Un'app di messaggistica può essere uno strumento di sorveglianza di massa? Molto dipende da come si guarda. Di fatto, sono gli stessi utenti a fornire "quasi" inconsapevolmente il materiale necessario a tracciare profili dettagliati e aggiornati. L'applicazione ToTok, una nuova chat con decine di milioni di utenti nel mondo, sarebbe in realtà uno strumento per spiare, nelle mani del governo degli Emirati Arabi Uniti. A dirlo, secondo quanto riferito dal New York Times, è l'intelligence statunitense. Apple e Google hanno rimosso ToTok dai rispettivi negozi di app per iPhone e dispositivi Android, un scelta che tuttavia l'azienda, sul proprio sito web, attribuisce a un "temporaneo problema tecnico".
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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ToTok, chat spia per conto EAU rimossa da store: app nega accuse
Un'app di messaggistica può essere uno strumento di sorveglianza di massa? Molto dipende da come si guarda. Di fatto, sono gli stessi utenti a fornire "quasi" inconsapevolmente il materiale necessario a tracciare profili dettagliati e aggiornati. L'applicazione ToTok, una nuova chat con decine di milioni di utenti nel mondo, sarebbe in realtà uno strumento per spiare, nelle mani del governo degli Emirati Arabi Uniti. A dirlo, secondo quanto riferito dal New York Times, è l'intelligence statunitense. Apple e Google hanno rimosso ToTok dai rispettivi negozi di app per iPhone e dispositivi Android, un scelta che tuttavia l'azienda, sul proprio sito web, attribuisce a un "temporaneo problema tecnico".
McAfee si impegna a creare un futuro più sicuro con nuova mission
McAfee (“la Società”), il fornitore di soluzioni di sicurezza riconosciuto a livello globale, ha annunciato recentemente di aver iniziato ad operare come nuova società autonoma. In qualità di azienda autonoma, McAfee si afferma come una delle più grandi aziende di sicurezza informatica pure-play al mondo. Basandosi sulla convinzione che la collaborazione è tutto, facendo riferimento al concetto “Together is Power”, la nuova McAfee svilupperà la propria piattaforma di soluzioni di sicurezza leader di mercato per consentire ai clienti di identificare e orchestrare le risposte alle minacce informatiche ancor meglio e in modo efficace. Nel 2014 il brand era stato rinominato Intel Security.
Cybercrime, Blackfin: Polizia di Stato con Kaspersky Lab e Symantec
E’ una campagna di cyber-sicurezza inedita quella che unisce l’Operazione “Blackfin” e che segue l’Operazione ad alto impatto denominata “Global Airport Action”. E’ partita ieri e proseguirà fino al 13 novembre, negli aeroporti di Roma Fiumicino e Milano Malpensa, l’Operazione “Blackfin”, una campagna sulla cyber-consapevolezza guidata dall’NCA, agenzia di intelligence britannica, e sostenuta da Europol. Personale della Polizia Postale e delle Comunicazioni e rappresentanti delle maggiori società di cyber security, Kaspersky Lab a Roma e Symantec a Milano, forniranno ai passeggeri in transito informazioni e consigli sulla sicurezza informatica.
Check Point svela i piani del gruppo di cyberspionaggio Rocket Kitten
Le autorità europee hanno adottato misure per abbattere una campagna di cyberspionaggio che si ritiene essere collegata alla Guardia Rivoluzionaria iraniana, la prima operazione di questo tipo da quando Teheran ha firmato un trattato nucleare, secondo i ricercatori di sicurezza. Check Point® Software Technologies Ltd. (Nasdaq: CHKP), il più grande fornitore specializzato in soluzioni di sicurezza a livello mondiale, ha pubblicato un report di 38 pagine nel quale svela dettagli specifici e analisi approfondite delle attività di spionaggio informatico svolte dal gruppo “Rocket Kitten”, con possibili legami con il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica Iraniano.
