È attiva la nuova promo D-Link 4 Me che permette di ricevere un buono vacanza di una settimana per 4 persone, acquistando almeno una videocamera a scelta tra i modelli DCS-8000LH e DCS-8100LH. L’estate 2018 è arrivata e D-Link, azienda leader nel settore della tecnologia wireless e della videosorveglianza domestica, sa bene che questo è il periodo dell’anno in cui ci si preoccupa di organizzare le vacanze e, contestualmente, di come proteggere al meglio la propria abitazione / ufficio contro i furti che possono avvenire durante l’assenza, breve o lunga che sia. Sebbene sia impossibile essere immuni dai furti, è possibile prendere adeguate misure di prevenzione.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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D-Link porta in vacanza tranquilli grazie a nuova promo D-Link 4 Me
È attiva la nuova promo D-Link 4 Me che permette di ricevere un buono vacanza di una settimana per 4 persone, acquistando almeno una videocamera a scelta tra i modelli DCS-8000LH e DCS-8100LH. L’estate 2018 è arrivata e D-Link, azienda leader nel settore della tecnologia wireless e della videosorveglianza domestica, sa bene che questo è il periodo dell’anno in cui ci si preoccupa di organizzare le vacanze e, contestualmente, di come proteggere al meglio la propria abitazione / ufficio contro i furti che possono avvenire durante l’assenza, breve o lunga che sia. Sebbene sia impossibile essere immuni dai furti, è possibile prendere adeguate misure di prevenzione.
Agenzia delle Entrate: assistenza online e guida al 730 precompilato
La precompilata “2.0” è sulla rampa di lancio: dalla tarda mattinata di venerdì 15 aprile, 30 milioni di contribuenti possono accedere e visualizzare la propria dichiarazione dei redditi con tutti i dati già inseriti dal Fisco sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Dal prossimo 2 maggio sarà invece possibile inviarla, integrarla o modificarla. Quest’anno - informa l’Agenzia - i cittadini troveranno già incluse anche le spese sanitarie: 520 milioni di nuovi dati per un controvalore di 14,5 miliardi di euro, cui si aggiungono altri oneri come le spese universitarie, il bonus ristrutturazioni ed energia, i contributi per la previdenza complementare, per un ulteriore controvalore di 37,4 miliardi di euro.
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Google sospettata di evasione fiscale per 227 milioni di euro in Italia
Le Fiamme Gialle stanno per definire il verbale che sarà poi trasmesso all'Agenzia delle entrate la quale deciderà quale sarà la somma definitiva che il motore di ricerca dovrà versare. Dentro l'avviso di accertamento, potrebbero essere contestate cifre diverse perché comprensive anche di interessi legali e sanzioni. Problemi con il fisco italiano, e non solo, per Google: ammonterebbe a 227 milioni di euro quello che la Guardia di Finanza di Milano intende contestare con una verifica fiscale che sta per chiudere. Il colosso di internet è infatti accusato dalla Procura di "frode fiscale" per avere avuto una "organizzazione stabile" nella Penisola, che risultava occultata al fisco.
Card sharing, operazione Web pirates della GdF: smantellata banda
Gli uomini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Trento, in collaborazione con diversi Reparti del Corpo, hanno dato corso a 92 provvedimenti di perquisizione e sequestro in Trentino Alto Adige, Lazio, Abruzzo, Veneto e Calabria. Con il supporto, in particolare, del Comando Provinciale di Roma ed il contributo altamente specialistico del Nucleo GAT di Roma nonché di tecnici della Digital Content Protection, il Gico della Guardia di Finanza di Trento ha eseguito una vasta attività di polizia giudiziaria a carico dei membri di un'associazione a delinquere radicata su più ambiti regionali e dedita al particolare fenomeno illegale del "card sharing".
Shopping online: scoperta maxievasione fiscale da 8 milioni su eBay
Soperta dalla Guardia di Finanza bolognese un'evasione milionaria nel settore dell'e-commerce. Denunciati 5 responsabili. I Reparti del Comando Provinciale di Bologna, al termine di un'operazione ad ampio raggio finalizzata al contrasto dell'evasione fiscale via Internet, hanno scoperto quattro aziende "virtuali" operanti nel settore del commercio on line di prodotti elettronici che hanno omesso di dichiarare al Fisco redditi per oltre 8 milioni di euro complessivi e connesse violazioni alla normativa sul diritto d'autore per oltre 6 milioni di euro.
