Uccidere selettivamente le cellule tumorali senza danneggiare quelle sane è possibile. Tra gli studi che negli ultimi anni stanno cercando di trovare una soluzione alla carica aggressiva della chemio e della radioterapia, ce n'è anche uno dell'Università degli Studi di Sassari, pubblicato nella rivista scientifica "Angewandte Chemie". Senior author è Lucia Gemma Delogu, biochimico e ricercatrice del Dipartimento di Chimica e Farmacia dell'Ateneo, che ha coordinato una squadra interdisciplinare e internazionale composta tra gli altri da Ester Vazquez dell'Università di Castilla La Mancha, Alberto Bianco del CNRS di Strasburgo e Maurizio Prato dell'Università di Trieste.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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Tumori, grafene intelligente uccide solo cellule malate: stop chemio
Uccidere selettivamente le cellule tumorali senza danneggiare quelle sane è possibile. Tra gli studi che negli ultimi anni stanno cercando di trovare una soluzione alla carica aggressiva della chemio e della radioterapia, ce n'è anche uno dell'Università degli Studi di Sassari, pubblicato nella rivista scientifica "Angewandte Chemie". Senior author è Lucia Gemma Delogu, biochimico e ricercatrice del Dipartimento di Chimica e Farmacia dell'Ateneo, che ha coordinato una squadra interdisciplinare e internazionale composta tra gli altri da Ester Vazquez dell'Università di Castilla La Mancha, Alberto Bianco del CNRS di Strasburgo e Maurizio Prato dell'Università di Trieste.
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Tumori, scoperta una molecola capace di uccidere le cellule malate
La ricerca dellʼUniversità di Padova si concentra sul funzionamento dei mitocondri, le centrali energetiche delle cellule. Un gruppo di ricercatori ha posto le basi per una nuova terapia antitumorale, tra gli aspetti più complessi dell'assistenza medica. Sintetizzate a Padova nuove molecole che bloccano farmacologicamente il funzionamento del canale ionico Kv1.3 mitocondriale e causano l’alterazione della funzioni dei mitocondri. Queste molecole sono in grado di causare nelle cellule tumorali che esprimono la proteina Kv1.3 un'eccessiva produzione di radicali liberi dell’ossigeno. Ciò provoca un forte stress ossidativo nelle cellule cancerose, ma risparmia le cellule sane.
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SUN: tumore al cervello, pianta mediterranea uccide cellule maligne
I ricercatori della Seconda Universita’ degli Studi di Napoli (SUN) hanno dimostrato che l’estratto acquoso della pianta Ruta graveolens, una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Rutaceae, è capace di uccidere le cellule del tumore cerebrale risparmiando tuttavia quelle neuronali non proliferanti. Una pianta mediterranea uccide le cellule maligne di un tumore cerebrale. Uno studio effettuato da ricercatori della Seconda Universita’ degli Studi di Napoli ha dimostrato che l’estratto acquoso della pianta Ruta graveolens e’ capace di uccidere cellule di glioblastoma risparmiando tuttavia le cellule neuronali non proliferanti e differenziate.
Tumore polmone: nuova sfida IEO, trattamenti chemio-free per tutti
È ancora la neoplasia più diffusa in tutto il mondo ed è sempre la principale causa di morte per cancro, con oltre 1.180.000 decessi ogni anno. Novembre è stato dichiarato dalla Global Lung Cancer Coalition (GLCC) “mese della sensibilizzazione mondiale del tumore del polmone” con l’obiettivo di far crescere la conoscenza e l’informazione su questo big killer, che ogni anno fa registrare circa 1.350.000 di nuovi casi a livello mondiale. Nel nostro Paese si stimano 38.000 nuove diagnosi e circa 34.000 decessi l’anno*. La Lombardia è la Regione a più elevata incidenza, con 7.200 nuove diagnosi. Oltre 17.200 i cittadini lombardi che convivono con una diagnosi di cancro polmonare**.
Medicina, tumore al seno: chemioterapia più lontana con Everolimus
Col farmaco disponibile in Italia, mirato per il carcinoma mammario positivo al recettore per gli estrogeni e HER2 negativo, le pazienti possono essere trattate con una terapia orale posticipando l’approccio chemioterapico a una fase più avanzata della malattia. Ogni anno in Italia si ammalano di tumore al seno circa 45.000 donne: di queste 35.000 guariscono, ma 10-12.000 svilupperanno nel tempo un tumore metastatico. Un vero e proprio “cambio di paradigma” nella terapia del tumore al seno: anche in Italia è adesso disponibile everolimus, primo farmaco mirato per il carcinoma mammario in fase avanzata, positivo al recettore per gli estrogeni e HER2 negativo.
Staminali: chiave per rendere trattamento del cancro meno mortale
Proteggere il sistema digestivo potrebbe essere la chiave per curare il cancro mortale, sostengono gli esperti. Mantenere il tratto gastro-intestinale sano e funzionante può permettere ai pazienti di tollerare dosi normalmente letali di chemioterapia e radioterapia, suggerisce una nuova ricerca. Tumori avanzati mortali che hanno metastasi e si diffondono in tutto il corpo, potrebbero poi essere sradicati, secondo gli scienziati.
Pit Salute 2013: liste attesa non si abbattono, 15 mesi per una MOC
Undici mesi per una mammografia, quindici per una MOC, otto per una colonscopia. E undici mesi per una visita urologica o oculistica, sei per una ortopedica, ben sei per una visita oncologica: le lunghe liste d'attesa per accedere ad esami, visite ed interventi chirurgici sono la prima voce (74,3%) delle segnalazioni raccolte dal Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva (TDM) che ha pubblicato l'annuale Rapporto Pit-Salute.
Salute: contro chemio una cuffia refrigerata per non perdere capelli
Tra gli 'effetti collaterali' dei trattamenti chemioterapici in oncologia, ovvero nella somministrazione di quei farmaci che hanno la capacità di distruggere nel modo più mirato possibile le masse tumorali, c'è anche la perdita dei capelli. Il problema potrebbe apparire secondario, ma in realtà è di primaria importanza per la salute psico-fisica del paziente.
Tumori: da molluschi marini nuovo farmaco elimina macrofagi corrotti
Alcune cellule dell'immunità, in particolare i macrofagi presenti in grande quantità nei tumori, non solo non svolgono il proprio ruolo di difesa, ma al contrario aiutano lo sviluppo e la diffusione del cancro, come poliziotti corrotti che, anziché arrestare i malviventi, li aiutano coprendone le malefatte Da queste osservazioni - che 30 anni fa sembravano un'eresia ma ormai sono universalmente accettate - è nata un'attenzione crescente al microambiente infiammatorio che circonda la cellula tumorale, nel quale e grazie al quale essa prolifera e dissemina metastasi a distanza. Queste cellule furono riconosciute per la prima volta da Elia Metchnikoff nel 1882 nelle larve delle stelle marine.
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