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Safer Internet Day 2018, consigli per Internet più sicuro da G DATA


I consigli di G DATA per un uso più sicuro dei social network e altre piattaforme online. Il 6 febbraio si è celebrato il Safer Internet Day, la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete che, giunta alla sua XV edizione, ha coinvolto oltre 100 paesi. Nel mese di novembre dello scorso anno gli italiani hanno trascorso almeno due ore online nel giorno medio (dati Audiweb). I giovani in particolare dedicano molto del proprio tempo ai social network o utilizzando servizi di messaggistica online, spesso senza curarsi di tutelare propri dati personali, mettendo a rischio le proprie identità digitali. Un’altra minaccia in cui si può incappare quando si ha a che fare con il world wide web è il cyberbullismo.

SID 2017, aziende si mobilitano: consigli di Verizon per genitori tech


Il Safer Internet Day (SID) è un evento annuale, organizzato da INSAFE e INHOPE con il supporto della Commissione Europea, al fine di promuovere un uso più sicuro e responsabile del web e delle nuove tecnologie, in particolare tra i bambini e i giovani di tutto il mondo. Nel corso degli anni, il SID è diventato un evento di riferimento per tutti gli operatori del settore, le istituzioni le organizzazioni della società civile, arrivando a coinvolgere, oggi, oltre 100 Paesi. Per l’occasione si rivela significativo il commento di Verizon – leader mondiale per la fornitura di servizi di comunicazione a banda larga, wireless e wireline – sull’importanza di salvaguardare la sicurezza on-line dei minori.

Cyberbullismo, progetto teatrale itinerante di Polizia e Baci Perugina


E' partita da Cagliari una suggestiva rappresentazione teatrale sul delicato tema del cyberbullismo che va ad integrarsi con la campagna educativa itinerante di “Una vita da social” alla sua 2^ edizione. Ancora una volta la Polizia di Stato scende in campo, questa volta con un marchio storico come Baci Perugina, con un solo grande obiettivo: “rendere la rete sempre più sicura per evitare che i gravissimi episodi di cronaca culminati con il suicidio di alcuni adolescenti ed il dilagante fenomeno del cyberbullismo e di tutte le varie forme di prevaricazione connesse ad un uso distorto della rete”, possano ripetersi.

Scuola: cresce cyberbullismo, da WatchGuard consigli per affrontarlo


WatchGuard, leader mondiale nelle piattaforme di sicurezza integrata, invita genitori, insegnanti e professionisti dell’IT a creare un fronte unito contro il cyberbullismo. Secondo gli ultimi dati di nobullying, il 68 percento degli adolescenti concorda sul fatto che il cyberbullismo è diventato un problema serio nelle scuole. E, ancor più grave, più della metà dei ragazzi ammette di non aver mai confidato ai propri genitori episodi di cyberbullismo nei loro confronti. I cyberbulli sfruttano la vulnerabilità – la vulnerabilità dei sistemi, la vulnerabilità delle informazioni e la vulnerabilità delle stesse vittime.

Chiusa a Roma la campagna Una vita da Social della Polizia di Stato


"Si deve insistere sul potere delle parole, sull'uso del linguaggio e sulla forza della comunicazione. Voglio che la storia di mio figlio giri perché il suo compagno più perfido è stato il silenzio, tutto ciò che non è stato capace di dire". E' il desiderio espresso con le lacrime agli occhi ad oltre mille studenti della Capitale, che ascoltavano composti ed in silenzio, dalla mamma di Andrea Spaccacandela dopo la presentazione del format teatrale del giornalista Luca Pagliari dal titolo "Like, storie di vita online". Lo spettacolo si ispira alla vicenda del quindicenne romano schernito sui social network come il ragazzo "dalle unghie rosa", suicidatosi il 12 novembre 2012.

Sicurezza Web, progetto della Polizia contro rischi su social network


Con "Una Vita da Social" è partito un progetto di sicurezza nell'uso della Rete rivolto agli utilizzatori dei social network e in particolare agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, ai loro insegnanti e ai loro familiari. L'iniziativa è stata presentata ieri mattina a Roma, alla presenza del capo della Polizia Alessandro Pansa, del direttore centrale delle Specialità della Polizia di Stato Santi Giuffrè e del direttore della Scuola superiore di polizia Roberto Sgalla.  

