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Hacker violano 53 siti web, creavano falsi store online di Louis Vuitton


Prosegue l'attività di contrasto alla contraffazione online della Guardia di Finanza. L'operazione, avviata all'inizio di quest'anno su input del Comando Unità Speciali del Corpo, è il risultato del continuo monitoraggio della Rete operato dai finanzieri e finalizzato alla prevenzione e repressione dei fenomeni illeciti di natura economico-finanziaria perpetrati in Internet. Il Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche ha individuato questa volta una inedita e particolare fenomenologia criminosa finalizzata alla proliferazione di vetrine virtuali di negozi (store) on-line dediti alla vendita di prodotti contraffatti.

I militari hanno rilevato, infatti, la compromissione di ben 53 siti web italiani dove sono state pubblicate pagine web che rimandano ad alcuni portali di e-commerce ospitati su server esteri. In tali negozi virtuali venivano commercializzati prodotti della nota maison di moda "Louis Vuitton", a prezzi nettamente, e quindi sospettosamente, inferiori a quelli normalmente praticati nel mercato legale. I 53 siti web, la cui alterazione è avvenuta all'insaputa dei legittimi titolari, sono riconducibili sia a soggetti pubblici (ad esempio Comuni e Scuole), sia ad altre realtà private italiane, che non hanno alcuna correlazione con la vendita di oggetti di moda.

Gli autori dell'incursione informatica hanno sfruttato, con successo, alcune vulnerabilità informatiche relative alle tecnologie utilizzate sui siti web attaccati, che hanno consentito l'accesso non autorizzato sui sistemi e condotto, quindi, alla pubblicazione arbitraria di pagine web per la vendita di prodotti contraffatti. Tale tipologia di attacco informatico, cosiddetto defacement, orientata a pubblicare contenuti estranei all'originaria struttura del sito, ha come obiettivo l'aumento del c.d. pagerank sui motori di ricerca venendo a costituire, in tal modo, un complesso di "vetrine virtuali" rivolto a dare maggiore risalto in Rete ai portali di e-commerce illeciti.

L'attività investigativa ha portato al sequestro preventivo dei portali www.lvwholesalesit.com e www.eefnement.com tramite l'inibizione dell'accesso. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip di Roma su richiesta della Procura capitolina. I militari, inoltre, hanno provveduto ad avvisare i gestori dei siti web compromessi informandoli della vulnerabilità informatica cui sono esposti per la tempestiva messa in sicurezza. Sono stati, altresì, acquisiti i file di log dei sistemi informatici relativi alle realtà telematiche della pubblica amministrazione per individuare i responsabili delle condotte illecite perpetrate in danno dei siti web istituzionali.

La contraffazione continua ad essere una vera piaga per l'economia e le imprese italiane, specie in un momento di crisi come questo. Oltre a far perdere posti di lavoro, il mercato del falso sottintende fenomeni di lavoro nero, evasione fiscale, sfruttamento di soggetti deboli, legami col crimine organizzato. Inoltre, sempre maggiori sono gli effetti dannosi per i consumatori sul piano della salute e della sicurezza. La sola Guardia di Finanza nel 2013 ha sequestrato 130 milioni di prodotti contraffatti, una cifra che rappresenta un incremento del 25% rispetto all'anno precedente, mentre 9.445 sono state le persone denunciate in 11.409 interventi.

Di recente il Corpo ha istituito un sistema informativo anticontraffazione: collegandosi al sito https://siac.gdf.it/Pagine/default.aspx si trovano tutte le notizie aggiornate sui sequestri e sulle varie operazioni anticontraffazione". Il S.I.A.C. è un'importante progetto, co-finanziato dall'Unione Europea, per la cui realizzazione il Ministero dell'Interno si è affidato alla Guardia di Finanza. L'iniziativa ha preso le mosse dalla maturata consapevolezza che per fronteggiare un fenomeno illecito multidimensionale e trasversale come quello della contraffazione è necessario "fare sistema" fra tutte le componenti istituzionali e gli attori impegnati nella lotta all'industria del falso.


