Gli analisti di Kaspersky Lab hanno trovato esempi di una mailing di massa che prende di mira gli utenti americani. Nelle loro email, gli spammer fanno riferimento ai tragici eventi accaduti recentemente in Francia e che hanno occupato le prime pagine dei giornali, annunciando una nuova ondata di simili attacchi e offrendo ai lettori un modo semplice per proteggere se stessi e le proprie famiglie nel caso in cui accada il peggio. Per poche decine di dollari, infatti, questi insoliti “benefattori” forniscono un video tutorial su come costruire un prodigioso generatore elettrico nella propria casa.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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Kaspersky Lab: spammer sfruttano attentati in Francia per fare soldi
Gli analisti di Kaspersky Lab hanno trovato esempi di una mailing di massa che prende di mira gli utenti americani. Nelle loro email, gli spammer fanno riferimento ai tragici eventi accaduti recentemente in Francia e che hanno occupato le prime pagine dei giornali, annunciando una nuova ondata di simili attacchi e offrendo ai lettori un modo semplice per proteggere se stessi e le proprie famiglie nel caso in cui accada il peggio. Per poche decine di dollari, infatti, questi insoliti “benefattori” forniscono un video tutorial su come costruire un prodigioso generatore elettrico nella propria casa.
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F-35, dipartimento della Difesa Usa: software gestionale inaffidabile
Un nuovo rapporto del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti avverte che i continui problemi di software, manutenzione e affidabilità con i caccia F-35 Lockheed Martin potrebbero ritardare i piani del Corpo dei Marines per iniziare a utilizzare i suoi F-35 jet entro la metà del 2015. L'ultimo rapporto del chief weapons tester del Pentagono, Michael Gilmore, fornisce una critica dettagliata delle sfide tecniche dell'F-35, e si concentra molto su quello che definisce la performance "inaccettabile" del software dell'aereo, secondo un rapporto di 25 pagine ottenuto da Reuters.
Google acquisisce azienda specializzata in robotica Boston Dynamics
Google spinge l'acceleratore per avere un ruolo di protagonista nella prossima rivoluzione dell'umanità robotica e interconnessa. Se il portale di e-commerce Amazon prepara la sua flotta di droni per effettuare consegne e l'azienda tedesca di spedizioni Dhl ha iniziato la sperimentazione di "droni corrieri", il motore di ricerca si rafforza nella robotica con il completamento dell'acquisizione di Boston Dynamics. Google ha confermato Venerdì scorso di aver completato l'acquisizione di Boston Dynamics (BD), una società spin-off di ingegneria che ha progettato i robot mobili di ricerca per il Pentagono.
Medal of Honor: Warfighter, Pentagono sanziona 7 Navy Seal americani
Il grande successo dei videogame di guerra è legato all'incredibile e crescente realismo delle sue scene. E non è un segreto che questa immersione nella realtà sia dovuta alla interazione tra sviluppatori ed elementi delle forze speciali che vengono arruolati come esperti per rendere le simulazioni digitali il più credibile possibile. Come scrive TMNews, questa volta però è stato superato un limite ritenuto invalicabile dalle autorità militari.
Sette Navy Seal statunitensi - gli incursori di marina made in Usa saliti, loro malgrado, alla ribalta internazionale in occasione dell'uccisione di Osama bin Laden - sono stati sottoposti dal Pentagono a provvedimenti disciplinare per avere rivelato informazioni classificate in merito alla realizzazione dell'ultima versione di "Medal of Honor: Warfighter" (conosciuto anche come Medal of Honor 2) .
Il videogioco, pubblicato dalla Electronic Arts, pur non ricreando la missione relativa alla cattura di Bin Laden, assicura di riprodurre un raid realistico. I militari hanno lavorato per due giorni alla realizzazione del videogioco che il produttore voleva più vicino possibile alla realtà e per questo aveva ingaggiato militari, in servizio e in pensione, delle forze speciali, esperti di operazioni fuori area.
Nella comunicazione inviata ai militari d'élite della marina statunitense si parla esplicitamente di divulgazione di "materiale da combattimento classificato e specifico della propria unità". Ma c'è chi li difende. "I ragazzi non hanno divulgato tattiche o tecniche operative in uso - spiega Chris Heben, ex Navy Seal - Non lo farebbero mai per non mettere in pericolo le vite degli amici e dei colleghi. I talebani e al Qaeda non useranno "Warfighter" come un video modello per il loro addestramento. È solo un videogioco, non insegna tattiche di combattimento".