La Scuola superiore di polizia, per l'evento, ha ospitato circa 300 studenti delle scuole medie e superiori della Capitale; testimonial del progetto il conduttore televisivo Amadeus e il comico Maurizio Battista. Durante la cerimonia, sono stati proiettati il trailer del film "Disconnect" sulle relazioni pericolose che nascono in Rete e un video-contributo di Fiorello. "È un progetto ovviamente indirizzato ai giovani - ha affermato il prefetto Alessandro Pansa - che sono i principali consumatori della Rete". 

"L'iniziativa - ha sottolineato Pansa - vuole fare in modo che Internet possa essere vissuto da tutti, a partire dai banchi di scuola, come un'opportunità e non come un pericolo".  "Il divario fra la conoscenza digitale dei giovani e degli adulti - ha continuato il Prefetto - è enorme e così per i giovani i genitori non possono essere né modelli né maestri, perché in rete il più delle volte non sanno andarci. In rete ci si relaziona con un mondo intangibile, ci sono tante insidie e i genitori devono comunque rimanere un punto di riferimento, una guida".


"L'iniziativa nasce principalmente contro il cyberbullismo - ha spiegato Pansa - ovvero contro forme di bullismo esasperate che, allargandosi a un numero indeterminato di soggetti, rendono la vittima più debole e possono portare spesso a gesti inconsulti". La seconda più importante minaccia "È l'adescamento - ha aggiunto il capo della Polizia - che può avere soltanto fini economici e commerciali, essere finalizzato alla truffa o al furto di denaro, ma che altre volte serve ad attrarre giovani e ragazze a incontri o appuntamenti che poi possono finire in maniera tragica". 

"Una Vita da Social - ha concluso il capo della Polizia - è un esempio positivo di collaborazione fra pubblico e privato. Mette insieme tante competenze e conoscenze, da oggi a disposizione dei ragazzi". Fatti di cronaca legati al cyber bullismo, alcuni finiti in suicidi di adolescenti, ed il generalizzato uso distorto della Rete e dei social network, sono fenomeni che la Polizia di Stato, con la collaborazione del ministero dell'Istruzione vuole portare all'attenzione anche dei genitori e degli insegnanti. 

Ci si può difendere da queste forme virtuali di pericoli conoscendoli. La campagna di educazione alla legalità su Internet ha, per questo motivo, un carattere itinerante su tutto il territorio nazionale: all'interno di un autocarro gli specialisti della Polizia postale illustreranno a tutti i visitatori, studenti e famiglie, le principali insidie della Rete, fornendo consigli per una navigazione sicura. La prima tappa è iniziata ieri con gli studenti invitati alla presentazione. Fiorello e gli amici dell'edicola presentano il progetto "Una vita da social".



Soli davanti a Web e Tv, nativi digitali giocano molto e studiano poco


Ipermediatici, iperconnessi, multitasking, interessati più allo svago che allo studio e spesso sprovveduti: sono i nativi digitali fotografati dall'indagine voluta dal MOIGE - movimento genitori "La Dieta Mediatica dei nostri figli" curata dal prof. Tonino Cantelmi, professore incaricato di Psicologia dello sviluppo e dell'educazione - Lumsa, Roma, condotta nelle scuole elementari, medie e superiori. L'indagine analizza otto aree: televisione, computer e internet, telefonino, cinema, videogiochi, radio, riviste e quotidiani, libri. 

Il 52% del campione afferma di dedicare alla Tv fino a due ore al giorno. Un minore su 5 anche fino a 5 ore; il 38% trascorre davanti al monitor da 1 a 3 ore, quasi sempre connesso ad internet. Abbandonata la Tv, o magari mentre la guardano, i ragazzi cercano svago e relax nel computer, ma solo 1 su 10 si connette per studiare e fare ricerche, tutte le altre motivazioni rimandano ad aspetti ricreativi come chattare, ascoltare musica, guardare immagini e, qualche volta, ad attività illecite come scaricare film e musica. 