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MarkMonitor, Deep Web e Dark Net: inferi di Internet sono ovunque
Che cos’è il Deep Web o la Dark Net o Tor? Alcuni delle persone sicuramente sanno di che cosa si tratta, ma la maggior parte degli utenti e anche delle grandi aziende purtroppo no. MarkMonitor ha recentemente tenuto un webinar su questo argomento e Jerome Sicard ha preparato una breve nota con alcune nozioni. Circa il 40% della popolazione mondiale utilizza il web per notizie, intrattenimento, comunicazione e una miriade di altri scopi. Eppure, mentre sempre più persone accedono, in realtà troviamo meno dati rispetto a quelli memorizzati online. Questo perché solo un frammento di ciò che conosciamo come il World Wide Web è facilmente accessibile.
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Kaspersky Lab estende la sua cooperazione con Europol e INTERPOL
Kaspersky Lab, leader europeo nello sviluppo di soluzioni per la sicurezza informatica e la gestione delle minacce IT, ha firmato un memorandum d'intesa con Europol e un accordo con INTERPOL che va ad intensificare la cooperazione tra l'azienda e le forze dell'ordine nella lotta congiunta al crimine informatico. Dopo l'accordo siglato nel 2013 con INTERPOL Global Complex for Innovation, Kaspersky Lab ha portato a un livello superiore la cooperazione con Europol e INTERPOL contro il crimine informatico firmando un accordo chiave con i due corpi internazionali delle forze dell'ordine.
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Scienziato divulga presunti dettagli di esperimenti alieni nell'Area 51
Uno scienziato ha realizzato un video bizzarro in punto di morte sostenendo che sa cosa sta realmente accadendo nella misteriosa Area 51 del Nevada e dice di aver decodificato la tecnologia di propulsione dei dischi volanti per l'azienda di difesa Lockheed Martin. Sull'Area 51 vi sono state a lungo speculazioni per essere considerata una struttura in cui vengono effettuati esperimenti su UFO e fenomeni alieni. Boyd Bushman ha fatto le rivelazioni in un video registrato poco prima di morire lo scorso agosto, insieme a fotografie di alieni che sono state scattate con le fotocamere usa e getta all'interno delle strutture militari americane.
Kaspersky Lab e City of London Police per combattere il cybercrimine
Kaspersky Lab unisce le forze con la City of London Police per educare i servizi di polizia e le imprese in tutta la Gran Bretagna sui modi per affrontare la criminalità informatica. La criminalità informatica gioca oggi un ruolo chiave nel numero di frodi, visto che, secondo il National Fraud Intelligence Bureau, sette truffe su dieci sono ormai correlate a internet. La natura complessa di questi crimini fa si che non solo siano difficili da combattere, ma anche da individuare e capire.
NSA ICReach, motore di ricerca simile a Google per condividere dati
Nuovi documenti trapelati da Edward Snowden rivelano il funzionamento interno di un potente strumento utilizzato dalla NSA chiamato ICReach, un motore di ricerca simile a Google, che condivide i metadati di milioni di cittadini e cittadini stranieri. Secondo i documenti acquisiti dal sito The Intercept attraverso l'ex contractor della US National Security Agency, lo strumento ICReach della NSA è utilizzato per condividere i dati acquisiti da agenzie di intelligence attraverso un'unica piattaforma. I partner includono la NSA, CIA, FBI, DEA e varie altre forze di polizia locali.
McAfee amplia protezione minacce nella Security Connected platform
McAfee di recente ha annunciato l'ampliamento di McAfee Comprehensive Threat Protection che adesso include nuove funzionalità in grado di rilevare, bloccare e porre rimedio alle minacce avanzate più velocemente per sconfiggere gli attacchi che utilizzano tecniche di evasione avanzate. La soluzione, che rientra nella strategia McAfee Security Connected è in grado di collegare saldamente e condividere l'intelligence delle minacce con i flussi di lavoro attraverso endpoint, rete e cloud.
Datagate: violati 100mila computer nel mondo, anche sconnessi Web
La National Security Agency (NSA), l'Agenzia statunitense per la sicurezza, avrebbe violato quasi 100.000 computer in tutto il mondo installando un software per spiare gli utenti anche senza fare uso di Internet, e creare una sorta di autostrada digitale per lanciare attacchi informatici. A scriverlo è il New York Times, che cita documenti riservati della Nsa ottenuti da Edward Snowden, l'ex contractor che da mesi sta svelando al mondo le attività segrete dell'intelligence.