Nella comunicazione inviata ai militari d'élite della marina statunitense si parla esplicitamente di divulgazione di "materiale da combattimento classificato e specifico della propria unità". Ma c'è chi li difende. "I ragazzi non hanno divulgato tattiche o tecniche operative in uso - spiega Chris Heben, ex Navy Seal - Non lo farebbero mai per non mettere in pericolo le vite degli amici e dei colleghi. I talebani e al Qaeda non useranno "Warfighter" come un video modello per il loro addestramento. È solo un videogioco, non insegna tattiche di combattimento".
Vale la pena comunque di ricordare che tutti i militari delle forze speciali sono obbligati a firmare accordi di riservatezza assoluta che li obbligano alla segretezza sia nel periodo del servizio operativo sia quando terminano la carriera nel reparto. A quanto sembra, oltre i 7 Seal sanzionati, altri 4 sarebbero attualmente sotto inchiesta per le stesse infrazioni. Gli appartenenti alle forze speciali, di norma, non appaiono in pubblico e rispettano un codice etico, anche se non scritto.
Via: TMNews
Via: TMNews
Gdf, colonnello Rapetto si dimette dal Gat e sbarca sui social network
Il colonnello Umberto Rapetto, da lungo tempo comandante del nucleo antifrodi telematiche della Guardia di Finanza (GAT), lo scorso 29 maggio si è dimesso dalle Fiamme Gialle. Lo ha annunciato lo stesso ufficiale su Twitter. "Chiedo scusa a tutti quelli che mi hanno dato fiducia - ha scritto - ma qualche minuto fa sono stato costretto a dare le dimissioni dalla GdF". Il colonnello è stato di recente trasferito allo IASD, l'Istituto Alti Studi della Difesa, nell'ambito di ''un normale avvicendamento'', si è appreso da fonti della Gdf. Il suo passaggio al nuovo incarico è stato oggetto di alcune interrogazioni parlamentari nelle quali si è parlato di ''rimozione'' dell'ufficiale.
Nel 2001 Rapetto ha diretto le indagini che hanno portato alla condanna in via definitiva dei cracker protagonisti di attacchi sul web a danno del Pentagono e della Nasa, nonché quelle delegate dalla Corte dei Conti sullo scandalo delle slot machine non collegate in rete all'Anagrafe Tributaria. Quest'ultima inchiesta ha portato alla condanna dei vertici dei Monopoli di Stato e delle società concessionarie al pagamento di 2 miliardi e mezzo di euro. Alcuni parlamentari dicono che Rapetto "avesse ricevuto caldi inviti ad andare piano con le sue indagini, inviti che il colonnello ha del tutto ignorato contribuendo a scoperchiare un giro di malaffare i cui sviluppi sono ancora in corso".
Ad una delle interrogazioni parlamentari risponde il sottosegretario alle Infrastrutture Guido Improta riferendo le motivazioni addotte dal Comando generale delle Fiamme Gialle. I vertici del corpo sottolineano che le operazioni del Nucleo "hanno frequentemente attirato l'attenzione dell'opinione pubblica da un punto di vista mediatico". Argomentano che si punta ad evitare "eccessive personalizzazioni soggettive in capo ad una medesima realtà operativa". E a proposito di un ipotetico calo funzionale del Nucleo, il viceministro Grilli ha risposto che "non si ravvedono le preoccupazioni dell'interrogante per un temuto calo funzionale del predetto Nucleo, anche in relazione ad importanti indagini in corso.
Piuttosto, l'innesto delle nuove unita' nella struttura gia' diretta dal Colonello Rapetto risponde ad una specifica strategia di rafforzamento del Nucleo Speciale Frodi Telematiche". Nel suo profilo Facebook, dove riceve tante attestazioni di solidarietà, così risponde a chi gli ricorda che, con la sua professionalità, dopo le dimissioni dalla Gdf potrà diventare ricco: "Grazie, ma mi accontentavo di rimanere povero al Gat piuttosto che esser rimosso e spedito a frequentare un corso al Centro alti studi Difesa dove insegno da oltre 15 anni ... e grazie a tutti per la solidarietà: il momento è difficile e indesiderato...". Rientra tutto nell’ambito di un normale avvicendamento assicurano i vertici delle Fiamme Gialle.
