Visualizzazione post con etichetta Terrorismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Terrorismo. Mostra tutti i post

Mozilla nella coalizione di aziende tech pro Apple su disputa iPhone


Mozilla è entrata a far parte di una colazione di aziende tecnologiche che include Google, Nest Labs, Facebook, WhatsApp, Evernote, Snapchat e Microsoft. Di comune accordo, tali aziende hanno presentato un documento a sostegno della posizione di Apple nella sua controversia in corso con l’FBI. L’obiettivo è quello di aiutare la Corte a capire perché è pericoloso costringere le aziende di tecnologia a compromettere volontariamente le proprie caratteristiche di sicurezza. Un giudice federale americano ha ordinato alla Apple di fornire assistenza all’FBI per sbloccare l’iPhone di uno dei due attentatori della sparatoria di San Bernardino dello scorso dicembre.

Blogmeter mostra migliori brand su Facebook e Twitter a novembre


Nella classifica di Blogmeter spicca anche la pagina Facebook della Polizia di Stato, mentre tra i profili che crescono di più svetta Ovs. La pagina Twitter di IKEA Italia consolida la sua posizione, mentre quella del Ministero della Difesa ottiene nuovi seguaci. Se in campionato all’inizio ha stentato a ingranare (ma ora è tornata ai suoi livelli abituali), sui social la Juventus continua a non sbagliare un colpo. La tradizionale classifica Top Brands di Blogmeter che misura le performance dei brand sui due social più significativi, la pone ancora una volta in cima al rating di Twitter sia per la capacità di coinvolgere gli utenti, sia per la forza che dimostra nel conquistare nuovi follower.

Anonymous: attentato Isis sventato a Firenze, Polizia non conferma


Avrebbe dovuto verificarsi a Firenze l'attentato dell'Isis che sarebbe stato sventato da Anonymous. È lo stesso gruppo di hacker che, dopo il video del 28 dicembre, lo afferma in un nuovo videomessaggio. Fonti investigative, come riporta l'Ansa, affermano che i riscontri fatti fino ad ora su tale ipotesi hanno dato esito negativo. Il 28 dicembre Anonymous aveva fatto sapere nel suo videomessaggio di aver sventato un attentato dello Stato islamico in Italia, ma senza indicare la località in cui doveva verificarsi e annunciando "maggiori dettagli presto in un video", che ha reso noto giovedì 31 dicembre. L'obiettivo indicato era il capoluogo toscano, da colpire entro Capodanno.

Anonymous: al via #OpParis contro gli artefici degli attacchi a Parigi


Dopo gli attentati verificatisi nella tarda serata di venerdì a Parigi, il collettivo di Anonymous, la più grande comunità internazionale di hacktivisti, ha diffuso un video in cui esprime il suo cordoglio per le vittime e annuncia la sua vendetta contro i terroristi dell'Isis. Nel filmato, tradotto in più lingue, gli hacker si rivolgono a tutti i "cittadini del Mondo" e dichiarano di essere sulle tracce dei terroristi responsabili degli attacchi nella capitale francese e di volerli smascherare. Contemporaneamente, il gruppo di Anonymous ha lanciato un hashtag #OpParis e un account twitter (@opparisofficial). Gli hacker avevano già ideato delle iniziative dopo l'attentato a Charlie Hebdo (#OpISIS).

Terrorismo: Kaspersky, sistemi di videosorveglianza a rischio hacker


Kaspersky Lab ha lanciato Securing Smart Cities, una nuova iniziativa non-profit globale che  mira a risolvere le sfide di sicurezza informatica  delle città intelligenti. Una ricerca condotta da Kaspersky Lab sui sistemi di sorveglianza video delle città ha svelato che le reti progettate per proteggere le persone dai criminali e dai terroristi potrebbero essere sfruttate da terze parti grazie ai difetti di configurazione del sistema. Non è certamente un segreto che la polizia ed i governi monitorino da anni le strade delle città usando telecamere di sicurezza che si sono dimostrate essere un elemento fondamentale per le investigazioni e per la prevenzione del crimine.