Datagate, in Italia spiate 46 mln telefonate ma smentisce intelligence
Sono 46 milioni le telefonate spiate in Italia in un mese dalla National Security Agency (Nsa). Lo rivela il sito web "Cryptome", considerato una sorta di precursore di Wikileaks, che ha pubblicato le medie mensili dei dati relativi al periodo compreso tra il 10 dicembre 2012 e l'8 gennaio del 2013. In Germania, nello stesso arco di tempo sono stati tracciati 361 milioni di "metadati" in 30 giorni. Nel mondo, Stati Uniti compresi, le telefonate spiate in un mese dalla Nsa sono state 124,8 miliardi. Ma la nostra intelligence chiarisce: un conto è lo spionaggio, altra cosa è il monitoraggio.
Nsa, Facebook e Microsoft: forniti a intelligence migliaia di dati utenti
Facebook e Microsoft riferiscono di avere ricevuto migliaia di richieste di dati dalle autorità statunitensi nella seconda metà del 2012, comprese richieste relative a questioni di sicurezza nazionale. Dopo aver confermato che la National Security Agency (NSA) non ha mai avuto accesso ai suoi database, in una dichiarazione ufficiale, il responsabile dell'ufficio legale di Facebook, Ted Ullyot, ha detto che il social network ha ricevuto tra le 9mila e le 10mila richieste nel secondo semestre dello scorso anno.
Datagate, svelata l'identità della fonte Nsa: è un ex tecnico della Cia
Il Guardian ha rivelato l'identità dell'informatore dello scoop sul programma di controllo delle comunicazioni "Prism". Giovane, volto pulito e sguardo sveglio, è Edward Snowden il 29enne ex tecnico della Cia che è la "talpa" della più grande fuga di notizia sull'intelligence Usa. Edward Snowden lavora in un contractor privato del settore difesa, la Booz Allen Hamilton e da Hong Kong racconta al "Guardian" la scelta di rivelare l esistenza e la pericolosità di "Prism".
"Anche se non hai fatto nulla di male vieni osservato e registrato, ogni anno la capacità di immagazzinare dati aumenta di molto. Basta una chiamata ad un numero sbagliato per consentire all intelligence di scavare nel tuo passato e identificare ogni amico con cui hai parlato". "Il pubblico ha diritto ad una spiegazione su quanto sta avvenendo - aggiunge - e sono pronto a sostenerlo in qualsiasi sede, non sto cambiando i fatti, li descrivo per come sono, sta poi al pubblico decidere in proposito".
L'ex tecnico della Cia ha quindi chiarito: "Se avessi voluto davvero nuocere agli Stati Uniti avrei potuto decretare la fine del sistema di sorveglianza in un pomeriggio ma non era questa la mia intenzione". Snowden non cela le difficoltà che lo aspettano, si dice sicuro che non tornerà mai a casa, che "forse chiederà asilo all Islanda. Lui ha lasciato tutto, uno stipendio da 200.000 dollari all'anno e la fidanzata alle Hawaii, e ora teme per i suoi familiari.
"Questi pericoli mi accompagneranno per il resto della vita, non può essere altrimenti dopo aver sfidato il più potente servizio di intelligence del mondo, se mi vogliono prendere ci riusciranno ma è un prezzo che accetto di pagare perché ho scelto di vivere liberamente, stando a posto con la coscienza". Il primo ministro britannico David Cameron, rispondendo alle domande sul cosiddetto "Datagate" nel Regno Unito, ha detto che "l'intelligence britannica opera nell'ambito della legge".
Cameron ha detto al Guardian: "Cerchiamo di essere chiari. Non possiamo fare un commento sui servizi segreti in esecuzione. Viviamo in un mondo pericoloso e viviamo in un mondo di terrore e terrorismo. Io credo che sia giusto che abbiamo ben organizzato i servizi segreti per tenerci al sicuro". Ha detto di aver discusso la questione con il ministro degli esteri inglese William Hague. Downing Street ha anche detto che GCHQ ha operato nel rispetto della legge.