Anonymous, pubblicate e-mail e password di 90.000 militari USA
Lunedi scorso, gli hacker associati ad Anonymous AntiSec, hanno pubblicato 90.000 indirizzi email e gli hash delle password appartenenti al personale militare che sarebbero stati rubati da un serveer di Booz Allen Hamilton, società americana si occupa di fornire servizi web a diverse istituzioni USA, tra cui anche alcuni corpi militari come Socom, US Centcom, Dipartimento della Difesa, US Navy, Air Force, Dipartimento della Sicurezza Interna.
"Booz Allen Hamilton ha confermato che la perdita di alcuni file di dati su Internet è stato il risultato di un attacco illegale", ha detto la società in una dichiarazione pubblicata sul suo sito web. "Stiamo conducendo una completa valutazione della natura e della portata dell'attacco.
A questo punto, non crediamo che l'attacco sia esteso oltre i dati relativi a un sistema di gestione di apprendimento per un ente governativo", ha osservato. "E 'importante definire la nostra comprensione preliminare dei fatti. Siamo in contatto con i nostri clienti e analizziamo la natura di questo attacco e i file di dati interessati", ha aggiunto la società di consulenza.
Anche se Booz Allen sostiene che la violazione è limitata solo ad un sistema di gestione dell'apprendimento, Anonymous sostiene di aver ottenuto anche 4 GB di codice sorgente e le credenziali di accesso di altri che consentirebbero di indirizzare ad altre agenzie governative. Una società malese di sviluppo web chiamata Dazzlepod ha preso gli indirizzi email trapelate e li ha resi disponibili in un elenco ricercabile.
Questo può essere utilizzato per determinare facilmente il personale militare colpito, ma può anche servire come strumento di spear phishing che cerca di indirizzare a un reparto particolare. Anonymous ha promesso perdite ancora più grandi che riguardano la comunità dell'intelligence americana nei prossimi giorni, come parte dei suoi sforzi per esporre un comportamento non etico da parte del governo e dei suoi appaltatori.
Foto: Fotopedia
Wikileaks: Bradley Manning ha usato un software di data-mining
Bradley Manning, il soldato ventitreenne accusato di aver “passato” a Wikileaks migliaia di documenti riservati, è detenuto da quasi un anno in condizioni poco consone a un paese democratico nel carcere di massima sicurezza di Quantico, in Virginia. Un portavoce dell’esercito Usa ha fornito a Wired.com qualche informazione in più sulla natura delle imputazioni contestate, precisando in particolare, che il giovane avrebbe fatto uso di un programma di data-mining, da lui installato per connettersi e frugare nel database di SiprNet, il network segreto interno del Pentagono, da cui sono stati trafugati i cable.
Il Pentagono: mai più fughe di notizie come per Wikileaks
Dopo che l’analista dell’esercito Bradley Manning era riuscito a trafugare dai computer del Pentagono e far giungere all’organizzazione migliaia di documenti, copiandoli su un Cd etichettato come “Lady Gaga”, il dipartimento della difesa Usa intende proibire l’utilizzo di supporti rimovibili (cd, chiavette, schede di memoria, dvd) da parte delle truppe.
Il generale Richard Webber, comandante delle operazioni di rete dell’Aeronautica, ha emanato la settimana scorsa il “Cyber control order” [Pdf], con cui si ingiunge ai piloti di cessare l’utilizzo di tali dispositivi su tutti i Pc appartenenti al Siprnet, la rete segreta del Dipartimento della Difesa e direttive simili sono state emesse dagli altri corpi dell’esercito.
Per chi non si conformerà agli ordini sono previste pene molto severe e un processo da parte della Corte marziale. Il provvedimento non è una novità assoluta: un ordine simile era già stato emanato un paio di anni fa dopo che un virus informatico era riuscito a penetrare nella rete del Pentagono attraverso un supporto esterno, ma era stato ritirato nel febbraio di quest’anno, dopo che il network era stato “ripulito” e l’infezione rimossa.
Il Pentagono sta comunque implementando altre misure di sicurezza: già più del 60% dei computer della sua rete interna, è connessa a un sistema chiamato Host Based Security System, che monitora costantemente la presenza di comportamenti anomali. E, tramite Darpa, l’agenzia che si occupa di sviluppare nuove tecnologie per uso militare, sta mettendo in cantiere diversi progetti per aumentare il grado di sicurezza dei suoi archivi informatici, rendendoli a prova di infiltrazioni.