Fisco: Equitalia, stop riscossione cartelle non dovute ora con un click
La cartella non deve essere pagata? Per risolvere il problema ora basta un clic. Equitalia ha infatti attivato sul proprio sito internet www.gruppoequitalia.it un nuovo servizio telematico, semplice e veloce, che consente ai cittadini di inviare la richiesta di sospensione della riscossione comodamente dal proprio computer.
La richiesta online si aggiunge alle altre modalità di presentazione della domanda già operative: allo sportello, via fax, via e-mail oppure tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Si può richiedere la sospensione della riscossione direttamente a Equitalia in caso di annullamento del debito da parte dell’ente creditore, di un pagamento già effettuato o di una sentenza favorevole.
La svolta telematica
"Grazie a Equitalia il fenomeno delle cartelle pazze è ormai relegato al passato - dice Benedetto Mineo, amministratore delegato di Equitalia - In questi anni siamo riusciti a perfezionare i nostri sistemi informatici per evitare quelle situazioni 'eccezionali' che sostanzialmente si sono verificate prima della nascita di Equitalia, in cui si riscontravano divergenze tra i dati forniti dagli enti creditori e quanto riportato nelle cartelle notificate ai contribuenti".
"Qualche problema però - aggiunge Mineo - si può ancora verificare quando l'ente fornisce a Equitalia informazioni errate o parziali, o quando omette di comunicare eventuali cancellazioni del debito. Per evitare disagi abbiamo ampliato i nostri canali di assistenza intervenendo su questi disguidi non imputabili alla nostra attività e oggi è possibile risolvere la situazione anche dal computer di casa, senza dover andare allo sportello".
La sospensione della riscossione.
Equitalia notifica ai cittadini le cartelle di pagamento per conto di vari enti. In base alla legge n. 228/2012 (legge di Stabilità 2013), il cittadino che ritiene non dovuti gli importi richiesti dall’ente creditore tramite qualsiasi documento notificato dagli agenti della riscossione (cartella, avviso o atto di procedura cautelare/esecutiva) può rivolgersi direttamente a Equitalia per chiedere la sospensione della riscossione.
Equitalia notifica ai cittadini le cartelle di pagamento per conto di vari enti. In base alla legge n. 228/2012 (legge di Stabilità 2013), il cittadino che ritiene non dovuti gli importi richiesti dall’ente creditore tramite qualsiasi documento notificato dagli agenti della riscossione (cartella, avviso o atto di procedura cautelare/esecutiva) può rivolgersi direttamente a Equitalia per chiedere la sospensione della riscossione.
Una tutela che era già stata introdotta nel 2010 direttamente da Equitalia nell’ottica di evitare ai contribuenti di fare la spola tra gli uffici pubblici per vedere riconosciute le proprie ragioni. La sospensione può essere richiesta quando il contribuente ha già pagato il tributo prima della formazione del ruolo (l'elenco dei debitori trasmesso a Equitalia dagli enti), ha ottenuto una sospensione dell’ente o del giudice, una sentenza favorevole oppure può dimostrare qualsiasi altra causa, prevista dalla norma, che rende inesigibile il credito.
La domanda va inviata entro 90 giorni dalla notifica dell’atto per cui si chiede la sospensione. Equitalia sospende ogni attività di riscossione e invia tutta la documentazione all'ente creditore il quale verifica la correttezza della documentazione presentata e comunica l'esito sia al contribuente sia a Equitalia per l’eventuale annullamento della cartella. Se dopo 220 giorni dalla presentazione della domanda l'ente creditore non fornisce riscontri, le somme contestate vengono annullate di diritto.
La domanda si può presentare online.
Il nuovo canale telematico è disponibile sul sito internet www.gruppoequitalia.it, senza la necessità di registrazione e con un percorso guidato. Basta entrare nel box "Sospendere la riscossione" e inserire nell’apposito modulo online i propri dati e quelli dell’atto per cui si presenta la domanda.