Ieri Hague in un'intervista aveva affermato che "i britannici non hanno nulla da temere", ma rispondendo a precise domande, non aveva né confermato né smentito le presunte attività dei servizi britannici legate al sistema americano "Prism" usato per il recupero e il controllo di dati su Internet, precisando che non sono previsti commenti sulle attivitià di intelligence. In realtà, come ha rivelato un altro informatore alla EFF, esisterebbero già strumenti definiti "splitter" - in grado di intercettare il traffico Internet.
Cameron ha detto al Guardian: "Cerchiamo di essere chiari. Non possiamo fare un commento sui servizi segreti in esecuzione. Viviamo in un mondo pericoloso e viviamo in un mondo di terrore e terrorismo. Io credo che sia giusto che abbiamo ben organizzato i servizi segreti per tenerci al sicuro". Ha detto di aver discusso la questione con il ministro degli esteri inglese William Hague. Downing Street ha anche detto che GCHQ ha operato nel rispetto della legge.
Ieri Hague in un'intervista aveva affermato che "i britannici non hanno nulla da temere", ma rispondendo a precise domande, non aveva né confermato né smentito le presunte attività dei servizi britannici legate al sistema americano "Prism" usato per il recupero e il controllo di dati su Internet, precisando che non sono previsti commenti sulle attivitià di intelligence. In realtà, come ha rivelato un altro informatore alla EFF, esisterebbero già strumenti definiti "splitter" - in grado di intercettare il traffico Internet.
Obama ha definito i programmi di sorveglianza "una modesta intrusione nella privacy dei cittadini" necessaria per assicurarne la sicurezza. "Fino a ieri non avevamo mai sentito parlare di Prism". Così il fondatore e amministratore delegato di Facebook Mark Zuckerberg, ha personalmente ribadito sul suo account l'estraneità del social network nell'affair dei dati spiati in Usa. "Facebook - ha scritto Zuckerberg - non è e non è mai stato parte di un programma Usa, o di altri governi, che abbia accesso diretto ai nostri server".
E ancora, ha proseguito l'ad di Facebook "non abbiamo mai ricevuto richieste o ordinanze del tribunale da alcuna agenzia governativa di informazioni o dati, come è successo a Verizon. Se le avessimo ricevute le avremmo comunque fortemente respinte". "Quando i governi ci chiedono dei dati - ha quindi proseguito Zuckerberg - esaminiamo attentamente le richieste per assicurarci che seguano sempre le procedure corrette nel rispetto delle leggi. Solo allora noi procuriamo le informazioni sempre in linea con le normative".
L'ad ha quindi spiegato che Facebook "continuerà a combattere sempre per mantenere le sue informazioni sicure" e ha sollecitato i governi a "essere più trasparenti nei programmi mirati alla sicurezza pubblica". "E' l'unico modo - conclude il messaggio - per proteggere le libertà civili delle persone e di creare nel lungo termine quella società libera e sicura che tutti noi desideriamo". Gli occhi sono dunque ora puntati sui leader mondiali, compreso il presidente americano Barack Obama.
Fonte: TMNews
Via: AGI
Foto dal video
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Usa, non solo al cellulare: utenti spiati anche sul web e social media
Si allarga lo scandalo attorno all'operato della National Security Agency (Nsa) e dell'Fbi. Dopo lo scoop del Guardian sulle utenze Verizon intercettate, il Washington Post ha infatti rivelato che non sono sotto controllo soltanto le comunicazioni telefoniche di milioni di americani, ma il governo ha accesso anche ai server dei nove giganti del web, Microsoft, Yahoo!, Google, Facebook, PalTalk, Aol, Skype, Youtube e Apple, dai quali prelevano audio e video, fotografie, e-mail, documenti e contatti.
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Usa: attacco hacker a sistema informatico Ufficio militare Casa Bianca
Pirati informatici di presunta provenienza cinese hanno attaccato il sistema informatico della Casa Bianca. Secondo quanto denuncia il blog The Washington Free Beacon, citando fonti della sicurezza e della difesa ieri sera gli hacker sono entrati in una delle reti informatiche più sensibili del governo degli Stati Uniti, violando un sistema utilizzato dall'Ufficio militare per i comandi nucleari della presidenza (WHMO).
