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Vodafone: governi intercettano telefonate utenti, Italia al primo posto


Il colosso inglese delle telecomunicazioni Vodafone rivela come alcuni governi siano in grado di sorvegliare la sua rete, e quindi di monitorare le comunicazioni dei suoi clienti, in un vasto rapporto pubblicato oggi che è il primo nel suo genere. E' quanto si legge sul Guardian. Vodafone fa riferimento all'esistenza di un network di cavi che permette ad agenzie di sorveglianza di alcuni governi di ascoltare le conversazioni e, in certi casi, di identificarne la posizione: un sistema che sarebbe largamente utilizzato in molti paesi (l'elenco non è stato reso noto ma l'Italia non è fra questi). In alcuni dei paesi, almeno sei si legge, alla società telefonica viene richiesto di garantire l'accesso diretto.

Secusmart e snom presentano nuovo telefono IP anti-intercettazioni


I due specialisti della cifratura e delle comunicazioni IP collaborano alla sicurezza delle reti governative. L'operatività del nuovo telefono IP SecuGATE LV1 snom edition, frutto di tale cooperazione, sarà mostrata live in occasione del CeBIT 2014. I due esperti di sicurezza e telecomunicazioni mettono a segno un colpo da maestro: Secusmart GmbH, nota per aver sviluppato il "Merkel phone" ad altissima sicurezza (presentato al CeBit 2013), collabora con snom technology AG, il pioniere della telefonia IP. In occasione del CeBIT 2014, le due aziende presenteranno congiuntamente il nuovo terminale di massima sicurezza "SecuGATE LV1 snom edition". I visitatori potranno verificarne l’efficacia personalmente.

Carte credito clonate, sgominata banda internazionale degli skimmer


La Polizia postale di Perugia ha stroncato un giro di carte di credito clonate, smantellando un'organizzazione criminale internazionale. Era andato al bancomat per fare un prelievo e si è accorto che c'era uno skimmer, l'apparecchio utilizzato dai criminali per sottrarre i codici di sicurezza delle carte elettroniche. L'uomo era un agente della polizia postale di Perugia e dopo aver denunciato la cosa ai suoi superiori è subito scattato l'appostamento, che ha portato all'arresto in flagranza di tre romeni. 

I criminali sono stati bloccati proprio mentre cercavano di rimuovere l'apparecchio elettronico da uno sportello bancomat di Poste Italiane, a Santa Maria degli Angeli, una frazione del comune di Assisi, in provincia di Perugia. L'episodio risale al settembre 2012 ed è stato l'inizio dell'operazione "Medusa", che ha portato gli agenti del Compartimento polizia postale e delle comunicazioni del capoluogo umbro a fare luce su un'organizzazione criminale di matrice romena, arrivando a indagare 22 persone, per le quali il Tribunale ha emesso altrettante ordinanze di custodia cautelare in carcere. 

Nove appartenenti al gruppo sono stati arrestati, mentre un'ordinanza è stata notificata nel carcere di Frosinone. Altre quattro sono state comunicate a persone detenute all'estero, e per la precisione due in Romania e altrettanti in Danimarca. Sono tuttora ricercati sul territorio romeno gli altri otto membri della banda. Per tutti l'accusa è di associazione per delinquere, finalizzata all'installazione di apparecchiature atte a catturare i codici delle carte di credito/debito e alla successiva falsificazione delle carte stesse. 

L'indagine - spiega una nota della Polizia di Stato - si è svolta tramite l'analisi di tabulati telefonici, intercettazioni telefoniche, messaggistica istantanea e caselle di posta elettronica. Alla fine gli specialisti della postale hanno individuato l'attività della banda che installava gli skimmer in numerosi sportelli bancomat di vari istituti di credito in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Umbria, Marche, Lazio, Puglia e Calabria. 

