Dopo avere rivoluzionato il mercato della telefonia mobile in Francia, Iliad è entrata in quello italiano con tariffe vantaggiose comprensive di chiamate illimitate, SMS e Internet super veloce. Ma l'arrivo in Italia del nuovo operatore low cost ha già avuto delle conseguenze: l'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (Iap) nei giorni scorsi, su denuncia dei concorrenti Tim e Vodafone, ha parlato di "pratiche commerciali scorrette riguardo la promessa di una copertura 4G". Accusa già rivolta dal Codacons che ha denunciato l'operatore telefonico francese perché la sua offerta non sarebbe davvero "per sempre" e farebbe pagare troppo una volta finiti i gigabyte inclusi nell'offerta.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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Tlc, Iliad denunciata per pratiche scorrette: stop a spot dal 20 Luglio
Dopo avere rivoluzionato il mercato della telefonia mobile in Francia, Iliad è entrata in quello italiano con tariffe vantaggiose comprensive di chiamate illimitate, SMS e Internet super veloce. Ma l'arrivo in Italia del nuovo operatore low cost ha già avuto delle conseguenze: l'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (Iap) nei giorni scorsi, su denuncia dei concorrenti Tim e Vodafone, ha parlato di "pratiche commerciali scorrette riguardo la promessa di una copertura 4G". Accusa già rivolta dal Codacons che ha denunciato l'operatore telefonico francese perché la sua offerta non sarebbe davvero "per sempre" e farebbe pagare troppo una volta finiti i gigabyte inclusi nell'offerta.
Operazione contro rete hacker, Aken e Otherwise star di Anonymous
I due hacker arrestati mercoledì scorso dalla Polizia postale e delle Comunicazioni, un livornese di 31 e un 27 originario della provincia di Sondrio, erano vere e proprie "star" del mondo underground, noti rispettivamente con i nickname "aken" e "otherwise". Due primule rosse del vertice di Anonymous in Italia. Tra i loro obiettivi più recenti gli attacchi ai sistemi informatici del ministero della Difesa, del ministero della Salute, del dicastero dell'Ambiente e di diversi dipartimenti della presidenza del Consiglio e l'ultimo bersaglio, in ordine di tempo, il sistema informatico di Expo 2015. Altre persone sono state denunciate per favoreggiamento.
Sicurezza, Privacy: ok dal Garante per le telecamere su divisa Polizia
La polizia potrà fare uso di piccole telecamere indossabili nel corso di manifestazioni pubbliche, ma solo in caso di effettiva necessità. Lo ha stabilito il Garante privacy che ha fornito il suo parere sul nuovo sistema di ripresa avviato in via sperimentale dal Dipartimento di pubblica sicurezza in quattro città, Torino, Milano, Roma e Napoli.Il sistema prevede l'assegnazione agli agenti di polizia di telecamere indossabili di ridotte dimensioni, da attivare nei casi in cui si verifichino situazioni di criticità in occasione di manifestazioni pubbliche.
Chiusa a Roma la campagna Una vita da Social della Polizia di Stato
"Si deve insistere sul potere delle parole, sull'uso del linguaggio e sulla forza della comunicazione. Voglio che la storia di mio figlio giri perché il suo compagno più perfido è stato il silenzio, tutto ciò che non è stato capace di dire". E' il desiderio espresso con le lacrime agli occhi ad oltre mille studenti della Capitale, che ascoltavano composti ed in silenzio, dalla mamma di Andrea Spaccacandela dopo la presentazione del format teatrale del giornalista Luca Pagliari dal titolo "Like, storie di vita online". Lo spettacolo si ispira alla vicenda del quindicenne romano schernito sui social network come il ragazzo "dalle unghie rosa", suicidatosi il 12 novembre 2012.
Cybercrime, parte progetto OF2CEN contro attacchi a home banking
La Polizia di Stato attraverso una sua specialità, la polizia postale e delle comunicazioni, ha presentato "OF2CEN" (On-line fraud cyber centre and expert network), un progetto europeo di contrasto avanzato ai crimini informatici. Lo ha fatto ieri, al Polo Tuscolano di Roma, mediante una piattaforma di information sharing, sviluppata grazie a un consorzio di organizzazioni del settore privato e pubblico, con il finanziamento dell'Unione europea, attraverso il programma Prevenzione e lotta contro la criminalità (ISEC).
