L’ultima falla scoperta nei popolari servizi di messaggistica consentiva agli hacker di avere il controllo completo di account, chat, immagini, file audio e video e contatti. I ricercatori di Check Point® Software Technologies Ltd. (NASDAQ: CHKP) hanno scoperto una nuova vulnerabilità nelle piattaforme online di WhatsApp & Telegram (WhatsApp Web e Telegram Web), due dei più popolari servizi di messaggistica del mondo. Sfruttando questa vulnerabilità, gli hacker potrebbero prendere il controllo completo sugli account e accedere alle conversazioni personali e di gruppo delle vittime, alle foto, ai video e agli altri file condivisi, alla lista dei contatti e molto altro ancora.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
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Check Point, WhatsApp e Telegram: foto per hackerare account web
L’ultima falla scoperta nei popolari servizi di messaggistica consentiva agli hacker di avere il controllo completo di account, chat, immagini, file audio e video e contatti. I ricercatori di Check Point® Software Technologies Ltd. (NASDAQ: CHKP) hanno scoperto una nuova vulnerabilità nelle piattaforme online di WhatsApp & Telegram (WhatsApp Web e Telegram Web), due dei più popolari servizi di messaggistica del mondo. Sfruttando questa vulnerabilità, gli hacker potrebbero prendere il controllo completo sugli account e accedere alle conversazioni personali e di gruppo delle vittime, alle foto, ai video e agli altri file condivisi, alla lista dei contatti e molto altro ancora.
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Ufo, cupola probabilmente artificiale su Marte: Nasa non commenta
Un gruppo di cacciatori di Ufo sono convinti che la Nasa sta coprendo i resti di un'antica civiltà su Marte. Una serie di fotografie scattate dal Rover Opportunity mostrano quella che sembra essere una "cupola artificiale" di origine extraterrestre sulla superficie del pianeta Rosso. Non si tratta, dunque, delle solite bufale o di foto manipolate ma delle immagini scattate dalla macchina fotografica panoramica (Pancam) il giorno marziano 4073 (10/07/2015 sulla Terra). La struttura è facile da individuare in quanto si trova su una collina ed è la più grande formazione sollevata in zona. Il suo isolamento la fa apparire come non appartenente al layout naturale.
Scienziato divulga presunti dettagli di esperimenti alieni nell'Area 51
Uno scienziato ha realizzato un video bizzarro in punto di morte sostenendo che sa cosa sta realmente accadendo nella misteriosa Area 51 del Nevada e dice di aver decodificato la tecnologia di propulsione dei dischi volanti per l'azienda di difesa Lockheed Martin. Sull'Area 51 vi sono state a lungo speculazioni per essere considerata una struttura in cui vengono effettuati esperimenti su UFO e fenomeni alieni. Boyd Bushman ha fatto le rivelazioni in un video registrato poco prima di morire lo scorso agosto, insieme a fotografie di alieni che sono state scattate con le fotocamere usa e getta all'interno delle strutture militari americane.
NSA ICReach, motore di ricerca simile a Google per condividere dati
Nuovi documenti trapelati da Edward Snowden rivelano il funzionamento interno di un potente strumento utilizzato dalla NSA chiamato ICReach, un motore di ricerca simile a Google, che condivide i metadati di milioni di cittadini e cittadini stranieri. Secondo i documenti acquisiti dal sito The Intercept attraverso l'ex contractor della US National Security Agency, lo strumento ICReach della NSA è utilizzato per condividere i dati acquisiti da agenzie di intelligence attraverso un'unica piattaforma. I partner includono la NSA, CIA, FBI, DEA e varie altre forze di polizia locali.
Doodle Google animato festeggia 96° compleanno di Nelson Mandela
Google dedica oggi il suo doodle animato a Nelson Mandela per il suo compleanno. Il leader sudafricano, scomparso lo scorso dicembre, è nato il 18 luglio del 1918 e oggi avrebbe compiuto 96 anni. Sulla home page del motore di ricerca appare un ritratto dell'ex presidente sudafricano, il primo a essere eletto dopo la fine dell'apartheid, e, cliccando sulla sua immagine, il doodle si anima e scorrono alcune delle sue frasi più famose con immagini di pace che si alternano a paesaggi sudafricani e a persone di diversa razza e colore.
Ransomware prende di mira gli utenti Apple Mac OS X fingendosi Fbi
Dopo gli ultimi attacchi di infezioni come Flashback ai danni delle piattaforme Apple, un nuovo malware si rivolge ai sistemi OS X per estorcere denaro alle vittime accusandoli di accedere a contenuti coperti da copyright o pedopornografici. Il ransomware in genere afferma che l'utente ha infranto la legge e utilizza nomi della legge (come la CIA o FBI) per spaventare le vittime, ma di solito è rivolto a utenti Windows, non agli utenti Mac.
