Avrebbe dovuto verificarsi a Firenze l'attentato dell'Isis che sarebbe stato sventato da Anonymous. È lo stesso gruppo di hacker che, dopo il video del 28 dicembre, lo afferma in un nuovo videomessaggio. Fonti investigative, come riporta l'Ansa, affermano che i riscontri fatti fino ad ora su tale ipotesi hanno dato esito negativo. Il 28 dicembre Anonymous aveva fatto sapere nel suo videomessaggio di aver sventato un attentato dello Stato islamico in Italia, ma senza indicare la località in cui doveva verificarsi e annunciando "maggiori dettagli presto in un video", che ha reso noto giovedì 31 dicembre. L'obiettivo indicato era il capoluogo toscano, da colpire entro Capodanno.
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Anonymous: attentato Isis sventato a Firenze, Polizia non conferma
Avrebbe dovuto verificarsi a Firenze l'attentato dell'Isis che sarebbe stato sventato da Anonymous. È lo stesso gruppo di hacker che, dopo il video del 28 dicembre, lo afferma in un nuovo videomessaggio. Fonti investigative, come riporta l'Ansa, affermano che i riscontri fatti fino ad ora su tale ipotesi hanno dato esito negativo. Il 28 dicembre Anonymous aveva fatto sapere nel suo videomessaggio di aver sventato un attentato dello Stato islamico in Italia, ma senza indicare la località in cui doveva verificarsi e annunciando "maggiori dettagli presto in un video", che ha reso noto giovedì 31 dicembre. L'obiettivo indicato era il capoluogo toscano, da colpire entro Capodanno.
Anonymous: al via #OpParis contro gli artefici degli attacchi a Parigi
Dopo gli attentati verificatisi nella tarda serata di venerdì a Parigi, il collettivo di Anonymous, la più grande comunità internazionale di hacktivisti, ha diffuso un video in cui esprime il suo cordoglio per le vittime e annuncia la sua vendetta contro i terroristi dell'Isis. Nel filmato, tradotto in più lingue, gli hacker si rivolgono a tutti i "cittadini del Mondo" e dichiarano di essere sulle tracce dei terroristi responsabili degli attacchi nella capitale francese e di volerli smascherare. Contemporaneamente, il gruppo di Anonymous ha lanciato un hashtag #OpParis e un account twitter (@opparisofficial). Gli hacker avevano già ideato delle iniziative dopo l'attentato a Charlie Hebdo (#OpISIS).
Operazione contro rete hacker, Aken e Otherwise star di Anonymous
I due hacker arrestati mercoledì scorso dalla Polizia postale e delle Comunicazioni, un livornese di 31 e un 27 originario della provincia di Sondrio, erano vere e proprie "star" del mondo underground, noti rispettivamente con i nickname "aken" e "otherwise". Due primule rosse del vertice di Anonymous in Italia. Tra i loro obiettivi più recenti gli attacchi ai sistemi informatici del ministero della Difesa, del ministero della Salute, del dicastero dell'Ambiente e di diversi dipartimenti della presidenza del Consiglio e l'ultimo bersaglio, in ordine di tempo, il sistema informatico di Expo 2015. Altre persone sono state denunciate per favoreggiamento.
Terrorismo: Anonymous, nostro obiettivo è eliminare Isis da Internet
"Vogliamo tagliare fuori da internet chiunque sia minimamente interconnesso con l'Isis: questo è il nostro obiettivo. Nelle ultime due settimane abbiamo cancellato 2000 profili jihadisti su Facebook e Twitter": queste le parole del collettivo Anonymous in un'intervista esclusiva rilasciata a Servizio Pubblico, il programma condotto da Michele Santoro, andato in onda giovedì scorso su La7 alle 21.10. "Avete trovato account italiani associati allo Stato islamico?", ha chiesto la giornalista Francesca Di Stefano. "Si legge di un italiano tra le loro fila, ma è soltanto una voce non confermata", è la risposta di Anonymous.
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Anonymous viola server Regione Veneto, diffuse email dei consiglieri
Gli hacker di Anonymous hanno violato i server della Regione Veneto e hanno messo a disposizione su Internet l'archivio delle email dei dipendenti della Regione e dei consiglieri. Lo ha annunciato il collettivo di Anonymous Italia con un post sul blog. L'azione è stata fatta per dimostrare la contrarietà al Mose e mettere in piazza "le nefandezze della cricca". Il sito del Consiglio regionale inoltre è rimasto inaccessibile per alcune ore a causa dell'azione di "pirataggio". Gli hacker hanno divulgato un video con all'interno tutti gli screenshot delle mail provenienti dal Consiglio Veneto.