Sicurezza, il Commissariato online si rinnova e approda su Facebook
Un portale al passo coi tempi, dei social network e delle nuove generazioni. In grado di ottenere risposte immediate, in tempo reale, per evitare di cadere nelle tante trappole della rete internet. Queste le finalità del nuovo commissariato di polizia online il cui "nastro" è stato tagliato, sempre telematicamente, ieri mattina dal ministro dell'Interno Angelino Alfano, alla presenza del capo della Polizia Alessandro Pansa durante una cerimonia che si è svolta presso il Polo Tuscolano di Roma.
Il nuovo commissariato di Ps online (www.commissariatodips.it), gestito dalla polizia postale e delle comunicazioni, si avvale di investigatori, tecnici ed esperti, con 10 postazioni di lavoro per 24 ore al giorno, che garantiranno un servizio su materie giuridiche e sociali. Tra le novità anche l'istituzione dell'innovativa pagina Facebook (http://on.fb.me/16xaZ53) dove verranno "postate" tutte le iniziative della Polizia Postale e gli eventuali allarmi di frodi di nuova generazione.
Il nuovo commissariato online sarà raggiungibile su tutto il territorio nazionale attraverso 20 compartimenti e 80 sezioni della specialità, con un punto di contatto. Il portale del "Commissariato di P.S. online" è un punto di riferimento ove trovare informazioni, consigli, suggerimenti di carattere generale, scaricare modulistica e presentare denunce. Un lavoro intenso e prezioso, quello già svolto dal commissariato online, che al 30 settembre di quest'anno ha visto dare risposte a oltre 10 mila richieste ricevendo oltre 9.600 segnalazioni e quasi 4.500 denunce.
Il nuovo commissariato online sarà raggiungibile su tutto il territorio nazionale attraverso 20 compartimenti e 80 sezioni della specialità, con un punto di contatto. Il portale del "Commissariato di P.S. online" è un punto di riferimento ove trovare informazioni, consigli, suggerimenti di carattere generale, scaricare modulistica e presentare denunce. Un lavoro intenso e prezioso, quello già svolto dal commissariato online, che al 30 settembre di quest'anno ha visto dare risposte a oltre 10 mila richieste ricevendo oltre 9.600 segnalazioni e quasi 4.500 denunce.
A ribadire l'importanza di questa nuova struttura telematica, il capo della Polizia Alessandro Pansa che ha sottolineato, parlando di contrasto al cybercrime, come di un ''settore complesso, articolato e in continua evoluzione nel quale si accumulano di continuo, nuove problematiche''. Secondo il prefetto Pansa, inoltre, quello del cybercrime è un ''settore spesso sconosciuto ma che trova giusta risposta in una realtà come quella, appunto, del commissariato online''.
Il ministro dell'Interno Angelino Alfano nel suo intervento conclusivo ha voluto ricordare, che "la criminalità informatica non ha barriere d'accesso nè frontiere e la polizia è la forza del bene che oggi si contrappone alla forza del male anche dalle postazioni informatiche, con la creazione del portale del nuovo Commissariato online". Vi è una nuova frontiera della polizia di prossimità, dopo il poliziotto di quartiere: oggi c'è il poliziotto informatico, che risponde al clic del cittadino al computer".
A illustrare le novità del portale era stato, poco prima, il direttore delle Specialità della polizia Santi Giuffrè, definendo il Commissariato "una storia di successo" e spiegando come attualmente sia diviso in tre sezioni: quella dedicata alle informazioni, quella riservata alle domande e quella per inviare segnalazioni e denunce. Come per il prefetto Pansa anche per il dirigente della polizia postale, Antonio Apruzzese, "il web e' una piazza virtuale del Commissariato Online rappresenta la presenza fisica della polizia in questo ambiente virtuale, sempre operativa e pronta a dare una risposta di sicurezza all'utenza".
Forensics Roadshow 2013, promuovere l'informatica forense in Italia
Genova, Treviso, Firenze, Roma e Palermo: sono queste le città toccate dal Forensics Roadshow 2013, un tour da nord a sud della penisola organizzato dal SAP - Sindacato Autonomo di Polizia, Yarix e Datamatic Sistemi & Servizi per promuovere strumenti e competenze necessarie all’informatica forense, la disciplina che si occupa delle attività rivolte all’analisi e alla soluzione dei casi legati alla criminalità informatica.
