altro risultato d'eccellenza nel campo delle cellule staminali, che potrà avere importanti applicazioni per la cura del tumore del colon. Lo studio, coordinato da Ruggero De Maria dell'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena e da Giorgio Stassi dell'Università di Palermo, rappresenta un punto di svolta per comprendere la formazione delle metastasi, che sono la principale causa di mortalità nei pazienti con tumore del colon.

Questo tipo di tumore rappresenta  la seconda causa di morte per cancro nei paes i occidentali, sia per il sesso maschile che per quello femminile. Secondo i risultati del lavoro pubblicato oggi sulla rivista Cell Stem Cell, le metastasi si formano ad opera delle cellule staminali maligne presenti nel tumore del colon. Queste agiscono come un serbatoio che genera continuamente nuove cellule della massa tumorale e sono anche in grado di migrare in altri organi per formare tumori secondari, ovvero le metastasi, in altre zone del corpo. 

"Il nostro laboratorio ha scoperto per primo l'esistenza delle cellule staminali del tumore del colon alcuni anni fa e ha continuato a studiarle per capire i loro punti deboli" spiega De Maria, "ora siamo riusciti a trovare le staminali che formano le metastasi. Questa scoperta ci permetterà di trovare nuove strategie per distruggere queste cellule e impedire in tal modo che il tumore si diffonda".


Allo studio ha preso parte anche l'Istituto Superiore di Sanità, nei cui laboratori sono state individuate le cellule staminali tumorali, insieme ai ricercatori Gaspare Gulotta e Francesco Dieli dell'Università degli Studi di Palermo.

L'AIRC ha finanziato lo studio. Grazie al supporto dell'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, che ha dedicato i finanziamenti del programma "5 per mille" a sostenere quelle ricerche che possono produrre più rapidamente benefici per i pazienti, l'equipe di ricercatori ha potuto analizzare a fondo i meccanismi che permettono alle cellule staminali tumorali di migrare in altre parti del corpo e generare metastasi.

Gli scienziati hanno portato così alla luce una serie di meccanismi complessi che coinvolgono alcune proteine chiave nella biologia dei tumori, tra cui delle sostanze solubili dette citochine che vengono scambiate tra una cellula e l'altra aumentando i livelli di CD44v6 sulle staminali e di conseguenza l'aggressività tumorale. 


In accordo con la filosofia dei fondi "AIRC 5 per mille", i risultati di queste scoperte verranno messi in pratica in tempi brevi: all'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena è infatti in preparazione una sperimentazione clinica finalizzata a prevenire la formazione di metastasi con dei nuovi farmaci che agiscono direttamente sulle cellule staminali del tumore del colon.

Il 5xmille si è dimostrato uno strumento rivoluzionario di grandissima utilità, permette ai cittadini italiani di scegliere, in prima persona, le loro priorità di finanziamento nei confronti del volontariato e della ricerca scientifica. A partire dal 2006, oltre 6 milioni di italiani hanno dato fiducia ad AIRC, destinando all’Associazione il 5xmille nella propria dichiarazione dei redditi. Una migliore cura del cancro è l’obiettivo prioritario che i contribuenti hanno indicato nell’ambito della ricerca scientifica.

Riferimenti studio:
Matilde Todaro, Miriam Gaggianesi, Veronica Catalano, Antonina Benfante, Flora Iovino, Mauro Biffoni,Tiziana Apuzzo,Isabella Sperduti,Silvia Volpe,Gianfranco Cocorullo,Gaspare Gulotta,Francesco Dieli,Ruggero De Maria,and Giorgio Stassi - CD44v6 Is a Marker of Constitutive and Reprogrammed Cancer Stem Cells Driving Colon Cancer Metastasis, Cell Stem Cell (2014).




Fonte: IRE

Salute/ medicinali contraffatti: Nas ai cittadini, non usare Ozopulmin


I Nas hanno sequestrato tre lotti di supposte di Ozopulmin dell'azienda farmaceutica Geymonat, pari a 35mila confezioni in tutto, usato prevalentemente per i lattanti e i bambini: dovevano curare la tosse ma non lo facevano perché privi di principio attivo. "Non usate il farmaco per l'influenza Ozopulmin, controllate le confezioni di farmaci in supposte per la tosse che avete in casa. Non usatelo e portate le confezioni di Ozopulmin nelle farmacie, nelle stazioni dei carabinieri o al comando dei Nas".

Sigaretta elettronica: stop da Css, vietata a scuola e a donne incinte


E-cigarette fuori dalle scuole, uso sconsigliato alle donne in gravidanza o in allattamento, regolamentazione chiara sulla pubblicità al fine di evitare il rischio di induzione al tabagismo, ricariche con chiusura di sicurezza a prova di bambino. Sono questi i contenuti principali del parere inviato al ministero della Salute dagli esperti del Consiglio Superiore di Sanità (Css), riuniti ieri a discutere sulla "eventuale collocazione delle sigarette elettroniche contenenti nicotina tra i medicinali, pur in assenza di una esplicita destinazione d'uso in tal senso (medicinali 'per funzione')", nonché su una metodologia per la valutazione della pericolosità di questi dispositivi.

