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Check Point, messaggi di WhatsApp manipolati: bug in chat gruppo


In un’epoca di fake news dilaganti in rete, di attacchi alla libertà di stampa e di progressiva svalutazione del lavoro dei giornalisti, non sono solo Facebook e Twitter a farsi potenziali veicoli di disinformazione. Check Point Software Technologies, uno dei principali fornitori mondiali di soluzioni di cybersecurity, ha scoperto una nuova falla di WhatsApp che permetterebbe a un criminale informatico di intercettare e manipolare i messaggi inviati all’interno dei gruppi di discussione o delle chat private. Gli hacker potrebbero sfruttare questa vulnerabilità non solo dirottando la conversazione a loro vantaggio, ma anche creando e diffondendo fake news, assumendo così un potere immenso.

ESET, nuovo problema di sicurezza in Android: esente solo Oreo 8.0


Più di tre quarti dei telefoni con sistema operativo Android sono vulnerabili alla registrazione di schermo e audio da parte di aggressori. Sfruttando un servizio incorporato all'interno dell'OS di Google, un malintenzionato può facilmente ingannare l'utente per concedere i relativi diritti ad un'applicazione dannosa. Anche se la vulnerabilità è stata risolta nell'ultimo aggiornamento Android 8 "Oreo" gli utenti che eseguono sui device con Lollipop, Marshmallow o Nougat rimangono a rischio. ESET Italia consiglia a tutti gli utenti di porre estrema attenzione ai download effettuati dai propri dispositivi mobile e di installare una soluzione antimalware efficace e di mantenerla costantemente aggiornata.

MarkMonitor, analisi di alcune tecniche impiegate dai criminali online


Jerome Sicard, RM di MarkMonitor, analizza le ultime “tecniche” dei criminali online. A seconda del settore e del tipo di azione fraudolenta, i truffatori monetizzano in vari modi le credenziali di accesso e i dati dei malcapitati. Mentre chi opera in determinate industrie ha familiarità con le truffe di phishing e capisce come i truffatori monetizzino i propri dati, non è necessariamente chiaro come questo avvenga in molti settori verticali. Gli istituti finanziari sono di sicuro i maggiori obiettivi degli attacchi di phishing. I truffatori sfruttano una serie di frodi di social engineering per rubare le credenziali di accesso e le informazioni della carta di credito dai clienti degli istituti finanziari.

Kaspersky Lab, attacchi DDoS: 72% delle vittime si trova in 10 Paesi


L’hack di Ashley Madison, il sito di incontri per persone sposate, starebbe prendendo pieghe drammatiche. Tre persone si sono suicidate dopo che i loro dati sono stati pubblicati on-line. E secondo le statistiche di Kaspersky Lab relative al secondo trimestre del 2015, tre quarti delle risorse attaccate tramite botnet sono ubicate in soli 10 Paesi. La leadership indiscussa degli Stati Uniti e della Cina si spiega grazie all’hosting particolarmente economico in questi stati. Tuttavia, i cambiamenti nelle altre posizioni della classifica e il numero crescente di Paesi colpiti da questo genere di attacchi prova che nessun territorio è al sicuro dalle minacce DDoS.

Kaspersky Lab: rilevate un miliardo di cyber minacce in più nel 2014


Ogni anno gli esperti di Kaspersky Lab misurano il livello delle minacce informatiche. Nel 2014 è stato rilevato un aumento considerevole del numero di attacchi dannosi per computer e dispositivi mobile, un ulteriore sviluppo di malware finanziari e un cambiamento nei vettori degli attacchi per il web. Nel 2013, la maggior parte degli attacchi rivolti a Internet sono stati condotti facendo uso di risorse web dannose ubicate negli Stati Uniti e in Russia mentre nel 2014 il paese che ha ospitato il maggior numero di siti pericolosi a livello mondiale è stata la Germania, fatta eccezione per gli Stati Uniti. L’Olanda conferma il suo terzo posto.