Doodle Google dedicato alle elezioni italiane politiche e regionali 2013
Google dedica il Doodle odierno alle elezioni politiche italiane. Urne, seggi e tricolore nel logotipo che campeggia in homepage del motore di ricerca. La "G” rappresenta un anziano signore con bastone e giornale sotto il braccio. La prima "o" rappresenta un uomo con gli occhiali e la bandierina tricolore, mentre con la seconda "o" un uomo è intento a leggere un foglietto, probabilmente la tessera elettorale. Le persone rappresentate dalla "g" e dalla "l" sono impegnate ad esercitare il loro diritto di voto nella cabina elettorale.
Vodafone Angel: servizio assistenza e soccorso a donne vittime di violenza
E' stato presentato a Roma, presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati, “Vodafone Angel”, il servizio di assistenza e soccorso per le donne vittime di violenza, realizzato dalla Fondazione Vodafone Italia in collaborazione con la Polizia di Stato. Vodafone Angel, attraverso l’attivazione di un sistema di geo-localizzazione, di ascolto ambientale e di registrazione, consente di contattare il centro antiviolenza, che in caso di pericolo allerta tempestivamente le forze dell’ordine, fornendo tutte le informazioni necessarie per intervenire.
All’evento “Stop Stalking”, organizzato da Fondazione Vodafone Italia e da Fondazione Bellisario, hanno partecipato l’Amministratore Delegato di Vodafone Italia Paolo Bertoluzzo, il Vice Capo della Polizia, il Prefetto Francesco Cirillo, il Presidente della Fondazione Marisa Bellisario, Lella Golfo, e il Presidente della Fondazione Pangea Onlus Luca Lo Presti. A trarre le conclusioni dell’iniziativa, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali con delega alle Pari Opportunità Elsa Fornero.
Il progetto Vodafone Angel viene ora esteso su tutto il territorio nazionale, con una potenziale diffusione di circa 2.000 casi in Italia, sulla base dei risultati del progetto pilota avviato a Roma. La sperimentazione, in collaborazione con la Questura di Roma, è stata condotta su un campione di 33 donne vittime di violenza. Il coordinamento sociale è a cura di Fondazione Pangea, mentre il centro anti-violenza è gestito dalla Associazione Differenza Donna.
Il 30% delle donne coinvolte nella fase di sperimentazione ha tra i 30 e i 40 anni, il 27,3% ha tra i 40 e i 50 anni e le restanti si dividono tra i 20-30 (15,2%), 50-60 (15,2%) e over 60 (12,1%). In questo campione, la maggior parte dei comportamenti persecutori sono messi in atto da partner o ex-partner, a conferma del fatto che la violenza sulle donne avviene quasi sempre all’interno della famiglia: in 6 casi si tratta di coniugi, in 10 casi di ex-coniugi, 12 sono ex conviventi o ex fidanzati, mentre i restanti sono parenti, sconosciuti, colleghi o vicini di casa.
Nel corso del 2011 su circa 8.000 reati persecutori denunciati in Italia più del 77% hanno avuto come vittima una donna, dall’entrata in vigore della legge sullo stalking il fenomeno è emerso in modo allarmante, portando alla luce centinaia di richieste di aiuto da parte delle vittime. I casi di cronaca che compaiono quotidianamente sui giornali evidenziano dati allarmanti: nel 2011 il 90% delle violenze sessuali, l’81% dei maltrattamenti in famiglia, il 58% della prostituzione minorile, il 30% degli omicidi volontari hanno riguardato le donne.
Lo stalking è un fenomeno trasversale, diffuso nella nostra società più di quanto generalmente si immagini. Si tratta di una violenza di tipo psicologico; una forma persecutoria che può degenerare in casi di violenza più gravi (Fonte: Ministero dell’Interno).
Come funziona Vodafone Angel in dettaglio
- Vodafone Angel appare come un comune cellulare;
- tenendo premuto un pulsante per pochi secondi si attiva il collegamento immediato con il centro antiviolenza;
- il dispositivo entra in modalità di ascolto ambientale (per garantire supporto alla donna anche nel caso in cui non fosse in grado di parlare al telefono) e si attiva la registrazione (utile come eventuale materiale probatorio);
- la tecnologia consente di classificare la chiamata come proveniente da un telefono Vodafone Angel e identificare immediatamente la vittima;
- vengono fornite le coordinate della posizione della vittima tramite il sistema GPS che sono costantemente aggiornate in caso di movimento della vittima;
- in caso di emergenza l’allarme viene inoltrato alle forze dell’ordine per il pronto intervento.