Terrorismo: Anonymous, nostro obiettivo è eliminare Isis da Internet


"Vogliamo tagliare fuori da internet chiunque sia minimamente interconnesso con l'Isis: questo è il nostro obiettivo. Nelle ultime due settimane abbiamo cancellato 2000 profili jihadisti su Facebook e Twitter": queste le parole del collettivo Anonymous in un'intervista esclusiva rilasciata a Servizio Pubblico, il programma condotto da Michele Santoro, andato in onda giovedì scorso su La7 alle 21.10. "Avete trovato account italiani associati allo Stato islamico?", ha chiesto la giornalista Francesca Di Stefano. "Si legge di un italiano tra le loro fila, ma è soltanto una voce non confermata", è la risposta di Anonymous.

Kaspersky Lab: spammer sfruttano attentati in Francia per fare soldi


Gli analisti di Kaspersky Lab hanno trovato esempi di una mailing di massa che prende di mira gli utenti americani. Nelle loro email, gli spammer fanno riferimento ai tragici eventi accaduti recentemente in Francia e che hanno occupato le prime pagine dei giornali, annunciando una nuova ondata di simili attacchi e offrendo ai lettori un modo semplice per proteggere se stessi e le proprie famiglie nel caso in cui accada il peggio. Per poche decine di dollari, infatti, questi insoliti “benefattori” forniscono un video tutorial su come costruire un prodigioso generatore elettrico nella propria casa.

Anonymous vendicherà Charlie Hebdo: offline tutti i siti dei terroristi


Il gruppo di hacker di Anonymous, che si è schierato recentemente in favore dei manifestanti di Hong Kong e ha attaccato i siti del Ku Klux Klan, ha condannato la strage nella redazione di Charlie Hebdo e ha promesso una dura rappresaglia contro coloro che cercano di limitare la libertà di espressione. Nel pomeriggio di giovedì, Anonymous ha diffuso un video su YouTube e lanciato un'operazione dal suo account Twitter OpCharlieHebdo, insieme a un messaggio con cui promette ritorsioni. In particolare, il collettivo internazionale di hacker parla di assalto disumano alla libertà, in seguito al quale è suo dovere reagire.

Sony ritira dal mercato il film The Interview dopo attacchi e minacce


Sony Pictures (NYSE:SNE) ha ceduto alle pressioni degli hacker che avevano attaccato il suo sistema informatico e ritirerà dal mercato il film The Interview, la pellicola che ironizza sul regime dittatoriale nordcoreano e sul suo leader Kim Jong-Un. Cancellata non soltanto la data di uscita di Natale, ma anche ogni progetto d'uscita in tv on-demand o con l'home video. La decisione della Sony è arrivata mercoledì scorso, dopo la minaccia di un attentato terroristico tipo 11 settembre contro le sale che avessero deciso di proiettare la pellicola. E il presidente degli Stati Uniti Barack Obama avverte: "È stato un errore ritirare il film".

Terrorismo: Isis lavora a attacco biologico, istruzioni in un computer


Realizzare una devastante arma batteriologica replicando il virus della peste. E' su questo che starebbero lavorando i jihadisti dello Stato Islamico, il Califfato fondato da Abu Bakr al Bagdadi tra Aleppo e Ramadi in Iraq. Lo riporta il Foreign Policy, la rivista di politica internazionale statunitense di proprietà del Washington post, che racconta la vicenda partendo dalla scoperta nello scorso mese di gennaio, in un villaggio nel nord della Siria, di un laptop di marca Dell appartenente proprio a un militante dell'Isis.

NSA ICReach, motore di ricerca simile a Google per condividere dati


Nuovi documenti trapelati da Edward Snowden rivelano il funzionamento interno di un potente strumento utilizzato dalla NSA chiamato ICReach, un motore di ricerca simile a Google, che condivide i metadati di milioni di cittadini e cittadini stranieri. Secondo i documenti acquisiti dal sito The Intercept attraverso l'ex contractor della US National Security Agency, lo strumento ICReach della NSA è utilizzato per condividere i dati acquisiti da agenzie di intelligence attraverso un'unica piattaforma. I partner includono la NSA, CIA, FBI, DEA e varie altre forze di polizia locali.

ADVISE, progetto europeo per la sicurezza nei luoghi pubblici e privati


In un mondo di vandalismo e di accresciute attività terroristiche, la videosorveglianza costituisce parte integrante di qualsiasi indagine sugli incidenti. AlmavivA è uno dei partner europei partecipanti al progetto Advise (http://www.advise-project.eu) che vede anche la presenza di centri di eccellenza nel campo della ricerca della gestione delle immagini video tra cui il Centre for Research and Technology Hellas – Informatics and Telematics Institute di Salonicco (Grecia) e il Queen Mary and Westfield College, dell’Università di Londra (UK).

