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SID 2017, aziende si mobilitano: consigli di Verizon per genitori tech


Il Safer Internet Day (SID) è un evento annuale, organizzato da INSAFE e INHOPE con il supporto della Commissione Europea, al fine di promuovere un uso più sicuro e responsabile del web e delle nuove tecnologie, in particolare tra i bambini e i giovani di tutto il mondo. Nel corso degli anni, il SID è diventato un evento di riferimento per tutti gli operatori del settore, le istituzioni le organizzazioni della società civile, arrivando a coinvolgere, oggi, oltre 100 Paesi. Per l’occasione si rivela significativo il commento di Verizon – leader mondiale per la fornitura di servizi di comunicazione a banda larga, wireless e wireline – sull’importanza di salvaguardare la sicurezza on-line dei minori.

Scuola: cresce cyberbullismo, da WatchGuard consigli per affrontarlo


WatchGuard, leader mondiale nelle piattaforme di sicurezza integrata, invita genitori, insegnanti e professionisti dell’IT a creare un fronte unito contro il cyberbullismo. Secondo gli ultimi dati di nobullying, il 68 percento degli adolescenti concorda sul fatto che il cyberbullismo è diventato un problema serio nelle scuole. E, ancor più grave, più della metà dei ragazzi ammette di non aver mai confidato ai propri genitori episodi di cyberbullismo nei loro confronti. I cyberbulli sfruttano la vulnerabilità – la vulnerabilità dei sistemi, la vulnerabilità delle informazioni e la vulnerabilità delle stesse vittime.

Se mi posti ti cancello, avviata campagna per rendere Web più sicuro


"La Rete è un'opportunità, un universo sconfinato, non definibile. Mille le potenzialità positive, ma anche i pericoli. Non a caso per il Safer Internet Day, che si celebrerà domani, si è pensato di sensibilizzare ragazzi, adulti, giovanissimi, istituzioni, industrie per rendere Internet sicuro. Non solo: si chiede che tutti assumano la responsabilità perché ciò si avveri".

DL contro violenza, Save the Children: da Governo segnali importanti


Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto che contiene le nuove norme di contrasto al femminicidio, stalking e cyberbullismo. “Oggi arrivano dal Governo due segnali importanti per la tutela dei minori. Il decreto appena approvato riconosce finalmente le pesanti conseguenze per i figli minori testimoni di atti di violenza compiuti sulle loro madri, introducendo un’aggravante di pena specifica in questi casi, che sono una percentuale molto rilevante ed è ormai dimostrato come assistere ad una violenza familiare equivalga a subirla direttamente", ha dichiarato  Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa di Save the Children.

"In secondo luogo, sul versante del cyberbullismo, è importante che venga riconosciuta la pericolosità di questo fenomeno ben conosciuto dai ragazzi - il 72% lo considera come la minaccia più pericolosa tra i rischi per la sicurezza personale[1] -  ma che il mondo degli adulti deve ancora comprendere appieno nella sua portata. In questo caso riteniamo che gli annunciati provvedimenti punitivi debbano essere inseriti in una più ampia strategia che punti sulla prevenzione, promuovendo informazione ed educazione dei minori stessi e degli adulti di riferimento, come abbiamo recentemente ribadito nell’audizione del 24 luglio scorso alla Commissione per i Diritti Umani del Senato, dove Save the Children è stata invitata a presentare i dati che descrivono il fenomeno e le raccomandazioni più opportune per promuovere un’azione di contrasto".

E proprio sul fronte della prevenzione la tutela dei diritti dei minori online sulla rete in Europa rischia di finire in fondo alle priorità di investimento nei programmi di implementazione dell’agenda digitale 2014-2020. Una recente proposta della Commissione europea ha infatti inserito le misure per la tutela e la protezione di bambini e adolescenti europei online in fondo alla lista delle priorità del programma di sviluppo della rete Connecting Europe Facility (CEF) 2014-2020, che è focalizzato principalmente sulle infrastrutture e sconta già in partenza un pesante taglio di risorse, da 9 miliardi di euro a 1 soltanto.

