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Google e big dei microchip rompono con Huawei dopo bando Trump


Google ha deciso di vietare al gigante cinese delle Tlc Huawei di usare alcuni degli aggiornamenti del suo sistema operativo Android, creando così un danno alla compagnia cinese nel mirino degli Stati Uniti. La decisione di Big G arriva dopo l'inserimento del colosso cinese nella black list di Donald Trump: se confermata, la scelta renderà di fatto impossibile usare le app di Google sugli smartphone del produttore asiatico. Huawei potrà invece ancora utilizzare versione Aosp di Android, cioè quella open source che non prevede, tra le altre cose, il pacchetto Google Apps. Una soluzione, questa, che ricorda quella di marchi minori, molto spesso cinesi, che non hanno grandi velleità sul mercato.

Vodafone: governi intercettano telefonate utenti, Italia al primo posto


Il colosso inglese delle telecomunicazioni Vodafone rivela come alcuni governi siano in grado di sorvegliare la sua rete, e quindi di monitorare le comunicazioni dei suoi clienti, in un vasto rapporto pubblicato oggi che è il primo nel suo genere. E' quanto si legge sul Guardian. Vodafone fa riferimento all'esistenza di un network di cavi che permette ad agenzie di sorveglianza di alcuni governi di ascoltare le conversazioni e, in certi casi, di identificarne la posizione: un sistema che sarebbe largamente utilizzato in molti paesi (l'elenco non è stato reso noto ma l'Italia non è fra questi). In alcuni dei paesi, almeno sei si legge, alla società telefonica viene richiesto di garantire l'accesso diretto.

Nsa e Gchq usavano Angry Birds, Google Maps e altre app per spiare


La National Security Agency (Nsa) e la sua controparte britannica, la Government Communications Headquarters (Gchq), dal 2007 hanno lavorato assieme per raccogliere e memorizzare i dati provenienti da decine di applicazioni per smartphone, tra cui il famoso gioco "Angry Birds". Lo rivelano decine di documenti segreti forniti da Edward Snowden, l'ex informatico della Nsa che ha fatto scoppiare il caso Datagate, e pubblicati dai siti del Guardian, del New York Times e di ProPublica.

Nsa costruisce computer quantistico per violare qualsiasi crittografia


La National Security Agency, l'agenzia d'intelligence statunitense, sta mettendo a punto un computer in grado di mettere i brividi anche al Grande fratello di Orwell. Secondo gli ultimi documenti rivelati dall'ex contractor della Nsa Edward Snowden stiamo infatti entrando nell'era del "quantum computing". In poche parole si tratta di un sistema informatico capace di decifrare qualsiasi sistema di crittografia utilizzato per proteggere la trasmissione di informazioni, compresi quelli di banche e uffici governativi.

Datagate/ Google spiata da NSA, Schmidt: indignati non accadrà più


La raccolta di dati intrusiva da parte della National Security Agency hanno "scioccato" e "indignato" i dirigenti di Google. "Sono rimasto scioccato dal fatto che la Nsa abbia fatto questo, più che dalla violazione della legge da quella della missione dell'agenzia. Se fosse vero significherebbe che la Nsa ha guardato nei data center di società come Google". L'attività di spionaggio della National Security Agency statunitense nei confronti di centinaia di milioni di utenti dei motori di ricerca, compreso quello gestito dalla società da lui guidata, è "scandalosa" secondo Erich Schmidt.

Datagate, in Italia spiate 46 mln telefonate ma smentisce intelligence


Sono 46 milioni le telefonate spiate in Italia in un mese dalla National Security Agency (Nsa). Lo rivela il sito web "Cryptome", considerato una sorta di precursore di Wikileaks, che ha pubblicato le medie mensili dei dati relativi al periodo compreso tra il 10 dicembre 2012 e l'8 gennaio del 2013. In Germania, nello stesso arco di tempo sono stati tracciati 361 milioni di "metadati" in 30 giorni. Nel mondo, Stati Uniti compresi, le telefonate spiate in un mese dalla Nsa sono state 124,8 miliardi. Ma la nostra intelligence chiarisce: un conto è lo spionaggio, altra cosa è il monitoraggio.

NSA, spiate milioni telefonate in Francia e e-mail presidente Messico


Si allarga lo scandalo legato alle attività di spionaggio degli Usa. La National Security Agency (NSA) americana registrò in segreto più di 70 milioni di telefonate in Francia: lo ha rivelato il quotidiano Le Monde, pubblicando i documenti ottenuti da Edward Snowden, la "talpa" che ha rivelato al mondo il pervasivo programma di spionaggio PRISM. Immediata la protesta del governo francese con il ministro dell'Interno, Manuel Valls, che ha parlato di "rivelazioni sconvolgenti" e ha chiesto "spiegazioni" all'Amministrazione Usa.