La lotta al crimine si dota di uno strumento sofisticato, a livello europeo: grazie ad ADVISE (ADvanced VIdeo Surveillance archives search Engine for security applications), un progetto innovativo, co-finanziato dall'Unione Europea nell'ambito del settore Sicurezza del Settimo programma quadro di ricerca. ADVISE offre alle forze di polizia, nazionali e locali uno strumento innovativo che consente di seguire le tracce di atti criminali, ripresi e registrati in archivi di sistemi di videosorveglianza. 

Il progetto mira a potenziare i sistemi di sicurezza delle organizzazioni - forze dell’ordine ma anche reparti di security aziendale - i cui impianti siano già dotati di videosorveglianza e a sostenere gli investigatori nell'individuare più facilmente e in minor tempo gli eventi criminali avvenuti in tali strutture in un determinato momento e posizione geografica. Per dimostrare le potenzialità dello strumento, sono stati realizzati due progetti pilota, con l'obiettivo di affrontare diverse esigenze e seguire diversi tipi di eventi. 

AlmavivA è responsabile di tali sperimentazioni. Ciascuno dei due progetti pilota e il framework stesso di ADVISE sono stati sviluppati seguendo un approccio PIA (Privacy Impact Assessment) che garantisce il rispetto della privacy e delle norme etiche. Il pilot italiano riguarda AMT (Azienda Municipalizzata Trasporti) di Genova, che opera nel settore del Trasporto Pubblico Locale, e il progetto ha il fine di rilevare eventi di vandalismo e furti negli ambienti dell’azienda. 

L’altro progetto pilota è organizzato dalla Polizia di Madrid e mira a sostenere le forze dell'ordine nelle loro indagini per rintracciare atti criminali avvenuti nelle strade pubbliche (colluttazioni, borseggi,…). I due progetti pilota saranno presentati al secondo workshop ADVISE organizzato ad Atene tra novembre e dicembre del 2014. L’offerta del Gruppo AlmavivA comprende servizi ICT e soluzioni basate su Cloud Computing, outsourcing di servizi CRM che utilizzano tecnologie innovative in grado di assicurare l’eccellenza nel CRM 3.0 e soluzioni Big Data & Advanced Analytics per la gestione e la valorizzazione delle informazioni. 

http://ec.europa.eu/enterprise/newsroom/cf/_getdocument.cfm?doc_id=7708

Fonte: Almaviva

Russia: varata nuova legge che introduce altre restrizioni su Internet


La Duma di Stato russa ha approvato in via definitiva la lettura del disegno di legge № 428884-6 per rafforzare i controlli su Internet, che fa parte del cosiddetto pacchetto di leggi "anti-terrorismo", decise da Putin dopo il duplice attentato a Volgograd. D'ora in poi i blogger popolari sono tenuti a iscriversi a un registro speciale Roskomnadzor. Tali modifiche sono state fatte in fretta per la seconda lettura, e molti hanno accusato i legislatori di equiparare i blogger ai media. Tuttavia, i deputati che lottano hanno sottolineato che non è così.

Prima di tutto, secondo la nuova legge, i motori di ricerca, blog con almeno tremila utenti giornalieri, social network, forum e risorse per diffondere informazioni, ma che permettono ai lettori e agli utenti di commentare, dovranno informare Roscomnadzor l'inizio delle loro attività. Inoltre, sono tenuti a conservare sul territorio russo per sei mesi "fatti di ricezione, trasmissione, consegna o di elaborazione vocale, scrittura, immagini, suoni o altri messaggi elettronici degli utenti di Internet e le informazioni degli utenti". 

Secondo alcuni media russi anche le compagnie straniere come Gmail, Facebook e Skype saranno tenute ad avere server nel Paese, allo stesso modo delle russe Yandex, Mail.ru o Vkontakte. Proprio martedì ha lasciato polemicamente la Russia il 29enne Pavel Durov, dopo essere stato licenziato da Vkontakte, il popolare social network russo, di cui era fondatore e direttore generale. Sfortunatamente il Paese è incompatibile con il business internet al momento, ha denunciato Durov, che si era rifiutato di collaborare con i servizi segreti russi.

