Visualizzazione post con etichetta Cyberattacchi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cyberattacchi. Mostra tutti i post

Android, bluetooth a rischio hacker con falla BlueFrag: verifica patch


Un difetto nell'implementazione Bluetooth® sui dispositivi Android™ potrebbe consentire agli aggressori di lanciare attacchi per l'esecuzione di codice in modalità remota (RCE), senza alcuna interazione da parte dell'utente. La vulnerabilità critica, identificata come CVE-2020-0022 e rinominata "BlueFrag", era stata scoperta a novembre 2019 da ERNW, società tedesca specializzata in sicurezza, ma solamente lo scorso febbraio è stato possibile ottenere la patch di correzione. Il pericolo, tuttavia, non può considerarsi risolto, dato che non tutti gli smartphone ricevono gli update. Quindi, la possibilità di essere oggetto di un cyberattacco sul proprio dispositivo non è del tutto scongiurata.

Panda, protagonista il Threat Hunting al #PASS2019: è un successo


Per il secondo anno consecutivo, Panda Security ha organizzato il Panda Security Summit, un evento progettato per i professionisti IT che, in questa edizione, ha dedicato particolare attenzione alle tecniche di Threat Hunting. Grande successo per Panda Security Summit (#PASS2019) – l’evento europeo dedicato alla sicurezza informatica, tenutosi giovedì 23 maggio presso il Teatro Coliseum di Madrid. Più di mille professionisti IT hanno preso parte all’incontro, durante il quale, attraverso gli interventi di alcuni dei maggiori esperti del settore, sono state messe in evidenza le principali linee d’azione che aziende e istituzioni devono adottare per proteggere la propria rete dai cyber attacchi.

Venustech, ultima tendenza in fatto di cyberattacchi: il cryptojacking


Con l’aumento delle monete virtuali e delle criptovalute, come Bitcoin e Monero, si sente sempre più parlare di cryptojacking, un vero e proprio incubo per tutti gli utilizzatori di PC, tablet e smartphone. Ma di cosa si tratta esattamente? Siamo tutti potenzialmente a rischio? Esiste un modo per proteggersi? Venustech, fornitore di servizi e soluzioni di sicurezza specializzata, ha provato a fare il punto su quello che sembra essere uno tra i maggiori rischi informatici del 2018. Il cryptojacking è definito come l’uso non autorizzato del dispositivo di qualcun altro per estrarre la criptovaluta. Il termine è composto dalle parole inglesi “crypto”, crittografia, e “jack”, rubare.

Panda Security e Deloitte insieme per la lotta al crimine informatico


I clienti di Deloitte dell’Europa, Medio Oriente Africa e i paesi latinoamericani saranno protetti in modo integrale con i servizi innovativi anti-ransomware come Adaptive Defense di Panda Security. Le aziende devono riconoscere che, nonostante le tecnologie a disposizione, non è possibile prevenire tutti gli attacchi informatici, ma si può almeno limitare in maniera significativa il danno se si interviene rapidamente contro qualsiasi azione volta a compromettere i sistemi informativi. La risposta più corretta è quella di adottare soluzioni di sicurezza capaci di monitorare con continuità tutte le applicazioni per bloccare il malware conosciuto e rilevare quello più avanzato oppure sconosciuto.

Yahoo! conferma furto dati 500 mln utenti da hacker legati a Stato


Un massiccio attacco hacker sulla rete di Yahoo! ha portato nel 2014 alla violazione dei dati di almeno 500 milioni di utenti, a partire dal servizio mail. La conferma è arrivata dalla società attraverso un comunicato ufficiale, a poche ore di distanza dalle indiscrezioni pubblicate dal sito specializzato Recode che ha citato alcune fonti. Nel comunicato Yahoo! spiega che il furto non ha riguardato dati come coordinate bancarie o numeri di carte di credito. L'azienda sta avvisando gli utenti il cui account è stato violato e suggerisce di cambiare la password di accesso. Yahoo!, guidata dal 2012 da Marissa Mayer, ha forti sospetti che dietro il cyberattack ci sia uno Stato straniero.