I criminali, capeggiati da uno dei romeni detenuto in Danimarca, erano organizzati in quattro sottogruppi, in base alle aree di azione: Torino, Milano, Ravenna e il gruppo di Roma, che in realtà agiva a Latina e Frosinone. Gli investigatori hanno attribuito all'organizzazione più di 50 attacchi ai bancomat, ma potrebbero essere molti di più. È stato accertato che l'organizzazione ha fatto prelievi illeciti per almeno 150mila euro, ma il danno complessivo derivante dall'interruzione del servizio e dal danneggiamento degli sportelli bancomat è stato quantificato in circa 500mila euro. 

Gli arresti sono stati eseguiti in Lombardia, Lazio, Piemonte, Emilia Romagna e nelle Marche in collaborazione con i Compartimenti della polizia postale presenti in queste regioni. Per alcuni degli indagati si è dovuto ricorrere all'Interpol per localizzarli ed arrestarli in Romania e Danimarca. L'importante risultato investigativo si è raggiunto anche grazie alla collaborazione con la struttura di tutela aziendale di Poste Italiane. Postamat è il nome del circuito domestico di prelievo e pagamento gestito da Poste italiane. 

Datagate, in Italia spiate 46 mln telefonate ma smentisce intelligence


Sono 46 milioni le telefonate spiate in Italia in un mese dalla National Security Agency (Nsa). Lo rivela il sito web "Cryptome", considerato una sorta di precursore di Wikileaks, che ha pubblicato le medie mensili dei dati relativi al periodo compreso tra il 10 dicembre 2012 e l'8 gennaio del 2013. In Germania, nello stesso arco di tempo sono stati tracciati 361 milioni di "metadati" in 30 giorni. Nel mondo, Stati Uniti compresi, le telefonate spiate in un mese dalla Nsa sono state 124,8 miliardi. Ma la nostra intelligence chiarisce: un conto è lo spionaggio, altra cosa è il monitoraggio.

NSA, spiate milioni telefonate in Francia e e-mail presidente Messico


Si allarga lo scandalo legato alle attività di spionaggio degli Usa. La National Security Agency (NSA) americana registrò in segreto più di 70 milioni di telefonate in Francia: lo ha rivelato il quotidiano Le Monde, pubblicando i documenti ottenuti da Edward Snowden, la "talpa" che ha rivelato al mondo il pervasivo programma di spionaggio PRISM. Immediata la protesta del governo francese con il ministro dell'Interno, Manuel Valls, che ha parlato di "rivelazioni sconvolgenti" e ha chiesto "spiegazioni" all'Amministrazione Usa.

Nsa, Facebook e Microsoft: forniti a intelligence migliaia di dati utenti


Facebook e Microsoft riferiscono di avere ricevuto migliaia di richieste di dati dalle autorità statunitensi nella seconda metà del 2012, comprese richieste relative a questioni di sicurezza nazionale. Dopo aver confermato che la National Security Agency (NSA) non ha mai avuto accesso ai suoi database, in una dichiarazione ufficiale, il responsabile dell'ufficio legale di Facebook, Ted Ullyot, ha detto che il social network ha ricevuto tra le 9mila e le 10mila richieste nel secondo semestre dello scorso anno.

Usa, non solo al cellulare: utenti spiati anche sul web e social media


Si allarga lo scandalo attorno all'operato della National Security Agency (Nsa) e dell'Fbi. Dopo lo scoop del Guardian sulle utenze Verizon intercettate, il Washington Post ha infatti rivelato che non sono sotto controllo soltanto le comunicazioni telefoniche di milioni di americani, ma il governo ha accesso anche ai server dei nove giganti del web, Microsoft, Yahoo!, Google, Facebook, PalTalk, Aol, Skype, Youtube e Apple, dai quali prelevano audio e video, fotografie, e-mail, documenti e contatti.

Spy Phone, come funzionano e riferimenti a nozioni più approfondite


Il Cellulare Spia o Spy Phone è un comune telefono cellulare o smartphone modificato a livello di software. Consente di avere a distanza le informazioni principali che transitano sul cellulare: audio delle chiamate, testo dei messaggi SMS, elenco delle chiamate, rubrica telefonica, ma anche l'audio dell'ambiente circostante quando il telefono non è in uso. Inoltre può fornire anche il testo delle chat Facebook e WhatsApp, la posizione GPS, il testo delle e-mail, i siti web visitati, le foto scattate con il cellulare ed altri dati ancora.