La legge richiede ai "blogger trehtysyachnikov" (quelli letti da più di 3.000 utenti al giorno) di registrarsi presso un albo Roskomnadzor. Saranno tenuti a rispettare le limitazioni imposte: controllare l'accuratezza delle informazioni pubblicate, distribuire le informazioni sulla vita privata dei cittadini, estremisti e materiale pornografico, così come i materiali che contengono turpiloquio, seguire le regole della campagna elettorale, specificare un limite di età per gli utenti. Inoltre, i blogger dovranno inserire il loro nome e l'indirizzo e-mail.

Quando non sarà possibile identificare il blogger, Roscomnadzor  invierà un avviso all'hosting provider per fornire i dati pertinenti. Per pene prevedono una multa che va 10.000 a 30.000 rubli, mentre per le persone giuridiche da 50.000 a 300.000. Con la reiterazione entro un anno di tali violazioni si è punibili con una multa per i cittadini da 30.000 a 50.000 mila rubli e per le persone giuridiche 300.000-500.000 o la sospensione amministrativa dell'attività per un massimo di 30 giorni. Le nuove norme hanno sollevato forti critiche da parte della Rete.



Fonte: News RU
Via: TMNews

Boeing 777 Malaysia: forse cyber-dirottamento, si cerca con Tomnod


Il volo MH370 della Malaysian airlines di cui si sono misteriosamente perse le tracce dall'8 marzo potrebbe aver volato a una quota fuori dalla portata dei radar per raggiungere le basi controllate dai talebani alla frontiera con l'Afghanistan. E' l'incredibile ipotesi a cui lavorano gli inquirenti, si legge sull'Independent, dopo che le autorità hanno confermato che il messaggio finale inviato dalla cabina di pilotaggio ("Allora buonanotte") è partito dopo che uno dei sistemi di comunicazione era già stato disattivato.

L'Independent ha appreso che le autorità malaisiane stanno cercando di ottenere le autorizzazione diplomatiche necessarie per indagare sulla teoria che l'aereo sia stato portato in una delle roccaforti talebani sulla frontiera afgana, nel nordovest del Pakistan. Uno sviluppo che arriva dopo che è stato rivelato che il messaggio finale inviato ai controllori del traffico aereo dalla cabina di pilotaggio del jet - "Tutto bene, allora buona notte" - è stato pronunciato dopo che qualcuno a bordo aveva già disabilitato il sistema di rapporto Acars dell'aereo.



Circa 14 minuti dopo qualcuno ha inoltre disattivato il transponder dell'aereo. Il generale dell'aviazione malaysiana, Affendi Buang, ha riferito ai giornalisti che due azioni diverse, inframezzate da un messaggio teso a tranquillizzare, vi "diranno qualcosa" sulla possibilità che il dirottamento sia stato deliberato o meno. Negli Stati Uniti, di cui diversi esperti partecipano alle indagini, il presidente della Commissione di sicurezza interna alla Camera dei rappresentanti, Michael McCaul, ha giudicato che le informazioni "portano alla cabina di pilotaggio, con il pilota e il copilota".

"Basandosi sulle informazioni ricevute dalla sicurezza interna, dal controterrorismo, dall'intelligence, è successo qualcosa con il pilota", ha aggiunto all'emittente televisiva Fox News. Ha inoltre ammesso l'ipotesi che l'aereo sia stato dirottato e nascosto. Le autorità malaisiane hanno fatto trapelare che i "precedenti" di tutte le persone a bordo, 239, vengono passati al setaccio: piloti, equipaggio, passeggeri, persino tecnici di terra che avevano lavorato sull'aereo prima del suo decollo da Kuala Lumpur l'8 marzo, con destinazione Pechino.


Secondo fonti statunitensi, sentite dal New York Times, l'aereo della Malaysia Airlines sparito da dieci giorni avrebbe deviato dalla sua rotta per una modifica nel sistema di controllo del velivolo. Una manovra che richiede una certa esperienza dei sistemi di volo, abbastanza per inserire nuovi dati nel Flight Management System, che porta l'aereo dal punto di partenza a quello d'arrivo, seguendo un piano di volo impostato prima del decollo. Non è chiaro  - secondo le fonti sentite dal quotidiano statunitense - se i nuovi dati siano stati impostati prima o dopo che l'aereo si staccasse dal suolo. 