Fonte: Guardia di Finanza

Anonymous attacca sito sindacato Polizia Siulp, violati 16mila account


Il sito del più grande sindacato italiano di polizia, il Siulp, è stato attaccato da Anonymous, il collettivo di hacker che proprio una settimana fa aveva visto quattro suoi esponenti finire agli arresti della polizia postale. Su Facebook la pagina di Operation Payback Ita un post annuncia l'attacco e, come spiega l'AGI, l'azione che avrebbe portato anche alla violazione di ben 16mila account email degli iscritti è stata rivendicata da Anonymous sul suo blog http://anon-news.blogspot.it/

Corea del Sud attaccata da hacker, oscurati network e sistemi bancari


I principali network sudcoreani e due delle maggiori banche del Paese hanno subito un maxi attacco hacker e sono stati oscurati. La polizia indaga sulla vicenda, ci sono speculazioni su una possibile aggressione lanciata dalla Corea del Nord, ma al momento non ci sono conferme. "Abbiamo convocato i team dei siti interessati. Stiamo valutando la situazione. L'incidente è piuttosto massiccio e richiederà un paio di giorni per raccogliere le prove," ha detto un funzionario della polizia.

Il cyberattacco ha colpito i tre pincipali canali televisivi del Paese, Kbs, Mbc e Ytn, e le banche Shinhan e Nonghyu. La home page di uno dei network che fornisce connettività ai gruppi, Lg UPlus Corp, è stata sostituita con una pagina di rivendicazione dell'attacco da parte del "Whois Team", che mostrava tre teschi e il messaggio: "E' l'inizio del nostro movimento". Al momento non ci sono prove su chi abbia lanciato l'attacco, anche se molti puntano l'indice contro la Corea del Nord.


Le banche hanno ripristinato le loro operazioni, ma le stazioni TV non hanno detto quando sarebbero stati in grado di rispistinare con i sistemi di backup. La scorsa settimana, ha denunciato Pyongyang, anche molti siti ufficiali nordcoreani, tra i quali quello dell'agenzia Kcna, hanno subito un intenso attacco informatico. Il codice utilizzato per il defacement, postato da un utente anonimo sul forum pygments.org (http://pygments.org/demo/68313) indica diverse e-mail utilizzati dagli aggressori.

La Corea del Nord ha in passato preso di mira i giornali conservatori della Corea del Sud, banche e istituzioni governative. Il più grande sforzo di hacking attribuito a Pyongyang è stato un attacco denial of service nel 2011 durato 10 giorni che la società antivirus McAfee, parte di Intel Corp., ha soprannominato  "Ten Days of Rain" (I dieci giorni di pioggia). L'azienda ha detto che l'attacco è stato un tentativo di sondare le difese informatiche del Sud in caso di un conflitto vero e proprio.


"Se risponde al vero, questo attacco rappresenta una escalation rispetto ai cyber attack sferrati sulla penisola coreana negli ultimi mesi. Solo settimana scorsa, la Corea del Nord ha accusato gli Stati Uniti di utilizzare skill cyber per disattivare i servizi Internet", ha dichiarato Jarno Limnell, director of cyber security di Stonesoft. "Questa scelta di bersagli ci dice che i più appetibili siano i mercati finanziari e le infrastrutture critiche che, sotto attacco, possono mettere in ginocchio un paese

"L'influenza degli skill cyber diventa sempre più presente in politica come metodo per indirizzare le scelte. In ogni caso, in certe circostanze, la coscienza delle forze in campo può aiutare a prevenire conflitti. Nell'ambiente militare si pensa che mostrare potenza militare è il miglior deterrente. Mettere alla prova la capacità cyber di altre nazioni e l'utilizzo di tecniche di attacco rappresentano allo stesso modo una parte certa e crescente di influenza strategica e combattimento" .



Fonte: Reuters
Via: Blackpencil

Attacco hacker di Anonymous ai siti del Tribunale di Milano e del Dap


Il sito Internet del Tribunale di Milano (www.tribunale.milano.it) è stato attaccato stamani (qui la copia cache), ultimo giorno del carnevale ambrosiano, da hacker che hanno sostituito la homepage con un'immagine della maschera del film "V per Vendetta" su sfondo bianco-rosso-verde, simbolo usato in passato da attivisti del gruppo 'Anonymous'. All'immagine è sovrapposto un proclama che rivendica l'azione con la sigla "LndTm 2013 - Italian Crew".