Per difendersi dagli attacchi DDos non basta essere in pole position


Sono cambiate tante cose nel mondo della sicurezza informatica dal 2006 ad oggi: dieci anni fa la sfida principale era quella di spiegare cosa effettivamente fosse un attacco DDoS a persone che spesso avevano solo una vaga idea degli effetti di un DDoS: “il sito non è raggiungibile”, “il firewall è crashato”, “non funziona Internet”, e cose del genere. Le nostre spiegazioni miglioravano col tempo, da “ora immaginate che io sia un virus” (primo tentativo di un collega, di fronte a clienti comprensibilmente sorpresi), a similitudini più accurate come “cosa succederebbe se ci fossero cento persone che cercano di entrare in questa sala riunioni?”, scrive Marco Gioanola, SCE di Arbor Networks.

Arbor: 5.000 cyberattacchi al mese in Italia nel 2015, team ampliato


Alla luce delle minacce crescenti, sono state annunciate due nomine nel team di Arbor Networks Inc, la divisione sicurezza di NetScout. Grazie a questo nuovo assetto, la società continua a perseguire la propria rotta nel presidiare il settore della cyber security: negli ultimi 12 mesi le statistiche delle minacce rivolte verso l’Italia hanno registrato circa 5.000 attacchi ogni mese. Arbor Networks Inc, la divisione sicurezza di NetScout (Nasdaq: NTCT), ha annunciato l’arrivo nel team Italiano di due autorevoli specialisti del settore come Michele Banfo nella nuova posizione di Regional Sales Manager della società e di Alessandro Tagliarino in qualità di Consulting Engineer.

G Data: cyberattacco contro Parlamento tedesco, c'è secondo round


Proseguono i cyberattacchi ai più importanti sistemi informatici. Un attacco hacker ha colpito, infatti, la rete informatica del Bundestag il mese scorso e tuttora sono in corso controlli. Secondo un‘analisi dei SecurityLabs di G DATA i cyber criminali hanno messo alla prova la resistenza della rete del Parlamento tedesco. Al momento è ancora incerto se si tratti di un nuovo attacco criminale o della prosecuzione di attacchi divenuti noti già a fine maggio. G DATA ha inoltre rilevato nuove versioni del trojan bancario Swatbanker, usato per perpetrare l'attacco. Il trojan infiltrato in Parlakom, la rete del Bundestag, non sarebbe inoltre ancora stato debellato.

Kaspersky scopre CozyDuke, minaccia collegata al famoso MiniDuke


Il Global Research and Analysis Team di Kaspersky Lab ha pubblicato un report relativo ad una nuova campagna di cyber spionaggio avanzato (attacchi di tipo APT) che utilizza un malware per colpire organizzazioni specifiche di alto profilo. La lista degli obiettivi a cui mirano gli attacchi del gruppo criminale include organizzazioni governative ed enti commerciali in Germania, Corea del Sud e Uzbekistan, mentre tra quelli individuati negli Stati Uniti crediamo siano inclusi la Casa Bianca e il Dipartimento di Stato. La strategia dei criminali, di puntare a vittime di alto profilo, non è l’unico dato allarmante che è stato rilevato.

Terrorismo: Anonymous, nostro obiettivo è eliminare Isis da Internet


"Vogliamo tagliare fuori da internet chiunque sia minimamente interconnesso con l'Isis: questo è il nostro obiettivo. Nelle ultime due settimane abbiamo cancellato 2000 profili jihadisti su Facebook e Twitter": queste le parole del collettivo Anonymous in un'intervista esclusiva rilasciata a Servizio Pubblico, il programma condotto da Michele Santoro, andato in onda giovedì scorso su La7 alle 21.10. "Avete trovato account italiani associati allo Stato islamico?", ha chiesto la giornalista Francesca Di Stefano. "Si legge di un italiano tra le loro fila, ma è soltanto una voce non confermata", è la risposta di Anonymous.

Kaspersky Lab: Regin una piattaforma in grado di spiare le reti GSM


Regin, il trojan con funzionalità di backdoor e attivo sin dal 2008, ha attaccato le reti GSM di almeno quattordici paesi in tutto il globo. Lo afferma una nuova ricerca di Kaspersky Lab che si somma a quella di Symantec e che aggiunge ulteriori informazioni riguardo questo sofisticato malware. Il Global Research and Analysis Team di Kaspersky Lab ha pubblicato la propria ricerca su Regin – la prima piattaforma per cyber attacchi che, oltre a effettuare lo spionaggio “classico”, penetra e monitora le reti GSM. I criminali che si celano dietro a questa piattaforma hanno compromesso reti informatiche in almeno 14 Paesi nel mondo.

