Mozilla è entrata a far parte di una colazione di aziende tecnologiche che include Google, Nest Labs, Facebook, WhatsApp, Evernote, Snapchat e Microsoft. Di comune accordo, tali aziende hanno presentato un documento a sostegno della posizione di Apple nella sua controversia in corso con l’FBI. L’obiettivo è quello di aiutare la Corte a capire perché è pericoloso costringere le aziende di tecnologia a compromettere volontariamente le proprie caratteristiche di sicurezza. Un giudice federale americano ha ordinato alla Apple di fornire assistenza all’FBI per sbloccare l’iPhone di uno dei due attentatori della sparatoria di San Bernardino dello scorso dicembre.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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Mozilla nella coalizione di aziende tech pro Apple su disputa iPhone
Mozilla è entrata a far parte di una colazione di aziende tecnologiche che include Google, Nest Labs, Facebook, WhatsApp, Evernote, Snapchat e Microsoft. Di comune accordo, tali aziende hanno presentato un documento a sostegno della posizione di Apple nella sua controversia in corso con l’FBI. L’obiettivo è quello di aiutare la Corte a capire perché è pericoloso costringere le aziende di tecnologia a compromettere volontariamente le proprie caratteristiche di sicurezza. Un giudice federale americano ha ordinato alla Apple di fornire assistenza all’FBI per sbloccare l’iPhone di uno dei due attentatori della sparatoria di San Bernardino dello scorso dicembre.
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Anonymous: al via #OpParis contro gli artefici degli attacchi a Parigi
Dopo gli attentati verificatisi nella tarda serata di venerdì a Parigi, il collettivo di Anonymous, la più grande comunità internazionale di hacktivisti, ha diffuso un video in cui esprime il suo cordoglio per le vittime e annuncia la sua vendetta contro i terroristi dell'Isis. Nel filmato, tradotto in più lingue, gli hacker si rivolgono a tutti i "cittadini del Mondo" e dichiarano di essere sulle tracce dei terroristi responsabili degli attacchi nella capitale francese e di volerli smascherare. Contemporaneamente, il gruppo di Anonymous ha lanciato un hashtag #OpParis e un account twitter (@opparisofficial). Gli hacker avevano già ideato delle iniziative dopo l'attentato a Charlie Hebdo (#OpISIS).
Usa: hacker rubano 4 milioni di dati da ente federale, ma Cina nega
Gli hacker hanno fatto irruzione nei computer del governo statunitense, compromettendo i dati personali di 4 milioni di attuali ed ex dipendenti federali. Gli investigatori ritengono che l'attacco sia partito dalla Cina e lo hanno inoltre collegato ai precedenti furti di dati ai danni di Anthem Inc., il secondo più grande assicuratore sanitario degli Stati Uniti e Premera Blue Cross, un fornitore di servizi di assistenza sanitaria. Nell'ultimo di una serie di intrusioni nei sistemi ad alta tecnologia delle agenzie statunitensi, l'Office of Personnel Management (OPM) ha subito quello che sembra essere una delle più grandi violazioni delle informazioni di sempre sui lavoratori pubblici.
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NSA ICReach, motore di ricerca simile a Google per condividere dati
Nuovi documenti trapelati da Edward Snowden rivelano il funzionamento interno di un potente strumento utilizzato dalla NSA chiamato ICReach, un motore di ricerca simile a Google, che condivide i metadati di milioni di cittadini e cittadini stranieri. Secondo i documenti acquisiti dal sito The Intercept attraverso l'ex contractor della US National Security Agency, lo strumento ICReach della NSA è utilizzato per condividere i dati acquisiti da agenzie di intelligence attraverso un'unica piattaforma. I partner includono la NSA, CIA, FBI, DEA e varie altre forze di polizia locali.