Anonymous si schiera con Gaza e attacca Israele, oscurati 9.000 siti


Il gruppo di hacker Anonymous ha lanciato un massiccio attacco di nome #OpIsrael su 9.000 siti web israeliani, protestando contro l'operazione di Israele a Gaza. I media israeliani hanno confermato la mossa del gruppo, che ha oscurato o defacciato i siti. Gli hacker hanno riferito che i siti web vanno da strutture di governo di alto profilo, come il Ministero degli Esteri a pagine di imprese turistiche locali. Il più grande attacco fin d'ora è stato sviluppato contro il ministero degli Esteri israeliano, intitolato MASHAV.

Attacco hacker a siti di calcio europei, diffusi dati personali degli utenti


Gli esperti di sicurezza dei G Data SecurityLabs hanno scoperto che, seguendo la scia degli Euro 2012, i siti ufficiali di club calcistici europei, fan club e associazioni calcistiche sono stati violati da attacchi hacker. L'autore del reato ha sottratto e diffuso su Internet nomi, username, password, indirizzi email, numeri di telefono, indirizzi IP e talvolta anche informazioni riguardanti account bancari.

Ad essere stati colpiti, per il momento, sono stati alcuni siti di noti Club calcistici italiani, spagnoli, greci, tedeschi e olandesi. Dietro tale atto si nascondono motivazioni politiche riconducibili al cosiddetto "hacktivism". Come dichiarato pubblicamente dall’autore un paio di giorni fa, egli contesta i profitti delle squadre di calcio mentre l'attuale crisi economica grava sul ceto medio portandolo verso la rovina.

A livello tecnico, i veicoli d'attacco sono stati SQL Injection e CRLF Injection. La prima, iniettando codice all'interno di un’istruzione SQL, consente di copiare, modificare, cancellare dati, ecc. La seconda prevede l'invio di una richiesta "http" preparata appositamente per manipolare la risposta del webserver. L'attacco CRLF Injection (a volte indicato anche come HTTP Response Splitting) è un attacco Web abbastanza semplice ma estremamente potente.

Gli hacker stanno sfruttando attivamente questa vulnerabilità delle applicazioni Web per eseguire una grande varietà di attacchi che includono XSS cross-site scripting, cross-user defacement, posizionamento della web-cache client, dirottamento di pagine web e una miriade di altri attacchi correlati. G Data ha provveduto ad avvisare dell'accaduto i club calcistici interessati e si rende disponibile a fornire assistenza qualora fosse necessaria.

Quali potrebbero essere le conseguenze di questo attacco? 

  • Essendo un attacco mirato ai fun di calcio, gli hacker potrebbero lanciare un'azione di spam "personalizzata" confezionando contenuti calcistici infetti; 
  • attraverso il social engineering, persone malintenzionate potrebbero prendere informazioni sulle singole persone, fingersi dipendenti della società di calcio attaccata e contattare le vittime, per telefono o via mail, estorcendo loro informazioni di qualsiasi tipo; 
  • i dati diffusi su web potrebbero essere utilizzati per accedere ad altri servizi web delle vittime, considerando che spesso gli utenti, seguendo un comportamento sbagliato, utilizzano i medesimi dati di accesso (username/email e password) per più servizi.

Per proteggervi dalla minaccia, dunque, è consigliabile cambiare con frequenza le password che utilizzate per accedere ai vari siti Web, non utilizzare la stessa per più di un servizio e prestare particolare attenzione a tutte le comunicazioni insolite che ricevete, specialmente se in questo periodo riguardano le tematiche calcistiche.

Vacanze a quattro zampe, attacco cracker al portale della Brambilla


Il sito 'Vacanze a 4 zampe' di Michela Vittoria Brambilla è stato defacciato dai cracker. Il sito era stato presentato il 10 maggio dal sottosegretario alla Salute Adelfio Elio Cardinale e dalla deputata del Pdl fondatrice della Federazione italiana Associazione diritti animali e ambiente. Defacciato anche il sito principale della Brambilla www.michelavittoriabrambilla.it. Cercando 'Vacanze a 4 zampe' su Google si trova un primo risultato www.vacanzea4zampe.net che reindirizza ad un sito .com non accessibile.