Il nuovo canale telematico è disponibile sul sito internet www.gruppoequitalia.it, senza la necessità di registrazione e con un percorso guidato. Basta entrare nel box "Sospendere la riscossione" e inserire nell’apposito modulo online i propri dati e quelli dell’atto per cui si presenta la domanda.
È indispensabile allegare tutta la documentazione che giustifica la richiesta di sospensione (ad esempio ricevuta di pagamento, copia della sentenza) e copia di un documento di riconoscimento valido. Una volta inviata e confermata l'istanza, si riceve un riepilogo con i dati inseriti. Tutte informazioni sono disponibili sul sito internet dove è pubblicata anche una breve guida che illustra cosa fare e in quali casi si può chiedere direttamente a Equitalia di sospendere la riscossione.
Fiat lascia Italia, nasce FCA con sede legale in Olanda e fiscale in Gb
E' ufficiale Fiat lascia l'Italia. Il nuovo gruppo si chiamerà FCA. Fiat Chrysler Automobiles, avrà sede legale in Olanda e fiscale a Londra, e sarà quotata a New York e Milano. Queste le novità più attese dal Cda di Fiat convocato anche per esaminare i conti 2013, chiusi con numeri in aumento anche se inferiori alle attese del mercato che ha penalizzato il titolo in Borsa. Nel dettaglio l'utile netto del gruppo Fiat è salito a 1,95 miliardi di euro, 943 milioni al netto di elementi non ricorrenti, comunque in crescita rispetto agli 896 milioni del 2012. Il consiglio di amministrazione ha annunciato un aggiornamento del piano industriale a maggio 2014.
Apple sotto indagine a Milano per presunta frode fiscale da 1 miliardo
Apple avrebbe nascosto al fisco italiano un miliardo e 60 milioni di euro. La procura di Milano ha aperto un'inchiesta sulla multinazionale californiana dell'iPhone per sospetto reato di dichiarazione dei redditi fraudolenta, per ora contestato a due manager dell'azienda, in concorso tra loro e con l'aggravante della continuazione nel tempo. Lo rivela il settimanale l'Espresso, spiegando che il nome dei due dirigenti, in attesa di ulteriori accertamenti, è al momento ancora riservato.
L'indagine, stando a quanto si apprende, è stata avviata da circa due mesi. Secondo all'accusa, i profitti realizzati in Italia da Apple venivano contabilizzati dalla società di diritto irlandese Apple Sales International, seguendo uno schema utilizzato anche in altre multinazionali dell'hi-tech e di internet, grazie al quale questi gruppi riescono a pagare tasse risibili sui loro enormi profitti, approfittando di una serie di norme nella legislazione irlandese che, di recente, sono all'attenzione dell'Unione Europea.
Secondo le indagini avviate dalla Agenzia delle Dogane e condotte dal pm Adriano Scudieri, del pool reati finanziari coordinato dal procuratore aggiunto Francesco Greco, la filiale italiana di Apple avrebbe sottostimato l'imponibile fiscale del 2010 di circa 206 milioni di euro e quello del 2011 di 853 milioni, attribuendo l'attività commerciale di Apple in Italia alla società irlandese Apple Sales International, non soggetta a tassazione diretta in Italia, ma appunto alla assai più favorevole tassazione nella Repubblica d'Irlanda.
Il legale che assiste la filiale italiana di Apple, l'ex ministro della Giustizia Paola Severino, contattata da Reuters, non ha fatto sapere al momento se intenda commentare. Apple giovedì in una nota, dopo aver precisato che la società "paga ogni dollaro ed euro delle tasse dovute ed è continuamente oggetto di controlli fiscali da parte di governi di tutto il mondo", ha affermato che le autorità fiscali italiane hanno già sottoposto Apple Italia ad audit nel 2007, 2008 e 2009 confermando la piena conformità ai requisiti di trasparenza Ocse.