Per Natale esperti prevedono attacchi contro servizi di online banking


Kaspersky Lab ha registrato migliaia di tentativi di infezione a computer utilizzati per attività di online banking, tramite un programma nocivo in grado di colpire “qualsiasi banca in qualsiasi paese”. Il Trojan banker Neverquest sfrutta quasi tutti i metodi utilizzati per aggirare i sistemi di sicurezza bancari online: web injection, sistema di accesso remoto, ingegneria sociale. Considerando le capacità di auto riproduzione del Trojan, è possibile prevedere un forte aumento del numero di attacchi che coinvolgono Neverquest, con conseguenti perdite finanziarie per gli utenti di tutto il mondo.

La settimana precedente al Natale e alle vacanze di Capodanno sono tradizionalmente un periodo intenso per l’attività nociva ai danni degli utenti. Già a novembre si sono verificati casi in cui, nei forum degli hacker, sono apparsi messaggi circa l'acquisto e la vendita di banche dati per accedere ai conti bancari e ad altri documenti utilizzati per aprire e gestire gli account a cui vengono inviati i soldi rubati. Neverquest era già apparso sul mercato nel luglio di quest’anno, quando era stato individuato su un forum l’annuncio per la ricerca di un partner disposto a lavorare con questo Trojan. 

Sergey Golovanov, Principal Security Researcher di Kaspersky Lab, ha commentato: “Dopo i numerosi procedimenti penali connessi alla creazione e proliferazione di malware utilizzati per sottrarre i dati bancari dai siti web, i criminali informatici stanno cercando nuove idee e nuove tecnologie per le loro attività illegali. Neverquest è solo una delle minacce che mirano a prendere il posto che è stato di ZeuS e Carberp”. Neverquest sottrae le username e le password dai conti bancari, oltre a tutti i dati inseriti dagli utenti. 

Script speciali per Internet Explorer e Firefox sono utilizzati per facilitare questi furti, fornendo al malware il controllo della connessione browser con i server di comando dei criminali informatici utilizzati per visitare i siti presenti su 28 liste, compresi quelli che appartengono alle grandi banche internazionali; siti di banche tedesche, italiane, turche e siti di sistemi di pagamento. Altre funzioni aiutano gli utenti malintenzionati ad incrementare la lista di banche colpite, attraverso lo sviluppo di codici che possono essere diffusi su nuovi siti web, che in precedenza non erano ancora stati inseriti nella lista degli obiettivi. 

Tra tutti i siti colpiti da questi programmi, un fondo d’investimento il cui sito offre ai clienti una lunga lista di metodi per gestire online le proprie finanze. Questo dà ai criminali informatici la possibilità di trasferire non solo i fondi ai propri conti, ma anche giocare in borsa, utilizzando i conti e il denaro delle vittime colpite da Neverquest. Dopo aver ottenuto l'accesso all'account del sistema bancario online di un utente, i criminali informatici eseguono le transazioni e il trasferimento di denaro dal conto dell’utente al proprio. 

La protezione contro le minacce come Neverquest richiede ulteriori funzionalità rispetto all’antivirus standard; gli utenti necessitano di una soluzione dedicata, che renda sicure tutte le transazioni. In particolare, la soluzione deve essere in grado di controllare un processo del browser in esecuzione e prevenire qualsiasi manipolazione proveniente da altre applicazioni. I metodi utilizzati per distribuire Neverquest sono simili a quelli utilizzati per distribuire il client botnet Bredolab, che divenne uno dei malware più diffusi su Internet nel 2010. La versione completa dell’articolo dedicato a Neverquest è disponibile su securelist.com

Fonte: Kaspersky 

Esva, soluzione antispam intelligente che capisce email indesiderate


Messaggi bancari, commerciali, nonché presunte vincite milionarie alla lotteria o immaginarie fanciulle russe in cerca di compagnia: le caselle di posta degli utenti vengono attaccate quotidianamente da questi e altri tipi di messaggi spam. Per questa ragione il team di Libraesva, società italiana leader nell'ambito delle soluzioni email content gateway con ESVA - Email Security Virtual Appliance, lavora ogni giorno per mettere a punto soluzioni anti-spam calibrate, in grado di identificare e bloccare i messaggi indesiderati. 