Internet è sicuramente il luogo privilegiato per la vita relazionale, infatti il 24% del campione si connette soprattutto per chattare; 1 su 5 ha incontrato le persone che ha conosciuto on line e il 13% dei ragazzi tra i 14 e i 20 anni ha scambiato il proprio numero di cellulare durante una conversazione in chat. Un adolescente su 5 dichiara di aver "sempre" o "spesso" cominciato una relazione tramite Internet. Alla domanda "sei iscritto ad un social network?" 6 su 10 rispondono di "si", ed anche a più di uno contemporaneamente. Il 96% di questi è iscritto a Facebook. 

Quasi il 60% dei ragazzi non ha problema nel dichiarare di essersi divertito nel ricevere o inviare foto o video "hot" (pratica definita "sexting", dall'inglese "sex" - sesso - e "texting" - invio di messaggi virtuali). Sconcertante è la diffusione del cyberbullismo: 6 adolescenti su 10, appartenenti alla classe d'età 14-20, almeno una volta ha utilizzato foto o video per prendere in giro qualcuno (1 su 5 dichiara di farlo spesso). Il 27% del campione afferma di inviare e ricevere più di 20 sms al giorno. Il 44% dichiara di passare meno di un'ora giocando con i videogiochi. 

Un minore su 5 trascorre ai videogiochi da 1 a 3 ore al giorno. Allarme anche sul tema dei videogiochi: secondo il 57% del campione videogiocare influenza molto gli atteggiamenti del giocatore stesso. Allora è ipotizzabile che giochi particolarmente violenti possano implicare conseguenze negative per i ragazzi. 1 videogiocatore su 2 ha risposto di "Si" alla domanda "Hai mai pensato di voler essere come uno dei protagonisti dei tuoi video giochi?". Il dato più preoccupante è che nella classe di età 6-10 più della metà (il 56%) si identifica con il proprio avatar. 

La metà dei ragazzi italiani dai 6 ai 18 anni si reca a vedere un film al cinema più di 4 volte durante l'anno. Il 40% degli intervistati sopra i 14 anni vede, "sempre" o "spesso", film non adatti ai minori, il che fa pensare a uno scarso controllo nelle sale cinematografiche. 4 ragazzi su 10 dichiarano di ascoltare la radio tutti i giorni, principalmente attraverso lo stereo (38%), e in automobile (61%), per lo più nel pomeriggio. I programmi musicali e quelli sportivi vanno per la maggiore. 

Il campione femminile è quello che legge libri con maggior piacere con il 41% che ha risposto "molto", e il 36% "abbastanza" alla domanda "Ti piace leggere?" e i generi letterari preferiti dal totale del campione sono i romanzi  (28%) e i libri fantasy (26%). La ricerca mette in luce anche un aspetto che sottolinea l’emergenza educativa, infatti il 40% dei ragazzi di età superiore ai 14 anni non ha mai avuto limiti di orario da parte dei propri genitori rispetto all’utilizzo dei videogiochi

Quasi il 40% del campione è libero di navigare senza alcun limite, solo 1 su 5 ha dei tempi stabiliti per l’utilizzo del computer e 1 su 4 non ha alcun limite di orario in cui guardare la TV. Tutto questo facilita la possibilità dei ragazzi di visionare materiale non adatto alla loro età: il 25% dei ragazzi vede spesso in televisione film non adatti ai minori, il 27% ha visitato, almeno una volta, pagine web con contenuti non idonei e il 22% ha videogiocato con giochi sconsigliati per la loro età. 

Un utilizzo non responsabile, e soprattutto non mediato dagli adulti, delle New Tecnology potrebbe condurre i ragazzi a condizioni psicopatologiche o a situazioni di isolamento sociale: il 21% degli intervistati ha risposto che preferisce guardare la televisione piuttosto che uscire e il 5% del campione risponde di preferire Internet piuttosto che vedersi con gli amici. 

I dati della ricerca fa notare Maria Rita Munizzi, presidente Moige, "ci confermano che abbiamo davanti una generazione che preferisce il mondo virtuale a quello reale, che si collega a internet prevalentemente per chattare e nella maggior parte dei casi lo fa con sconosciuti. Come rimanere impassibili davanti al 21% degli intervistati che preferisce la compagnia della tv ad un incontro con gli amici?".

