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OPBG, cellule riprogrammate contro leucemia: primo bimbo salvato


Manipolare geneticamente le cellule del sistema immunitario per renderle capaci di riconoscere e attaccare il tumore. È quello che hanno fatto i medici e i ricercatori dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma con un bambino di 4 anni, affetto da leucemia linfoblastica acuta, refrattario alle terapie convenzionali. Si tratta del primo paziente italiano curato con questo approccio rivoluzionario all'interno di uno studio accademico, promosso dal Ministero della Salute, Regione Lazio e AIRC. Ad un mese dall'infusione delle cellule riprogrammate nei laboratori del Bambino Gesù, il piccolo paziente sta bene ed è stato dimesso: nel midollo non sono più presenti cellule leucemiche.

Tumore polmone: nuova sfida IEO, trattamenti chemio-free per tutti


È ancora la neoplasia più diffusa in tutto il mondo ed è sempre la principale causa di morte per cancro, con oltre 1.180.000 decessi ogni anno. Novembre è stato dichiarato dalla Global Lung Cancer Coalition (GLCC) “mese della sensibilizzazione mondiale del tumore del polmone” con l’obiettivo di far crescere la conoscenza e l’informazione su questo big killer, che ogni anno fa registrare circa 1.350.000 di nuovi casi a livello mondiale. Nel nostro Paese si stimano 38.000 nuove diagnosi e circa 34.000 decessi l’anno*. La Lombardia è la Regione a più elevata incidenza, con 7.200 nuove diagnosi. Oltre 17.200 i cittadini lombardi che convivono con una diagnosi di cancro polmonare**.

Celgene, primo ok Ema per trattamento psoriasi con farmaco Otezla


Primo sì degli esperti dell'Ema (Agenzia europea del farmaco) per il primo inibitore della Pde4 per via orale per il trattamento dei pazienti affetti da psoriasi e artrite psoriasica. Lo comunica in una nota Celgene International Sàrl, una società interamente controllata da Celgene Corporation. Il Comitato per i prodotti medicinali per uso umano (Chmp) dell'Agenzia europea per i medicinali ha infatti espresso parere favorevole all'impiego di Otezla® (apremilast), in due indicazioni terapeutiche: trattamento della psoriasi cronica a placche da moderata a grave in pazienti adulti che non hanno risposto, o che presentano controindicazioni o che sono intolleranti ad un'altra terapia sistemica, compresi ciclosporina, metotrexato o psoralene combinato con ultravioletti A (Puva).

Salute: farmaco fa ricrescere capelli su pazienti con alopecia areata


I ricercatori presso la Columbia University Medical Center (CUMC) hanno identificato le cellule immunitarie responsabili della distruzione dei follicoli dei capelli nelle persone affette da alopecia areata, una malattia autoimmune comune che causa la perdita di capelli, e hanno testato un farmaco approvato dalla FDA che ha eliminato queste cellule immunitarie e restaurata la crescita dei capelli in un piccolo numero di pazienti. I risultati appaiono nel numero online di Nature Medicine. Nel documento i ricercatori segnalano primi risultati di uno studio clinico in corso del farmaco.

Alzheimer, test sangue scopre rischio di sviluppare malattia in 3 anni


Grazie a una analisi del sangue è possibile diagnosticare se una persona svilupperà la malattia di Alzheimer ben tre anni prima che compaiano i primi sintomi. Un esame del sangue può predire con una precisione del 90 per cento se in una persona sana si svilupperà il deterioramento cognitivo lieve (MCI) o morbo di Alzheimer entro tre anni, è stato scoperto e validato dai ricercatori della Georgetown University e altre sei istituzioni. Il gruppo di studio spiega nel numero di aprile di Nature Medicine (l'abstract del documento è stato pubblicato online) come ha scoperto e poi convalidato un insieme di 10 biomarcatori lipidi nel sangue che prevedono entrambe le condizioni.