Green Hill, hacker di Anonymous attaccano siti Anlaids e Riccò Alete


Gli hackers di Anonymous hanno attaccato il sito dell'Associazione italiana per la lotta contro l'Aids (Anlaids), che dalla scorsa notte mostrava un comunicato di sostegno al blitz animalista di sabato pomeriggio, contro l'allevamento di cani beagle Green Hill, per il quale dodici persone sono finite in carcere. Sul portale, quasi del tutto ripristinato, era comparso un comunicato di rivendicazione da parte del collettivo di hacker, nel quale sono state spiegate le ragioni all’origine del gesto appena compiuto.

Anonymous contro Gp del Bahrain: attaccati i siti Web della Formula 1


Anonymous si schiera contro il Gp del Bahrain e il sito ufficiale della Formula 1 www.f1.com è andato down. Il gruppo hacker ha portato a termine un classico attacco DoS. Anonymous ha anche defacciato con un comunicato l'home page di un altro sito che si occupa di motori, F1-racers.net. Con l'operazione #OpBahrain, gli hacker invitano a boicottare la gara, in programma domenica, per protestare contro la violazione dei diritti civili e politica nel paese asiatico. "Per oltre un anno - si legge - il popolo di Bahrain ha lottato contro il regime oppressivo del re Hamad bin Al Khalifa. Sono stati assassinati per le strade, travolti con veicoli, picchiati, torturati, colpiti da gas lacrimogeni, sequestrati dalla polizia, hanno avuto le loro attività vandalizzate dalla polizia, e hanno gettato nelle lacrime le loro case su base giornaliera".


"Ancora oggi - prosegue il testo - il regime persiste a negare qualsiasi riforma significativa e continua ad usare tattiche brutali e violente per opprimere le richieste popolari della riforma. Non solo la situazione dei diritti umani in Bahrain è tragica, diventa più drastica ogni giorno che passa. Per questi motivi  bisogna essere fortemente contrari al Gran Premio di F1 in Bahrain. Il regime Al Khalifa trae profitto pesantemente dalla gara e ha promesso di usare pallottole vere contro i manifestanti in preparazione. Hanno già iniziato a rilasciare la punizione collettiva di interi villaggi per le proteste e hanno promesso un ulteriore punizione 'per mantenere l'ordine' per gli eventi F1 in Bahrain".


"L'autorità delle corse della Formula 1 è ben consapevole della situazione dei diritti umani in Bahrain e ancora ha scelto di contribuire all'oppressione del regime dei civili e alle punizioni. Chiediamo l'immediata liberazione dell'operatore di diritti umani dei lavoratori Abdulhadi Alkhawaja che ha trascorso oltre 70 giorni di sciopero della fame. Egli non ha commesso alcun reato e viene punito dal regime per difendere i diritti umani fondamentali delle persone. Liberare lui e tutti gli altri prigionieri politici in Bahrain. Porre fine alla tortura. Deportare tutta la polizia mercenaria e interrompere l'uso di gas lacrimogeni contro i civili. Noi non perdoniamo. Noi non dimentichiamo. Aspettateci", conclude Anonymous.

Hacker attaccano sito compagnia di bandiera El Al e borsa Tel Aviv


Un gruppo di hacker anti israeliani ha attaccato i siti web della Borsa di Tel Aviv e della compagnia israeliana di bandiera Tel Aviv. Non e' chiaro chi sia il responsabile del nuovo attacco informatico, giunto dopo che ai primi dell'anno un hacker che si firmava OxOmer ha pubblicato sul web i dati di decine di miglaia di possessori di carte di credito israeliane. 

Un portavoce della Borsa ha confermato l'attacco informatico, descrivendo quello che sembra essere un attacco Distributed Denial of Service (DDOS ), aggiungendo che non ha pero' avuto conseguenze sull'attivita'. Nel suo ultimo messaggio postato all'inizio del tardo Venerdì, "OxOmar" ha salutato gli hacker di Gaza e ha minacciato di espandere gli attacchi su Israele. 

"Questo è l'inizio della cyber guerra contro Israele, non si è più sicuri. Forzeremo i server israeliani per scopi diversi, per le perdite di dati israeliani, estrazione di informazioni sensibili e nascoste e deturpando i siti web". Nel frattempo, l'hacker pro-israeliano di Hannibal, il quale afferma di essere un "Ebreo che vive da qualche parte nel mondo", ha pubblicato Lunedi i primi dettagli dell'account di Facebook di circa 20.000 utenti arabi, ha riferito Ynet. 