Google uProxy per fornire Internet senza censura agli attivisti globali


Google inizierà a proteggere le organizzazioni stampa e i gruppi per i diritti umani dai cyber-attacchi, nell'ambito di un nuovo pacchetto di servizi ideato per sostenere la libertà di espressione sul Web. Lo ha annunciata la società, che in una conferenza a New York ha presentato anche una nuova tecnologia chiamata uProxy che consente ai cittadini in alcuni regimi di evitare la censura governativa o i software di sorveglianza per navigare sul Web.

Corea del Sud attaccata da hacker, oscurati network e sistemi bancari


I principali network sudcoreani e due delle maggiori banche del Paese hanno subito un maxi attacco hacker e sono stati oscurati. La polizia indaga sulla vicenda, ci sono speculazioni su una possibile aggressione lanciata dalla Corea del Nord, ma al momento non ci sono conferme. "Abbiamo convocato i team dei siti interessati. Stiamo valutando la situazione. L'incidente è piuttosto massiccio e richiederà un paio di giorni per raccogliere le prove," ha detto un funzionario della polizia.

Il cyberattacco ha colpito i tre pincipali canali televisivi del Paese, Kbs, Mbc e Ytn, e le banche Shinhan e Nonghyu. La home page di uno dei network che fornisce connettività ai gruppi, Lg UPlus Corp, è stata sostituita con una pagina di rivendicazione dell'attacco da parte del "Whois Team", che mostrava tre teschi e il messaggio: "E' l'inizio del nostro movimento". Al momento non ci sono prove su chi abbia lanciato l'attacco, anche se molti puntano l'indice contro la Corea del Nord.


Le banche hanno ripristinato le loro operazioni, ma le stazioni TV non hanno detto quando sarebbero stati in grado di rispistinare con i sistemi di backup. La scorsa settimana, ha denunciato Pyongyang, anche molti siti ufficiali nordcoreani, tra i quali quello dell'agenzia Kcna, hanno subito un intenso attacco informatico. Il codice utilizzato per il defacement, postato da un utente anonimo sul forum pygments.org (http://pygments.org/demo/68313) indica diverse e-mail utilizzati dagli aggressori.

La Corea del Nord ha in passato preso di mira i giornali conservatori della Corea del Sud, banche e istituzioni governative. Il più grande sforzo di hacking attribuito a Pyongyang è stato un attacco denial of service nel 2011 durato 10 giorni che la società antivirus McAfee, parte di Intel Corp., ha soprannominato  "Ten Days of Rain" (I dieci giorni di pioggia). L'azienda ha detto che l'attacco è stato un tentativo di sondare le difese informatiche del Sud in caso di un conflitto vero e proprio.


"Se risponde al vero, questo attacco rappresenta una escalation rispetto ai cyber attack sferrati sulla penisola coreana negli ultimi mesi. Solo settimana scorsa, la Corea del Nord ha accusato gli Stati Uniti di utilizzare skill cyber per disattivare i servizi Internet", ha dichiarato Jarno Limnell, director of cyber security di Stonesoft. "Questa scelta di bersagli ci dice che i più appetibili siano i mercati finanziari e le infrastrutture critiche che, sotto attacco, possono mettere in ginocchio un paese

"L'influenza degli skill cyber diventa sempre più presente in politica come metodo per indirizzare le scelte. In ogni caso, in certe circostanze, la coscienza delle forze in campo può aiutare a prevenire conflitti. Nell'ambiente militare si pensa che mostrare potenza militare è il miglior deterrente. Mettere alla prova la capacità cyber di altre nazioni e l'utilizzo di tecniche di attacco rappresentano allo stesso modo una parte certa e crescente di influenza strategica e combattimento" .



Fonte: Reuters
Via: Blackpencil

Cyberattacco contro sito Council on Foreign Relations sfrutta falla in IE


Il sito web del Council on Foreign Relations (CFR) è stato infettato nei giorni scorsi con un trojan che sfrutta una falla sconosciuta, o zero-day, nelle versioni di Internet Explorer 6, 7 e 8 (ad esclusione delle versioni 9 e 10). La vulnerabilità può essere sfruttata attraverso la manipolazione di un sito Web, al fine di attaccare i browser vulnerabili. In attesa di una patch correttiva che chiuda il nuovo bug in IE, Microsoft ha rilasciato un Fix it temporaneo e suggerisce fattori attenuanti per ridurre al minimo i rischi di infezione.

