Samsung dovrà pagare ad Apple 290,5 milioni di dollari in danni per aver infranto alcuni dei suoi brevetti. Questa la decisione presa dalla giuria del processo fra i due colossi della tecnologia. Il tribunale federale californiano di San Jose ha ordinato al gruppo tecnologico di Seul di risarcire il colosso di Cupertino per violazione di 13 brevetti di vecchi modelli di iPhone e di iPad (non più in vendita negli Stati Uniti), comprese le caratteristiche di progettazione hardware e software come il double-tap zoom.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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Samsung perde causa e dovrà pagare 290 milioni di dollari ad Apple
Samsung dovrà pagare ad Apple 290,5 milioni di dollari in danni per aver infranto alcuni dei suoi brevetti. Questa la decisione presa dalla giuria del processo fra i due colossi della tecnologia. Il tribunale federale californiano di San Jose ha ordinato al gruppo tecnologico di Seul di risarcire il colosso di Cupertino per violazione di 13 brevetti di vecchi modelli di iPhone e di iPad (non più in vendita negli Stati Uniti), comprese le caratteristiche di progettazione hardware e software come il double-tap zoom.
Pubblica foto e video hard dell'amica minorenne sul Web: condannato
Le aveva chiesto di fare qualcosa di «speciale» per dimostrargli il suo amore. Di inviargli tramite WhatsApp alcune foto e un video osé, poi finiti in rete, su Facebook e Youtube e girati tra gli amici e conoscenti della Monza bene. Con lei, 14 anni, che è stata presa in giro, umiliata e insultata e lui, il `bello´ della scuola più grande di cinque anni, ora condannato a due anni e otto mesi di carcere e 11 mila euro di multa per aver indotto la ragazzina alla produzione di materiale pornografico e per averlo diffuso.
La vicenda per cui il 19enne monzese è stato processato con rito abbreviato dal gup di Milano Claudio Castelli, che ha anche disposto un risarcimento di 100 mila euro a favore della ragazzina, è cominciata l’inverno dell’anno scorso. La minorenne, con una cotta per il suo compagno di scuola, il più corteggiato, aveva accettato la proposta di lui: mandargli con il suo Smartphone, come una sorta di «prova d’amore», alcune foto in slip e calze nere, con la promessa che le avrebbe tenute per sé, sul suo cellulare.
Invece le fotografie in un baleno vengono girate agli amici e ai compagni per poi essere postate su Facebook. Subito i commenti senza pietà, le cattiverie e gli sfottò della community nei confronti dell’adolescente che, però, ci ricasca. Il suo «innamorato», dopo essere sparito per qualche giorno, fa in modo di essere ricontattato. Questa volta alza il tiro e le chiede, come dimostrazione del suo amore, un video in atteggiamenti intimi, assicurandole che mai sarebbe circolato.
Lei, sconcertata, si confida con un amico comune - un minorenne figlio di un noto personaggio del mondo dello spettacolo ora sotto inchiesta con un coetaneo - che la convince, come è stato riferito, spiegandole di dover fare «qualcosa di speciale perché noi delle suore siamo stufi». Il risultato? Il filmato è apparso su Youtube per qualche ora (ovviamente è stato oscurato), la 14enne additata da tutti, insultata e i commenti si fanno più pesanti.
La giovanissima però non ce la fa più e racconta tutto ai genitori che, tramite gli avvocati Roberta Succi e Francesco Laratta, sporgono denuncia. Da qui le indagini e lo scorso 5 novembre, la condanna del `bello´ della scuola. «Abbiamo sempre camminato a testa alta - ha spiegato la madre della adolescente - ma le reazioni attorno alla famiglia e mia figlia sono state davvero assurde. Ancora oggi ci imbrattano i muri e hanno modificato un video dove mia figlia canta con frammenti di quelle immagini. Una cattiveria inaudita».