Via: Fondazione Vodafone
Razzismo sul Web, Governo lavora per oscurare siti che predicano odio
Il governo è al lavoro con l'obiettivo finale di oscurare i siti Web che predicano odio e incitano al razzismo e all'antisemitismo. Lo annuncia il ministro dell'Integrazione Andrea Riccardi, prima di entrare nella sinagoga di Roma. "Stiamo lavorando insieme ai ministri della Giustizia Paola Severino e dell'Interno Anna Maria Cancellieri per dare risposte nette e chiare contro i seminatori di odio via internet", anticipa l'esponente del governo.
Spiega Riccardi: "L'idea è quella di usare strumenti utilizzati per combattere altri reati del web e che hanno dimostrato di essere efficaci: ciò permetterebbe alla polizia postale di arrivare all'oscuramento dei siti razzisti e di perseguire anche il visitatore non occasionale di queste pagine vergognose. L'aumento dei siti internet a contenuto razzista, xenofobo e antisemita -sottolinea il ministro dell'Integrazione- impone al governo un aggiornamento della normativa in vigore, in linea con quanto viene fatto a livello europeo".
Riccardi riferisce che allo studio del governo "c'è una equiparazione di questi reati a reati più gravi e soprattutto un forte controllo. Gli aspetti tecnici li stiamo valutando e approntando, ma questo vuole essere il messaggio forte del governo: vogliamo intervenire. Abbiamo questa responsabilità, specie dopo l'attentato a Tolosa".
Per il ministro dell'Integrazione, "non si può solo piangere dopo ogni strage e poi dimenticare le lacrime. Le lacrime devono diventare impegni fattivi per lottare contro i seminatori dell'odio, perché la predicazione del disprezzo e dell'odio è gravissima e germina negli anni. Noi questo lo dobbiamo impedire; soprattutto dobbiamo impedire che raggiunga le giovani generazioni, in un momento di spaesamento e di crisi come quello che stiamo vivendo".
Ecco allora che Riccardi annuncia: "presenterò una proposta per arginare l'odio razziale, etnico, religioso, antisemita, per mezzo di internet. Assumeremo delle misure che colpiscano sia quelli che propagano questi messaggi, sia i visitatori non occasionali e penso - ribadisce - che arriveremo anche alla possibilità di oscuramento di questi siti web".
"L'idea - ha anticipato Riccardi - è quella, a grandi linee, di utilizzare strumenti usati per combattere altri reati del web e che hanno dimostrato di essere efficaci. Ciò permetterebbe alla polizia postale di arrivare all'oscuramento dei siti razzisti e di perseguire anche il visitatore non occasionale di queste pagine vergognose".
Fonte: Adnkronos
Foto dal Web
Anonymous Italia attacca i siti Ministero Interno, Difesa e Carabinieri
Attacco DDos ai siti di Difesa, Interno e carabinieri. L'annuncio è di Anonymous Italia, sul suo blog italiano. Intorno alle 19 di ieri risultavano inaccessibili i siti del ministero della Difesa (www.difesa.it), quello del ministero degli Interni (www.interno.it) e l’indirizzo internet dei carabinieri (www.carabinieri.it). Le motivazioni degli attacchi sono differenti: ai carabinieri si contestano le cariche contro gli operai dell'Alcoa che protestavano: "Insieme a quei padri di famiglia, insieme a quei giovani, insieme a quei dignitosi cittadini in rivolta vittime della violenza di Stato, c'eravamo anche noi: la vostra ferocia si scaglia contro il corpo, ma le idee sono immuni a qualsiasi barbaria e varcano ogni tentativo di oppressione".