Ciò che a una mente umana appare semplice e immediato, infatti, può risultare complicato se non addirittura impossibile per l’intelligenza matematica di un calcolatore, che non può valutare i messaggi come spam semplicemente sulla base del loro contenuto. Si rende dunque necessario “fondere” le capacità razionali di giudizio con quelle informatiche dei processi automatici, fornendo ai filtri anti-spam elementi formali che permettano di individuare anomalie sufficienti per etichettare il messaggio come posta indesiderata. 

Il percorso segreto dei messaggi indesiderati
Ogni manuale di sicurezza informatica insegna che è buona norma evitare di aprire allegati da indirizzi di posta sconosciuti o sospetti. Quando cade nel tranello aprendo il file malevolo, infatti, l’utente corre il rischio di infettare con un virus il proprio computer e diventare così complice inconsapevole degli spammer, che potranno raggiungere le proprie vittime utilizzando l’account di posta dell’ignaro utente.

Le email indesiderate sfrutteranno quindi il computer e la connessione ADSL dell’account infetto per essere prese in carico dal server e venire poi recapitate ai destinatari superando i filtri antispam. Spesso, per ridurre la tracciabilità dei messaggi, gli spammer tendono a introdurre nel percorso un terzo indirizzo mail: in tal modo si avrà un mittente A, con destinatario B e un ulteriore comando “rispondi a” indirizzato a C.


Come insegnare a un software a intercettare i messaggi indesiderati
Generalmente i software identificano negli allegati la discriminante in base alla quale bloccare i messaggi spam ed evitare che gli utenti, aprendoli, diano inizio a reazioni a catena di portata piuttosto rilevante. Talvolta, tuttavia, può accadere che attacchi più raffinati, con una maggiore componente di social engineering, possano passare indisturbati attraverso i filtri antispam, che vanno dunque aggiornati e impostati con costanza e precisione. 

“Ancora una volta appare evidente come siano le piccole valutazioni, i minimi e ponderati indizi, le uniche risorse a disposizione di un anti-spam per risultare efficace”, spiega ing. Paolo Frizzi, CEO e CTO di Libraesva. “Per questo è importante, per un prodotto di questo tipo, avere alle spalle un team di ricerca che osservi questi fenomeni e possa diramare segnalazioni e notifiche prima che questi messaggi nocivi colpiscano le caselle di posta dei clienti”. 

Consapevoli dell’importanza del fattore umano nei complessi processi informatici che danno vita a un buon software anti-spam, gli sviluppatori di Libraesva lavorano ogni giorno per aggiornare e confermare il successo di un email content gateway che fino ad oggi è arrivato ad ottenere fino al 99,97% di Spam Catch Rate e zero falsi positivi. Libra ESVA, integrandosi perfettamente con qualsiasi sistema di messaggistica, risulta completamente indipendente dalla tecnologia esistente.


Fonte: Sound Pr

Oracle rilascia Critical Patch che consente di risolvere 40 vulnerabilità


Oracle ha appena rilasciato il suo Critical Patch Update di giugno 2013 per Oracle Java SE. Questo Critical Patch Update numero 25 di Java 7, è una raccolta delle patch per tappare diverse vulnerabilità di sicurezza in Oracle Java SE. L'aggiornamento contiene in totale 40 nuove correzioni di vulnerabilità di sicurezza, 37 delle quali affrontano delle vulnerabilità che portano all'esecuzione di malware. Le vulnerabilità di sicurezza sono segnati con CVSS versione 2.0.

Tra gli aggiornamenti uno risolve una vulnerabilità frame injection trovata nello strumento JavaDoc, un generatore di documentazione comunemente usato nei siti web. A causa della minaccia rappresentata da un attacco di successo, Oracle raccomanda vivamente di applicare il Critical Patch Update al più presto possibile. La suddetta vulnerabilità, identificata come CVE-2013-1571, può essere usata per rubare importanti dati degli utenti, iniettando un frame controllato dall'attaccante generato nella pagina JavaDoc HTML. 