Un utente malintenzionato potrebbe pubblicare un sito Web appositamente predisposto per sfruttare la vulnerabilità tramite Internet Explorer e quindi convincere un utente a visualizzare il sito web. David Mikhail, un portavoce del Council on Foreign Relations, ha confermato l'attacco. "Il team di sicurezza del sito Council on Foreign Relations è a conoscenza del problema e sta studiando la situazione", ha detto Mikhail in una e-mail a Freebeacon. "Stiamo anche lavorando per ridurre la possibilità di eventi futuri di questo genere".

"Questo è stato un attacco molto sofisticato", ha detto uno degli specialisti. "Erano alla ricerca di informazioni molto specifiche da persone specifiche". L'entità del danno non è nota, ma membri del CFR che hanno visitato il sito web tra Mercoledì 26 e Giovedi 27 dicembre 2012 potrebbero essere stati infettati e compromesso i loro dati, hanno detto gli specialisti. Il CFR è una delle organizzazioni d'elite della politica estera degli Stati Uniti, con una adesione di circa 4700 funzionari, ex funzionari, giornalisti, ed altri.

I suoi membri sono Brian Williams di NBC, l'attrice di Hollywood Angelina Jolie, e l'ex senatore Chuck Hagel, candidato ideale come segretario della difesa di Obama. L'attuale Segretario di Stato Hillary Clinton e il Segretario di Stato Kurt Campbell, l'U.S. foreign policy e l'elite della sicurezza nazionale, che include il. comandante del Comando Centrale americano Generale John Abizaid, e segretari di Stato Madeleine K. AlbrightColin Powell e Henry Kissinger.

Anche il Ceo di Fox News Roger Ailes è membro, come Rupert Murdoch Ceo di News Corp. Gli ex presidenti George W. Bush e Bill Clinton sono membri, così come l'ex Segretario alla Difesa Robert M. Gates e l'ex direttore della CIA David Petraeus. All'FBI è stato notificato l'attacco e sta indagando. Il, portavoce dell'FBI Jennifer Shearer ha rifiutato di commentare quando gli viene chiesto dell'attacco. Ma lei ha detto in una mail a Freebeacon: "L'FBI riceve regolarmente informazioni sulle minacce e adotterà le misure necessarie per le indagini".


Via: Freebeacon

Cyber Europe 2012: prima simulazione di un attacco informatico in Europa


Centinaia di esperti di sicurezza informatica di tutta l'UE hanno testato ieri la loro disponibilità a combattere i cyber-attacchi in una giornata di simulazione in tutta l'Europa. L'esercizio ha verificato la reazione e cooperazione in caso di attacchi sostenuti contro i siti web pubblici e dei sistemi informatici delle principali banche europee.

Blogger israeliano svela e pubblica online i piani segreti di attacco all’Iran


Un cyber-attacco per mettere fuori uso le comunicazioni interne, il lancio di decine di missili balistici e da crociera e infine una terza ondata di bombardamenti aerei per completare la distruzione degli obiettivi: è questo lo scenario delineato dal reporter israeliano Richard Silverstein che sul suo blog Tikun Olam ("Riparare il mondo", in ebraico) ha postato i piani di guerra contro l'Iran da presentare al gabinetto di sicurezza dello Stato ebraico.

I documenti top secret sarebbero stati dati al blogger da una fonte israeliana di alto livello preoccupata che questa volta "Bibi e Barak siano maledettamente seri". "Nei giorni scorsi, ho ricevuto un documento israeliano in conferenza che delinea i piani di guerra di Israele contro l'Iran. Il documento è stato passato a me da una fonte israeliana di alto livello, che lo ha ricevuto da un ufficiale israeliano", scrive Silverstein in un post sul blog.

In base al documento pubblicato da Silverstein, si tratterebbe di un'"offensiva coordinata", a partire da "un cyber-attacco senza precedenti che paralizzerà totalmente il regime iraniano e la sua capacita' di sapere cosa sta succedendo all'interno dei suoi confini", bloccando internet, telefoni, radio, tv e cavi a fibra ottica, compresi quelli delle basi missilistiche sotterranee di Khorrambad e Isfahan.