Il ransomware è un malware che limita l'accesso al computer che infetta, richiedendo all'utente il pagamento di un riscatto per la reintegrazione della funzionalità del PC. L'accesso è limitato da cifratura o attraverso il blocco del sistema. La società di sicurezza Malwarebytes ha individuato per prima questa ultima minaccia, notando che i criminali hanno portato il regime del ransomware su OS X e stanno anche sfruttando una funzione di Safari specifica.
La pagina di ransomware in questione viene mostrata a ignari utenti che visitano siti ad alto traffico, così come dalla ricerca di parole chiave popolari. Molto simile al virus che per mesi ha attaccato Windows con il messaggio da parte della Polizia Postale e Guardia di Finanza, anche OS X è stato vittima di un nuovo attacco, stavolta da parte dell'FBI. Tramite codice javascript in Safari, un gruppo di criminali informatici sono riusciti a dirottare sul sito dell'FBI la loro pagina che recita un messaggio simile a questo:
"State visualizzando o distribuendo divieto dal contenuto pornografico (foto pornografiche di bambini, ecc. sono stati trovati sul computer) ... Per sbloccare il computer e per evitare altre conseguenze legali, si è obbligati a pagare una tassa di rilascio di 300 dollari". Non è possibile ignorare il messaggio o tentare di chiudere la pagina perchè più prompt cercheranno di mantenere l'utente lì. Facendo clic sul pulsante "Lascia Pagina" non funziona e nemmeno il tentativo di "forzare l'uscita" del browser.
Questo perché la stessa pagina ransomware verrà caricata all'avvio di Safari ancora una volta dato che il malware in questione sfrutta funzionalità del browser "ripristino da crash", che carica l'ultimo URL visitato prima di uscire in modo imprevisto. Un rapido sguardo alla barra degli indirizzi mostra un interessante URL: fbi.gov.id657546456-3999456674.k8381.com, i cracker stanno chiaramente cercando di ingannare gli utenti. Il "ciclo infinito" (che in realtà non è) è reso possibile da 150 iframe creati dinamicamente.
Tuttavia c'è un modo per sbarazzarsi del malware (senza cliccare sul prompt 150 volte) e, soprattutto, senza pagare il riscatto di 300 dollari. E' sufficiente fare clic sul menu delle impostazioni di Safari e scegliere "Ripristina Safari". Dunque assicurarsi che tutti gli elementi del menu sono contrassegnati e premere il pulsante di ripristino. Gli esperti di Malwarebytes hanno messo insieme un video su YouTube per spiegare come rimuovere la minaccia.
Tuttavia c'è un modo per sbarazzarsi del malware (senza cliccare sul prompt 150 volte) e, soprattutto, senza pagare il riscatto di 300 dollari. E' sufficiente fare clic sul menu delle impostazioni di Safari e scegliere "Ripristina Safari". Dunque assicurarsi che tutti gli elementi del menu sono contrassegnati e premere il pulsante di ripristino. Gli esperti di Malwarebytes hanno messo insieme un video su YouTube per spiegare come rimuovere la minaccia.
Via: Malwarebytes
Datagate: gli Stati Uniti spiavano anche l'Italia, l'Ue esige spiegazioni
C'è anche l'Italia tra i 38 "obiettivi" sensibili dell'Unione europea spiati dall'Agenzia nazionale di sicurezza (Nsa) americana. Secondo le ultime clamorose rivelazioni del Guardian, che cita documenti fatti filtrare dall'ex collaboratore degli 007 Edward Snowden, gli agenti Usa sono riusciti a piazzare delle cimici persino all'ambasciata italiana a Washington. E nel mirino ci sarebbero state, tra gli altri, anche Germania, Francia e Grecia, secondo quanto spiegato dal quotidiano britannico, confermando le indiscrezioni trapelate ore prima dal tedesco Spiegel.
Datagate, svelata l'identità della fonte Nsa: è un ex tecnico della Cia
Il Guardian ha rivelato l'identità dell'informatore dello scoop sul programma di controllo delle comunicazioni "Prism". Giovane, volto pulito e sguardo sveglio, è Edward Snowden il 29enne ex tecnico della Cia che è la "talpa" della più grande fuga di notizia sull'intelligence Usa. Edward Snowden lavora in un contractor privato del settore difesa, la Booz Allen Hamilton e da Hong Kong racconta al "Guardian" la scelta di rivelare l esistenza e la pericolosità di "Prism".