I Cellulari Spia possono essere suddivisi in tre categorie principali: 1) quelli che vengono controllati da un Numero Controllore, quindi con un altro telefono cellulare; 2) quelli che vengono controllati su un pannello Web dedicato oppure su un indirizzo di posta elettronica dedicato; 3) quelli che possono essere controllati in entrambi i modi indifferentemente. Esistono molti tipi di software spia per cellulare ed una miriade di loro varianti. 

L'installazione, un tempo semplice, con le evoluzioni recenti dei sistemi operativi si è fatta recentemente più laboriosa. Per esempio, se per un Nokia N95 era sufficiente installare un software ed eseguire poche impostazioni di base via SMS, su un Nokia N8 può essere necessario installare diversi file in sequenza compiendo un numero di operazioni per potere avere un software fruibile in tutte le sue funzioni.


Non tutti i software disponibili sul mercato hanno un funzionamento accettabile e spesso può accadere di incontrare ostacoli anche nell'installazione di software di per se validi, dovuti magari ad operazioni che devono essere preventivamente eseguite sul telefono, come per esempio il Rooting o il Jailbreaking. E' quindi importante scegliere non solo il giusto software, ma il giusto telefono con la giusta versione di sistema operativo e, quando necessario, modificare anche in modo opportuno il sistema operativo stesso (praticamente sempre per i sistemi operativi Android e iOS).

I software veramente efficaci e che danno risultati ottimali per quanto riguarda le funzioni principali sono relativamente pochi. Extra Large Srl testa con continuità da anni le varie offerte del mercato e mette a disposizione del cliente solo le migliori. Per ottenere un risultato soddisfacente sta diventando sempre più importante sia l'installazione del software che la preparazione del telefono. Ecco perchè Extra Large Srl mette a disposizione anche telefoni spia completi già pronti per l'uso.

La scelta può dipendere da molti fattori. Per esempio se si dispone già del telefono cellulare su cui installare il software oppure se deve essere acquistato. Se si dispone di un piano per la navigazione Internet sulla SIM che si intende inserire nel Cellulare Spia, oppure se si intende sottoscriverlo. Per aiutare nella scelta del software e del telefono cellulare più appropriato, Extra Large Srl ha redatto una sezione FAQ che è di seguito riportata. Le funzioni principali del cellulare spia sono le seguenti:
  • Intercettazione Chiamate in Tempo Reale
  • Registrazione Chiamate - Invio Chiamate Registrate via Internet
  • Intercettazione Ambientale in Tempo reale
  • Registrazione Ambientale - Invio Registrazioni Ambientali via Internet
  • Intercettazione SMS – nvo copia SMS a Numero Controllore
  • Registrazione SMS - Invio SMS Registrati via Internet
  • Registrazione e-mail - Invio e-mail Registrate via Internet
  • Registrazione chat WhatsApp - Invio chat WhatsApp Registrate via Internet
  • Registrazione - Spiare Chat Facebook - Invio Chat Facebook Registrate via Internet
  • Localizzazione GPS – Invio coordinate GPS via Internet
  • Registrazione Video e Foto - Invio Registrazioni Video e Foto via Internet
  • Invio Video e Foto Scattate via Internet
  • Invio Elenco Siti WEB Visitati via Internet
  • Avviso Sostituzione SIM – avviso a Numero Controllore
  • Lista Numeri per limitare le registrazioni solo ad alcuni numeri telefonici
  • Elenco Chiamate – invio a Numero Controllore e via Internet
  • Rubrica Telefonica invio a Numero Controllore e via Internet
  • Controllo & Configurazione via SMS da Telefono Controllore
  • Controllo & Configurazione via SMS e Pannello di Controllo
  • Ricerca per Parole Chiave nei dati registrati sul server Web
  • Disinstallazione Remota
  • Status Cellulare Spia

