La sonda Rosetta ha compiuto la sua missione dopo un lungo viaggio durato 10 anni attraverso il Sistema Solare. Il lander Philae è atterrato sul nucleo della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. E' il primo veicolo a compiere una simile impresa segnando un primato senza precedenti nella storia dell'esplorazione spaziale. La missione Rosetta dell'Agenzia Spaziale Europea, l'Esa, ha raggiunto il più spettacolare e ambizioso dei suoi obiettivi. Lanciata il 2 marzo del 2004, da allora ha percoso 6.000 milioni di chilometri, rimbalzando due volte fra Terra e Marte per prendere la rincorsa necessaria per varcare i confini del Sistema Solare.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
Visualizzazione post con etichetta Comete. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Comete. Mostra tutti i post
Spazio: sonda Rosetta, lander Philae atterrato sulla cometa 67P/C-G
La sonda Rosetta ha compiuto la sua missione dopo un lungo viaggio durato 10 anni attraverso il Sistema Solare. Il lander Philae è atterrato sul nucleo della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. E' il primo veicolo a compiere una simile impresa segnando un primato senza precedenti nella storia dell'esplorazione spaziale. La missione Rosetta dell'Agenzia Spaziale Europea, l'Esa, ha raggiunto il più spettacolare e ambizioso dei suoi obiettivi. Lanciata il 2 marzo del 2004, da allora ha percoso 6.000 milioni di chilometri, rimbalzando due volte fra Terra e Marte per prendere la rincorsa necessaria per varcare i confini del Sistema Solare.
Astronomia: straordinario incontro tra cometa Siding Spring e Marte
E' stato straordinario il passaggio più ravvicinato di una cometa a un pianeta mai registrato: la cometa Siding Spring (C 2013 A1) ha "sfiorato" Marte alla distanza di circa 135.500 km (un terzo della distanza Terra-Luna) e alla velocità di 56 km al secondo. "Non siamo a conoscenza di nessun altro passaggio così ravvicinato a un pianeta nella storia documentata, eccezion fatta per la cometa Shoemaker-Levy che nel 1994 si schiantò su Giove" ha osservato l'astrofisico Gianluca Masi responsabile del Virtual Telescope e curatore scientifico del Planetario di Roma.
Google Doodle animato dedicato allo sciame meteorico delle Perseidi
Un Doodle animato con cui Google celebra lo sciame meteorico delle Perseidi: ovvero le stelle cadenti o "lacrime di San Lorenzo". Nel logotipo, il nome "Google" appare disegnato sulla volta celeste: ogni lettera è una costellazione. Cliccandoci sopra, il Doodle si anima: parte un sottofondo di chitarra e iniziano a scorrere delle immagini di panorami notturni in cui il cielo è attraversato dalle meteore. Al termine del filmato, gli utenti accedono alla pagina di ricerca sullo "Sciame meteorico delle Perseidi". Lo spettacolo sarà visibile nel cielo fino al 20 agosto circa.
Spazio: dopo 10 anni la sonda Rosetta raggiunge la cometa 67P/C-G
La sonda dell’Agenzia Spaziale Europea sarà la prima navicella spaziale della storia a incontrarsi con una cometa. Il Cnr, attraverso il laboratorio Luxor di Padova, ha contribuito alla realizzazione del sistema di imaging presente a bordo. Dopo un viaggio lungo dieci anni, il giorno dell’appuntamento è finalmente arrivato: la sonda Rosetta ha incontrato la ‘sua’ cometa, 67P/Churyumov-Gerasimenko, sulla quale rilascerà anche il lander Phillae. Lanciata il 2 marzo 2004 da Kourou, nella Guiana Francese, Rosetta ha percorso finora più di 6.000 milioni di chilometri.
Astronomia: arriva lo spettacolo della Superluna tra le stelle cadenti
Desideri salvi nonostante la Super Luna. Domenica 10 agosto la Luna raggiungerà il massimo annuale della luminosità, tanto da "cancellare" la vista di molte delle stelle cadenti di San Lorenzo, alla vista delle quali si esprime tradizionalmente un desiderio, ma lo spettacolo sarà comunque assicurato nei giorni successivi con sciami di meteore fino a fine mese. A confortare gli amanti del cielo notturno ci saranno poi Venere e Giove che si "sfioreranno" all'alba del 18, diventando tanto luminosi che l'ultima volta le loro luci furono scambiate per Ufo.