IL Css nel parere ha ritenuto che "non vi siano, allo stato delle conoscenze, sufficienti evidenze per far rientrare le sigarette elettroniche tra i medicinali 'per funzione' e ha raccomandato al ministero di "costituire un tavolo permanente ove far convogliare le diverse fonti di dati e osservatori". Inoltre, si legge in una nota del ministero, di "progettare iniziative informative sui potenziali pericoli legati all'uso di questi strumenti e di promuovere attività di ricerca e studio sui vari aspetti della problematica". 

Il Consiglio ha anche raccomandato di mantenere il divieto di vendita ai minori di anni 18 di sigarette elettroniche con presenza di nicotina; ha indicato alcune prescrizioni relative all'etichettatura e alle informazioni da fornire al cittadino, sia per le sigarette elettroniche che per le cartucce di ricarica, e il monitoraggio di possibili sovradosaggi da nicotina attraverso gli interventi effettuati dalle strutture di Pronto Soccorso del Ssn. 

Infine il Consiglio Superiore di sanità segnala come "opportuno" che sia raccomandato che le sigarette "non siano utilizzate dalle donne in gravidanza o in allattamento; che ne venga vietato l'utilizzo nelle scuole (al fine di non esporre la popolazione scolastica a comportamenti che evocano il tabagismo); che venga regolamentata la pubblicità di tali dispositivi, al fine di evitare il rischio di induzione al tabagismo e che le ricariche abbiano la chiusura di sicurezza a prova di bambino". Il Consiglio si è riservato di riesaminare la questione "non appena si rendano disponibili a livello nazionale e internazionale nuovi e rilevanti elementi".

Il Css si sarebbe, così, allineato con le decisioni appena prese in Francia dove il ministero della Sanità ha vietato l'uso delle e-cigarette nei luoghi pubblici e ha istituito un sistema di autorizzazioni per la vendita dopo la diffusione di uno studio effettuato da un docente di Pneumologia dell'Università Pierre et Marie Curie di Parigi, secondo il quale la sigaretta elettronica non è completamente sicura e sana. Di conseguenza bisogna applicare le stesse misure adottate per il tabacco, tra cui il divieto nei luoghi pubblici. Secondo i dati diffusi nel corso della Giornata Mondiale anti Tabacco, in Italia ben 500mila italiani sono passati alla sigaretta elettronica, ma solo il 10% è riuscito a smettere di fumare.

Via: CSS

Sigarette elettroniche, come farmaci secondo Istituto Superiore Sanità


Sono state uno dei regali più gettonati del Natale, negli uffici ne spuntano sempre di più giorno dopo giorno, ma l’Istituto superiore di sanità le ha bocciate con una severa relazione inviata al ministro della Salute, Renato Balduzzi. Sono le sigarette elettroniche alla nicotina, i dispositivi che simulano le tradizionali bionde con la promessa di aiutare a smettere di fumare senza danni per la salute.

“Le sigarette elettroniche con nicotina - si legge nella relazione dell’Istituto superiore di sanità - sollevano preoccupazioni per la salute pubblica. Potrebbero rappresentare un rischio di iniziazione al fumo convenzionale a base di tabacco e di potenziale dipendenza. Rischio notevole soprattutto per i giovani considerando la facilità di reperimento su internet”. 

Un parere che non lascia dubbi quindi, l’unico vantaggio riconosciuto ai dispositivi elettronici è quello di ridurre i danni del fumo passivo, perché emettono vapore e non funzionano con la combustione. Nella relazione inoltre si suggerisce che non esistendo “evidenza scientifica sufficiente a stabilire la sicurezza e l’efficacia come metodo per la dissuefazione, andrebbero regolamentate come dispositivi medici o prodotti farmaceutici e non come prodotti del tabacco”. 

Sono considerate medicine vere e proprie dunque, alla stregua di altri paesi come Belgio, Germania, Austria, Portogallo e Svezia, mentre in Australia, Norvegia e Canada sono vietate del tutto. Questo stop alle e-cigarette, che tra i clienti e quelli che in un sondaggio Doxa hanno affermato di volerle provare, hanno un mercato di oltre 2 milioni di persone, arriva dopo le dichiarazioni negative dell’Oms, che le considera un sistema per “sabotare le strategie messe in atto contro il tabacco”. 

Il parere consegnato a Balduzzi contiene infine un’indicazione in linea con una proposta formalizzata la scorsa settimana dall’Ue, quella di obbligare i produttori a contrassegnare le confezioni di elettroniche alla nicotina con espliciti avvisi di rischi per la salute. “Non è possibile escludere il rischio di effetti dannosi per la salute umana, in particolare per i giovani. Si ritiene opportuno che gli effetti dannosi siano comunicati al consumatore con apposite avvertenze sulla confezione”.

E sono proprio i minorenni i più esposti. Acquistano su Internet aggirando il divieto per gli under 16 stabilito in un'ordinanza firmata dal ministro il 28 settembre e che ha validità 6 mesi. In attesa di nuove, eventuali iniziative che potrebbero essere dettate dal documento dell'Iss. Secondo un recente studio condotto dall'Università di Atene, le e-cigarette sono responsabili di danni ai polmoni. E' di oggi la notizia del sequestro di 2.000 sigarette elettroniche contraffatte a Genova.



Via: TG Com