Ha anche dichiarato di possedere informazioni che possono essere utilizzate per violare i conti bancari di circa 10 milioni di persone in Iran e Arabia Saudita, giurando di causare miliardi di dollari di danni. Ynet ha confermato che i dettagli che ha pubblicato infatti consentono l'uso non autorizzato degli account Facebook. 

Un altro hacker conosciuto come Yoni che si è presentato come il leader di un gruppo di hacker israeliano ha scritto su Ynet che "noi non operiamo nei confronti di qualsiasi nazionalità, e qualsiasi persona che opera contro i principi del gruppo, a prescindere dalla religione, credo o sesso, saranno danneggiati. Noi, come gruppo, siamo rammaricati del danno fatto a innocenti e miriamo ad evitarlo il più possibile, ma in questa guerra è una mossa necessaria e non abbiamo altra scelta che farlo". 

Nel frattempo, una relazione in lingua inglese al Jerusalem Post ha detto che il militare stava reclutando squadre d'elite di hacker per guidare la lotta contro il cyber-attacchi. Il mese scorso, l'esercito ha reclutato quasi 300 giovani esperti di computer per la guerra informatica.

Fonte: Alarabya
Via: Adnkronos

Anonymous come Robin Hood, attacco hacker a Stratfor Security


E’ giallo attorno al furto di dati relativi a carte di credito e informazioni riservate ai danni di Stratfor, agenzia di intelligence statunitense specializzata nella sicurezza informatica. Il gruppo di Anonymous ha annunciato di avere violato a Natale il sito di Stratfor Global Security, ottenendo messaggi e dati delle carte di credito dei suoi clienti. I pirati informatici hanno pubblicato su Twitter un link alla lista dei clienti di Stratfor, in particolare il ministero della Difesa americano, l'esercito, l'aviazione militare, altre agenzie pubbliche, subappaltatori del settore della sicurezza e colossi dell'hi-tech, tra cui Apple o Microsoft. Gli hacker hanno pubblicato qualcosa anche sull’homepage defacciata di Stratfor, che peraltro è ancora in manutenzione.

Hanno inoltre inviato immagini con le ricevute delle donazioni fatte a organizzazioni benefiche utilizzando i conti di clienti di Stratfor. Questo attacco sarebbe il primo di una campagna in stile "Robin Hood". L'obbiettivo è quello di rubare ai "ricchi" per dare ai poveri. Uno di questi pagamenti, dell'importo di 494 dollari, sarebbe stato fatto all'ong Care con il denaro del ministero della Difesa americano e destinato a un fondo per l'acquisto di materiale scolastico per studenti poveri. In tutto, gli hacktivisti dicono di aver ottenuto informazioni bancarie su 90mila clienti e averle utilizzate per distribuire più di un milione di dollari.


Stratfor ha riconosciuto di essere stato l'obiettivo di un attacco, derivato dalla pubblicazione su internet di una lista di istituzioni sue clienti, ma ridimensiona la portata del furto: "Contrariamente a quanto diffuso, la falla ha toccato solo una lista di nostri clienti che hanno comprato nostre pubblicazioni, ma non sono in pericolo in alcun modo dati personali su di loro". Intanto gli esperti fanno sapere che in nessun modo soldi rubati dai conti potrebbero finire a organizzazioni di beneficenza. "Questi soldi non andranno mai a finire ai bisognosi. Ogni versamento non autorizzato viene prima o poi bloccato e restituito", ha chiarito Mikko Hypponen sul sito di F-Secure.



Via: TM News

Il Gruppo Adnkronos nel mirino degli hacker filogovernativi siriani


Il sito web e le pagine Facebook del gruppo Adnkronos sono finiti nel mirino dell'Esercito Elettronico Siriano (Syrian Electronic Army - Sea), una rete di hacker filogovernativi. Per diffondere la loro versione su quanto accade in Siria, dopo aver preso di mira le pagine pubbliche del presidente degli Stati Uniti Obama, di quello francese Sarkozy, hanno cercato di fare altrettanto con la fan page di Adnkronos, da sempre molto attenta a quanto accade in Medio Oriente con Aki-Adnkronos International, così da arrivare ai lettori delle news del gruppo. 

L'obiettivo della Sea è diffondere tra i social network messaggi a favore del regime di Bashar al-Assad e colpire siti internazionali di informazione con attacchi DDos, ovvero utilizzando lo stesso 'arsenale elettronico' usato da Anonymous. Lo scorso venerdì la pagina Facebook di Adnkronos è stata oggetto della pubblicazione di una massa ingente di spam, con circa 1.600 commenti. 