A questo, seguirebbe il lancio di "decine di missili balistici" con una gittata di 300 km, "lanciati da sottomarini israeliani in prossimità del Golfo Persico". I missili, si sottolinea, "non sarebbero armati con testate convenzionali ma piuttosto con ordigni esplosivi a punta rinforzata in grado di penetrare bersagli corazzati". Nel mirino ci sarebbero, tra gli altri, il reattore nucleare ad Arak e gli impianti a Isfahan e Fardu per l'arricchimento dell'uranio.

Ai missili da crociera, invece, il compito di mettere fuori uso i sistemi di comando e controllo, gli impianti di ricerca e sviluppo e le residenze degli esperti di alto livello coinvolti nel programma nucleare. La terza fase prevederebbe l'utilizzo del satellite “Blue and White” per raccogliere informazioni dettagliate sulle distruzioni inflitte. Una volta acquisite, queste verrebbero girate ai caccia israeliani, incaricati di bombardare una breve lista di "obiettivi che richiedono un attacco aggiuntivo".

Verrebbero impiegati aerei da guerra dotati di tecnologia "sconosciuta al grande pubblico, non rivelata neanche all'alleato americano", che li rende "invisibili". L’obiettivo è annientare le capacità di sviluppo nucleare del regime islamico ed evitare una controffensiva iraniana in territorio israeliano, distruggendo le installazioni missilistiche. Silverstein è specializzato nella rivelazione di notizie coperte da censura in Israele su servizi e difesa e del passaggio di note riservate dalle forze armate ad alcuni giornalisti.


Via: AGI

Stonesoft lancia test gratuito per rilevare tecniche di attacco AET e EPS


Stonesoft ha annunciato EVADER, il primo tool software gratuito per testare la capacità dei prodotti di network security di rilevare le AET sempre più utilizzate nei cyber attacchi e EPS, il primo prodotto di sicurezza standalone, che consente in maniera semplice ed efficace di diminuire il rischio di AET. Le Tecniche di Evasione Avanzata (AET), sin dalla loro scoperta nel 2010 da parte di Stonesoft, sono state riconosciute come la maggior minaccia alle reti aziendali, in quanto sono tecniche in grado di bypassare i network senza lasciare alcuna traccia.

È questa la caratteristica di molti degli ultimi attacchi che gli hacker hanno sferrato anche alle grandi aziende. Nel corso del Black Hat di Las Vegas, Stonesoft ha presentato due prodotti che affrontano le AET e offrono al mercato una soluzione efficace, semplice e conveniente per mettere al sicuro le propri reti. Evader è un test software che comprende una gamma di AET. Consente alle aziende di lanciare manualmente o automaticamente una varietà di combinazioni AET che nascondono i ben noti exploit MSRPC e HTTP e di rilasciarle tramite tutti i dispositivi di sicurezza sull’host target.

L’essenza di Evader consiste nel fornire una prova inconfutabile sulla AET readiness dei dispositivi di sicurezza aziendali, un valido supporto alle decisioni da prendere e la possibilità di raggiungere il livello adeguato di sicurezza. Evader è gratuito e si scarica da evader.stonesoft.com. EPS è il nuovo prodotto di sicurezza, semplice e modulare, fornito come licenza standalone e sviluppabile in qualsiasi infrastruttura di sicurezza, anche non Stonesoft. È dedicato a proteggere dalle AET ed è stato testato con successo contro più di 800 milioni di tecniche di evasione avanzata.

EPS funziona come una “patch” di infrastruttura per fronteggiare la vulnerabilità da AET e si basa su una tecnologia di normalizzazione multilayer implementata sull'intero stack di rete; su un processo di ispezione e rilevamento degli stream di dati, e sul classico sistema delle signature. Il prodotto rileva, registra e riporta i tentativi di evasione trovati. EPS è essenziale per quelle organizzazioni che si considerano un target primario per i cyber criminali e gli hacker più avanzati. Per saperne di più su le AET aet.stonesoft.com. Per saperne di più su Evader evader.stonesoft.com.