Fonte: La Stampa
Mediaset, sequestrati 10 siti pirata: trasmettevano partite in streaming
Dieci siti 'pirata' che trasmettevano le partite di serie A e di Champions League in diretta streaming sono stati sequestrati. Lo ha deciso il gip di Milano, Andrea Ghinetti, su richiesta del pm Tiziana Siciliano, dopo una denuncia di Mediaset. ''Malgrado le partite di calcio non siano da considerarsi 'opera intellettuale' - scrive il gip - le videoriprese di tali eventi (...) allorquando si caratterizzano per uno specifico apporto di tipo tecnico e creativo, possono rientrare tra le opere tutelate''.
Lo scorso novembre, il Tribunale di Milano aveva disposto il sequestro preventivo del sito Avaxhome, una sorta di 'edicola digitale pirata'. Applicato in quel caso il reato di ricettazione perché, secondo l’accusa, con i banner pubblicitari il sito faceva profitti. In particolare, la Polizia Postale, su ordine del gip, ha effettuato il sequestro preventivo di dieci domini web: www.webcaston.com, www.freedocast.com, www.veemi.com, www.limev.com, www.mips.tv, www.hqeast.tv, www.dinozap.tv, www.hdeaster.net, www.ilive.to e www.LiveScoreHunter.tv.
Di diverso avviso rispetto al gip l'avvocato Fulvio Sarzana, legale dell'Associazione italiana provider, che afferma: ''Gli incontri sportivi non possono essere considerati creazioni intellettuali qualificabili come opere ai sensi della direttiva sul diritto d'autore. Ciò vale - ha aggiunto il legale - in particolare per gli incontri di calcio, i quali sono disciplinati dalle regole del gioco, che non lasciano margine per la libertà creativa ai sensi del diritto d'autore''. E' peraltro pacifico, prosegue l'avvocato, ''che il diritto dell'Unione non li tuteli ad alcun altro titolo nell'ambito della proprietà intellettuale''.
Di diverso avviso rispetto al gip l'avvocato Fulvio Sarzana, legale dell'Associazione italiana provider, che afferma: ''Gli incontri sportivi non possono essere considerati creazioni intellettuali qualificabili come opere ai sensi della direttiva sul diritto d'autore. Ciò vale - ha aggiunto il legale - in particolare per gli incontri di calcio, i quali sono disciplinati dalle regole del gioco, che non lasciano margine per la libertà creativa ai sensi del diritto d'autore''. E' peraltro pacifico, prosegue l'avvocato, ''che il diritto dell'Unione non li tuteli ad alcun altro titolo nell'ambito della proprietà intellettuale''.
Il gip nel decreto spiega invece che ''dalla denuncia presentata emerge che oggetto di abusiva immissione e trasmissione attraverso la rete internet sono alcuni programmi televisivi prodotti da Rti (società del gruppo Mediaset), partite del campionato di calcio di Serie A per la stagione 2011/12, nonchè incontri di Champions League ed Europa League per le stagioni 2010/2011 e 2011/12, trasmissioni televisive ed eventi calcistici che Rti mette in onda attraverso le emittenti nazionali o sulla piattaforma pay-tv 'Mediaset Premium'".
"I siti 'pirata' in modalità streaming - prosegue il gip - mettevano a disposizione le immagini relative agli incontri calcistici in tempo reale, in maniera pressochè affine alla tradizionale trasmissione televisiva in diretta''. Secondo il giudice, dunque, ''le videoriprese'' delle partite di calcio e i programmi tv sul calcio ''possono rientrare tra le opere tutelate'' dalla legge sul diritto d'autore e quindi ''i programmi e gli eventi calcistici vengono abusivamente diffusi e pubblicati su internet'' e forniti gratuitamente agli utenti da siti 'pirata' che, sottolinea il gip, sono difficili da contrastare, perchè ''sono spesso collocati all'estero e modificano frequentemente indirizzi e denominazioni''.
Fonte: TG Com
Via: Fulvio Sarazana
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Video choc con disabile vessato, assolti in appello tre manager Google
I giudici della prima sezione della Corte d'Appello di Milano hanno assolto i tre manager di Google, condannati in primo grado a sei mesi con pena sospesa, per violazione della privacy. Al centro del processo la pubblicazione nel 2006 di un video nel quale veniva filmato un ragazzo disabile mentre veniva vessato da alcuni compagni di scuola. Assoluzione "perchè il fatto non sussiste" è il verdetto.