Fonti ufficiali dell'Amministrazione Obama hanno in seguito assicurato che "l'attacco è stato identificato, il sistema è stato isolato e non vi è alcun segnale che siano fuoriusciti dei dati". Il blog precisa che gli hacker sarebbero vicini al governo cinese. Funzionari degli Stati Uniti che hanno familiarità con le relazioni dell'incidente hanno detto che ha avuto luogo all'inizio di questo mese e ha coinvolto hacker non identificati, che si ritengono di aver usato server in Cina.
L'ufficio organizza anche le comunicazioni presidenziali, viaggi governativi e teleconferenze di politica dei funzionari dei servizi segreti. Funzionario della sicurezza nazionale dell'amministrazione Obama ha detto: "Questo è stato un attacco di phishing lanciato contro una rete non classificata". Lo spear phishing è un attacco informatico che utilizza e-mail mascherate che cercano di convincere i destinatari di una specifica organizzazione a fornire informazioni riservate.
Lo spear-phishing in passato è stato collegato alla Cina e in altri stati con funzionalità sofisticate di guerra informatica. Il funzionario ha descritto il tipo di attacco come "non infrequente" e ha detto che ci sono non meglio specificate "misure di mitigazione in essere". "In questo caso l'attacco è stato identificato, il sistema è stato isolato, e non vi è alcuna indicazione che le fuoriuscite di dati ha avuto luogo", ha detto il funzionario.
Il funzionario ha detto che non vi era alcun impatto o tentativo di violare un sistema classificato all'interno dell'ufficio. "Questo è l'ufficio più sensibile del governo degli Stati Uniti", ha detto un ex alto funzionario dell'intelligence USA che ha familiarità con il lavoro d'ufficio. "Un compromessione causarebbe gravi danni strategici agli Stati Uniti", ha aggiunto. Funzionari della sicurezza stanno studiando la violazione e non hanno ancora determinato il danno che potrebbe essere stato causato dal'hacking, dicono i funzionari.
Dettagli dell'attacco informatico e il potenziale danno che può aver causato rimane strettamente segreto. Tuttavia, dato che l'ufficio militare gestisce le comunicazioni strategiche nucleari e presidenziali, i funzionari hanno detto che l'attacco è probabilmente opera di specialisti informatici cinesi di cyberguerra sotto la direzione di un gruppo chiamato 4° Department of General Staff of the People’s Liberation Army, o 4PLA.
Dettagli dell'attacco informatico e il potenziale danno che può aver causato rimane strettamente segreto. Tuttavia, dato che l'ufficio militare gestisce le comunicazioni strategiche nucleari e presidenziali, i funzionari hanno detto che l'attacco è probabilmente opera di specialisti informatici cinesi di cyberguerra sotto la direzione di un gruppo chiamato 4° Department of General Staff of the People’s Liberation Army, o 4PLA.
Fonti Usa ritengono in particolare che Pechino sia stata irritata dal dispiegamento nel Mar delle Filippine della Uss Bonhomme Richard e di altre due navi di scorta, a bordo delle quali si trovano 2200 marines. Non è chiaro come una tale alta sicurezza di rete potrebbe essere stata penetrata. Tali sistemi informatici sono protetti da molteplici livelli di sicurezza e sono tra più "incalliti" sistemi contro gli attacchi digitali. Tuttavia, i sistemi informatici classificati sono stati compromessi in passato con metodi diversi.
Essi comprendono l'inserimento di codice dannoso tramite un'unità compact flash contaminata, una violazione da parte di un insider di fiducia, come nel caso dei migliaia di documenti trapelati a Wikileaks, e tramite la compromissione della crittografia di sicurezza utilizzata per l'accesso remoto a reti protette, come è avvenuto con la recente violazione che coinvolge la società di sicurezza RSA e diversi importanti appaltatori della difesa. La vicenda è stata discussa anche in occasione della recente visita di Leon Panetta, capo del Pentagono, a Pechino.
Fonte: The Washington Free Beacon
Via: Adnkronos
Apple respinge Drones+, app per tracciare incursioni dei droni militari Usa
Apple ha rifiutato per la terza volta Drones+, l'app per seguire su iPhone gli attacchi dei droni americani e avvisare gli utilizzatori quando qualcuno viene ucciso dall'attacco. Sembrava una idea abbastanza semplice per un iPhone app: inviare agli utenti un pop-up di avviso ogni volta che un robot volante uccide qualcuno in una delle tante guerre americane non dichiarate. Ma Apple continua a bloccare il programma Drones+ dal suo App Store e, quindi, da iPhone in tutto il mondo.