Anonymous attacca sito sindacato Polizia Siulp, violati 16mila account
Il sito del più grande sindacato italiano di polizia, il Siulp, è stato attaccato da Anonymous, il collettivo di hacker che proprio una settimana fa aveva visto quattro suoi esponenti finire agli arresti della polizia postale. Su Facebook la pagina di Operation Payback Ita un post annuncia l'attacco e, come spiega l'AGI, l'azione che avrebbe portato anche alla violazione di ben 16mila account email degli iscritti è stata rivendicata da Anonymous sul suo blog http://anon-news.blogspot.it/
Blitz contro hacker di Anonymous, arresti e perquisizioni in tutta Italia
Un'operazione con arresti e perquisizioni contro presunti appartenenti ad Anonymous è in corso in tutta Italia da parte degli uomini della Polizia Postale. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Roma. Secondo le indagini, alcuni di loro sarebbero responsabili anche degli attacchi ai siti del governo, del Vaticano e del Parlamento. L'organizzazione avrebbe attaccato anche i siti della Polizia Postale e dei Carabinieri. Dai primi accertamenti i primi quattro hacker arrestati avrebbero sfruttato il marchio per interessi personali, che poco o nulla avrebbero a che fare con le operazioni tipiche della crew.
Attacco di Anonymous alla Polizia, Dipartimento: nessun server violato
Hacktivist del gruppo Anonymous Italia hanno diffuso su Internet alcune migliaia di documenti che dicono di aver prelevato da server e portali riservati della polizia di Stato, da intercettazioni su manifestazioni No-Tav e numeri di cellulari riservati, a email personali e attività sotto copertura. Nella rivendicazione chiedono il codice ben visibile sulle divise e forze dell'ordine senza armi durante le manifestazioni.
"Da settimane ci divertiamo a curiosare nei vostri server, nelle vostre e-mail, i vostri portali, documenti, verbali e molto altro". Inizia così la rivendicazione di Anonymus. "Siamo in possesso di una notevole mole di materiale: ad esempio documenti sui sistemi di intercettazioni, tabulati, microspie di ultima generazione, attività sotto copertura; file riguardanti i Notav; varie circolari ma anche numerose mail, alcune delle quali dimostrano la vostra disonestà (per esempio una comunicazione in cui vi viene spiegato come appropriarvi dell’arma sequestrata ad un uomo straniero senza incorrere nel reato di ricettazione). Il livello di sicurezza dei vostri sistemi, al contrario di quanto pensassimo, è davvero scadente, e noi ne approfittiamo per prenderci la nostra vendetta. Is there any problem, Officer?".
A suggello del blitz, gli hacker di Anonymous hanno pubblicato un manifesto satirico con tanto di vignetta e slogan provocatorio: "Polizia battuta e scoperta". I documenti sono stati diffusi in una serie di cartelle, pubblicati anche sul sito Paranoia (www.par-anoia.net) e altri indirizzi web. Riguardano questure di varie città e uffici nazionali, e coprono un arco temporale di diversi anni, dal 1998 almeno a pochi giorni fa.
Come scrive Reuters, tra i file interni - adesso accessibili per chiunque - vi sarebbero anche le buste-paga degli agenti. E mentre continuano gli accertamenti, da parte della Polizia postale, fonti del Dipartimento di PS sottolineano all'Adnkronos che ''al momento non risulta alcuna violazione del server della Polizia. Sono stati invece registrati indebiti accessi a diverse email personali di operatori delle forze di Polizia''.
Non è la prima volta che gli hacker di Anonymous Italia compiono attacchi hacker contro le forze dell'ordine. Nel luglio del 2011 gli attivisti annunciarono di essersi impadroniti di file dell'agenzia anticrimine italiana su diverse organizzazioni internazionali, per un totale di oltre 8 gigabyte, archiviati sui server del Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche (Cnaipic).
Fonte: Reuters
Via: Adnkronos
Fonte: Reuters
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Attacco al blog di Grillo: Anonymous rivendica ma comico li scagiona
Il sito di Beppe Grillo è rimasto inaccessibile da alcune ore. Secondo la voce circolata nel pomeriggio di ieri, Anonymous avrebbe bloccato il blog di Beppe Grillo. Ma in serata è stato il comico stesso a lanciare il suo ‘sos’ via Facebook e Twitter, precisando che “l’attacco non è opera di Anonymous”. Per questo, ha proseguito il blogger, “chiedo aiuto alla Rete, e ovviamente anche ad Anonymous, per identificare il gruppo che ha bloccato il sito”.
Anonymous Italia attacca i siti Ministero Interno, Difesa e Carabinieri
Attacco DDos ai siti di Difesa, Interno e carabinieri. L'annuncio è di Anonymous Italia, sul suo blog italiano. Intorno alle 19 di ieri risultavano inaccessibili i siti del ministero della Difesa (www.difesa.it), quello del ministero degli Interni (www.interno.it) e l’indirizzo internet dei carabinieri (www.carabinieri.it). Le motivazioni degli attacchi sono differenti: ai carabinieri si contestano le cariche contro gli operai dell'Alcoa che protestavano: "Insieme a quei padri di famiglia, insieme a quei giovani, insieme a quei dignitosi cittadini in rivolta vittime della violenza di Stato, c'eravamo anche noi: la vostra ferocia si scaglia contro il corpo, ma le idee sono immuni a qualsiasi barbaria e varcano ogni tentativo di oppressione".