Tutti i post erano decontestualizzati dagli articoli dell'agenzia e avevano a che fare con la situazione politica siriana. Uno degli utenti più attivi si è autodefinito militante dei "Syrian Elctronic Soldiers". Secondo alcuni esperti, il Sea è un "esercito virtuale" dotato di una "accademia virtuale" di reclutamento, che cerca di mandare in tilt gli strumenti di divulgazione della protesta della primavera araba, primi tra tutti i social network. 

Gli attacchi dell'esercito elettronico siriano hanno colpito molti siti, come quello della star del talkshow Usa, Oprah Winfrey, l'attore hollywoodiano Brad Pitt, la rivista Newsweek e sono stati perfino capaci di mettere KO il sito web della prestigiosa Università di Harvard, sostituendo brevemente la homepage con l'immagine del presidente Bashar Assad.

Fonte: Adnkronos

Attacchi hacker ai siti del sindacato Sappe e Polizia Penitenziaria


A pochi giorni dall'attacco del sito del Cnaipic, gli hacker formati da Anonymous Italia e Lulzec Italia tornano a colpire. E stavolta tocca al sito nazionale del Sappe, il Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria. Defacciato, con un'immagine su cui brindano Lulzsec e il corpo senza testa di Anonymous, e la scritta "La legge NON è uguale per tutti". E poi l'indicibile commento "Touché!". 

Il titolo della pagina è "Sappe OWNED for the Lulz & Justice", e ci sono poi dei messaggi specifici: "Un saluto a tutti i detenuti d'Italia e alle loro famiglie: combattiamo anche per i vostri diritti, perché la legge non è uguale per tutti!!!". Gli hacker spiegano anche il perché dell'attacco al sito del sindacato: "Abbiamo pensato di farvi visita in questi giorni di calura estiva per esprimere la nostra vicinanza a tutti i detenuti in Italia, troppo spesso vittime delle ormai arcinote lungaggini burocratiche e processuali, fenomeno tutto italiano e che fa si che vi siano nelle nostre carceri persone non ancora giudicate neanche in primo grado e da ritenersi quindi innocenti". 

Dal Sappe, per voce del segretario generale Donato Capece, commentano così: "E' un attacco che inquieta ma non ci intimidisce. Continueremo a denunciare le criticità del carcere e le conseguenti gravose condizioni delle donne e degli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria. Certo è significativo che questo accade al sito internet di un Sindacato, il Sappe, da sempre in prima linea sulle problematiche penitenziarie e di chi nelle carceri lavora in prima linea". 

Ma a qualche ora dal primo attacco gli hacker si fanno nuovamente vivi per replicare alle parole di Capece. Con una incursione informatica anche sul sito poliziapenitenziaria.it gli stessi autori, replicano con un messaggio sul blog del sindacato precisando che l'attacco è stato ''un gesto puramente simbolico e dimostrativo senza alcuna finalità intimidatoria''. I pirati informatici chiudono sottolineando che ''come sempre non abbiamo intenzioni eversive o terroristiche, ma vogliamo semplicemente dare voce ai deboli ed agli oppressi''. Al momento non risultano furti di dati o informazioni, si tratterebbe di un puro gesto politico.


Fonti: La Repubblica | Adnkronos
Foto dal Web

Hackerato social network AnonPlus di Anonymous da gruppo turco


Pochi giorni dopo il suo arrivo sul web, social network AnonPlus è già in difficoltà. Ancora in bozza, il sito è stato hackerato da attivisti turchi chiaramente ostili al movimento anonimo. Un attacco che potrebbe uccidere questo progetto sul nascere. Si tratta di una carriera che non è certo incoraggiante per il futuro. Per AnonPlus, la futura rete sociale dedicata ai sostenitori di Anonymous, il celebre gruppo autore di diversi attacchi informatici ad aziende ed enti governativi, è venuta fuori la sua prima nota stonata.