Anonymous attacca sito sindacato Polizia Siulp, violati 16mila account


Il sito del più grande sindacato italiano di polizia, il Siulp, è stato attaccato da Anonymous, il collettivo di hacker che proprio una settimana fa aveva visto quattro suoi esponenti finire agli arresti della polizia postale. Su Facebook la pagina di Operation Payback Ita un post annuncia l'attacco e, come spiega l'AGI, l'azione che avrebbe portato anche alla violazione di ben 16mila account email degli iscritti è stata rivendicata da Anonymous sul suo blog http://anon-news.blogspot.it/

Supernodi Skype, servizio rassicura: non c'è rischio di intercettazione


Skype intende fugare ogni timore circa i recenti cambiamenti apportati alla propria posizione dei “Supernodi”: essi non facilitano minimamente l’ascolto o l’intercettazione delle comunicazioni da parte delle autorità, nulla cambia, da questo punto di vista, rispetto al passato. L’azienda, acquisita lo scorso anno da Microsoft per oltre 8 miliardi di dollari, ha fatto sapere con una nota che le variazioni apportate alla struttura peer to peer della sua rete sono tese solo a migliorare la qualità del servizio.

Ciò che è stato fatto è migrare l’uso dei cosiddetti “supernodi” all’uso di normali data center. I “supernodi”, lavoro in origine svolto da alcuni client scelti automaticamente dall’architettura stessa, erano computer in grado di agire come “directory” e di indicare quindi l’indirizzo di alcuni client. Skype ha stabilito che tale carico, se svolto da computer dedicati anziché contare sulla presenza di client in grado di farlo, è svolto con maggiore affidabilità. Nel 2010 un aggiornamento software del client ha causato un black-out, dovuto al mancato riconoscimento di diversi “Supernodi”.

Cambiata quindi la posizione in rete dei “supernodi”, Skype però insiste nel precisare che essi ora hanno esattamente la stessa funzione e nulla in più, rispetto a prima, rende più facile alcuna intercettazione o ascolto da parte delle autorità. “Questo non ha modificato la sottostante struttura nella natura peer to peer di Skype, in cui i supernodi permettono semplicemente agli utenti di individuarsi l’uno con l’altro”, ha scritto in una nota Mark Gillett, Chief Operation e Development Officer dell’azienda.

“Riteniamo che questo nuovo approccio comporti unicamente un immediato aumento di performance, di scalabilità e di disponibilità delle funzioni per i centinaia di milioni di utenti che compongono la comunità Skype”, ha ribadito. Non avendo l’azienda alterato alcun percorso di voce, video e messaggi tra “supernodi”, nulla di sostanziale cambia nella rete riguardo alla privacy”, ha ribadito un portavoce dell’azienda. Skype, esattamente come qualsiasi altro operatore di telecomunicazioni Usa, è comunque obbligato a permettere alle autorità l’accesso alla propria rete qualora disposto dalle stesse.

Via: New Blog Times

Truffe: 45 indagati per phishing, raggiro da 300 mila euro per 600 correnti


Erano tutte romene le menti dell'organizzazione dedita alle truffe online sgominata stamani dalla Polizia. Oltre 600 correntisti, per un danno totale stimato in oltre 2 milioni di euro, limitato a 300 mila grazie all'intervento della polizia. Le indagini sono partite da Milano nel maggio del 2011 a seguito di numerose denunce ed e-mail di segnalazione inviate da cittadini al Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni per la Lombardia, in cui si segnalavano messaggi sospetti di alcuni istituti di credito.

L'esca era un messaggio in cui si invitava il cliente a inserire le credenziali di accesso al conto corrente su un sito creato dal "phisher", identico a quello della propria banca. Gli investigatori, in stretta collaborazione con le autorita' della Romania, hanno così iniziato un'operazione di monitoraggio che ha permesso di ricostruire i movimenti dei conti, i trasferimenti e i prelievi.  L'operazione ha permesso di smantellare il gruppo specializzato truffe informatiche mediante l'accesso abusivo ai sistemi informatici di home banking.

Il bilancio finale degli otto mesi di indagini coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica Francesco Cajani è di 45 indagati, di cui 15 italiani (raggiunti in Lombardia, Lazio, Emilia), accusati a vario titolo di associazione a delinquere transnazionale operante in Italia, Regno Unito e Romania, accesso abusivo a sistemi informatici, truffa, sottrazione di credenziali di accesso per la gestione di conti home banking, e utilizzo indebito di carte di credito.