Rosetta verso rendez vous con cometa 67P/Churyumov Gerasimenko
La sonda dell'Agenzia spaziale europea "Rosetta" è il primo veicolo spaziale della storia destinato, dopo un viaggio di 10 anni, ad atterrare su una cometa, la Churyumov-Gerasimenko, per studiarla da vicino. È una pietra miliare per l'esplorazione spaziale, come il primo volo di Gagarin o lo sbarco sulla Luna, ma questa volta la bandiera da piantare sarà italiana. Amalia Ercoli Finzi, del Politecnico di Milano, è la scienziata che ha ideato lo strumento destinato a trapanare la cometa.
Cometa Ison più luminosa e visibile a occhio nudo, fuga verso il Sole
Un improvviso scoppio di luminosità sta interessando in queste ultimissime ore la cometa ISON, piombata alla magnitudine 6.5 e quindi visibile ad occhio nudo da cieli particolarmente bui, privi di inquinamento luminoso e possibilmente di montagna. La cometa più attesa e discussa dell'anno continua a tenere alta l'attenzione e a dare un primo spettacolo prima di avvicinarsi al Sole. Una tendenza improvvisa ma prevista dagli astronomi, che ora si attendono grandi cose dalla potenziale "cometa del secolo", com'era stata soprannominata qualche mese fa.
ISON, sino ad ora, ha ricevuto la radiazione solare diretta su uno soltanto dei suoi lati, preservando i materiali volatili di cui è composta sul lato buio. Comincia quindi la fase clou per l'astro chiomato, atteso da un folle passaggio radente sulla corona solare, durante il quale troverà temperature prossime ai 5000 gradi Farhenheit ed enormi forze mareali. Secondo gli scienziati questo improvviso aumento di luminosità potrebbe essere imputato ad una vena di ghiaccio apertasi nel nucleo cometario.
Ma è d'obbligo il condizionale, dal momento che la parte centrale della roccia spaziale è coperta da un ambiente verdastro nebbioso, che rappresenta la chioma. E quindi gli eventi nel suo interno rimangono un mistero. A dire il vero questo improvviso "scoppio" potrebbe anche non essere un fattore positivo. Secondo Mark Kidger del Centro astronomico spaziale europeo dell’ESA a Madrid, questo evento ricorderebbe quanto avvenuto alla cometa C/1999 S4 LINEAR, che dopo un improvviso aumento di luminosità si disintegrò mentre era in rotta verso il Sole.
E molte sarebbero le analogie tra le due comete. Ma è bene ribadire che nessuno sa cosa stia accadendo realmente. Potrebbe essere l’inizio della sua agonia o solo il primo di numerosi eventi che daranno spettacolo da qui a Dicembre. Secondo il veterano John Bortle, ISON splendeva di magnitudine 8,5 nella giornata di Lunedì, ma da Mercoledì mattina qualcosa è cambiato. Il suo grado di luminosità è aumentato di quasi 16 volte in appena 72 ore. Se questa tendenza dovesse continuare, l'astro raggiungerà la magnitudine 5,7 nel fine settimana, rendendosi facilmente visibile ad occhio nudo da cieli di periferia e divenendo un grande oggetto binoculare.
Al momento presenta una coda molto sottile, che si rende spettacolare nell'oculare di un buon telescopio. Questo sfogo rilevato nelle ultime ore non è nemmeno troppo insolito. Nel corso del suo lungo viaggio, da quando è stata scoperta oltre l'orbita di Giove, ISON ha mostrato più volte brevi scatti di luminosità, frenati da un brusco rallentamento successivo. D'altro canto, come detto, c’è chi considera questo improvviso evento come positivo. La cometa, qualche mese fa, era stata additata come la potenziale cometa del secolo, capace di illuminare i nostri cieli come la Luna Piena.
Nel tempo, valutando la curva di luce, queste previsioni si sono rivelate troppo ottimistiche, e sembra quasi che questo oggetto enigmatico voglia rimediare. Tuttavia, mancano ancora due settimane al perielio, e ISON è solo all'inizio del suo giro di boa infernale che la vedrà quasi immersa nell'atmosfera della nostra stella. Il suo avvicinamento al Sole la renderà sempre meno visibile nei prossimi giorni, a causa dell'intenso bagliore. Nonostante ciò, resterà ben visibile nei cieli orientali prima dell'alba per un'altra settimana.