Via: MOIGE
Foto dal web

DL contro violenza, Save the Children: da Governo segnali importanti


Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto che contiene le nuove norme di contrasto al femminicidio, stalking e cyberbullismo. “Oggi arrivano dal Governo due segnali importanti per la tutela dei minori. Il decreto appena approvato riconosce finalmente le pesanti conseguenze per i figli minori testimoni di atti di violenza compiuti sulle loro madri, introducendo un’aggravante di pena specifica in questi casi, che sono una percentuale molto rilevante ed è ormai dimostrato come assistere ad una violenza familiare equivalga a subirla direttamente", ha dichiarato  Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa di Save the Children.

"In secondo luogo, sul versante del cyberbullismo, è importante che venga riconosciuta la pericolosità di questo fenomeno ben conosciuto dai ragazzi - il 72% lo considera come la minaccia più pericolosa tra i rischi per la sicurezza personale[1] -  ma che il mondo degli adulti deve ancora comprendere appieno nella sua portata. In questo caso riteniamo che gli annunciati provvedimenti punitivi debbano essere inseriti in una più ampia strategia che punti sulla prevenzione, promuovendo informazione ed educazione dei minori stessi e degli adulti di riferimento, come abbiamo recentemente ribadito nell’audizione del 24 luglio scorso alla Commissione per i Diritti Umani del Senato, dove Save the Children è stata invitata a presentare i dati che descrivono il fenomeno e le raccomandazioni più opportune per promuovere un’azione di contrasto".

E proprio sul fronte della prevenzione la tutela dei diritti dei minori online sulla rete in Europa rischia di finire in fondo alle priorità di investimento nei programmi di implementazione dell’agenda digitale 2014-2020. Una recente proposta della Commissione europea ha infatti inserito le misure per la tutela e la protezione di bambini e adolescenti europei online in fondo alla lista delle priorità del programma di sviluppo della rete Connecting Europe Facility (CEF) 2014-2020, che è focalizzato principalmente sulle infrastrutture e sconta già in partenza un pesante taglio di risorse, da 9 miliardi di euro a 1 soltanto.

“Si tratta di una proposta di fronte alla quale Save the Children Italia, che è fortemente impegnata da anni in prima linea su questo tema, ha immediatamente attivato - come coordinatore della European Ngo Alliance for Child Safety Online (eNACSO) - un’ampia mobilitazione nei confronti dell’UE, coinvolgendo le principali associazioni europee impegnate nella sicurezza dei minori online[2], riuscendo finora a ottenere dalla commissione parlamentare incaricata della discussione del testo della proposta  una serie di emendamenti per ripristinare la centralità della sicurezza dei minori online all’interno del Connecting Europe Facility". 

"E’ fondamentale ora che questo primo risultato sia confermato attraverso l’intero iter procedurale che determinerà la regolamentazione finale, a maggior ragione alla luce delle proporzioni raggiunte da un fenomeno, come quello del cyber bullismo, che proprio in questi giorni si segnala nuovamente con il caso drammatico di una ragazzina inglese di 14 che si è tolta la vita dopo essere stata ripetutamente vittima di pesanti attacchi personali su una piattaforma diffusissima in rete tra i giovanissimi.” 

Tra le sue attività in Italia in quest’ambito, Save the Children coordina un ampio gruppo di attori che comprende i principali rappresentanti del mondo delle istituzioni, delle associazioni, dei produttori di tecnologie e delle telecomunicazioni, per promuovere la tutela dei diritti online dei minori, e realizza  progetti per sensibilizzare giovani, insegnati e famiglie su un utilizzo positivo e consapevole dei new media.

[1] La ricerca è stata realizzata da Ipsos per Save the Children attraverso 810 interviste con questionari compilati online con metodologia CAWI (Computer Assisted Web Interviewing) a ragazzi di età compresa fra 12 e 17 anni, nel periodo che va dal 20 al 26 gennaio 2013.