I giudici hanno confermato la sentenza per un quarto imputato (l'assoluzione che era già arrivata in primo grado, ndr), che rispondeva solo di diffamazione (caduta anche l'accusa di diffamazione per gli altri tre manager). 'Storica' la sentenza di primo grado emessa nel febbraio 2010: si trattava del primo processo a livello internazionale per pubblicazione di contenuti sul web che vedeva tra gli imputati dei responsabili di un provider internet.
Le motivazioni saranno pubblicate tra sessanta giorni. "Assoluta soddisfazione, ma nessuna sorpresa: onestamente la condanna si basava sul nulla" ha detto Giulia Bongiorno, una dei legali del processo Google. La sentenza è "una giusta conseguenza. I controlli ci sono, ma non competono a Google" conclude l'avvocato.
"Siamo molto felici che la decisione di primo grado non sia stata confermata e che la Corte d'Appello abbia riconosciuto l'innocenza dei nostri colleghi - ha detto Giorgia Abeltino, policy manager di Google in Italia -. Anche in questo frangente, il nostro pensiero va al ragazzo e alla sua famiglia, che in questi anni hanno dovuto sopportare momenti difficili".
Al responsabile progetto Google Video per l'Europa Arvind Desikan, già prosciolto in primo grado, oggi si sono quindi aggiunti David Drummond (ex presidente del cda e legale di Google Italy), George Reyes (ex membro del cda di Google Italy, ora in pensione) e Peter Fleischer (responsabile policy sulla privacy per l'Europa di Google).
Le indagini che avevano condotto al processo erano scattate con la denuncia presentata dal padre del ragazzo disabile e dall'associazione Vividown. Il video, girato con un videofonino tra la fine di maggio e l'inizio di giugno del 2006 da quattro studenti minorenni di un istituto torinese, era stato caricato su Google Video nel settembre 2006, ed era rimasto online fino al novembre seguente, data della denuncia dell'associazione.
Fonte: Adnkronos
Via: Sky Tg24
Avvocati contro il film "Amanda: murder on trial in Italy", il trailer ufficiale
Una diffida a «sospendere immediatamente e non distribuire, o mandare in onda» il film «Amanda murder on trial in Italy», è stata inviata alla casa di produzione Lifetime dagli avvocati di Amanda Knox, la giovane americana in carcere per la morte, a Perugia, della studentessa inglese Meredith Kercher.
Ma a dirsi «sconvolto» è soprattutto il padre della vittima - la ragazza inglese uccisa a Perugia il 2 novembre del 2007 - : nel trailer, diffuso su Internet (che il padre di Meredith ha chiesto che vengano tolte dalla rete), sono mostrati per alcuni istanti i momento in cui viene uccisa la figlia. «È orribile quello che hanno fatto», ha commentato John Kercher in un’intervista al «Sun».
«Sono sorpreso che si siano spinti fino a questo punto». Quattro mesi fa era stata la madre di Meredith, Arline, ad esprimere il proprio sconcerto sulla pellicola, criticandone il titolo. «Non capisco come possano fare un film intitolato ad Amanda Knox quando la storia è tutta su mia figlia ed è lei la sola vittima». Le sequenze incriminate parlano di «due lati della storia» nell’omicidio di Meredith e si chiedono se Amanda sia «buona e gentile» o «il male in persona».
Interrogativi che, a detta degli avvocati della stessa Knox, potrebbero pregiudicare il processo d’appello: da qui la minaccia di azioni legali se il film verrà trasmesso. Ma il regista Robert Dornhelm difende il suo lavoro. «La storia di Meredith è tragica per tutte le persone coinvolte, per i giovani protagonisti ma anche per gli stessi genitori, perché ci sono due madri che hanno perso le loro figlie, una è morta e l’altra è in cella.
Quello che mi interessa maggiormente è rendere la psicologia e la personalità della protagonista, piuttosto che il crimine commesso e la ricerca dei responsabili. Hayden Panettire, l'attrice che interpreta la studentessa americana condannata a 26 anni di carcere in primo grado per l'omicio della studentessa inglese, non si è ancora fatta un'opinione sulla sua innocenza o colpevolezza, così come il regista.
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