Nsa e Gchq usavano Angry Birds, Google Maps e altre app per spiare
La National Security Agency (Nsa) e la sua controparte britannica, la Government Communications Headquarters (Gchq), dal 2007 hanno lavorato assieme per raccogliere e memorizzare i dati provenienti da decine di applicazioni per smartphone, tra cui il famoso gioco "Angry Birds". Lo rivelano decine di documenti segreti forniti da Edward Snowden, l'ex informatico della Nsa che ha fatto scoppiare il caso Datagate, e pubblicati dai siti del Guardian, del New York Times e di ProPublica.
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Datagate: violati 100mila computer nel mondo, anche sconnessi Web
La National Security Agency (NSA), l'Agenzia statunitense per la sicurezza, avrebbe violato quasi 100.000 computer in tutto il mondo installando un software per spiare gli utenti anche senza fare uso di Internet, e creare una sorta di autostrada digitale per lanciare attacchi informatici. A scriverlo è il New York Times, che cita documenti riservati della Nsa ottenuti da Edward Snowden, l'ex contractor che da mesi sta svelando al mondo le attività segrete dell'intelligence.
Nsa costruisce computer quantistico per violare qualsiasi crittografia
La National Security Agency, l'agenzia d'intelligence statunitense, sta mettendo a punto un computer in grado di mettere i brividi anche al Grande fratello di Orwell. Secondo gli ultimi documenti rivelati dall'ex contractor della Nsa Edward Snowden stiamo infatti entrando nell'era del "quantum computing". In poche parole si tratta di un sistema informatico capace di decifrare qualsiasi sistema di crittografia utilizzato per proteggere la trasmissione di informazioni, compresi quelli di banche e uffici governativi.
Documenti mostrano che NSA può spiare iPhone e altro, Apple nega
Il Datagate colpisce anche l'iPhone, ma la Apple ovviamente nega. Le nuove carte di Edward Snowden - rivelate dal settimanale tedesco Der Spiegel - tirano in ballo l'azienda di Cupertino. Come scrive l'agenzia TMNews, la potente National Security Agency americana (NSA) sarebbe infatti in grado di entrare nel cuore degli iPhone e spiarne i contenuti attraverso un software inserito nei popolarissimi smartphone.
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Datagate, svelata l'identità della fonte Nsa: è un ex tecnico della Cia
Il Guardian ha rivelato l'identità dell'informatore dello scoop sul programma di controllo delle comunicazioni "Prism". Giovane, volto pulito e sguardo sveglio, è Edward Snowden il 29enne ex tecnico della Cia che è la "talpa" della più grande fuga di notizia sull'intelligence Usa. Edward Snowden lavora in un contractor privato del settore difesa, la Booz Allen Hamilton e da Hong Kong racconta al "Guardian" la scelta di rivelare l esistenza e la pericolosità di "Prism".
"Anche se non hai fatto nulla di male vieni osservato e registrato, ogni anno la capacità di immagazzinare dati aumenta di molto. Basta una chiamata ad un numero sbagliato per consentire all intelligence di scavare nel tuo passato e identificare ogni amico con cui hai parlato". "Il pubblico ha diritto ad una spiegazione su quanto sta avvenendo - aggiunge - e sono pronto a sostenerlo in qualsiasi sede, non sto cambiando i fatti, li descrivo per come sono, sta poi al pubblico decidere in proposito".
L'ex tecnico della Cia ha quindi chiarito: "Se avessi voluto davvero nuocere agli Stati Uniti avrei potuto decretare la fine del sistema di sorveglianza in un pomeriggio ma non era questa la mia intenzione". Snowden non cela le difficoltà che lo aspettano, si dice sicuro che non tornerà mai a casa, che "forse chiederà asilo all Islanda. Lui ha lasciato tutto, uno stipendio da 200.000 dollari all'anno e la fidanzata alle Hawaii, e ora teme per i suoi familiari.