L'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Giuseppe Gennari, è stata eseguita in simultanea sia in Italia che in Romania, dove gli agenti hanno fatto irruzione in alcuni appartamenti trovando contanti, cellulari, computer e materiale che verrà analizzato. Per incastrare la banda sono state utilizzate intercettazioni telefoniche, oltre al racconto di testimoni e l'acquisizione di immagini dei sistemi di sorveglianza degli uffici postali da cui sono stati prelevati contanti.

Ogni componente aveva una percentuale a seconda del proprio ruolo. Chi prelevava materialmente i soldi dagli sportelli tratteneva il 5-10% del totale; coloro che ingaggiavano questi ultimi, il 15-20%; il capo zona e capo gruppo operativo (una sorta di supervisore), il 20-25%; mentre il 50-55% veniva trasferito in Romania agli hacker tramite bonifici bancari con circuiti di trasferimento internazionale.

Il Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni di Milano, d'intesa con le strutture antifrode degli istituti di credito interessati, ha sperimentato un nuovo metodo di prevenzione, inventando le cosiddette 'prenotate': all'insaputa del prestanome la carta incriminata veniva soggetta a un saldo negativo virtuale tra i 1.000 e i 2.000 euro, non visibile ai phisher che continuavano a farvi confluire i profitti illeciti. Da qui il duplice vantaggio: i bonifici non potevano essere monetizzati dal prestanome e gli istituti potevano recuperare le somme sottratte.

Fonte: Aduc
Via: Adnkronos

Vulnerabilità in GSM 2G permette truffe e intercettazioni telefoniche


Una vulnerabilità nella tecnologia GSM - che è utilizzata dalla maggior parte degli operatori di telecomunicazioni a livello globale e da miliardi di persone - consentirebbe di effettuare chiamate o inviare costosi SMS, telefonate premium e truffe in servizi di messaggistica, ha dichiarato il ricercatore Karsten Nohl, responsabile di Security Research Labs con base a Berlino. Nohl è considerato esperto di sicurezza mobile, dopo che l'anno scorso ha scoperto un bug nella tecnologia GSM che permette di effettuare chiamate vulnerabili alle intercettazioni.

Intercettazioni, cresce la protesta contro la legge ammazza blog


Giovedi' 29 settembre in piazza del Pantheon a Roma alla manifestazione del 'Comitato per la liberta' e il diritto all'informazione, alla cultura e allo spettacolo' contro le iniziative del governo per "imbavagliare l'informazione con la legge sulle intercettazioni", interverranno anche blogger e internauti per scongiurare le norme cosiddette "ammazza blog". Il comma 29 dell'art. 3 del ddl intercettazioni su cui l'esecutivo sembra pronto a porre la fiducia prevede infatti che "per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro 48 ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilita' della notizia cui si riferiscono". La mancata rettifica nei termini comporterebbe per il blogger una sanzione pecuniaria sino a 12 mila euro. Il movimento hacker si e' gia' messo in moto e sta pianificando interventi dimostrativi online, cavalcando anche l'entusiasmo del boom elettorale del partito dei pirati tedesco durante le elezioni del parlamento federale berlinese, dove ha ottenuto 15 seggi su 141, con l'8,9% dei voti. Anche la gente comune si sta organizzando, tanto che nelle ultime ore il numero di chi ha assicurato la sua partecipazione alla manifestazione del 15 ottobre, a Roma, indetta dagli 'indignati' e' salito vertiginosamente e ha superato quota 14mila. Su Twitter e' un susseguirsi di cinguettii che cercano di pubblicizzare la notizia e di suscitare una reazione positiva contraria alle indicazioni governativa: "no al bavaglio al web" e' il grido del social network. Ma e' soprattutto nelle chat-room private che si stanno gia' valutando quale sia il modo migliore per mettere in pratica un "gesto di protesta che metta in ginocchio chi di censura vuole ferire".

Fonte: Rainews24