Javadoc è uno strumento che genera documentazione .HTML da commenti Javadoc nel codice. Java fornisce un meccanismo automatico per generare la documentazione in formato .HTML. La vulnerabilità è dovuta a un difetto nel codice JavaScript che è incluso come parte delle pagine HTML generate dallo strumento Javadoc. Quindi tutti i siti web che utilizzano tali pagine HTML possono essere sfruttate da un utente malintenzionato per rubare i loro dati utente o per installare malware reindirizzando l'utente ignaro al sito web controllato dall'utente malintenzionato. 

Questa vulnerabilità può essere utilizzata attraverso tecniche d'ingegneria sociale o tramite phishing, e potrebbe essere utilizzata per lo sfruttamento del browser web, se combinata con un'altra vulnerabilità del browser correlata. Oracle ha rilasciato in particolare due correzioni nel suo Critical Patch Update per risolvere questa vulnerabilità. Un'altra vulnerabilità facilmente sfruttabile nel componente Java Runtime Environment di Oracle Java SE, permette attacchi di rete riusciti non autenticati tramite protocolli multipli. 

Un attacco di successo di questa vulnerabilità, identificata come CVE-2013-2400, può causare aggiornamento non autorizzato, inserire o cancellare l'accesso ad alcuni dati accessibili Runtime Environment Java. Le seguenti versioni di Oracle Java SE sono interessate: JDK e JRE 7 Update 21 e versioni precedenti; JDK e JRE 6 Update 45 e precedenti; JDK e JRE 5.0 Update 45 e precedenti; JavaFX 2.2.21 e precedenti. Le prossima data in programma per Oracle Java SE Critical Patch Update è il 15 ottobre 2013.


Via: Oracle

Skype, virus Dorkbot ritorna e chiede soldi per riavere controllo del PC


Il malware Dorkbot che ha ingannato molti utenti di Facebook, Twitter, PayPal, Gmail, Netflix, eBay, Steam, e altri, da qualche settimana ha preso di mira gli utenti di Skype attraverso tecniche di social engineering invitandoli a scaricare il malware, il cui carico utile ora include un meccanismo per bloccare anche i computer. Diverse società antivirus e sicurezza riportano che l'ultima variante si diffonde attraverso la lista contatti di un utente Skype infetto e invia il messaggio in inglese: "Lol is this your new profile pic?". Viene inviato anche un messaggio simile in lingua tedesca. Facendo clic sul link viene aperto un archivio .zip che contiene il file "skype_02102012_image.exe".

Attacco hacker a siti di calcio europei, diffusi dati personali degli utenti


Gli esperti di sicurezza dei G Data SecurityLabs hanno scoperto che, seguendo la scia degli Euro 2012, i siti ufficiali di club calcistici europei, fan club e associazioni calcistiche sono stati violati da attacchi hacker. L'autore del reato ha sottratto e diffuso su Internet nomi, username, password, indirizzi email, numeri di telefono, indirizzi IP e talvolta anche informazioni riguardanti account bancari.

Ad essere stati colpiti, per il momento, sono stati alcuni siti di noti Club calcistici italiani, spagnoli, greci, tedeschi e olandesi. Dietro tale atto si nascondono motivazioni politiche riconducibili al cosiddetto "hacktivism". Come dichiarato pubblicamente dall’autore un paio di giorni fa, egli contesta i profitti delle squadre di calcio mentre l'attuale crisi economica grava sul ceto medio portandolo verso la rovina.

A livello tecnico, i veicoli d'attacco sono stati SQL Injection e CRLF Injection. La prima, iniettando codice all'interno di un’istruzione SQL, consente di copiare, modificare, cancellare dati, ecc. La seconda prevede l'invio di una richiesta "http" preparata appositamente per manipolare la risposta del webserver. L'attacco CRLF Injection (a volte indicato anche come HTTP Response Splitting) è un attacco Web abbastanza semplice ma estremamente potente.

Gli hacker stanno sfruttando attivamente questa vulnerabilità delle applicazioni Web per eseguire una grande varietà di attacchi che includono XSS cross-site scripting, cross-user defacement, posizionamento della web-cache client, dirottamento di pagine web e una miriade di altri attacchi correlati. G Data ha provveduto ad avvisare dell'accaduto i club calcistici interessati e si rende disponibile a fornire assistenza qualora fosse necessaria.