L'azienda di Cupertino dice che il contenuto è "discutibile e crudo", secondo la lettera di rifiuto più recente di Apple. E' la terza volta in un mese che Apple tiene lontano Drones+ , dice Josh Begley, sviluppatore del programma con base a New York. La società spiega le ragioni perchè il programma viene tenuto fuori dall'App Store. In primo luogo, Apple ha chiamato l'applicazione che aggrega le notizie di attacchi US dei droni in Pakistan, Yemen e Somalia "non utile".
Poi c'è stato un problema che solleva un possibile conflitto con dei marchi registrati. E adesso, c'è il problema del contenuto "deplorevole e osceno". Begley è confuso. Drones+ non presenta immagini raccapriccianti di cadaveri lasciati a seguito degli attacchi. Dice solo agli utenti quando si è verificata un'incursione, utilizzando i dati di un database accessibile al pubblico, compilato dal The Bureau of Investigative Journalism inglese, che raccoglie i resoconti delle incursioni dai media.
Gli sviluppatori iOS hanno una rigorosa serie di linee guida che devono essere rispettate al fine di ottenere l'ok nell'App Store. Le apps sono giudicati sulla tecnica, contenuti e criteri di progettazione. Poiché Apple non commenta sull'app reviews process, può essere difficile determinare esattamente il motivo per cui un app è stata rifiutata. Ma la squadra di revisori di Apple è piccola, passa al setaccio fino a 10.000 apps a settimana, e potrebbe sbagliare sul lato della cautela quando si tratta di applicazioni potenzialmente discutibili.
Le obiezioni originali di Apple a Drones+ hanno considerato le funzionalità, non il suo contenuto. Ora Begley si chiede se vale la pena ridisegnare l'app e presentarla per la quarta volta. "Era solo un modo per richiamare l'attenzione sulle guerre segrete robotiche degli Stati Uniti, con informazioni che vengono visualizzate sui telefoni allo stesso modo di un commento su Instagram", dichiara Begley a Wired Usa, promettendo adesso una versione dell'applicazione per Android, piattaforma mobile molto meno restrittiva.
Via: Wired
Blogger israeliano svela e pubblica online i piani segreti di attacco all’Iran
Un cyber-attacco per mettere fuori uso le comunicazioni interne, il lancio di decine di missili balistici e da crociera e infine una terza ondata di bombardamenti aerei per completare la distruzione degli obiettivi: è questo lo scenario delineato dal reporter israeliano Richard Silverstein che sul suo blog Tikun Olam ("Riparare il mondo", in ebraico) ha postato i piani di guerra contro l'Iran da presentare al gabinetto di sicurezza dello Stato ebraico.
I documenti top secret sarebbero stati dati al blogger da una fonte israeliana di alto livello preoccupata che questa volta "Bibi e Barak siano maledettamente seri". "Nei giorni scorsi, ho ricevuto un documento israeliano in conferenza che delinea i piani di guerra di Israele contro l'Iran. Il documento è stato passato a me da una fonte israeliana di alto livello, che lo ha ricevuto da un ufficiale israeliano", scrive Silverstein in un post sul blog.
In base al documento pubblicato da Silverstein, si tratterebbe di un'"offensiva coordinata", a partire da "un cyber-attacco senza precedenti che paralizzerà totalmente il regime iraniano e la sua capacita' di sapere cosa sta succedendo all'interno dei suoi confini", bloccando internet, telefoni, radio, tv e cavi a fibra ottica, compresi quelli delle basi missilistiche sotterranee di Khorrambad e Isfahan.
A questo, seguirebbe il lancio di "decine di missili balistici" con una gittata di 300 km, "lanciati da sottomarini israeliani in prossimità del Golfo Persico". I missili, si sottolinea, "non sarebbero armati con testate convenzionali ma piuttosto con ordigni esplosivi a punta rinforzata in grado di penetrare bersagli corazzati". Nel mirino ci sarebbero, tra gli altri, il reattore nucleare ad Arak e gli impianti a Isfahan e Fardu per l'arricchimento dell'uranio.