Ibm, cloud per assistere bambini gravemente malati in tutto il mondo


IBM (NYSE: IBM) e il Boston Children’s Hospital hanno presentato la prima piattaforma mondiale di tecnologia basata su cloud, che ha l’obiettivo di migliorare lo scambio di conoscenze mediche sulla cura dei bambini gravemente malati, indipendentemente dal luogo in cui essi vivono. Ogni anno, quasi 7 milioni di bambini sotto i 5 anni di età muore per malattie come polmonite, diarrea e malaria, nonostante la disponibilità di soluzioni mediche salvavita.

Pit Salute 2013: liste attesa non si abbattono, 15 mesi per una MOC


Undici mesi per una mammografia, quindici per una MOC, otto per una colonscopia. E undici mesi per una visita urologica o oculistica, sei per una ortopedica, ben sei per una visita oncologica: le lunghe liste d'attesa per accedere ad esami, visite ed interventi chirurgici sono la prima voce (74,3%) delle segnalazioni raccolte dal Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva (TDM) che ha pubblicato l'annuale Rapporto Pit-Salute.

Staminali, Andolina: soltanto qualche decina di persone potrà curarsi


Il dl Balduzzi è legge, il Senato ha dato l'ok definitivo al disegno di legge di conversione, e così in Italia ha il via libera, non senza polemiche, la sperimentazione del metodo Stamina, per la cura con cellule staminali mesenchimali di malattie "inguaribili", come quella di Sofia, la bimba di tre anni e mezzo di Firenze, affetta da una malattia neurodegenerativa, o Celeste affetta da atrofia muscolare spinale, che hanno intrapreso il metodo portato avanti da Davide Vannoni e Marino Andolina di Stamina Foundation

Ma il via libera alla continuazione della cura per chi l'ha iniziata e l'avvio della sperimentazione per 18 mesi dal primo luglio prossimo, ha subito restrizione nel passaggio alla Camera al Senato, per cui il testo definitivo sebbene sia "un significativo passo avanti" delude i pionieri di Stamina. "L'Italia si mette all'avanguardia ma poteva fare una rivoluzione, la montagna ha partorito un topolino", commenta Marino Andolina, pediatra, immunologo, pioniere del metodo e vicepresidente della fondazione Stamina, ora "solo qualche decina di persone potrà curarsi", ma almeno "c'è un passo avanti". 

Dopo il primo testo "rivoluzionario" del Senato, il paletto è stato inserito in commissione affari sociali alla Camera con un emendamento che prevede la produzione della cellule staminali, secondo la metodica della fondazione, nelle 13 cell factories italiane autorizzate dall'Aifa, ovvero trattate come farmaci. Le cellule staminali devono essere così lavorate in un laboratorio Gmp (Good Manufacturing Practicies), ovvero farmaceutico, mentre Vannoni e Andolina, chiedevano che siano usati i laboratori Glp, Good Laboratory Practice, quelli che si usano per i trapianti, "con procedure comunque garantite, ma molto più brevi e di più facile accesso".

Per la sperimentazione, per la quale vengono stanziati fino a 3 milioni di euro, il ministero della Salute si avvarrà quindi di di Aifa, Centro nazionale trapianti e coordinata dall'Istituto Superiore di Sanità. Il problema quindi ora è anche vedere come verranno stabiliti i protocolli applicativi e a Stamina temono anche siano tropo "restrittivi". Il sì quasi unanime del Senato di oggi che ha convertito in legge il dl Balduzzi "è un piccolo significativo passo in avanti rispetto al nulla che c'era, meglio che niente, sono però deluso", dice a TMNews Marino Andolina, spiegando: 

"Il primo testo del Senato è stato stravolto alla Camera e quindi i senatori, per evitare che il testo decadesse sono stati costretti ad approvarlo con le modifiche apportate". Le cellule staminali non saranno prodotte in laboratorio Glp, ma in quelli Gmt di tipo farmaceutico: "La rivoluzione che il Senato aveva avuto il coraggio di far partire. Si torna alla direttiva europea, secondo i dettami delle multinazionali". E "non si parla più di terapie compassionevoli, non si parla di diffusione sul territorio nazionale, nei diversi ospedali, in modo da poter curare tutte le persone che lo chiedono bensì di un protocollo di ricerca, sicuramente molto serio, ma che riguarderà poche decine di persone".