Apple Touch ID, nuovo iPhone 5s non immagazzina impronte digitali


Il nuovo scanner di impronte digitali di iPhone 5S, lanciato da Apple, continua a fare discutere la stampa americana. Non solo per la rivoluzione tecnologica promessa dal colosso di Cupertino, California, ma soprattutto per eventuali violazioni della privacy. Come riporta il Wall Street Journal, molti osservatori sostengono infatti che il gruppo tecnologico avrebbe la possibilità di registrare milioni di impronte digitali dei suoi utenti. 

Per questo ieri pomeriggio in un nota il portavoce di Apple ha fatto sapere che Touch ID, il nome della tecnologia alla base del riconoscimento, non immagazzinerà le immagini delle impronte. Apple ha assicurato inoltre che i dati rimarranno all'interno del processore di iPhone e serviranno solo per sbloccare lo smartphone (o accedere ad iTunes, iBooks e App Store) senza dover inserire codici o password. 

Ma dietro a questa affermazione - ricorda il Wall Street Journal - si nasconde qualcosa in più. Se un hacker infatti venisse in possesso di un chip potrebbe decrittare il codice e avere accesso alle impronte digitali. Il portavoce del gruppo è corso ai ripari: le impronte digitali (iPhone ne può registrare fino a cinque diverse) devono essere sempre unite a un codice numerico visto che dopo 48 ore di inutilizzo spariscono e l'unico modo per sbloccare l'iPhone è l'uso del codice stesso.


Tuttavia la questione potrebbe causare ad Apple non pochi problemi legati alla privacy dei suoi utenti, soprattutto dopo le rivelazione dei programmi di spionaggio della National Security Agency fatte dall'informatico Edward Snowden. Sembra proprio che questa volta le rassicurazioni del gruppo di Cupertino non riusciranno a sciogliere tutti i dubbi. Anche tra i fedelissimi della Mela morsicata. 

A causa della influenza di Apple, altre società probabilmente seguiranno. Almeno un nuovo smartphone con sistema operativo Android di Google che sta per essere rilasciato quest'anno include un sensore di impronte digitali simili, anche se non è chiaro se questo telefono sarà venduto negli Stati Uniti, ha detto una persona familiare con la materia. Un portavoce di Google ha rifiutato di commentare. 

Dietro l'attività vi è una crescente consapevolezza che le password sono una difesa porosa per i consumatori in particolare su dispositivi mobili suscettibili di essere persi o rubati. Allo stesso tempo, i recenti progressi tecnologici hanno reso gli scanner di impronte digitali più accurati e affidabili, affrontando questioni che in precedenza ne hanno impedito la loro adozione. Truffatori e hacker hanno trovato una varietà di modi per rubare o rompere i codici che possono essere condivisi tra più account web. 

Le impronte digitali però non sono infallibili. Possono a volte essere ingannate se un utente malintenzionato utilizza scansioni o stampe di impronte digitali di un utente, come il programma televisivo "MythBusters" ha recentemente dimostrato per sbloccare un computer portatile. Anche gli smartphone possono essere manipolati in modi che potrebbero bypassare uno scanner di impronte digitali. Apple ha acquisito la tecnologia  fingerprint-reading dal suo acquisto l'anno scorso di AuthenTec .




Fonte: TMNews

Datagate, Nsa pagò aziende internet coinvolte nel programma Prism


L'ombra del Datagate si allunga sulla Silicon Valley. La National Security Agency (Nsa) ha pagato milioni di dollari ai principali Internet provider coinvolti nel programma di sorveglianza Prism. Lo rivela il quotidiano britannico Guardian, che cita materiale top secret del quale e' entrato in possesso. Il Guardian sottolinea come Facebook e gli altri colossi tecnologici venissero pagati con il denaro dei contribuenti americani.

Wikileaks: Bradley Manning evita ergastolo, rischia 130 anni carcere


Il soldato Bradley Manning non è colpevole di avere "aiutato il nemico", per questo eviterà l'ergastolo. Sono queste le prime informazioni che emergono dal tribunale militare di Fort Meade, in Maryland, dove si è svolto lo storico processo del 25enne che ha trasmesso a WikiLeaks informazioni segrete sulle missioni militari americane in Iraq e Afghanistan, tra cui migliaia di cablogrammi della diplomazia statunitense. Manning è invece stato dichiarato colpevole di altri reati, tra cui aver fatto il download di materiale segreto e di averlo reso pubblico.