"Siamo certi che l'accertamento in corso giungerà alla stessa conclusione", concludeva la nota. Il sostituto procuratore titolare dell'inchiesta Adriano Scudieri, coordinato dall'aggiunto Francesco Greco, ha ordinato nei giorni scorsi il sequestro di materiale informatico e telefonico, dopo una perquisizione che si e' svolta nella sede della Apple in piazza San Babila a Milano. Il decreto del sequestro è stato però impugnato e sulla sua legittimità dovrà dunque decidere il tribunale del Riesame.
Il legale rappresentante di Apple Italia, Enzo Biagini, e il direttore finanziario Mauro Cardaio sono indagati dal pm Adriano Scudieri dopo che l'Agenzia delle Dogane aveva ipotizzato una frode al fisco pagando 225 mln di tasse meno del dovuto negli ultimi due anni. La difesa di Apple ha rinunciato al Riesame fissato per oggi contro il sequestro di materiale informatico e cartaceo disposto nei giorni scorsi nell'ambito dell'inchiesta che vede indagati due manager della multinazionale californiana.
Il legale rappresentante di Apple Italia, Enzo Biagini, e il direttore finanziario Mauro Cardaio sono indagati dal pm Adriano Scudieri dopo che l'Agenzia delle Dogane aveva ipotizzato una frode al fisco pagando 225 mln di tasse meno del dovuto negli ultimi due anni. La difesa di Apple ha rinunciato al Riesame fissato per oggi contro il sequestro di materiale informatico e cartaceo disposto nei giorni scorsi nell'ambito dell'inchiesta che vede indagati due manager della multinazionale californiana.
Apple è solo l'ultimo dei giganti hi-tech a finire sotto la lente del fisco e dei magistrati - anche all'estero - per l'uso di incroci societari con altri paesi, che così facendo riescono a pagare tasse irrisorie sui profitti estremamente ingenti. Anche Apple, Amazon, Google ed eBay sono riuscite a risparmiare molti soldi facendo ricorso a espedienti del genere: si tratta di "esportare" i profitti in Irlanda. Facebook, ad esempio l'anno scorso ha pagato soltanto 238mila sterline di tasse in Gran Bretagna, sebbene abbia registrato un fatturato di 175 milioni di sterline.
Via: AGI
Redditometro, Corte dei Conti dice no a uso disinvolto dati non verificati
(AGI) - Monito della Corte dei Conti sul nuovo redditometro: no all'uso disinvolto dei dati. Ma l'Agenzia delle Entrate difende lo strumento e precisa: saranno accertati solo l'evasione spudorata e i finti poveri. Il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, in occasione del convegno 'L'anagrafe tributaria nella prospettiva del federalismo fiscale' ha chiesto cautela: e' necessario "evitare l'uso disinvolto di informazioni disallineate e non verificate" nell'adozione di strumenti come il redditometro.
"Il redditometro - ha aggiunto - come tutti gli strumenti presuntivi ha bisogno di cautela per l'efficacia probatoria. E' necessario che l'amministrazione verifichi sempre i risultati e proceda all'accertamento". Per l'Agenzia delle Entrate si tratta di uno "strumento utile e idoneo per intercettare forme di evasione spudorata e finti poveri". Il vicedirettore Marco Di Capua ha voluto sottolineare che il redditometro "non e' una panacea, e' uno strumento insieme ad altri e importante come altri. Non e' uno strumento di accertamento di massa".
I controlli del redditometro sui contribuenti "saranno inferiori ai 40 mila l'anno", ha continuato e "non interessera' situazioni in cui la spesa si discosta dal reddito di mille euro per dodici mesi l'anno". "Con la platea di spesa ampliata non c'e' criminalizzazione della ricchezza", ha detto ancora. "Quello che interessa non e' piu' perche' ho comprato o perche' ho speso ma che si sia speso. E' giusto che ci sia liberta' di impiego del proprio reddito".
L'Agenzia sta comunque ancora lavorando alla definizione della circolare applicativa del redditometro. Secondo il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera lo strumento consentira' di potenziare da subito la strategia della lotta all'evasione. "La strategia verra' potenziata nell'immediato con il redditometro", ha spiegato precisando che per le persone fisiche "l'analisi dell'infedelta' fiscale si concentrata sulla compatibilita' tra reddito consumato e dichiarato".
