Gli analisti di Kaspersky Lab hanno trovato esempi di una mailing di massa che prende di mira gli utenti americani. Nelle loro email, gli spammer fanno riferimento ai tragici eventi accaduti recentemente in Francia e che hanno occupato le prime pagine dei giornali, annunciando una nuova ondata di simili attacchi e offrendo ai lettori un modo semplice per proteggere se stessi e le proprie famiglie nel caso in cui accada il peggio. Per poche decine di dollari, infatti, questi insoliti “benefattori” forniscono un video tutorial su come costruire un prodigioso generatore elettrico nella propria casa.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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Kaspersky Lab: spammer sfruttano attentati in Francia per fare soldi
Gli analisti di Kaspersky Lab hanno trovato esempi di una mailing di massa che prende di mira gli utenti americani. Nelle loro email, gli spammer fanno riferimento ai tragici eventi accaduti recentemente in Francia e che hanno occupato le prime pagine dei giornali, annunciando una nuova ondata di simili attacchi e offrendo ai lettori un modo semplice per proteggere se stessi e le proprie famiglie nel caso in cui accada il peggio. Per poche decine di dollari, infatti, questi insoliti “benefattori” forniscono un video tutorial su come costruire un prodigioso generatore elettrico nella propria casa.
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Kaspersky Lab: spam a tema Ebola, phishing in crescita su Facebook
Gli spammer hanno creato nuove versioni della truffa nota con il nome di "Lettera Nigeriana", che nel mese di settembre, per attirare le proprie vittime, ha sfruttato in varie mailing di massa il tema Ebola. Le cifre dello spam secondo Kaspersky Lab. La percentuale di spam all’interno del traffico email di settembre si è attestata su un valore medio del 66,5%, 0,7 punti percentuali in meno rispetto alla media di agosto; i maggiori distributori di spam sono stati USA (12%), Vietnam (9,3%) e Russia (5,8%); a settembre, la Germania si è aggiudicata il primo posto come paese con il più alto tasso di rilevamenti antivirus (9,11%), seguita da Regno Unito (8,45%) e Stati Uniti (8,26%).
Esva, soluzione antispam intelligente che capisce email indesiderate
Messaggi bancari, commerciali, nonché presunte vincite milionarie alla lotteria o immaginarie fanciulle russe in cerca di compagnia: le caselle di posta degli utenti vengono attaccate quotidianamente da questi e altri tipi di messaggi spam. Per questa ragione il team di Libraesva, società italiana leader nell'ambito delle soluzioni email content gateway con ESVA - Email Security Virtual Appliance, lavora ogni giorno per mettere a punto soluzioni anti-spam calibrate, in grado di identificare e bloccare i messaggi indesiderati.
Ciò che a una mente umana appare semplice e immediato, infatti, può risultare complicato se non addirittura impossibile per l’intelligenza matematica di un calcolatore, che non può valutare i messaggi come spam semplicemente sulla base del loro contenuto. Si rende dunque necessario “fondere” le capacità razionali di giudizio con quelle informatiche dei processi automatici, fornendo ai filtri anti-spam elementi formali che permettano di individuare anomalie sufficienti per etichettare il messaggio come posta indesiderata.
Il percorso segreto dei messaggi indesiderati
Ogni manuale di sicurezza informatica insegna che è buona norma evitare di aprire allegati da indirizzi di posta sconosciuti o sospetti. Quando cade nel tranello aprendo il file malevolo, infatti, l’utente corre il rischio di infettare con un virus il proprio computer e diventare così complice inconsapevole degli spammer, che potranno raggiungere le proprie vittime utilizzando l’account di posta dell’ignaro utente.
Le email indesiderate sfrutteranno quindi il computer e la connessione ADSL dell’account infetto per essere prese in carico dal server e venire poi recapitate ai destinatari superando i filtri antispam. Spesso, per ridurre la tracciabilità dei messaggi, gli spammer tendono a introdurre nel percorso un terzo indirizzo mail: in tal modo si avrà un mittente A, con destinatario B e un ulteriore comando “rispondi a” indirizzato a C.
Come insegnare a un software a intercettare i messaggi indesiderati
Generalmente i software identificano negli allegati la discriminante in base alla quale bloccare i messaggi spam ed evitare che gli utenti, aprendoli, diano inizio a reazioni a catena di portata piuttosto rilevante. Talvolta, tuttavia, può accadere che attacchi più raffinati, con una maggiore componente di social engineering, possano passare indisturbati attraverso i filtri antispam, che vanno dunque aggiornati e impostati con costanza e precisione.