[2] Save the Children Danimarca, Finlandia, Romania, Norvegia, ECPAT Austria e Olanda, NSPCC (UK), Protegeles (Spagna), Insafe, Inhope, EU Kids Online

Facebook rivede gli standard per le segnalazioni dei contenuti online


Facebook si è piegato a una protesta sui contenuti che promuovono la violenza contro le donne dopo che alcuni inserzionisti hanno ritirato i propri annunci in segno di protesta. Dopo che numerosi inserzionisti hanno revocato i propri contratti pubblicitari per evitare che gli annunci finissero affiancati a messaggi offensivi pubblicati dagli utenti, Facebook ha deciso di rivedere le linee guida che il suo team operativo utilizza per valutare eventuali violazioni degli standard sui contenuti

"Recentemente vi è stata un pò di attenzione alla politica dei contenuti di Facebook. Molti diversi gruppi che storicamente hanno affrontato la discriminazione nella società, tra cui i rappresentanti di quella ebraica, musulmana, e le comunità LGBT, ci hanno raggiunto a noi in passato per aiutarci a capire la natura minacciosa di contenuti, e siamo grati per il riflessivo e costruttivo feedback che abbiamo ricevuto", scrive Marne Levine, VP delle Policy Pubbliche Globali a Facebook. 

Sulla spinta anche di una lettera aperta firmata da diversi gruppi di attiviste per chiedere la rimozione delle pagine che istigano alla violenza, il social network ha ammesso che "il sistema che identifica e rimuove contenuti inappropriati non ha funzionato in modo efficace come dovrebbe, soprattutto su questioni collegate a offese a sfondo sessuale", come i commenti misogini e le foto di donne che hanno subito violenza apparse sul sito, e in un post sul blog promette di migliorare.


Nella lettera aperta si spiega che Facebook non sta facendo abbastanza per rimuovere i messaggi che promuovono la violenza contro le donne. Con una rapida ricerca, tutti gli utenti della rete sociale potevano vedere immagini modificate di donne insieme a slogan che incoraggiavano stupri e atti violenti. Ad esempio, accanto a una donna con il volto picchiato, il testo diceva: "1/3 delle donne sono fisicamente maltrattate. 2/3 degli uomini non stanno facendo il loro lavoro".

Dopo il suicidio a gennaio di una adolescente per insulti ricevuti via Facebook, la settimana scorsa il Moige (Movimento italiano genitori) ha denunciato alla procura di Roma la società per "omesso controllo e vigilanza". Jaclyn Friedman, direttore esecutivo di Women Action e Media, ha elogiato la risposta di Facebook e ha definito la società ammirevole. "Ci auguriamo che questo sforzo si pone come una testimonianza del potere di azione della collaborazione", ha detto.

La società ha dichiarato che aggiornerà le sue politiche sul discorso di odio, aumenterà la responsabilità dei creatori di contenuti e formerà il personale per essere più sensibile alle lamentele, segnando una vittoria per gli attivisti dei diritti delle donne. L'intervento sui termini di servizio arriva perché le proteste, dirette e indirette (su Twitter c'è l'hashtag #fbrape) si erano fatte pressanti. Un giro di vite necessario, dal punto di vista dell'opportunità sociale, ma anche economico. 


Fonte: La Stampa
Via: Nbc News

Garante Privacy, a scuola per informare sul lato oscuro social network


I casi del 15enne di Roma che si è suicidato lo scorso novembre e della studentessa 14enne di Novara che nella notte tra venerdì e sabato scorso si è tolta la vita gettandosi da un balcone sono stati forse causati da atti di bullismo subiti a scuola o di cyber-bullismo sui social network. Per questo "la tutela della riservatezza e della dignità delle persone nel mondo on-line deve essere assunto come momento imprescindibile di formazione dei nostri giovani". È quanto chiede il Garante della Privacy Antonello Soro in una lettera al ministro dell'Istruzione Francesco Profumo.

Ue, pronta a stringere una Rete di sicurezza a tutela dei minori online


L’Europa ed i suoi 27 governi devono stringere una rete di sicurezza per i minori esposti ai pericoli del Web, che è opportunità di crescita sociale ma anche quel mondo virtuale in cui è alto il rischio di cyberbullismo e pedopornografia tanto che il 15% dei ragazzi di età compresa tra i 10 e i 17 anni riceve qualche tipo di proposta sessuale e il 34% si imbatte in contenuti di cybersex senza averli cercati. 