“Si tratta di una proposta di fronte alla quale Save the Children Italia, che è fortemente impegnata da anni in prima linea su questo tema, ha immediatamente attivato - come coordinatore della European Ngo Alliance for Child Safety Online (eNACSO) - un’ampia mobilitazione nei confronti dell’UE, coinvolgendo le principali associazioni europee impegnate nella sicurezza dei minori online[2], riuscendo finora a ottenere dalla commissione parlamentare incaricata della discussione del testo della proposta  una serie di emendamenti per ripristinare la centralità della sicurezza dei minori online all’interno del Connecting Europe Facility". 

"E’ fondamentale ora che questo primo risultato sia confermato attraverso l’intero iter procedurale che determinerà la regolamentazione finale, a maggior ragione alla luce delle proporzioni raggiunte da un fenomeno, come quello del cyber bullismo, che proprio in questi giorni si segnala nuovamente con il caso drammatico di una ragazzina inglese di 14 che si è tolta la vita dopo essere stata ripetutamente vittima di pesanti attacchi personali su una piattaforma diffusissima in rete tra i giovanissimi.” 

Tra le sue attività in Italia in quest’ambito, Save the Children coordina un ampio gruppo di attori che comprende i principali rappresentanti del mondo delle istituzioni, delle associazioni, dei produttori di tecnologie e delle telecomunicazioni, per promuovere la tutela dei diritti online dei minori, e realizza  progetti per sensibilizzare giovani, insegnati e famiglie su un utilizzo positivo e consapevole dei new media.

[1] La ricerca è stata realizzata da Ipsos per Save the Children attraverso 810 interviste con questionari compilati online con metodologia CAWI (Computer Assisted Web Interviewing) a ragazzi di età compresa fra 12 e 17 anni, nel periodo che va dal 20 al 26 gennaio 2013.

[2] Save the Children Danimarca, Finlandia, Romania, Norvegia, ECPAT Austria e Olanda, NSPCC (UK), Protegeles (Spagna), Insafe, Inhope, EU Kids Online

Terremoto: Vodafone e Save the Children a favore dei bimbi dell'Emilia


La Fondazione e i dipendenti di Vodafone hanno deciso di sostenere il progetto di Save the Children per la creazione di 3 aree a misura di bambino nelle tendopoli, in provincia di Modena, di Finale Emilia, Novi di Modena e Concordia sulla Secchia. Sono 99.616 i bambini che vivono nei 52 comuni colpiti dal sisma e che, a diversi livelli, stanno sperimentando da giorni la paura, l’incertezza, il cambiamento di vita in seguito al terremoto.

Circa 300 bambini, cento per ogni spazio attivato, verranno supportati nel fronteggiare le difficoltà legate all’elaborazione del trauma subito da equipe di operatori specializzati che faranno svolgere loro attività ludiche e ricreative. Il progetto agisce sulla grande capacità di recupero dei bambini che svolgendo attività di routine con i loro coetanei hanno la possibilità di rientrare in una dimensione di “normalità”, fondamentale per il loro equilibrio psico-fisico.

Il progetto ha messo in moto una gara di solidarietà a cui parteciperanno la Fondazione Vodafone Italia, la Fondazione Vodafone Group e gli oltre 7000 dipendenti di Vodafone Italia ed ha consentito a Save the Children di intensificare le iniziative previste sul territorio.



Sin dalle prime ore successive al terribile terremoto del 20 maggio, Vodafone Italia è intervenuta, a diretto contatto con la Protezione Civile, per garantire la continuità dei servizi di comunicazione e ha posto in essere alcune azioni per lenire il disagio della popolazione erogando 157.000 ricariche gratuite, sostituendo le Vodafone Station danneggiate, recandosi sul posto con il minivan negozio Vodafone da te, sospendendo le azioni di recupero credito e facilitando le aziende delle zone colpite offrendo i servizi di adsl gratis per 4 mesi e abbassando il costo dei piani di abbonamento dati da €25 a €10.