“Ancora una volta appare evidente come siano le piccole valutazioni, i minimi e ponderati indizi, le uniche risorse a disposizione di un anti-spam per risultare efficace”, spiega ing. Paolo Frizzi, CEO e CTO di Libraesva. “Per questo è importante, per un prodotto di questo tipo, avere alle spalle un team di ricerca che osservi questi fenomeni e possa diramare segnalazioni e notifiche prima che questi messaggi nocivi colpiscano le caselle di posta dei clienti”.
Consapevoli dell’importanza del fattore umano nei complessi processi informatici che danno vita a un buon software anti-spam, gli sviluppatori di Libraesva lavorano ogni giorno per aggiornare e confermare il successo di un email content gateway che fino ad oggi è arrivato ad ottenere fino al 99,97% di Spam Catch Rate e zero falsi positivi. Libra ESVA, integrandosi perfettamente con qualsiasi sistema di messaggistica, risulta completamente indipendente dalla tecnologia esistente.
Fonte: Sound Pr
Garante Privacy, nuove regole contro il marketing selvaggio e lo spam
Offerte commerciali a utenti di social network o di servizi di messaggistica come Skype e WhatsApp solo con il loro consenso; no a e-mail e sms indesiderati; maggiori controlli da parte di chi commissiona le campagne promozionali; misure semplificate per le promozioni delle imprese che rispettano le regole. Il Garante vara le nuove "Linee guida in materia di attività promozionale e contrasto allo spam" [doc. web n. 2542348] per combattere il marketing selvaggio e favorire pratiche commerciali "amiche" di utenti e consumatori.
Il provvedimento generale (in via di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale) definisce un primo quadro unitario di misure e accorgimenti utili sia alle imprese che vogliono avviare campagne per pubblicizzare prodotti e servizi, sia a quanti desiderano difendersi dall'invadenza di chi utilizza senza il loro consenso recapiti e informazioni personali per tempestarli di pubblicità. Una particolare attenzione è stata posta dall'Autorità sulle nuove frontiere dello spamming - come quello diffuso sui social network (il cosiddetto social spam) o tramite alcune pratiche di "marketing virale" o "marketing mirato" - che possono comportare modalità sempre più insidiose e invasive della sfera personale degli interessati. Queste in sintesi le principali regole contenute nelle Linee guida.
Offerte commerciali e spam
• Invio di offerte commerciali solo con il consenso preventivo. Per poter inviare comunicazioni promozionali e materiale pubblicitario tramite sistemi automatizzati (telefonate preregistrate, e-mail, fax, sms, mms) è necessario aver prima acquisito il consenso dei destinatari (cosiddetto opt-in). Tale consenso deve essere specifico, libero, informato e documentato per iscritto.
• Maggiori controlli su chi realizza campagne di marketing. Chi commissiona campagne promozionali deve esercitare adeguati controlli per evitare che agenti, subagenti o altri soggetti a cui ha demandato i contatti con i potenziali clienti effettuino spam.
• Consenso per l'uso dei dati presenti su Internet e social network. E' necessario lo specifico consenso del destinatario per inviare messaggi promozionali agli utenti di Facebook, Twitter e altri social network (ad esempio pubblicandoli sulla loro bacheca virtuale) o di altri servizi di messaggistica e Voip sempre più diffusi come Skype, WhatsApp, Viber, Messenger, etc. Il fatto che i dati siano accessibili in Rete non significa che possano essere liberamente usati per inviare comunicazioni promozionali automatizzate o per altre attività di marketing "virale" o "mirato".
• "Passaparola" senza consenso. Non è necessario il consenso per inviare e-mail o sms con offerte promozionali ad amici a titolo personale (il cosiddetto "passaparola").
Semplificazioni per le aziende in regola
• E-mail promozionali ai propri clienti. Ok all'invio di messaggi promozionali, tramite e-mail, ai propri clienti su beni o servizi analoghi a quelli già acquistati (cosiddetto soft spam).