Il primo tweet informante del down dei due siti è stato fatto da _Net_Sec_ con hashtag #OpItaly. Pastebay: http://www.pastebay.net/314555. Un'altra la motivazione dell'attacco all'Interno: "Il 13 aprile, nelle sale cinematografiche, uscirà il film 'Diaz': il ministero dell'Interno, tramite una circolare, ha vietato alle forze di polizia di parlarne e di esprimersi in merito. Ciò si configura come un becero e antidemocratico tentativo di imbavagliare chi volesse offrire la propria testimonianza in merito agli orrori che quel torrido luglio ospitò". Non è invece espressamente citato il ministero della Difesa nella terza motivazione che appare sul sito:
"siamo consapevoli anche degli infiltrati che quotidianamente ci fanno visita nei nostri chan; sarebbero i benvenuti, se solo manifestassero un chiaro e cristallino comportamento. In realtà trascorriamo con loro interminabili momenti di ilarità di cui loro, molto probabilmente, non sanno di essere protagonisti. Vogliamo inoltre invitarvi ad abbandonare i nostri server quali agenti infiltrati, fatevi pure avanti, non abbiamo nulla da nascondere. Fin tanto che questo comportamento si perpetuerà -conclude la rivendicazione-, i nostri attacchi diverranno ciclici". Nei giorni scorsi ha destato clamore l’operazione condotta dai pirati della rete contro il sito del Vaticano, ripetutamente messo fuori uso.
Via: Adnkronos
Polizia di Stato, al via il primo concorso con candidatura on line
Immediatamente operativo l'accordo firmato il 22 novembre tra il Prefetto Oscar Fioriolli, responsabile del personale delle forze di Polizia, e il presidente di FormezItalia, Secondo Amalfitano. 'Step-one', il sistema di acquisizione on-line delle domande di partecipazione, è stato attivato alle 00.01 del 30 novembre e dopo soli trenta minuti erano già pervenute oltre 50 candidature. Parte, così, il primo concorso per la Polizia di Stato con modalità di candidatura esclusivamente on line: concorso pubblico per il reclutamento di 2.800 allievi agenti della Polizia di stato, riservato ai volontari in ferma prefissata di un anno o quadriennale. Per l'occasione 'Step-one' ha rinnovato anche la sua veste grafica, utilizzando i colori di FormezItalia, molto simili a quelli della Polizia di Stato. Aboliti i tradizionali moduli cartacei da spedire per raccomandata, per inoltrare la richiesta di partecipazione i candidati non hanno alcun vincolo di orario e alcuna spesa per l'invio. Il sistema di candidatura on line 'Step-one' di Ripam - Vinca il migliore, è attivo 24 ore su 24. In qualsiasi momento del giorno e della notte, il candidato si registra, inserisce i suoi dati e al termine della procedura riceve la ricevuta di iscrizione. 'Step-one', che nell'occasione del 'concorsone' di Napoli è stato in grado di sostenere fino a 2.000 candidature l'ora, resterà attivo fino alle 23.59 del 29 dicembre 2011. "Economicità di tempo e di denaro, immediatezza e certezza dell'invio: questi - dice il presidente Amalfitano - i vantaggi principali per i candidati. Dematerializzazione degli atti, economicità e abbattimento dei tempi per la gestione del concorso, i principali vantaggi garantiti alla Polizia di Stato e per tutte le amministrazioni che si vorranno avvalere del sistema 'Step-one' di Ripam - Vinca il migliore". Per ulteriori informazioni è possibile scrivere a domandaonline@poliziadistato.it, specificando nell'oggetto: codice concorso VFP1/2011-1.
Fonte: Adnkronos
Immigrazione: lunedì il click day, prima lotteria delle quote on line
Lunedi' mattina scatta il click day, la procedura telematica per aggiudicarsi i 98mila permessi di soggiorno previsti dall'ultimo decreto flussi. Da quest'anno la compilazione delle domande avviene in modalità on line direttamente su https://nullaostalavoro.interno.it/Ministero/index2.jsp.
L'elenco dei bambini scomparsi attraverso un'applicazione su Facebook
Ogni giorno scompaiono in media 27 bambini o adolescenti in Europa. È un fenomeno «in crescita», come denuncia il presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo, secondo il quale l'Italia «in ritardo» negli interventi preventivi e di accoglienza. Secondo i dati della Federazione europea per i bambini scomparsi e sfruttati, di cui è membro lo stesso Telefono Azzurro, nel 2009, in 11 paesi europei del network, sono state segnalate 9.685 scomparse di minori.
Nell'85% dei casi, la motivazione è la fuga da casa o da un istituto; la maggior parte dei minori scomparsi, anche in Italia, riguarda stranieri (romeni e bulgari). E dopo l'applicazione latitanti, uno nuovo strumento è stato sviluppato per diffondere in maniera virale su Facebook l'elenco dei bambini che risultano scomparsi ed aiutare le istituzioni al loro ritrovamento trasformando quest’ultima in un azione collaborativa e sociale.