Quali potrebbero essere le conseguenze di questo attacco? 

  • Essendo un attacco mirato ai fun di calcio, gli hacker potrebbero lanciare un'azione di spam "personalizzata" confezionando contenuti calcistici infetti; 
  • attraverso il social engineering, persone malintenzionate potrebbero prendere informazioni sulle singole persone, fingersi dipendenti della società di calcio attaccata e contattare le vittime, per telefono o via mail, estorcendo loro informazioni di qualsiasi tipo; 
  • i dati diffusi su web potrebbero essere utilizzati per accedere ad altri servizi web delle vittime, considerando che spesso gli utenti, seguendo un comportamento sbagliato, utilizzano i medesimi dati di accesso (username/email e password) per più servizi.

Per proteggervi dalla minaccia, dunque, è consigliabile cambiare con frequenza le password che utilizzate per accedere ai vari siti Web, non utilizzare la stessa per più di un servizio e prestare particolare attenzione a tutte le comunicazioni insolite che ricevete, specialmente se in questo periodo riguardano le tematiche calcistiche.

IBM: nuovi strumenti di Analytics per identificare attacchi alla sicurezza


IBM ha presentato un nuovo strumento di Analytics che, utilizzando la security intelligence avanzata, è in grado di segnalare il comportamento sospetto nelle attività di rete, per una migliore difesa dalle minacce nascoste che colpiscono le organizzazioni. Ora che le organizzazioni aprono le proprie reti agli smart phone e ai social media, le difese tradizionali, come i firewall e il software antivirus, non riescono a fornire una protezione adeguata. Secondo il rapporto IBM X-Force Trend and Risk Report del 2011, gli hacker hanno intensificato gli attacchi di “social engineering” ed è stato registrato un aumento degli exploit mobili del 19 percento nel 2011.

I firewall e i prodotti per la sicurezza tradizionali sono poco efficaci nel contrastare le minacce più evolute, che usano tecniche non rese note o che hanno già colpito un’organizzazione. Per affrontare questo problema, IBM annuncia l’appliance QRadar Network Anomaly Detection, che analizza la complessa attività di rete in tempo reale, rilevando e segnalando anomalie che esulano dal normale comportamento di base. Questa funzione di analisi non solo può osservare gli attacchi in ingresso, ma anche rilevare le anomalie di rete in uscita, quando il malware potrebbe avere già infettato un sistema "zombie" per inviare dati all'esterno dell'organizzazione.

“Gli hacker più esperti sono astuti e pazienti, lasciano solo una traccia impercettibile della loro presenza ed eludono molti sistemi di protezione di rete e rilevamento”, spiega Marc van Zadelhoff, vice president Strategy and Product Management, IBM Security Systems. “La maggior parte delle organizzazioni non sa nemmeno di essere stata infettata da malware. Un vantaggio degli Analytics di IBM è la capacità di rilevare gli indicatori di nuovi attacchi dall’esterno, o rivelare attività malevola nascosta proveniente dall’interno”.

Utilizzando algoritmi comportamentali evoluti, l’appliance QRadar Network Anomaly Detection analizza i dati più disparati che, nell’insieme, possono essere indicativi di un attacco: flusso di traffico e di rete, allarmi dei sistemi di prevenzione delle intrusioni (IPS), vulnerabilità di sistemi e applicazioni e attività degli utenti. Quantifica diversi fattori di rischio, per aiutare a valutare la rilevanza e la credibilità di una minaccia segnalata, il valore aziendale e le vulnerabilità delle risorse prese di mira. Applicando l’analitica comportamentale e il rilevamento delle anomalie, l’applicazione può segnalare eventi irregolari, quali:

• traffico di rete in uscita verso paesi in cui l’azienda non ha rapporti d’affari;
• traffico FTP osservato in un reparto che, di regola, non usa servizi FTP;
• esecuzione di un’applicazione nota su una porta non standard, o in aree in cui non è consentita (ad es. traffico non crittografato in aree sicure della rete).