Datagate: gli Stati Uniti spiavano anche l'Italia, l'Ue esige spiegazioni


C'è anche l'Italia tra i 38 "obiettivi" sensibili dell'Unione europea spiati dall'Agenzia nazionale di sicurezza (Nsa) americana. Secondo le ultime clamorose rivelazioni del Guardian, che cita documenti fatti filtrare dall'ex collaboratore degli 007 Edward Snowden, gli agenti Usa sono riusciti a piazzare delle cimici persino all'ambasciata italiana a Washington. E nel mirino ci sarebbero state, tra gli altri, anche Germania, Francia e Grecia, secondo quanto spiegato dal quotidiano britannico, confermando le indiscrezioni trapelate ore prima dal tedesco Spiegel.

Facebook bug: un errore rivela 6 milioni di dati personali degli utenti


In pieno Datagate, spunta un'altra grana per Facebook. Un "bug", un errore in un software, ha agevolato la diffusione di sei milioni dei dati personali di iscritti al social network. A fare "outing" la stessa azienda californiana che spiega di aver allertato le autorità negli Stati Uniti, Canada ed Europa e che non ci sono prove che il baco sia stato utilizzato per un'intrusione "maligna". Intanto, sembra aver riscontrato il favore degli utenti il rilascio della funzione video su Instagram: nelle prime 24 ore di lancio sono state caricate 5 milioni di clip. 

Il baco dovuto ad un errore tecnico si è diffuso tramite uno strumento che consente di aggiornare la propria lista di contatti o di indirizzi su Facebook. In particolare, sarebbe legato ad una "funzione" (strumento) che elabora le agende dei contatti per dare segnalazioni di possibili nuove amicizie. È stato eliminato in 24 ore, troppo tardi però per evitare la dispersione dei dati personali. Sei milioni di indirizzi e-mail e numeri di telefono sono stati condivisi, secondo gli stessi dati forniti dall'azienda di Menlo Park in un documento ufficiale. 

"Rispettiamo la privacy, è uno dei nostri scopi farlo seriamente, abbiamo un team di tecnici che segue ogni evoluzione ma in questo caso non siamo riusciti a farlo al cento per cento. Abbiamo già risolto il problema e manderemo una mail per contattare gli utenti", fa sapere la società californiana. Il tema della privacy riemerge così prepotentemente nei giorni del Datagate, che ha visto la stessa Facebook e altri colossi del web dichiaratasi estranei al programma Prism e stringere accordi con le autorità Usa per poter diffondere pubblicamente agli utenti notizie sul numero di richieste di controllo ricevute

Intanto l'ex consulente Edward Snowden, è stato incriminato per spionaggio dalla magistratura degli Stati Uniti che ha chiesto a Hong Kong di arrestarlo. Contro il 29enne, che dal 20 maggio si è rifugiato a Hong Kong, è stato spiccato un mandato di arresto provvisorio. Prima c'è stato "Prism", adesso arriva "Tempora". Anche i servizi segreti britannici, come quelli statunitensi, hanno compiuto e compiono una sorveglianza su vasta scala del traffico di comunicazioni e di dati su internet, dalla posta elettronica a tutti i social network.

A risollevare l'umore dell’azienda di Mark Zuckerberg ci pensa però il successo dell'inserimento dell’opzione video nell'app del fotoritocco Instagram, acquistata da Facebook quasi un anno fa. Nella prima giornata di lancio sono stati caricati ben 5 milioni di clip. "Ci vorrà un anno per vederli tutti", spiega il sito Cnet che ha ricevuto i dati dall'azienda. Numeri che fanno pensare come la sfida sia su due fronti: rivolta a Vine, l'app concorrente di Twitter, ma anche a YouTube. Ed una coppia di creativi nota come FrendsInFaux ha creato un video stop-motion usando 1556 foto di Instagram.


Fonte: La Stampa
Via: CNET

Usa, non solo al cellulare: utenti spiati anche sul web e social media


Si allarga lo scandalo attorno all'operato della National Security Agency (Nsa) e dell'Fbi. Dopo lo scoop del Guardian sulle utenze Verizon intercettate, il Washington Post ha infatti rivelato che non sono sotto controllo soltanto le comunicazioni telefoniche di milioni di americani, ma il governo ha accesso anche ai server dei nove giganti del web, Microsoft, Yahoo!, Google, Facebook, PalTalk, Aol, Skype, Youtube e Apple, dai quali prelevano audio e video, fotografie, e-mail, documenti e contatti.

Informatore NSA: FBI ha accesso alle e-mail di qualsiasi cittadino Usa


L'FBI registra le e-mail di quasi tutti i cittadini degli Stati Uniti, compresi i membri del Congresso Usa, secondo l'informatore della National Security Agency (NSA) William Binney. In un'intervista con Russia Today, ha avvertito che il governo può usare queste informazioni contro chiunque. Secondo Binney, se una persona si rivolge all'agenzia, il governo può vagliare i dati raccolti per gli indizi. Binney, uno dei migliori matematici e code breakers nella storia della NSA, si è dimesso nel 2001.