Intanto amplia il suo raggio d'azione Tomnod, il sito di mappe usato per partecipare alla ricerca collettiva in rete del Boeing. Attraverso il sito tomnod.com si può analizzare l'area di ricerca, nel Mar Cinese meridionale, tramite foto ad altissima risoluzione (50 centimetri per pixel), a caccia di tracce che possano consentire il ritrovamento dell'aereo. L'iniziativa è stata lanciata tre giorni fa dalla "DigitalGlobe" che ha ora terminato di inserire le immagini satellitari. "La ricerca cambia costantemente non appena nuove informazioni vengono alla luce", scrive la società su Twitter.

Datagate: violati 100mila computer nel mondo, anche sconnessi Web


La National Security Agency (NSA), l'Agenzia statunitense per la sicurezza, avrebbe violato quasi 100.000 computer in tutto il mondo installando un software per spiare gli utenti anche senza fare uso di Internet, e creare una sorta di autostrada digitale per lanciare attacchi informatici. A scriverlo è il New York Times, che cita documenti riservati della Nsa ottenuti da Edward Snowden, l'ex contractor che da mesi sta svelando al mondo le attività segrete dell'intelligence.

NSA, spiate milioni telefonate in Francia e e-mail presidente Messico


Si allarga lo scandalo legato alle attività di spionaggio degli Usa. La National Security Agency (NSA) americana registrò in segreto più di 70 milioni di telefonate in Francia: lo ha rivelato il quotidiano Le Monde, pubblicando i documenti ottenuti da Edward Snowden, la "talpa" che ha rivelato al mondo il pervasivo programma di spionaggio PRISM. Immediata la protesta del governo francese con il ministro dell'Interno, Manuel Valls, che ha parlato di "rivelazioni sconvolgenti" e ha chiesto "spiegazioni" all'Amministrazione Usa.

Wikileaks: Bradley Manning evita ergastolo, rischia 130 anni carcere


Il soldato Bradley Manning non è colpevole di avere "aiutato il nemico", per questo eviterà l'ergastolo. Sono queste le prime informazioni che emergono dal tribunale militare di Fort Meade, in Maryland, dove si è svolto lo storico processo del 25enne che ha trasmesso a WikiLeaks informazioni segrete sulle missioni militari americane in Iraq e Afghanistan, tra cui migliaia di cablogrammi della diplomazia statunitense. Manning è invece stato dichiarato colpevole di altri reati, tra cui aver fatto il download di materiale segreto e di averlo reso pubblico.

Nsa, Facebook e Microsoft: forniti a intelligence migliaia di dati utenti


Facebook e Microsoft riferiscono di avere ricevuto migliaia di richieste di dati dalle autorità statunitensi nella seconda metà del 2012, comprese richieste relative a questioni di sicurezza nazionale. Dopo aver confermato che la National Security Agency (NSA) non ha mai avuto accesso ai suoi database, in una dichiarazione ufficiale, il responsabile dell'ufficio legale di Facebook, Ted Ullyot, ha detto che il social network ha ricevuto tra le 9mila e le 10mila richieste nel secondo semestre dello scorso anno.

Datagate, svelata l'identità della fonte Nsa: è un ex tecnico della Cia


Il Guardian ha rivelato l'identità dell'informatore dello scoop sul programma di controllo delle comunicazioni "Prism". Giovane, volto pulito e sguardo sveglio, è Edward Snowden il 29enne ex tecnico della Cia che è la "talpa" della più grande fuga di notizia sull'intelligence Usa. Edward Snowden lavora in un contractor privato del settore difesa, la Booz Allen Hamilton e da Hong Kong racconta al "Guardian" la scelta di rivelare l esistenza e la pericolosità di "Prism". 

"Anche se non hai fatto nulla di male vieni osservato e registrato, ogni anno la capacità di immagazzinare dati aumenta di molto. Basta una chiamata ad un numero sbagliato per consentire all intelligence di scavare nel tuo passato e identificare ogni amico con cui hai parlato". "Il pubblico ha diritto ad una spiegazione su quanto sta avvenendo - aggiunge - e sono pronto a sostenerlo in qualsiasi sede, non sto cambiando i fatti, li descrivo per come sono, sta poi al pubblico decidere in proposito".