In questo ambito è nata un'applicazione (sviluppata da terzi), al fine di stimolare lo spirito di collaborazione della collettività con le Forze di Polizia nel settore della ricerca dei bambini scomparsi. Per poterla utilizzare è sufficiente collegarsi a questa pagina su Facebook ed avviarla. Potete inoltre aggiungerla alla vostra pagina Facebook. Il link di riferimento sul sito del Ministero dell'Interno è http://www.bambiniscomparsi.it/.
L'applicazione è ancora in fase sperimentale e dunque soggetta ad ulteriori miglioramenti e sviluppi. Troverete l'opzione "Bambini scomparsi" nelle bacheche di tutte le Pagine che collaboreranno a questo progetto. In base ai risultati di questo esperimento, primo in Italia nell'ambito dei social network, si potrà valutarne l'uso in altre situazioni, dove risulti indispensabile la collaborazione del maggior numero di utenti.
Wi-fi libero: Maroni pensa ad un compromesso
Nessuna abrogazione del decreto Pisanu, solo una modifica: identificazione per mezzo della sim del cellulare e non più via cartacea, come ora. In linea con quanto auspicato dal consigliere di sicurezza informatica del Viminale Domenico Vulpiani, Maroni ha proposto di mantenere il riconoscimento per gli utenti che si connettono al Wi-Fi di un esercizio pubblico, ma di abolire la schedatura fisica, che ad oggi impone di conservare copia cartacea di un documento di identità.
Il decreto Pisanu che, per finalità antiterroristiche, aveva introdotto nel 2006 forme ritenute ormai indigeste di schedatura degli utenti - per navigare da un Internet Point, un bar o una biblioteca bisogna mostrare un documento d'identità che deve essere fotocopiato - scade il prossimo 31 dicembre. L’Istituto italiano per la privacy ha pubblicato una bozza di proposta legislativa in materia di wi-fi libero: «Non si tratta di abrogare l’articolo 7 del Decreto Pisanu, ma di migliorarlo, semplificando e garantendo la cybersecurity», sostiene Luca Bolognini, presidente dell’Istituto italiano per la privacy: «sostituire la licenza, che oggi i gestori di wi-fi in esercizi pubblici devono richiedere al questore, con una mera denuncia ad effetto immediato.
In più, cancelliamo l’onere di documentazione cartacea e di acquisizione dei dati anagrafici degli utilizzatori, ma stabiliamo l’obbligo, per i gestori delle reti wi-fi a disposizione del pubblico, di proteggerle da accessi abusivi e da intrusioni illecite.». Ora il compromesso al quale gli esperti del governo starebbero lavorando potrebbe prevedere l'identificazione tramite sim telefonica, ma non è escluso che alla fine si decida di mantenere il rubinetto chiuso così com'è. Lo stesso ministro Maroni, in passato, aveva mostrato di prediligere il tema della sicurezza a ogni costo sul web.
Via: Il Corriere
L'elenco dei latitanti attraverso un'applicazione su Facebook
Un nuovo strumento è stato sviluppato per avvicinare le persone alle istituzioni sfruttando Facebook, il social network più diffuso al mondo, ed aiutarle nella caccia ai criminali trasformando quest’ultima in un azione collaborativa e sociale. Il Ministero dell'Interno ha pubblicato la lista dei trenta latitanti più pericolosi d'Italia, stilata nell'ambito del Programma speciale di ricerca da parte del Gruppo Integrato Interforze per la Ricerca dei Latitanti più pericolosi (GIIRL).
Di essi viene fornita, oltre ad una foto segnaletica ed alle generalità (nome, cognome, data e luogo di nascita), anche una succinta indicazione dei reati per cui sono ricercati nonché dell'anno a partire dal quale sono iniziate le ricerche. Ad essa si affianca un’ulteriore lista, ove sono annoverati cento latitanti di minore pericolosità.
Il suo funzionamento è semplice: quando un latitante viene catturato, lo si rimuove dalla lista per sostituirlo con un altro criminale ancora ricercato. E in questo ambito è nata un'applicazione (sviluppata da terzi), al fine di stimolare lo spirito di collaborazione della collettività con le Forze di Polizia nel settore della ricerca di pericolosi malviventi.
Per poterla utilizzare è sufficiente collegarsi a questa pagina su Facebook, avviarla, andare su Applicazioni usate di recente, in corrispondenza a Latitanti, selezionate Modifica impostazioni e nella nuova finestra che si apre, sezione Profilo, alla voce Scheda, cliccate su aggiungi (di fianco a Disponibile).