La plenaria del Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza per alzata di mano una relazione sulla «Tutela dei minori nel mondo digitale» preparata dall’eurodeputata Pd Silvia Costa, in cui tra l’altro si richiede un maggior coordinamento tra gli stati membri e si arriva ad auspicare che «la responsabilità sulla tutela dei minori a fronte di cyber-reati sia presidiata dalle forze dell’ordine».

«La penetrazione di Internet tra i bambini e gli adolescenti europei è cresciuta in misura esponenziale, con una velocità che supera la capacità del legislatore, tanto nazionale che europeo, di stare al passo con le problematiche che essa pone» osserva Costa, secondo la quale punto focale della relazione è la collocazione dei diritti del bambino come tema trasversale in tutte le politiche Ue. A favore della iniziativa, tra gli altri, si sono schierati tanto Pdl e Idv. 

Per Andrea Zanoni (Idv) per la protezione dei minori nel web «l’Europa sta facendo tanto, ma ci vuole più coerenza generale e strumenti precisi per evitare che i bambini diventino vittime e non fruitori dei nuovi media». E per Marco Scurria (Pdl) con l’approvazione del rapporto «abbiamo posto le basi per adottare una metodologia più efficace, volta a contrastare la diffusione di materiale illecito su internet attraverso il potenziamento degli attuali meccanismi interni, come le hotlines nazionali, per aiutare gli adolescenti in difficoltà, e gli alert per i genitori». 

Neelie Kroes scrive: "Proteggere i bambini è una priorità per tutti noi. Siamo tutti consapevoli dei rischi che i bambini devono affrontare on line, tutti noi vogliamo evitarli a loro, e tutti noi vogliamo farlo senza perdere i numerosi vantaggi di un mondo aperto e innovativo online - benefici per grandi e piccini. Sono felice che molte aziende stanno prendendo sul serio, e prepararsi a questa opportunità".



Fonte: ANSA
Via: La Stampa

Anonymous scova lo stalker di Amanda Todd e diffonde nome e indirizzo


Il gruppo di hacker Anonymous è riuscito ad individuare l'uomo che ha perseguitato Amanda Todd, pubblicando sulla rete le foto della ragazza in topless, fino a quando la 15enne canadese si è suicidata. Secondo quanto pubblicato in un post sul sito Pastebin.com, si tratta di un 30enne di New Westminster, nella Columbia Britannica. L'uomo viene definito "un pedofilo che he estorto le foto ad Amanda".

Facebook dovrà rivelare identità dei troll che hanno vessato una donna


Un giudice di Londra ha obbligato Facebook a rivelare l'identità dei cyberbulli che hanno presa di mira una donna con una serie di messaggi abusivi sul sito. A Nicola Brookes è stato concesso un ordine dell'Alta Corte dopo aver ricevuto messaggi abusivi "viziosi e depravati" su Facebook per aver postato un commento a sostegno dell'ex concorrente The X Factor Frankie Cocozza.

La donna, da Brighton, è stata falsamente accusata di essere un pedofilo e spacciatore di droga da anonimi utenti di Facebook che hanno impostato una finta pagina del profilo sul sito. Ora Brookes intende portare una querela contro almeno quattro dei presunti troll del social network, dopo che l'Alta corte ha dichiarato che il social network dovrà rivelare la loro identità.

Facebook deve ora rivelare i nomi, e-mail e gli indirizzi IP di coloro che stanno dietro i messaggi abusivi, mostrando chi sono e da dove sono postati. Si tratta di uno dei primi casi in cui un individuo ha partecipato con successo ad un'azione legale contro Facebook per rivelare le identità dei cyberbulli.

Resta inteso che Facebook non ha ancora ricevuto l'ordinanza del tribunale - conosciuta come un ordine di Norwich Pharmacal - ma quando la riceverà dovrà rispettarla, spiega Guardian Uk. L'ordine è stato dato dalla High Court di Londra il 30 maggio e ora deve essere fisicamente servito a Facebook negli Stati Uniti, dove è stata fondata la rete sociale.

Brookes, che soffre del morbo di Crohn, ha detto che ora intende portare "l'accusa più forte possibile" contro i troll. Facebook ha dichiarato: "Non c'è posto per le molestie su Facebook, ma purtroppo esiste una piccola minoranza di individui malintenzionati, così come offline. Rispettiamo i nostri obblighi di legge e di lavoro con le forze dell'ordine per garantire che tali persone siano portate alla giustizia".