Privacy, Facebook monitora l'attività online degli utenti anche fuori dal sito



Nel testare un nuovo strumento diagnostico chiamato Abine DNT +, il team di Bussines Insider ha scoperto che Facebook ha più di 200 "trackers" ("inseguitori") che monitorano la loro attività di Internet. I trackers sono in forma di cookie, Javascript, pixel-beacons, e Iframe. Ad esempio, i cookie sono piccole porzioni di software delle pagine Web che identificano in forma anonima, ma comunque utile a segnalare il comportamento dei nostri interessi, utile per gli inserzionisti.

Facebook utilizza questi tipi di cookie per attivare i pulsanti "Like" su altri siti web. I critici chiamano questo spionaggio. Gli inserzionisti lo chiamano piuttosto targeting. E' così che gli inserzionisti utilizzano Facebook per capire le nostre attività. In una e-mail a Business Insider, Sarah Downey, privacy analyst di Abine ha spiegato perché gli utenti dovrebbero prestare maggiore attenzione ai trakers, e bloccarli.

Oltre a invadere la nostra privacy, queste richieste di tracciamento possono consumare grandi quantità di dati. E il trasferimento di grandi quantità di dati richiede tempo. In generale, maggiori sono le richieste di tracciamento su un sito web, più lentamente viene caricato il sito web. Ecco perché con DNT + si ottiene il 125% di navigazione rispetto alla velocità normale e con il 90% della larghezza di banda, rispetto a un browser senza DNT + e in secuzione.

Le tecnologie come i cookie, pixel tag ("pixel"), e il local storage, vengono utilizzate per fornire, proteggere e conoscere i prodotti, i servizi, e gli annunci, dentro e fuori Facebook. Il browser o dispositivo può consentire di bloccare queste tecnologie, ma si può non essere in grado di utilizzare alcune funzioni su Facebook se vengono bloccate. Non tutti i cookie vengono utilizzati per il monitoraggio o per altri scopi, come ad esempio quelli utilizzati per Facebook il pulsante "mi piace".

In termini di ciò che le "richieste" rappresentano, Facebook ha rifiutato di commentare, perché, a giudizio della società, le richieste non significano molto a meno che non si può vedere esattamente che cosa sono e come essi vengono utilizzati. L'intero sito di Facebook è gestito da JavaScript e altri tag simili che hanno una vasta gamma di scopi diversi da quelli del monitoraggio e nemmeno Facebook può rispondere ad un'accusa di monitoraggio visto che tali moduli rimandano all'esterno e il web stesso.

Julian Assange: Facebook, Google e Yahoo sono strumenti di spionaggio


Julian Assange ha definito Facebook "il più terrificante strumento di spionaggio mai inventato", una fonte inesauribile di informazioni per l’intelligence americana, che si avvale gratuitamente di dati che altrimenti richiederebbero grandi sforzi in termini di tempo e denaro. Così, in un’intervista rilasciata all’emittente moscovita Russia Today, Julian Assange ha preso di mira il social network più famoso del pianeta, per poi affrontare i temi di attualità come le rivoluzioni che hanno cambiato la fisionomia del mondo arabo, la situazione di Guantanamo e i suoi rapporti con i media.

Siria: giovane blogger condannata a 5 anni di carcere per spionaggio


Una ragazza siriana autrice di un blog antigovernativo e' stata condannata a cinque anni di carcere dopo essere stata riconosciuta colpevole di aver divulgato informazioni ad un paese straniero, ovvero gli Stati Uniti. Lo ha reso noto l'Osservatorio per i diritti umani in Siria, con base in Gran Bretagna. Tal al-Mallouhi è stata condannata dalla Corte suprema di Sicurezza dello Stato di Damasco. La giovane, era stata arrestata nel dicembre del 2009 dalle autorità siriane, ed è nipote di un ex ministro, ha ricordato l'Osservatorio, che ha inviato un comunicato sulla vicenda a Nicosia. La ragazza, che all’epoca della carcerazione aveva ancora 18 anni ed era una studentessa liceale, fu interrogata riguardo ai contenuti del suo blog, ritenuto dal governo pericoloso. Successivamente le furono sottratti computer, cd, libri e altri oggetti personali. In ottobre il giornale siriano Al Watan aveva annunciato che Tal al-Mallouhi era stata accusata di spionaggio per conto dell'Ambasciata americana in Egitto. “Chiediamo al governo siriano di liberare immediatamente i prigionieri politici e permettere ai propri cittadini la libertà di esercitare i diritti universali di espressione e associazione senza il timore di punizioni da parte del governo”, ha dichiarato Philip Crowley, portavoce del Dipartimento di Stato statunitense. Secondo le organizzazioni per i diritti umani, la Corte Suprema è un tribunale speciale che non offre garanzie processuali. La famiglia continua a difendere Tal al-Mallouhi, affermando che la ragazza non appartiene a nessuna organizzazione politica.