La Fondazione Vodafone Italia nasce nel 2002 dalla volontà dell’azienda Vodafone Italia di creare una struttura autonoma completamente dedicata ad attività di servizio e di solidarietà sociale a favore della comunità e in particolare dei soggetti in situazioni più disagiate.

A supporto delle finalità di utilità e solidarietà sociale svolte dalla Fondazione, la stessa si prefigge di utilizzare e sviluppare sistemi tecnologici di comunicazione, mettendo a disposizione l’esperienza maturata nel settore dal Fondatore. Dalla sua costituzione la Fondazione Vodafone Italia ha finanziato 352 progetti non profit, per un totale di oltre 60 milioni di euro.

Via: Vodafone Lab

Web: allarme minori, 1 su 3 ha incontri con gente conosciuta in Rete


Un ragazzo su tre (31%) tra i 16 e 17 anni ammette di avere avuto incontri, anche intimi, con persone conosciute in rete. Sono i dati diffusi da Save the Children in occasione della 'Safer Internet Day', la giornata sulla sicurezza sul web che si celebra oggi. Dati ancora piu' allarmanti sono quelli che riguardano la pedopornografia: il 78% delle vittime ha meno di 12 anni, il 4% meno di 3-4 anni. Rimuovere un sito pedopornografico richiede in media 719 ore, contro le 3,5/4,5 per i siti dediti ad operazione finanziarie illegali.

Allarme sexting sul Web, 8% dei minori invia proprie foto in pose sexy


Il 4% di ragazzini e ragazzine italiani fra i 12 e i 14 anni dichiara esplicitamente di inviare spesso fotografie di sé nudi o in pose sexy. Percentuale che sale all'8% fra i minori di età compresa tra i 15 e i 17 anni. E' quanto emerge da una ricerca di Save the Children 'Sessualità e Internet: i comportamenti dei teenager italiani'. Ma il dato è probabilmente sottostimato: il 22% ammette che è una pratica diffusa inviare video o immagini di sé nudi o semisvestiti. Se poi si chiede a che età si è inviato il primo messaggio un po' osé, con sottintesi e riferimenti sessuali, le conferme fioccano e le percentuali salgono: ben il 47% dice di averlo fatto tra i 10 e 14 anni, gli altri dai 15 in su.

Save the Children, 1 su 5 scambia in rete immagini a sfondo sessuale


La rete è ormai il luogo dove i pre-adolescenti e gli adolescenti italiani scoprono, esibiscono, raccontano e anche sperimentano la propria sessualità, con pochi pudori e molta libertà. E' quanto emerge dalla ricerca di Save the Children "Sessualità e Internet: i comportamenti dei teenager italiani", realizzata da Ipsos con ragazzi e ragazze italiani dai 12 ai 19 anni. Secondo i dati raccolti, il 34% degli intervistati, 1 minore su 3, dichiara di aver ricevuto messaggi con riferimenti al sesso mentre è tra i 14 e i 15 anni che la maggior parte degli adolescenti maschi e femmine - il 54% del campione - diventa "attiva" inviando il primo messaggio hard, invio che non imbarazza ma anzi vede in azione anche il 36% degli intervistati fra i 10 e i 14 anni. Il 19% riceve video-immagini di persone conosciute solo in rete seminude/nude, il 13% invia video/immagini di sé seminudo/nudo. Tra i motivi che spingono gli intervistati ad inviare messaggi, foto e video, c’è soprattutto quella di farsi notare o il sentirsi sexy. C'è anche un 29% dellle ragazze o dei ragazzi che fanno tutto ciò per ricevere regali/ricompense/ricariche. "Lo scambio e la pubblicazione sulla rete di immagini a sfondo sessuale espone i minori a gravi rischi. Se da un lato la velocità e la semplicità degli strumenti tecnologici possono indurre ad azioni fatte senza riflettere, spesso solo per ’seguire il gruppo’, le conseguenze possono essere irreversibili perché quello che si spedisce o si posta è praticamente impossibile da eliminare in forma definitiva" sottolinea Raffaela Milano, Responsabile Programmi Italia-Europa di Save the Children Italia. La ricerca completa è consultabile su: www.savethechildren.it/pubblicazioni.