Fonte: La Stampa
Iraq: Wikileaks, adesso 400mila documenti segreti del Pentagono
Dopo i segreti sulla Guerra in Afghanistan diffusi a luglio, Wikileaks pubblichera' domani 400000 documenti riservati del Pentagono sull'Iraq. La Difesa Usa stavolta non intende farsi prendere alla sprovvista e' ha organizzato una taskforce di 120 persone per accertare se nello sterminato database sul conflitto iracheno ci sia qualcosa di scottante. L'obiettivo e' "determinare quale potrebbe essere il possibile impatto", ha spiegato il colonnello David Lapan, dell'ingente massa di documenti riservati, quasi 6 volte i 77.000 file resi noti sul conflitto afghano dal 2004 al 2009. Il Pentagono teme che tra i documenti ci possano essere rapporti sugli attacchi contro le forze di sicurezza o, peggio, contro i civili iracheni. Lapan, chiarendo di non avere idea cosa Julian Assange abbia in mano, ha intimato a Wikileaks - "in manutenzione" dal 29 settembre - di restituire "al legittimo proprietario" i documenti di cui il sito web e' entrato in possesso. In queste settimane WikiLeaks sta vivendo la maggiore crisi della sua storia. Una serie di dimissioni a catena ha visto uscire dal gruppo alcuni dei personaggi-chiave che hanno contribuito a crearlo e renderlo quello che è: «Molte persone stanno abbandonando - conferma un ex volontario che chiede di restare anonimo - Temiamo che sui file dell´Iraq ci siano le stessi problemi che ci sono stati con quelli dell´Afghanistan e non siamo d´accordo». Quello che "gli scissionisti" pensano è che in Rete finiranno documenti in cui - come già avvenuto - i riferimenti alle persone che hanno collaborato con gli americani non sono stati eliminati. Questo è stato uno dei punti più controversi della diffusione dei file afgani: diverse ong hanno attaccato Assange. «Per mesi abbiamo chiesto un´assemblea per discutere di questo e altri temi: della trasparenza, del modo in cui le decisioni vengono prese. Non ci ha mai risposto», dice la fonte.
Fonte: http://www.repubblica.it/esteri/
Il sito di Wikileaks svela i segreti della guerra in Afghanistan
Più di 90 mila documenti e rapporti segreti militari americani sulla guerra in Afghanistan sono stati forniti dal sito Wikileaks - che promuove la diffusione di informazioni segrete - ai media, rivelando una mole di notizie finora tenute nascoste: secondo l’intelligence americana il conflitto afghano è fallimentare. I documenti sono stati passati al New York Times , al britannico Guardian e al tedesco Der Spiegel che ne forniscono ampi dettagli sui loro siti online. Alcuni dei rapporti - scrive il Nyt - sostengono che “l’intelligence pachistana agisce insieme ad Al Qaida per pianificare attacchi”, anche se è difficile stabilire un “legame diretto tra l’Isi (L’Inter Services Intelligence) con Al Qaida”. “La massiccia fuga di documenti rivela la verità dell’occupazione” titola il Guardian, aggiungendo: “Centinaia di civili uccisi dalle truppe della coalizione”; “Unità sotto copertura a caccia di leader ‘vivi o morti’”; “Aumento esponenziale degli attacchi dei talebani contro la Nato”. Il giornale afferma che i dossier mostrano che gli Stati Uniti hanno “nascosto le prove che i talebani hanno acquisito micidiali missili terra-aria”; che “il crescente l’uso da parte dei talebani di ordigni artigianali ha causato un massacro, uccidendo oltre 2.000 civili”; che “la coalizione stia usando sempre più i droni guidati da una base nel Nevada per dare la caccia e uccidere i talebani”. “Esplosiva fuga di notizie fornisce l’immagine della guerra vista da chi la sta combattendo”, titola Der Spiegel nella sua edizione internazionale. I documenti, aggiunge, “rivelano le vere dimensioni del dispiegamento militare occidentale”. La Casa Bianca ha “fortemente condannato” la fuga di notizie sulla guerra in Afghanistan. In una lunga dichiarazione, il consigliere per la sicurezza nazionale, Jim Jones, sottolinea che l’azione di Wikileaks mette a repentaglio “le vite sia di americani, sia dei nostri partner, e rappresenta una minaccia per la nostra sicurezza nazionale”.
Fonte: http://blog.panorama.it/mondo/
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