Fonte: Stonesoft
Via: MECM

Scoperto virus più complesso per cyberattacchi con appoggi da governo


Si chiama Flame ed è un malware di ultima generazione utilizzato per compiere cyberattacchi contro le banche dati di diversi paesi, inclusi Israele e Iran. Lo ha riferito alla BBC la società Kaspersky Lab, aggiungendo che Flame è operativo dall'agosto del 2010 e rappresenta "una delle minacce più complesse mai scoperte". Secondo l'azienda, che ha compiuto delle ricerche in collaborazione con l'ITU delle Nazioni Unite, gli attacchi sono stati sicuramente condotti con l'appoggio di qualche Stato, anche se non si può essere sicuri sulla sua provenienza.

Il Flame è stato scoperto mentre si stava indagando su un altro malware, il trojan Wiper, che aveva infettato molti computer dell'Asia dell'ovest. Questa nuova minaccia non causa danni "fisici" agli elaboratori, ma colleziona un'enorme mole di informazioni sensibili. "Una volta infettato il sistema, Flame inizia una serie di operazioni, come quella di sniffare il traffico sulla rete, prendere degli screenshot, registrare conversazioni audio, intercettare una tastiera, e altro", ha detto uno degli esperti della Kaspersky, Alexander Gostev.



Il virus ha finora colpita circa 600 obiettivi, fra privati cittadini, aziende, istituzioni accademiche e governi. Secondo i tecnici, ci vorranno almeno due anni per analizzare il suo codice che pesa circa 20 MB. A causa di questo, è un pezzo di malware estremamente difficile da esaminare. Il motivo per cui Flame è così grande è perché include molte librerie diverse, ad esempio per la compressione (zlib, libbz2, PPMD) e la manipolazione di database (sqlite3), insieme con una macchina virtuale LUA.

LUA è un linguaggio scripting di programmazione, che può facilmente essere esteso e interfacciato con il codice C. Molte parti di Flame hanno alto ordine logico scritto in LUA - con subroutine d'attacco efficace e librerie compilate da C ++. La parte efficace del codice LUA è piuttosto piccola rispetto al codice generale. La stima degli esperti sul "costo" di sviluppo in LUA è di oltre 3000 righe di codice, che per uno sviluppatore medio dovrebbe prendere circa un mese per creare ed eseguire il debug.


La registrazione dei dati audio dal microfono interno è anche piuttosto nuova. Naturalmente, esistono altri tipi di malware in grado di registrare audio, ma fondamentale è la completezza di Flame - la capacità di rubare i dati in così tanti modi diversi. Un'altra caratteristica curiosa di Flame è infatti l'uso di dispositivi Bluetooth. Quando il Bluetooth è disponibile e l'opzione corrispondente è attivata nel blocco di configurazione, vengono raccolte le informazioni sui dispositivi individuabili nei pressi della macchina infetta.

Flame sembra essere un progetto che corre in parallelo con Stuxnet / Duqu, non utilizzando però la piattaforma Tilded (chiamata così perché i suoi autori tendono a utilizzare nomi di file che iniziano con il simbolo tilde seguito da una lettera d (d ~)). Ci sono tuttavia alcuni link che potrebbero indicare che i creatori di Flame hanno avuto accesso alla tecnologia utilizzata nel progetto Stuxnet - come l'uso del metodo di infezione "autorun.inf", insieme con lo sfruttamento della stessa vulnerabilità utilizzata da Stuxnet.

Via: ASCA

Sergey Brin: governi, Facebook e Apple minacciano libertà su Internet


Sergey Brin punta il dito contro alcuni governi e sulle iniziativa antipirateria ma anche contro Facebook e Apple. I principi di trasparenza e di accesso universale, che hanno sostenuto la creazione di un internet libero, sono da tre anni sotto una grande minaccia, secondo il co-fondatore di Google Sergey Brin. In un'intervista al Guardian, Brin ha avvertito che ci sono "forze molto potenti che si sono schierati contro l'internet aperto su tutti i lati e in tutto il mondo. Sono più preoccupato quello che sono stato in passato. E' spaventoso", ha dichiarato.

La minaccia alla libertà di Internet, egli afferma, deriva da una combinazione di governi che cercano sempre più di controllare l'accesso e la comunicazione dei loro cittadini, tentativi dell'industria dell'intrattenimento per reprimere la pirateria, e l'ascesa di giardini restrittivi e recintati come Facebook e Apple, che ben controllano quali software possono essere rilasciati sulle loro piattaforme. Il giovane informatico sorvola sulle innumerevoli cause intentate contro Google per abuso di posizione dominante.