"Questi pericoli mi accompagneranno per il resto della vita, non può essere altrimenti dopo aver sfidato il più potente servizio di intelligence del mondo, se mi vogliono prendere ci riusciranno ma è un prezzo che accetto di pagare perché ho scelto di vivere liberamente, stando a posto con la coscienza". Il primo ministro britannico David Cameron, rispondendo alle domande sul cosiddetto "Datagate" nel Regno Unito, ha detto che "l'intelligence britannica opera nell'ambito della legge".
Cameron ha detto al Guardian: "Cerchiamo di essere chiari. Non possiamo fare un commento sui servizi segreti in esecuzione. Viviamo in un mondo pericoloso e viviamo in un mondo di terrore e terrorismo. Io credo che sia giusto che abbiamo ben organizzato i servizi segreti per tenerci al sicuro". Ha detto di aver discusso la questione con il ministro degli esteri inglese William Hague. Downing Street ha anche detto che GCHQ ha operato nel rispetto della legge.
Ieri Hague in un'intervista aveva affermato che "i britannici non hanno nulla da temere", ma rispondendo a precise domande, non aveva né confermato né smentito le presunte attività dei servizi britannici legate al sistema americano "Prism" usato per il recupero e il controllo di dati su Internet, precisando che non sono previsti commenti sulle attivitià di intelligence. In realtà, come ha rivelato un altro informatore alla EFF, esisterebbero già strumenti definiti "splitter" - in grado di intercettare il traffico Internet.
Cameron ha detto al Guardian: "Cerchiamo di essere chiari. Non possiamo fare un commento sui servizi segreti in esecuzione. Viviamo in un mondo pericoloso e viviamo in un mondo di terrore e terrorismo. Io credo che sia giusto che abbiamo ben organizzato i servizi segreti per tenerci al sicuro". Ha detto di aver discusso la questione con il ministro degli esteri inglese William Hague. Downing Street ha anche detto che GCHQ ha operato nel rispetto della legge.
Ieri Hague in un'intervista aveva affermato che "i britannici non hanno nulla da temere", ma rispondendo a precise domande, non aveva né confermato né smentito le presunte attività dei servizi britannici legate al sistema americano "Prism" usato per il recupero e il controllo di dati su Internet, precisando che non sono previsti commenti sulle attivitià di intelligence. In realtà, come ha rivelato un altro informatore alla EFF, esisterebbero già strumenti definiti "splitter" - in grado di intercettare il traffico Internet.
Obama ha definito i programmi di sorveglianza "una modesta intrusione nella privacy dei cittadini" necessaria per assicurarne la sicurezza. "Fino a ieri non avevamo mai sentito parlare di Prism". Così il fondatore e amministratore delegato di Facebook Mark Zuckerberg, ha personalmente ribadito sul suo account l'estraneità del social network nell'affair dei dati spiati in Usa. "Facebook - ha scritto Zuckerberg - non è e non è mai stato parte di un programma Usa, o di altri governi, che abbia accesso diretto ai nostri server".
E ancora, ha proseguito l'ad di Facebook "non abbiamo mai ricevuto richieste o ordinanze del tribunale da alcuna agenzia governativa di informazioni o dati, come è successo a Verizon. Se le avessimo ricevute le avremmo comunque fortemente respinte". "Quando i governi ci chiedono dei dati - ha quindi proseguito Zuckerberg - esaminiamo attentamente le richieste per assicurarci che seguano sempre le procedure corrette nel rispetto delle leggi. Solo allora noi procuriamo le informazioni sempre in linea con le normative".
L'ad ha quindi spiegato che Facebook "continuerà a combattere sempre per mantenere le sue informazioni sicure" e ha sollecitato i governi a "essere più trasparenti nei programmi mirati alla sicurezza pubblica". "E' l'unico modo - conclude il messaggio - per proteggere le libertà civili delle persone e di creare nel lungo termine quella società libera e sicura che tutti noi desideriamo". Gli occhi sono dunque ora puntati sui leader mondiali, compreso il presidente americano Barack Obama.
Fonte: TMNews
Via: AGI
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