"E' uno strumento che a differenza del passato abbandona il ricorso alla presunzione di disponibilita' di pochi beni e si concentra sulla spesa effettiva del contribuente che ha un reddito non adeguato a supportarla". L'evasione fiscale "e' un male da estirpare da questo Paese", ha aggiunto Befera ricordando che "ogni anno 120 miliardi di euro vengono sottratti alla collettivita'".
Comunque, ha concluso, "nel 2012 sono stati confermati i risultati positivi 2011 (circa 13 miliardi, ndr) nel recupero dell'evasione nonostante il periodo di crisi". Befera ha spiegato che dal 2008 sono "oltre 1,8 milioni le rateazioni concesse per oltre 22 miliardi: somme che stiamo recuperando ma in un lasso di tempo lungo". "Nell'ultimo periodo - conclude - e' cresciuta la sensibilita' dell'opinione pubblica rispetto all'evasione fiscale che tende a essere percepita in tutta la sua gravita'".
Fonte: AGI
Via: Corte dei Conti
Agenzia delle Entrate, ReddiTest: software per verifica coerenza fiscale
L'Agenzia delle Entrate ha svelato il funzionamento del ReddiTest, un software che consente ai contribuenti di valutare la coerenza tra il reddito familiare e le spese sostenute nell'anno. La verifica avviene sulla base delle spese più significative e facilmente individuabili. Per usare il programma è necessario scaricare il tool e inserire i dati richiesti. Le informazioni, quindi, restano sul proprio PC, senza lasciare alcuna traccia sul Web.
"Nel ReddiTest - spiegano dall'Agenzia delle Entrate - devono essere inizialmente indicati la composizione, il reddito e il comune di residenza della famiglia, e, successivamente, le spese sostenute nell'anno, suddivise in 7 categorie: abitazione, mezzi di trasporto, assicurazioni e contributi, istruzione, tempo libero e cura della persona, altre spese significative, investimenti immobiliari e mobiliari".
Disponibile dal 20 novembre, il nuovo software ha come obiettivo quello di indurre i cittadini a una corretta compilazione della dichiarazione dei redditi. Per conoscere la propria congruità, il contribuente dovrà compilare una serie di campi con le spese più importanti sostenute durante l'anno, come l'acquisto di una casa, di una barca, di un'auto o beni di lusso.
Poi bisognerà aggiungere tutte le altre spese come abbigliamento, cibo, abbonamenti in palestra ed altro, calcolate in base all'Istat e alla propria tipologia familiare. Solo dopo aver comunicato queste informazioni, scatterà il confronto con il reddito dichiarato. Alla fine il Redditest darà semaforo verde, giallo o rosso a seconda della coerenza con quanto dichiarato o si ha intenzione di dichiarare.
In caso di discostamenti significativi scatterà l'accertamento da parte del Fisco. Il direttore dell'Agenzia delle Entrate Attilio Befera, in occasione della presentazione, ha spiegato che il Redditest è nato "per favorire la conformità dei redditi dei contribuenti, utilizzando il modello di analisi e valorizzazione elaborato in collaborazione con la Sose, la società per gli studi di settore".
Il Redditest è figlio del redditometro, messo a punto un anno fa dall’Agenzia delle Entrate per migliorare il contrasto agli evasori fiscali. Il nuovo redditometro, previsto dal decreto 78 del 2010, è un metodo di ricostruzione del reddito che, a differenza del passato, non si basa su presunzioni originate dall'applicazione di coefficienti, bensì su dati certi come le spese sostenute.
E' possibile in qualsiasi momento modificare o integrare le informazioni riportate. Il risultato e i dati inseriti possono essere salvati e stampati. Versione del software: 1.0.0 del 20/11/2012. Sistemi operativi supportati: Windows 8, Windows 7, Windows Vista e Windows XP Linux, Mac OS X 10.5 e superiori. Per eseguire il software è necessario aver installato Java. Link per il download diretto del software: http://jws.agenziaentrate.it/jws/redditest/redditest/redditest.jnlp.