• Promozioni per "fan" di marchi o aziende. Una impresa o società può inviare offerte commerciali ai propri "follower" sui social network quando dalla loro iscrizione alla pagina aziendale si evinca chiaramente l'interesse o il consenso a ricevere messaggi pubblicitari concernenti il marchio, il prodotto o il servizio offerto.
• Consenso unico valido per diverse attività. Basta un unico consenso per tutte le attività di marketing (come l'invio di materiale pubblicitario o lo svolgimento di ricerche di mercato); il consenso prestato per l'invio di comunicazioni commerciali tramite modalità automatizzate (come e-mail o sms) copre anche quelle effettuate tramite posta cartacea o con telefonate tramite operatore. Le aziende che intendono raccogliere i dati personali degli utenti per comunicarli o cederli ad altri soggetti a fini promozionali, possono acquisire un unico consenso valido per tutti i soggetti terzi indicati nell'apposita informativa fornita all'interessato.
Tutele e sanzioni contro lo spam
• Tutele per i singoli utenti. Le persone che ricevono spam possono presentare segnalazioni, reclami o ricorsi al Garante e comunque esercitare tutti i diritti previsti dal Codice privacy, inclusa la richiesta di sanzioni contro chi invia messaggi indesiderati (nei casi più gravi possono arrivare fino a circa 500.000 euro).
• Tutele per le società. Le "persone giuridiche", pur non potendo più chiedere l'intervento formale del Garante per la privacy, possono comunque comunicare eventuali violazioni. Hanno invece la possibilità di rivolgersi all'Autorità giudiziaria per azioni civili o penali contro gli spammer.
Contestualmente alle Linee guida, allo scopo di semplificare ulteriormente gli adempimenti in materia di marketing diretto, il Garante ha adottato anche un apposito provvedimento generale [doc. web n. 2543820] sul consenso al trattamento dei dati personali, sempre in via di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.
Fonte: Garante Privacy
Twitter dichiara guerra agli spammer e porta in tribunale cinque siti
Twitter dichiara guerra allo spam portando in tribunale gli ideatori e i gestori di 5 software utilizzati per generare messaggi indesiderati sul sito. "Twitter continua a crescere ad un ritmo record - ora abbiamo 140 milioni di utenti attivi e più di 340 milioni di tweet ogni giorno. Espandendosi la nostra portata, siamo diventati un obiettivo più attraente per gli spammer. Mentre lo spam è una piccola frazione degl'incredibili contenuti che si possono trovare su Twitter, sappiamo quanto può essere fastidioso. Abbiamo già discusso i modi per individuare lo spam su Twitter", si legge in un post sul blog.
"I nostri tecnici continuano a combattere gli sforzi degli spammer per eludere i nostri controlli di sicurezza, e oggi stiamo aggiungendo un'altra arma al nostro arsenale", ha aggiunto il social network. E' così che Twitter ha presentato una denuncia alla Corte Federale di San Francisco contro cinque tra i fornitori degli strumenti più aggressivi per lo spam. In questo modo Twitter sta andando direttamente alla fonte dello spam. Nel mirino i servizi TweetAttacks, TweetAdder, TweetBuddy e due persone fisiche: James Lucero di justinlover.info e Garland Harris di troption.com.
La speranza del social network è che questa mossa possa essere anche un deterrente nei confronti di altri spammer. Un impegno, aggiunge la società, che non si fermerà solo a questa iniziativa. "Anche se questo è un passo importante, i nostri sforzi per combattere lo spam non si fermano qui. Il nostro team di ingegneria continua ad implementare robuste soluzioni tecniche che ci aiutano a ridurre lo spam in modo proattivo. Ad esempio, all'inizio di questa settimana, i nostri ingegneri hanno lanciato nuove misure anti-spam all'interno di Twitter per sospendere in modo più aggressivo un nuovo tipo di spam @menzion", spiega ancora Twitter.
Il sito di microblogging adesso usa il proprio collegamento shortener (t.co) per analizzare se un collegamento Twitter porta al malware o contenuti dannosi. Questo aiuta a impedire agli utenti di visitare i link malevoli e a chiudere centinaia di migliaia di account abusivi. "Si può dare una mano, anche segnalando e bloccando gli spammer che si incontrano su Twitter. Siamo impegnati a combattere lo spam su tutti i fronti, continuando a far crescere la nostra squadra anti-spam e con ogni strumento a nostra disposizione per arrestare gli spammer. Oggi segniamo un importante passo avanti", conclude Twitter.
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