L'ex tecnico della Cia ha quindi chiarito: "Se avessi voluto davvero nuocere agli Stati Uniti avrei potuto decretare la fine del sistema di sorveglianza in un pomeriggio ma non era questa la mia intenzione". Snowden non cela le difficoltà che lo aspettano, si dice sicuro che non tornerà mai a casa, che "forse chiederà asilo all Islanda. Lui ha lasciato tutto, uno stipendio da 200.000 dollari all'anno e la fidanzata alle Hawaii, e ora teme per i suoi familiari. 


"Questi pericoli mi accompagneranno per il resto della vita, non può essere altrimenti dopo aver sfidato il più potente servizio di intelligence del mondo, se mi vogliono prendere ci riusciranno ma è un prezzo che accetto di pagare perché ho scelto di vivere liberamente, stando a posto con la coscienza". Il primo ministro britannico David Cameron, rispondendo alle domande sul cosiddetto "Datagate" nel Regno Unito, ha detto che "l'intelligence britannica opera nell'ambito della legge".

Cameron ha detto al Guardian: "Cerchiamo di essere chiari. Non possiamo fare un commento sui servizi segreti in esecuzione. Viviamo in un mondo pericoloso e viviamo in un mondo di terrore e terrorismo. Io credo che sia giusto che abbiamo ben organizzato i servizi segreti per tenerci al sicuro". Ha detto di aver discusso la questione con il ministro degli esteri inglese William Hague. Downing Street ha anche detto che GCHQ ha operato nel rispetto della legge.

Ieri Hague in un'intervista aveva affermato che "i britannici non hanno nulla da temere", ma rispondendo a precise domande, non aveva né confermato né smentito le presunte attività dei servizi britannici legate al sistema americano "Prism" usato per il recupero e il controllo di dati su Internet, precisando che non sono previsti commenti sulle attivitià di intelligence. In realtà, come ha rivelato un altro informatore alla EFF, esisterebbero già strumenti definiti "splitter" - in grado di intercettare il traffico Internet.



Obama ha definito i programmi di sorveglianza "una modesta intrusione nella privacy dei cittadini" necessaria per assicurarne la sicurezza. "Fino a ieri non avevamo mai sentito parlare di Prism". Così il fondatore e amministratore delegato di Facebook Mark Zuckerberg, ha personalmente ribadito sul suo account l'estraneità del social network nell'affair dei dati spiati in Usa. "Facebook - ha scritto Zuckerberg - non è e non è mai stato parte di un programma Usa, o di altri governi, che abbia accesso diretto ai nostri server". 

E ancora, ha proseguito l'ad di Facebook "non abbiamo mai ricevuto richieste o ordinanze del tribunale da alcuna agenzia governativa di informazioni o dati, come è successo a Verizon. Se le avessimo ricevute le avremmo comunque fortemente respinte". "Quando i governi ci chiedono dei dati - ha quindi proseguito Zuckerberg - esaminiamo attentamente le richieste per assicurarci che seguano sempre le procedure corrette nel rispetto delle leggi. Solo allora noi procuriamo le informazioni sempre in linea con le normative". 

L'ad ha quindi spiegato che Facebook "continuerà a combattere sempre per mantenere le sue informazioni sicure" e ha sollecitato i governi a "essere più trasparenti nei programmi mirati alla sicurezza pubblica". "E' l'unico modo - conclude il messaggio - per proteggere le libertà civili delle persone e di creare nel lungo termine quella società libera e sicura che tutti noi desideriamo". Gli occhi sono dunque ora puntati sui leader mondiali, compreso il presidente americano Barack Obama.



Fonte: TMNews
Via: AGI
Foto dal video

Usa, non solo al cellulare: utenti spiati anche sul web e social media


Si allarga lo scandalo attorno all'operato della National Security Agency (Nsa) e dell'Fbi. Dopo lo scoop del Guardian sulle utenze Verizon intercettate, il Washington Post ha infatti rivelato che non sono sotto controllo soltanto le comunicazioni telefoniche di milioni di americani, ma il governo ha accesso anche ai server dei nove giganti del web, Microsoft, Yahoo!, Google, Facebook, PalTalk, Aol, Skype, Youtube e Apple, dai quali prelevano audio e video, fotografie, e-mail, documenti e contatti.