Web: allarme minori, 1 su 3 ha incontri con gente conosciuta in Rete


Un ragazzo su tre (31%) tra i 16 e 17 anni ammette di avere avuto incontri, anche intimi, con persone conosciute in rete. Sono i dati diffusi da Save the Children in occasione della 'Safer Internet Day', la giornata sulla sicurezza sul web che si celebra oggi. Dati ancora piu' allarmanti sono quelli che riguardano la pedopornografia: il 78% delle vittime ha meno di 12 anni, il 4% meno di 3-4 anni. Rimuovere un sito pedopornografico richiede in media 719 ore, contro le 3,5/4,5 per i siti dediti ad operazione finanziarie illegali.

Al via la settimana della sicurezza informatica con un'edizione speciale


Inaugurato con l'anno scolastico 2009-2010, il progetto educativo 'Non Perdere la Bussola' nasce dalla collaborazione tra Google/YouTube e Polizia Postale con l'obiettivo di sensibilizzare e formare in modo corretto i giovani tra i 13 e i 18 anni sui temi della sicurezza in Internet e dell'uso responsabile della rete. 

L'iniziativa  sara' presente a Sanremo con un'edizione speciale, patrocinata dal Comune. Per l'occasione gli incontri, che si svolgeranno al teatro dell'Hotel Londra e al Centro Congressi Palafiori fino al 19 febbraio, saranno aperti anche al pubblico e avranno un focus particolare sui temi del rispetto del diritto d'autore. 

''Questa iniziativa, che vede uniti pubblico e privato allo scopo di tutelare con apposite iniziative i minori e la collettivita', e' un esempio positivo di sicurezza partecipata al quale contribuiamo con piacere'', dichiara il sindaco di Sanremo Maurizio Zoccarato. 

''L'attivita' di formazione proposta da Polizia delle comunicazioni e Google/YouTube rappresenta un valore aggiunto per le scuole - commenta l'assessore alla Pubblica istruzione Claudia Lolli - Consente infatti di veicolare un messaggio positivo e socialmente educativo attraverso la tecnologia e i mezzi multimediali utilizzati dai ragazzi". 

Gli argomenti oggetto dei workshop formativi saranno: la tutela della privacy; la netiquette e le norme della community; i contenuti generati dagli utenti; come segnalare contenuti inappropriati; il cyberbullismo; la tutela del copyright. Questi stessi temi sono anche trattati nel Centro per la sicurezza online della famiglia di Google, indirizzato ai giovani, alle loro famiglie e agli educatori.

La Netiquette, neologismo sincratico che unisce il vocabolo inglese network (rete) e quello di lingua francese étiquette (buona educazione), è un insieme di regole che disciplinano il comportamento di un utente di Internet nel rapportarsi agli altri utenti attraverso risorse quali newsgroup, mailing list, forum, blog, reti sociali o email in genere. Il rispetto della netiquette non è imposto da alcuna legge.

Via: Adnkronos

Web più sicuro per bambini e genitori col portale Yahoo! Safely


Yahoo! lancia Yahoo! Safely confermando il proprio impegno per offrire un’esperienza online più sicura ai propri utenti. Il sito di Yahoo! Safely è stato studiato per fornire indicazioni e consigli su come effettuare scelte online più sicure e consapevoli ed è una fonte di informazioni per genitori ed educatori su importanti argomenti quali la gestione della reputazione digitale, impedire il cyberbullismo e minimizzare i rischi legati all’utilizzo dei dispositivi mobili.

In strada come in rete, il progetto per proteggere i giovani dai rischi Web


Dopo i brillanti risultati dell’anno scorso, l’Assessore alle Politiche della Sicurezza e Protezione civile della Provincia di Roma, Ezio Paluzzi,  e il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, presentano la seconda edizione di "In strada come in rete". Proteggere i ragazzi dai rischi del web e dai pericoli della strada. L’obiettivo è quello di contrastare i nuovi rischi adolescenziali, in particolare la pedo-pornografia on-line e le altre minacce della navigazione web, il cyber bullismo e i pericoli che incombono sui ragazzi in strada.