Via: Business Online
Nonevado.it, il portale con l'elenco dei negozi e professionisti onesti
Sponsorizzare gratis chi paga le tasse penalizzando così i disonesti. E' questa l'idea alla base del sito nonevado.it che offre visibilità a tutti quei professionisti, negozi, aziende che emettono sempre lo scontrino fiscale o che non si fanno pregare per fare una fattura. A metterlo on line ci hanno pensato due amici Ernesto Puddu e Alessandro Cireddu. ''Abbiamo creato un sito che ha come scopo quello di fornire un nuovo strumento per combattere l'evasione fiscale - spiegano i creatori di nonevado.it - . L'idea alla base è quella di offrire visibilità a gente che non si sognerebbe mai di pronunciare l'odiosa frase: 'Con fattura o senza?'''. Il sito è consultabile per trovare l'onesto più vicino o per segnalarne di nuovi non ancora censiti. ''Chiaramente - spiegano Puddu e Cireddu - sul sito si può 'censire' autonomamente anche l'esercente stesso, magari anche quello disonesto, ma nella pagina relativa alla particolare segnalazione abbiamo inserito la possibilità di contribuire con dei commenti. In questo modo gli utenti smascherano chi fa il furbo commentando la loro stessa esperienza con quel negozio/professionista/azienda. Insomma l'autorevolezza delle informazioni è data dal modello Wikipedia, chiunque può scrivere, tanto è la comunità che fa la revisione, corregge e allo stesso tempo dissuade i disonesti dall'approfittare dello strumento''. In ogni caso ogni segnalazione non viene pubblicata immediatamente, ma ne fa la revisione una redazione. ''Non sappiamo quanto questo strumento possa contribuire alla causa - affermano i creatori del portale - ma ci piace pensare che l'Italia sia piena di gente responsabile e che chi non lo è possa essere indotto a diventarlo anche solo per un mero calcolo personale: se rimani fuori dal giro dell''acquisto responsabile' rinunci a una possibilità di sviluppo o addirittura potresti averne un danno economico''.
Fonte: Adnkronos
La finanziaria è legge, scattano subito ticket sanitari e superbollo
La manovra economica approvata in tempi rapidissimi dal Parlamento e' stata pubblica in Gazzetta Ufficiale. Entrano cosi' in vigore da oggi le norme modificate non previste dal decreto originario. Da subito scattano i rincari del bollo sul deposito titoli, il superbollo per le auto di lusso, la stretta sulle stock option, l'aumento dell'Irap sulle concessionarie dello Stato e la normativa che potrebbe portare all'applicazione di ticket sanitari.
Nuovi ticket che i cittadini saranno chiamati a pagare sulle visite specialistiche e la diagnostica (10 euro) ed i codici bianchi al Pronto soccorso (25 euro). Ma le Regioni, sulla questione, si presentano in 'ordine sparso': in sette il ticket entrerà a regime, da lunedì; in varie altre, invece, resterà 'congelato' in attesa di ulteriori valutazioni dei tecnici, mentre un 'no' deciso al pagamento arriva da 4 Regioni. Arriva la rimodulazione dell'imposta di bollo, dovuta sull'ammontare del deposito titoli.
Per i depositi con valore nominale inferiore a 50.000 euro le comunicazioni relative sui depositi di titoli inviati a intermediari finanziari viene applicata un'imposta di 34,2 euro che sale in base ai depositi. Tassa per le auto di grande cilindrata. I proprietari dovranno pagare dieci euro per ogni chilowatt di potenza superiore a 225 kw. Aumenta l'imponibile delle stock option e bonus, su cui viene applicata un'aliquota addizionale del 10%. Sanatoria sulle liti fiscali pendenti, con valore non superiore a 20.000.
Per le cause su importi fino a 2.000 euro il contribuente potra' decidere di fare pace con il fisco pagando 150 euro. L'Irap su banche e societa' finanziarie sale dal 3,9% al 4,65%. Mentre per le assicurazioni e' previsto un incremento di 2 punti percentuali, che porta l'aliquota al 5,90%. Per altre norme la concreta attuazione segue un diverso calendario: dal prelievo sulle pensioni d'oro, che parte dal primo agosto, al taglio sulle agevolazioni fiscali che si applichera' dal 2013.
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