L'applicazione è ancora in fase sperimentale e dunque soggetta ad ulteriori miglioramenti e sviluppi. Troverete l'opzione "Latitanti" nelle bacheche di tutte le Pagine che collaboreranno a questo progetto. In base ai risultati di questo esperimento, primo in Italia nell'ambito dei social network, si potrà valutarne l'uso in altre situazioni, dove risulti indispensabile la collaborazione del maggior numero di utenti.
Pedofilia, sì del Garante per la Privacy a banca dati
Il Garante per la privacy ha dato il via libera per la creazione di una banca dati per il monitoraggio del fenomeno della pedofilia e della pedopornografia, prevista dalla legge del 1998. Ma contemporaneamente, l'Authority ha dato indicazioni affinché vengano potenziate le misure a protezione dei dati, con speciale riguardo all'anonimato dei minori vittime di questi gravi reati.
Lo studio - predisposto dal Centro nazionale di documentazione e analisi per l'infanzia e l'adolescenza e realizzato con il coordinamento dell'Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile - illustra le caratteristiche e il contenuto della banca dati nella quale confluiranno tutte le informazioni - tipi di reato, numero di persone coinvolte, aree geografiche - presenti negli archivi della pubblica amministrazione, necessari per monitorare il fenomeno dell'abuso e dello sfruttamento sessuale dei minori e della pornografia minorile.
Il nuovo database potrà acquisire, ad esempio, i dati conservati nei registri informatizzati del ministero della Giustizia e del Centro elaborazione dati interforze del ministero dell'Interno.
Il Garante per la privacy ha chiesto in particolare che nella banca dati non confluiscano dati che consentano di rendere identificabili, anche indirettamente, i soggetti coinvolti, e che vengano comunque previste modalità di anonimizzazione dei dati mediante l'uso di appositi codici.
Fonte: Adnkronos
Internet mi fido, in arrivo il codice di autodisciplina per i siti web
E' già pronta la proposta del governo per il «Codice di autodisciplina a tutela della dignità della persona sulla rete internet», idea lanciata dal ministro dell'Interno Maroni a dicembre «per selezionare già in partenza i contenuti non conformi al codice etico» sul web. Il protocollo individua in quattro articoli le «procedure volte a contrastare l'uso illecito delle risorse internet fornite dai soggetti aderenti».
Il marchio si chiamerà «Internet mi fido» e i siti che decideranno di aderire al progetto dovranno pubblicare online «le linee guida alle quali l'utente sarà chiamato a conformarsi». Obbligo dei provider, se sottoscriveranno l'accordo, sarà quello di rimuovere contenuti illeciti, ovvero «quelli che incitano all'odio, alla violenza, alla discriminazione, ad atti di terrorismo, o che offendono la dignità della persona, o costituiscano una minaccia per l'ordine pubblico».
Tradotto in numeri vuol dire addio a un quarto dei gruppi presenti su Facebook. Dall'altro lato, il protocollo imporrebbe ai provider di fornire agli utenti «tutte le informazioni utili per poter avanzare eventuali reclami». Obiettivo del documento, come avviene già per la pubblicità, è quello di fornire a chi opera su internet regole e codici senza dover aspettare l'intervento della magistratura.
Tuttavia gli «access provider» devono impegnarsi per assicurare «una tempestiva collaborazione con le autorità giudiziarie e le forze di polizia». Tra le novità più curiose, l'introduzione di un referente che operi come «punto di contatto con le istituzioni, le autorità giudiziarie e la polizia». Gli operatori di settore non commentano la proposta ma «aspettano l'avvio di un tavolo di lavoro per discutere con il governo».
Via: Il Sole 24 Ore
Attivo il nuovo sistema ricerca scomparsi Risc della Polizia di Stato
Sono 25.229 le persone nell'elenco delle persone scomparse e mai ritrovate in Italia: ben 91.087 dal 1974 ad oggi, di cui 65.858 ritrovati. Del resto non c'è ancora traccia. Tra questi ultimi, circa 10mila sono minori, quasi tutti stranieri. I cadaveri che non hanno un volto né un nome sono invece 829 e giacciono negli obitori e negli istituti di medicina legale. Sono questi i dati della quarta relazione semestrale sulle persone scomparse diffusi oggi dal Viminale. Due le novità che dovrebbero favorire il ritrovamento delle persone scomparse: una circolare del Dipartimento di pubblica sicurezza che invita a far partire subito le indagini perché, se si spreca il tempo successivo alla scomparsa, si rischia di perdere definitivamente le tracce di chi si cerca; e la creazione del Risc, il sistema informativo ricerca scomparsi, un grande archivio elettronico che cataloga e gestisce tutte le informazioni sulle persone scomparse e sui cadaveri non identificati, con la possibilità di incrociare i dati.