Tutto quindi sembra procedere secondo le previsioni, come sottolinea anche l'ultimo bollettino diramato dalla NASA sul sito ufficiale dedicato alle osservazioni della ISON, che si prepara a dare spettacolo all'alba di lunedì 18 novembre: poco prima delle 5 del mattino si potrà vedere a occhio nudo vicino a Spica, la stella più brillante della costellazione della Vergine. Se volete cercare la posizione nel cielo della cometa ISON nei prossimi giorni, potete aiutarvi con le simulazioni che gli esperti dell'INAF hanno preparato in questo video.
Tutto quindi sembra procedere secondo le previsioni, come sottolinea anche l'ultimo bollettino diramato dalla NASA sul sito ufficiale dedicato alle osservazioni della ISON, che si prepara a dare spettacolo all'alba di lunedì 18 novembre: poco prima delle 5 del mattino si potrà vedere a occhio nudo vicino a Spica, la stella più brillante della costellazione della Vergine. Se volete cercare la posizione nel cielo della cometa ISON nei prossimi giorni, potete aiutarvi con le simulazioni che gli esperti dell'INAF hanno preparato in questo video.
Cometa Ison: catturate le immagini del suo passaggio vicino a Marte
Le prime immagini di ISON in avvicinamento hanno cominciato a circolare già da diversi mesi. A rendere del tutto speciale e fuori dell’ordinario quelle che presentiamo oggi non è certo il numero di pixels, la risoluzione o i colori sgargianti, ma il fatto che queste fotografie siano state scattate qualche giorno fa dall’orbita di Marte, durante il passaggio ravvicinato della cometa al pianeta.
Spazio, acqua in atmosfera di Giove portata dalla Shoemaker-Levy 9
Che quell’acqua presente nella stratosfera di Giove fosse dovuta all’impatto della Cometa Shoemaker-Levy 9 sul pianeta gassoso avvenuto nel 1994, lo aveva già ipotizzato uno studio condotto nel 1994 da Cristiano Cosmovici e Stenlio Montebugnoli, ma mancavano le prove. Ora la conferma di quell’ipotesi giunge dal satellite dell’ESA, Herschel. Nell'emisfero meridionale esiste una quantità di acqua di 2-3 volte superiore a quella dell'emisfero settentrionale, con la massima concentrazione proprio nei punti di impatto cometario.
La sonda, lanciata nel 2009, ha utilizzato i suoi sensibili raggi infrarossi per mappare la distribuzione verticale e orizzontale della ”firma chimica dell’acqua” nell’atmosfera di Giove, fornendo i dati che hanno permesso agli astrofisici del Laboratoire d’Astrophysique de Bordeaux, di giungere alla definitiva conclusione che il 95% di quell’acqua è arrivata con la caduta della cometa nel 1994. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Astronomy and Astrophysics, il 23 aprile 2013
“Le osservazioni di Herschel a 18 anni di distanza sono una prima conferma della validità delle nostre pioneristiche osservazioni” dicono Cristiano Cosmovici, dell’INAF - IAPS e Stenlio Montebugnoli, dell’INAF-IRA. “La scoperta - continuano - fu resa possibile grazie alla realizzazione a Medicina di uno spettrometro digitale che si basava sul calcolo diretto della FFT (Fast Fourier Transfom) dei dati ottenuti digitalizzando direttamente il segnale a radiofrequenza”.
“Un approccio molto particolare per quei tempi, viste le grandi velocità di calcolo che erano richieste dal pre-processing on line, che permise una alta risoluzione temporale. Le osservazioni vennero eseguite nel Luglio 1994 a 22 GHz, riga MASER dell’acqua, e hanno mostrato che l’esplosione dei 21 frammenti cometari nell’alta atmosfera liberava le molecole di acqua cometaria che venivano poi eccitate in modo da presentare una intensa emissione MASER”.
Era questa la prima evidenza di emissione MASER, ben conosciuta nel mezzo interstellare, ma mai osservata nel sistema solare. Le osservazioni si protrassero per 3 mesi evidenziando il fatto che l’acqua si era distribuita nella zona di impatto andando man mano a diminuire di intensità. Questa scoperta è stata poi usata come mezzo di diagnostica per la ricerca di acqua in esopianeti dato che a grandi distanze nella galassia solo una riga di intensità MASER sarebbe stata rilevabile con i radiotelescopi.
Fonte: INAF
Via: CNRS
Foto credit: NASA
Foto credit: Hubble Space Telescope Comet Team and NASA
Fonte: INAF
Via: CNRS
Foto credit: NASA
Foto credit: Hubble Space Telescope Comet Team and NASA
Iscriviti a:
Post (Atom)