Aveva attaccato sito Web aeroporto Catania, marocchino indagato


Si è limitato fortunatamente ad attaccare, via web, aeroporto Fontanarossa di Catania e Confindustria etnea. La Polizia Postale di Catania ha infatti individuato un 22enne, un marocchino residente a Lucca, ritenuto responsabile dell'attacco informatico che l'estate scorsa ha reso inaccessibili i siti dell'aeroporto di Catania, di Confindustria etnea e di altre aziende. L'indagato è ritenuto responsabile di accesso abusivo a sistema informatico e danneggiamento di dati. Dopo gli attacchi informatici di tipo defacement, l'hacker si era vantato dell'atto criminoso in un sito fondamentalista islamico.

La Procura Distrettuale, procuratore aggiunto Giuseppe Toscano e sostituto Vincenzo Serpotta, hanno disposto alcune perquisizioni nei confronti del giovane indagato e di altri soggetti. Le perquisizioni sono state eseguite dagli uomini della Polizia Postale in collaborazione con la Digos. Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati computer e telefoni mobili con relative sim. L'indagato ha ammesso le sue responsabilità affermando, tuttavia, di avere agito con un altro hacker residente in Marocco, conosciuto su Facebook.

Per evitare di essere identificato, il marocchino aveva utilizzato la sim di un suo amico italiano, all’oscuro della vicenda. La matrice sarebbe religiosa, ma allo stato non sono emersi collegamenti con organizzazioni terroristiche, anche se le indagini sono ancora in corso. Insieme all'hacker marocchino come lui, conosciuto su Facebook, ha attaccato i siti Internet dell'aeroporto e di Confindustria di Catania e ha poi rivendicato il tutto su pagine web di fondamentalisti islamici arabi. 



Anonymus attacca il sito di sicurezza informatica HBGary Federal


Il network di pirati informatici Anonymous, lo stesso che due giorni fa ha tentato di mettere fuori uso il sito del governo italiano, ha attaccato una societa' di sicurezza informatica americana che aveva cercato di smascherarlo. Il sito della HBGary Federal, con sede a San Francisco, e' stato preso d'assalto dagli hacker e il traffico veniva dirottato su una pagina su cui si leggeva: ''Oggi abbiamo insegnato a tutti una lezione. Avete cercato di mordere la mano di Anonymous e la mano di Anonymous ora vi schiaffeggia''.

Francia: attacco hacker al sito dell'aeroporto di Montpellier in Francia


La homepage del sito internet dell'aeroporto di Montpellier, nel sud della Francia, è stata bersaglio di un attacco hacker, che l'ha sostituita per diverse ore, fino alle 9 di stamani, con una foto del presidente francese, Nicolas Sarkozy e la scritta "fuck you Sarkozy". L'Aeroporto di Montpellier-Méditerranée si chiamava precedentemente Aeroporto Fréjorgues. 

Grazie all'arrivo della compagnia aerea a basso costo Ryanair, l'aeroporto ha sperimentato una crescita considerabile. Tuttavia, non ci sono solamente compagnie aeree a basso costo; anche British Airways parte da Montpellier. Sulla pagina nera si poteva vedere un'immagine in primo piano del capo dello Stato, posizionata in una locandina con la scritta in alto "wanted" (ricercato) e in basso la frase "no peace, no mercy, nothing with France" (niente pace, niente pietà, nulla a che fare con la Francia). 


"Il problema è cominciato nella notte - ha spiegato un portavoce dell'aeroporto - quando ce ne siamo accorti l'abbiamo tolta subito". L'azione è stata rivendicata da un hacker, attraverso lo stesso sito. La direzione dell'aeroporto ha deciso di fare causa contro ignoti. Secondo Zataz.com, questo pirata non è al suo primo tentativo. "Dal giugno 2010, data della comparsa di questo giovane scribacchino, Ma3sTr0-DZ ha già firmato più di 6.550 hacking di siti web", compreso l'Ambasciata di Francia in Libano o i siti commerciali comeColomiers Materiali e all'estero. 

Zataz.com ha visto quanto è semplice accedere ai dati dei principali aeroporti e al software degli utenti del trasporto aereo. Zataz.com non spiega il metodo, o il modo come accedervi. Ma è possibile accedere all'amministrazione ai dati degli equipaggi, e visualizzare i dati riservati generati dal sistema (nome, indirizzo, date del volo, numero di volo, codice personale di bordo, hotel transito, ecc.). Zataza.com invita il servizio anti cyber-crimine di U. S. Air Force a risolvere la vulnerabilità.


Via: Le Post