Operativo da ieri, il sistema sarà gestito dalla Direzione Centrale per gli Affari Generali della Polizia di Stato ed ospitato presso il Centro Elettronico Nazionale, ma a disposizione di tutte le Forze di Polizia, sia per la consultazione sia per l'aggiornamento. Il sistema consentira' di reperire, senza ritardo, notizie essenziali, relative alle persone scomparse ed ai cadaveri non ancora identificati, gia' immesse nella banca dati S.D.I., per il loro inserimento nella scheda ''persona scomparsa'' ovvero in quella ''cadavere non identificato'', precompilata dal medico legale. Dal confronto dei dati dei cadaveri ritrovati e non identificati e quelli delle persone scomparse, sara' possibile avanzare un'ipotesi di corrispondenza tra i casi di persone scomparse e i cadaveri ritrovati e non identificati, secondo l'indice di valutazione della corrispondenza. Il Ri.Sc. avrà sede al Centro elettronico nazionale (CEN) di Napoli e, afferma Manganelli, "è pronto per essere interfacciato con la banca dati del DNA", prevista dall'accordo di Prüm ratificato dal Parlamento italiano.
In Italia il fenomeno delle persone scomparse ha dimensioni rilevanti e coinvolge migliaia di famiglie. Le regioni con il più alto numero di scomparsi sono il Lazio (6.479), la Lombardia (3.490), la Campania (3.198) e la Sicilia (2.382). Anche i cadaveri senza nome sono più numerosi in Lazio (205), Lombardia (141) e Sicilia (117). Rispetto al 2008, nel 2009 i ritrovamenti sono aumentati del 12%, gli scomparsi del 2%.
Fonte: Asca/Il Messaggero
Operativo da ieri, il sistema sarà gestito dalla Direzione Centrale per gli Affari Generali della Polizia di Stato ed ospitato presso il Centro Elettronico Nazionale, ma a disposizione di tutte le Forze di Polizia, sia per la consultazione sia per l'aggiornamento. Il sistema consentira' di reperire, senza ritardo, notizie essenziali, relative alle persone scomparse ed ai cadaveri non ancora identificati, gia' immesse nella banca dati S.D.I., per il loro inserimento nella scheda ''persona scomparsa'' ovvero in quella ''cadavere non identificato'', precompilata dal medico legale. Dal confronto dei dati dei cadaveri ritrovati e non identificati e quelli delle persone scomparse, sara' possibile avanzare un'ipotesi di corrispondenza tra i casi di persone scomparse e i cadaveri ritrovati e non identificati, secondo l'indice di valutazione della corrispondenza. Il Ri.Sc. avrà sede al Centro elettronico nazionale (CEN) di Napoli e, afferma Manganelli, "è pronto per essere interfacciato con la banca dati del DNA", prevista dall'accordo di Prüm ratificato dal Parlamento italiano.
In Italia il fenomeno delle persone scomparse ha dimensioni rilevanti e coinvolge migliaia di famiglie. Le regioni con il più alto numero di scomparsi sono il Lazio (6.479), la Lombardia (3.490), la Campania (3.198) e la Sicilia (2.382). Anche i cadaveri senza nome sono più numerosi in Lazio (205), Lombardia (141) e Sicilia (117). Rispetto al 2008, nel 2009 i ritrovamenti sono aumentati del 12%, gli scomparsi del 2%.
Fonte: Asca/Il Messaggero
Cybersecurity: individuazione delle infrastrutture critiche IT nazionali
IL MINISTRO DELL'INTERNO
Visto il decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, recante misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155 ed in particolare l'art. 7-bis, con il quale è, tra l'altro, disposto che, con decreto del Ministro dell'interno, siano individuate le infrastrutture critiche informatizzate di interesse nazionale alla cui protezione informatica provvede l'organo del Ministero dell'interno per la sicurezza e per la regolarità dei servizi di telecomunicazione, operando mediante collegamenti telematici definiti con apposite convenzioni con i responsabili delle strutture interessate;
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