Il primo tweet informante del down dei due siti è stato fatto da _Net_Sec_ con hashtag #OpItaly. Pastebay: http://www.pastebay.net/314555. Un'altra la motivazione dell'attacco all'Interno: "Il 13 aprile, nelle sale cinematografiche, uscirà il film 'Diaz': il ministero dell'Interno, tramite una circolare, ha vietato alle forze di polizia di parlarne e di esprimersi in merito. Ciò si configura come un becero e antidemocratico tentativo di imbavagliare chi volesse offrire la propria testimonianza in merito agli orrori che quel torrido luglio ospitò". Non è invece espressamente citato il ministero della Difesa nella terza motivazione che appare sul sito:
"siamo consapevoli anche degli infiltrati che quotidianamente ci fanno visita nei nostri chan; sarebbero i benvenuti, se solo manifestassero un chiaro e cristallino comportamento. In realtà trascorriamo con loro interminabili momenti di ilarità di cui loro, molto probabilmente, non sanno di essere protagonisti. Vogliamo inoltre invitarvi ad abbandonare i nostri server quali agenti infiltrati, fatevi pure avanti, non abbiamo nulla da nascondere. Fin tanto che questo comportamento si perpetuerà -conclude la rivendicazione-, i nostri attacchi diverranno ciclici". Nei giorni scorsi ha destato clamore l’operazione condotta dai pirati della rete contro il sito del Vaticano, ripetutamente messo fuori uso.
Via: Adnkronos
Attacco DDos di Anonymous al sito Equitalia: italiani stanchi di abusi
Gli hacktivist di Anonymous continuano a colpire nuovi obiettivi sul Web. Dopo il recente attacco al sito di Trenitalia, la sezione italiana del gruppo ha ieri preso di mira Equitalia, l'agenzia incaricata della riscossione dei tributi. In queste ore, infatti, il sito www.gruppoequitalia.it è irraggiungibile. Il sistema è probabilmente quello già utilizzato in passato e cioè un attacco DDoS, con migliaia di richieste convogliate verso il sito.
Anonymous attacca Trenitalia, ma il sito resta off line per pochi minuti
Gli hacker di Anonymous hanno attaccato il sito di Trenitalia www.trenitalia.com. Il sito è rimasto offline per pochi minuti, grazie all'azione di contratso dei tecnici. Dopo il recente attacco al sito del Vaticano, anche in questo caso gli hacker hanno pubblicato su Pastebin le motivazioni del loro gesto che sono molteplici:
Anonymous Italia contro il Vaticano, bloccato il sito della Santa Sede
Il sito internet del Vaticano è stato reso inaccessibile dalle 16 di questo pomeriggio. A rivendicare l'attacco DDos, Anonymous Italia che ha colpito i server del portale Web della Santa Sede, www.vatican.va. "Oggi Anonymous ha deciso di porre sotto assedio il vostro sito in risposta alle dottrine, alle liturgie ed ai precetti assurdi ed anacronistici che la vostra organizzazione propaga e diffonde nel mondo", si legge in un post sul blog degli hacker.
"Avete bruciato testi di immenso pregio storico e letterario, - proseguono i pirati di Anonymous nel comunicato - avete barbaramente giustiziato i vostri più accaniti detrattori e critici nel corso dei secoli, avete negato teorie universalmente ritenute valide o plausibili; avete indotto sprovveduti a pagare per ottenere l'accesso al paradiso con la vendita di indulgenze. Vi siete resi responsabili della riduzione in schiavitù di intere popolazioni, usando come pretesto la vostra missione di evangelizzazione e la diffusione della fede cristiana nel mondo".
Non mancano riferimenti ai casi di pedofilia nel clero e accuse contro le posizione del Vaticano sull'aborto e sull'uso del preservativo, definite "retrograde". C'è poi un riferimento all"Italia, che "deve tollerare - si legge ancora su Anonymous - quotidianamente le vostre ingerenze nella vita pubblica politica e sociale e tutti i danni che ciò comporta. Avete immobili ed attività commerciali per il valore di miliardi di euro, sui quali avete fortissime agevolazioni fiscali".
"Ci auguriamo vivamente che i Patti Lateranensi vengano infine in un futuro prossimo rivisti e che veniate relegati a ciò che siete...una reliquia dei tempi che furono. Questo attacco - concludono gli hacker - non è inteso verso la religione cristiana o contro i fedeli in tutto il mondo, bensì verso la corrotta Chiesa Romana Apostolica e tutte le sue emanazioni". La notizia è stata diffusa anche via Twitter: vatican.va TANGO DOWN! e ulteriori dettagli pubblicati su Pastebin. Per il Vaticano si tratterebbe però di semplici problemi tecnici.
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