Chi ha già intrapreso la cura è salvo, potrà proseguirla, spiega il medico, ma oltre a questi pazienti potranno entrare qualche decina in più per la sperimentazione, così come è stata concepita nel nuovo testo. Il timore di Stamina è, inoltre, che siano previste dal testo applicativo anche limitazioni al novero delle malattie. "Egoisticamente - aggiunge l'immunologo - l'aspetto positivo è che noi di Stamina vediamo la nostra metodica finalmente 'sdoganata': è dimostrato che non è pericolosa per la salute ed è abbastanza efficace per meritare una sperimentazione. Questo per noi di Stamina potrebbe essere anche una soddisfazione ma per centinaia di famiglie che non potranno far curare i propri cari è una tragedia".

Fra diciotto mesi, a partire al primo luglio, al termine della fase di sperimentazione, si potranno fare comunque i primi bilanci e la speranza è che o risultati siano da tali da poter anche estendere il metodo Stamina. Andolina non ha dubbi sull'efficacia e sull'esito positivo: "Abbiamo risultati documentati in cartella clinica". E per chi non ci crede ancora, è semplice, conclude: "Basta andare a vedere i pazienti che sono stati curati con il metodo Stamina, come erano prima e come sono adesso, dopo". Il padre di Celeste lo ripete sempre: "Perché nessuno mi chiede come sta ora mia figlia?".

Fonte: TMNews

Tumori: cancro seno, in 5 anni test genetico sangue per prediagnosi


Al test sta lavorando un team di ricercatori britannici che spera di renderlo disponibile entro 5 anni. Gli studiosi, infatti, hanno già identificato alcune spie genetiche della presenza di un cancro al seno e in tal modo ne verificheranno il potere predittivo. In futuro potrebbe bastare un esame genetico del sangue per individuare sul nascere un tumore al seno. Alla nuova analisi, che si annuncia più accurata dei raggi X utilizzati per la mammografia, sta lavorando un gruppo di ricercatori britannici. Lo studio, finanziato da Cancer Research Uk, è coordinato da Jacqui Shaw della Leicester University ed è frutto della collaborazione tra l’ateneo e l’Imperial College di Londra.

Facebook e YouTube influenzano la ricerca sulla Sclerosi Multipla


La cura Zamboni viaggia su Facebook e Youtube e trova due validi alleati. Il tam tam mediatico si diffonde viralmente, al punto che dà origine ad un vero e proprio dibattito nazionale in Canada sulla necessita' di avviare studi clinici sulla cura made in Italy che intende combattere la sclerosi multipla. Sul presunto "people power" evidenziato da questo caso - il potere dei cittadini di influenzare la ricerca e le decisioni delle Istituzioni sanitarie - riflettono Roger Chafe e i suoi colleghi della Memorial University of Newfoundland, in un commento apparso questa settimana sulla rivista Nature. Nel 2008 Paolo Zamboni, chirurgo vascolare ferrarese, ha ipotizzato una nuova concausa della sclerosi multipla ravvedendola in un'insufficienza venosa cerebro-spinale cronica, nome in codice Ccsvi, che puo' essere risolta, a detta dello studioso, intervenendo sull'ostruzione con un opportuno intervento chirurgico. Cosi', senza l'uso di farmaci, la sclerosi multipla retrocederebbe dal suo implacabile e progressivo avanzare. Lo studio targato Zamboni era di modeste dimensioni, riflettono i ricercatori guidati da Chafe, non condotto in cieco ne' tantomeno randomizzato, ma e' stato ampiamente pubblicizzato in Canada, grazie al passaparola sul Web. Tant'e' che su Facebook i gruppi pro-Zamboni sono spuntati numerosi con decine di migliaia di fan all'attivo, anche se nessun ricercatore del Paese Nord americano ne' tantomeno la locale Multiple Sclerosis Society hanno sostenuto la necessita' di finanziare con fondi pubblici gli studi clinici sul trattamento della Ccsvi.