Il 38enne miliardario, la cui famiglia fuggì all'antisemitismo in Unione Sovietica, ampiamente considerato come la forza trainante del parziale ritiro di Google dalla Cina nel 2010, si dice preoccupato per la censura e gli attacchi informatici. Ha detto che cinque anni fa non credeva che in Cina o in qualsiasi paese fosse possibile effettivamente limitare l'internet a lungo, ma ora dice che si era sbagliato. "Ho pensato che non ci fosse alcun modo per mettere il genio nella bottiglia, ma ora sembra che in alcune zone il genio è stato messo nella bottiglia", ha detto.

Egli si è detto più preoccupato per gli sforzi dei paesi come la Cina, l'Arabia Saudita e l'Iran per censurare e limitare l'uso di internet, ma ha avvertito che l'ascesa di Facebook e Apple, che hanno le loro piattaforme proprietarie e controllano l'accesso ai propri utenti, rischiano di soffocare l'innovazione e balcanizzare il web. "C'è molto da perdere", ha detto. Ad esempio, tutte le informazioni nelle apps, i cui dati non sono individuabili dai Web crawler. Brin ha detto che lui e il co-fondatore Larry Page non sarebbero stati in grado di creare Google se l'internet era dominato da Facebook.

"Bisogna giocare secondo le loro regole, che sono davvero restrittive", ha detto. "Il tipo di ambiente che abbiamo sviluppato in Google, il motivo per cui siamo stati in grado di sviluppare un motore di ricerca, è perchè  il web era così aperto. Una volta che sono arrivate ​​troppe regole, vuol dire che si intende soffocare l'innovazione". Ha criticato Facebook perchè non rende facile agli utenti passare i dati ad altri servizi. "Facebook ha succhiato i contatti di Gmail per molti anni", ha detto.

Parlando della Cina ha poi detto di essere preoccupato per la militarizzazione di internet e le rivendicazioni - negate da Pechino - dei numerosi cyber-attacchi contro obiettivi militari USA e aziende. Brin ha riservato le sue parole più dure per l'industria dell'intrattenimento, che ha detto si è data "la zappa sui piedi", a causa della legislazione per bloccare i siti che offrono materiale pirata. I progetti anti-pirateria come Sopa, Pipa e la legge Hadopi, nel tentativo di limitare le perdite per le major dell'audiovisivo, minaccerebbero indirettamente la libertà di espressione su Internet.

Cyber attacco a 24 milioni clienti Zappos: rubati nomi, email e indirizzi


Ancora un altro attacco informatico è stato rivelato che colpisce decine di milioni di persone. Questa volta la vittima è stato il sito Web Zappos.com, retail online di Amazon. I cracker hanno avuto accesso al network interno di Zappos.com ma ulteriori dettagli non sono stati forniti dai vertici dell'azienda. Il CEO di Zappos Hsieh ha fatto sapere anche che l'azienda sta collaborando con le autorità per investigare sull'accaduto. 

In un messaggio pubblicato in ritardo Domenica sul suo blog, la società ha detto: "Siamo stati di recente vittima di un attacco informatico da un criminale che ha guadagnato l'accesso a parti della nostra rete interna e dei sistemi attraverso uno dei nostri server in Kentucky. Stiamo cooperando con le forze dell'ordine per sottoporci a una indagine esaustiva". Se si prova a connettere al sito Zappos, appare ancora il messaggio dell'immagine qui di seguito.


Una società ha detto che il database ha informazioni su oltre 24 milioni di clienti. Le informazioni inclusi nomi, indirizzi e-mail, indirizzi di fatturazione e di spedizione, numeri di telefono, le ultime quattro cifre del numero di credito della carta di credito del cliente, e le password crittografate. Una società sostiene che i numeri interi delle carta di credito e altre informazioni di pagamento non sono state esposte a seguito dell'attacco del database. 

La società invita i clienti ad azzerare le proprie password Zappos a causa di questa violazione della sicurezza e aggiunge: "Si consiglia inoltre di cambiare la password su altri siti web in cui si utilizza la stessa o una password simile". La società sta anche chiudendo temporaneamente il suo supporto telefonico e fornirà la gestione di assistenza clienti solo via e-mail. L'azienda dice che il motivo di questa mossa è "perché i nostri sistemi telefonici semplicemente non sono in grado di gestire così tanto traffico".

Fonte: Neowin