Ai missili da crociera, invece, il compito di mettere fuori uso i sistemi di comando e controllo, gli impianti di ricerca e sviluppo e le residenze degli esperti di alto livello coinvolti nel programma nucleare. La terza fase prevederebbe l'utilizzo del satellite “Blue and White” per raccogliere informazioni dettagliate sulle distruzioni inflitte. Una volta acquisite, queste verrebbero girate ai caccia israeliani, incaricati di bombardare una breve lista di "obiettivi che richiedono un attacco aggiuntivo".
Verrebbero impiegati aerei da guerra dotati di tecnologia "sconosciuta al grande pubblico, non rivelata neanche all'alleato americano", che li rende "invisibili". L’obiettivo è annientare le capacità di sviluppo nucleare del regime islamico ed evitare una controffensiva iraniana in territorio israeliano, distruggendo le installazioni missilistiche. Silverstein è specializzato nella rivelazione di notizie coperte da censura in Israele su servizi e difesa e del passaggio di note riservate dalle forze armate ad alcuni giornalisti.
Via: AGI
WikiLeaks pubblica 5 milioni di file della società intelligence Stratfor
Il sito Internet WikiLeaks ha annunciato di avere iniziato la pubblicazione di oltre cinque milioni di documenti riservati della società americana privata di informazioni e analisi strategiche Stratfor. I documenti, per lo più messaggi di posta elettronica, si riferiscono a un periodo da luglio 2004 a dicembre 2011 e rivelano l'impiego da parte di Stratfor di "reti di informatori, strutture di pagamento di tangenti, tecniche di riciclaggio di denaro e metodi di pressione psicologica", è stato spiegato in un comunicato di Wikileaks. "I documenti rivelano come lavora una società privata di intelligence e come essa colpisce gli individui per favorire i suoi clienti privati e governativi", ha aggiunto il sito nella sua nota.
Anonymous come Robin Hood, attacco hacker a Stratfor Security
E’ giallo attorno al furto di dati relativi a carte di credito e informazioni riservate ai danni di Stratfor, agenzia di intelligence statunitense specializzata nella sicurezza informatica. Il gruppo di Anonymous ha annunciato di avere violato a Natale il sito di Stratfor Global Security, ottenendo messaggi e dati delle carte di credito dei suoi clienti. I pirati informatici hanno pubblicato su Twitter un link alla lista dei clienti di Stratfor, in particolare il ministero della Difesa americano, l'esercito, l'aviazione militare, altre agenzie pubbliche, subappaltatori del settore della sicurezza e colossi dell'hi-tech, tra cui Apple o Microsoft. Gli hacker hanno pubblicato qualcosa anche sull’homepage defacciata di Stratfor, che peraltro è ancora in manutenzione.
Hanno inoltre inviato immagini con le ricevute delle donazioni fatte a organizzazioni benefiche utilizzando i conti di clienti di Stratfor. Questo attacco sarebbe il primo di una campagna in stile "Robin Hood". L'obbiettivo è quello di rubare ai "ricchi" per dare ai poveri. Uno di questi pagamenti, dell'importo di 494 dollari, sarebbe stato fatto all'ong Care con il denaro del ministero della Difesa americano e destinato a un fondo per l'acquisto di materiale scolastico per studenti poveri. In tutto, gli hacktivisti dicono di aver ottenuto informazioni bancarie su 90mila clienti e averle utilizzate per distribuire più di un milione di dollari.
Stratfor ha riconosciuto di essere stato l'obiettivo di un attacco, derivato dalla pubblicazione su internet di una lista di istituzioni sue clienti, ma ridimensiona la portata del furto: "Contrariamente a quanto diffuso, la falla ha toccato solo una lista di nostri clienti che hanno comprato nostre pubblicazioni, ma non sono in pericolo in alcun modo dati personali su di loro". Intanto gli esperti fanno sapere che in nessun modo soldi rubati dai conti potrebbero finire a organizzazioni di beneficenza. "Questi soldi non andranno mai a finire ai bisognosi. Ogni versamento non autorizzato viene prima o poi bloccato e restituito", ha chiarito Mikko Hypponen sul sito di F-Secure.
Via: TM News
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