Inoltre. X-Force IP Reputation Feed fornisce a QRadar Network Anomaly Detection un elenco, in tempo reale, di indirizzi IP potenzialmente maligni, inclusi host di malware, fonti di spam e altre minacce. In questo modo l’appliance osserva il traffico da o verso questi siti e, conseguentemente, può allertare immediatamente l’organizzazione e fornire informazioni di contesto relative a eventuali attività anomale. Per ulteriori informazioni sulle soluzioni di sicurezza IBM, visitate i siti: www.ibm.com/security e www.ibm.com/software/it/itsolutions/security/.

Via: IBM

Importante patch per Adobe Flash Player tappa vulnerabilità zero-day


Una vulnerabilità zero-day che esiste in Adobe Flash Player 11.1.102.55 e versioni precedenti per Windows è attualmente sfruttata dai criminali informatici con metodi ingegneria sociale che spinge gli utenti a fare clic sui link maligni inviati via email. In risposta alla falla che colpisce a quanto pare i clienti solo su Internet Explorer, Adobe ha rilasciato Flash Player 11.1.102.62. La zero-day è in realtà una cross-site scripting (XSS) che può essere utilizzato per eseguire azioni per conto di un utente su qualsiasi sito. Questo attacco ha successo solo se la vittima potenziale potrà essere indotta a cliccare sul link progettato in modo intelligente, ma come dimostra la pratica, questo non è un compito difficile per la maggior parte dei criminali cibernetici.

Cookiejacking: falla in IE mette a rischio le credenziali di Facebook


Una vulnerabilità zero-day che interessa tutte le versioni di Internet Explorer consente agli aggressori di eseguire un attacco di tipo clickjacking, al fine di rubare i cookie di sessione. L'attacco, soprannominato cookiejacking, è stato comunicato la scorsa settimana dal ricercatore di sicurezza indipendente italiano Rosario Valotta alla conferenza Hack in the Box 2011 ad Amsterdam e ulteriori informazioni sono state pubblicate sul suo blog Lunedi. Per la dimostrazione, Valotta ha sottratto le credenziali di accesso a Facebook, Gmail e Twitter. "Qualsiasi sito web. Qualsiasi cookie. Il limite è solo la vostra immaginazione", scrive sul blog. Non è semplice tirare fuori l'attacco e combina diverse tecniche tra cui social engineering, però, se fatto correttamente può risultare molto efficace. La tecnica sfrutta un bug nella gestione dei cookie da parte del browser Microsoft. La vulnerabilità interessa tutte le versioni di IE, tra cui Internet Explorer 9, su ogni versione del sistema operativo Windows. Ha costruito un puzzle che ha messo su Facebook in cui viene chiesto agli utenti di "spogliare" la foto di una donna attraente. Per sfruttare la falla, l'hacker deve convincere la vittima a trascinare un oggetto attraverso lo schermo del PC prima che il cookie possa essere dirottato.



Ciò appare come un compito difficile, ma Valotta ha detto che è in grado di farlo abbastanza facilmente. Per bypassare questo, l'attaccante ha la necessità di ingannare la vittima per farsi consegnare il contenuto dei cookie. Ciò implica la selezione del testo e incollarlo all'interno di un contenitore attaccante controllato (drag & drop). Ovviamente questo sarebbe molto sospetto, e gli attaccanti hanno bisogno di utilizzare tecniche di clickjacking per nascondere ciò che sta accadendo. La versione del sistema operativo deve essere anche determinata, perché i cookie vengono memorizzati in posizioni diverse sui diversi sistemi Windows. Questo può essere fatto analizzando l'oggetto navigator.userAgent. Poiché tutte le versioni di Internet Explorer su tutte le versioni di Windows sono colpite, Valotta avverte che il pool di potenziali vittime è enorme. Inoltre, non ci sono molte difese contro le tecniche di clickjacking in IE. Microsoft ha risposto dicendo che, a causa del livello di interazione, non si tratta di un problema ad alto rischio. Nonostante queste parole rassicuranti, è sempre meglio evitare di accettare richieste inviate dagli amici relative a giochi o applicazioni sospette e non usare Internet Explorer. L'azienda conta di risolvere il problema tra giugno e agosto.