"Anche se non hai fatto nulla di male vieni osservato e registrato, ogni anno la capacità di immagazzinare dati aumenta di molto. Basta una chiamata ad un numero sbagliato per consentire all intelligence di scavare nel tuo passato e identificare ogni amico con cui hai parlato". "Il pubblico ha diritto ad una spiegazione su quanto sta avvenendo - aggiunge - e sono pronto a sostenerlo in qualsiasi sede, non sto cambiando i fatti, li descrivo per come sono, sta poi al pubblico decidere in proposito".
L'ex tecnico della Cia ha quindi chiarito: "Se avessi voluto davvero nuocere agli Stati Uniti avrei potuto decretare la fine del sistema di sorveglianza in un pomeriggio ma non era questa la mia intenzione". Snowden non cela le difficoltà che lo aspettano, si dice sicuro che non tornerà mai a casa, che "forse chiederà asilo all Islanda. Lui ha lasciato tutto, uno stipendio da 200.000 dollari all'anno e la fidanzata alle Hawaii, e ora teme per i suoi familiari.
"Questi pericoli mi accompagneranno per il resto della vita, non può essere altrimenti dopo aver sfidato il più potente servizio di intelligence del mondo, se mi vogliono prendere ci riusciranno ma è un prezzo che accetto di pagare perché ho scelto di vivere liberamente, stando a posto con la coscienza". Il primo ministro britannico David Cameron, rispondendo alle domande sul cosiddetto "Datagate" nel Regno Unito, ha detto che "l'intelligence britannica opera nell'ambito della legge".
Cameron ha detto al Guardian: "Cerchiamo di essere chiari. Non possiamo fare un commento sui servizi segreti in esecuzione. Viviamo in un mondo pericoloso e viviamo in un mondo di terrore e terrorismo. Io credo che sia giusto che abbiamo ben organizzato i servizi segreti per tenerci al sicuro". Ha detto di aver discusso la questione con il ministro degli esteri inglese William Hague. Downing Street ha anche detto che GCHQ ha operato nel rispetto della legge.
Ieri Hague in un'intervista aveva affermato che "i britannici non hanno nulla da temere", ma rispondendo a precise domande, non aveva né confermato né smentito le presunte attività dei servizi britannici legate al sistema americano "Prism" usato per il recupero e il controllo di dati su Internet, precisando che non sono previsti commenti sulle attivitià di intelligence. In realtà, come ha rivelato un altro informatore alla EFF, esisterebbero già strumenti definiti "splitter" - in grado di intercettare il traffico Internet.
Cameron ha detto al Guardian: "Cerchiamo di essere chiari. Non possiamo fare un commento sui servizi segreti in esecuzione. Viviamo in un mondo pericoloso e viviamo in un mondo di terrore e terrorismo. Io credo che sia giusto che abbiamo ben organizzato i servizi segreti per tenerci al sicuro". Ha detto di aver discusso la questione con il ministro degli esteri inglese William Hague. Downing Street ha anche detto che GCHQ ha operato nel rispetto della legge.
Ieri Hague in un'intervista aveva affermato che "i britannici non hanno nulla da temere", ma rispondendo a precise domande, non aveva né confermato né smentito le presunte attività dei servizi britannici legate al sistema americano "Prism" usato per il recupero e il controllo di dati su Internet, precisando che non sono previsti commenti sulle attivitià di intelligence. In realtà, come ha rivelato un altro informatore alla EFF, esisterebbero già strumenti definiti "splitter" - in grado di intercettare il traffico Internet.
Obama ha definito i programmi di sorveglianza "una modesta intrusione nella privacy dei cittadini" necessaria per assicurarne la sicurezza. "Fino a ieri non avevamo mai sentito parlare di Prism". Così il fondatore e amministratore delegato di Facebook Mark Zuckerberg, ha personalmente ribadito sul suo account l'estraneità del social network nell'affair dei dati spiati in Usa. "Facebook - ha scritto Zuckerberg - non è e non è mai stato parte di un programma Usa, o di altri governi, che abbia accesso diretto ai nostri server".
E ancora, ha proseguito l'ad di Facebook "non abbiamo mai ricevuto richieste o ordinanze del tribunale da alcuna agenzia governativa di informazioni o dati, come è successo a Verizon. Se le avessimo ricevute le avremmo comunque fortemente respinte". "Quando i governi ci chiedono dei dati - ha quindi proseguito Zuckerberg - esaminiamo attentamente le richieste per assicurarci che seguano sempre le procedure corrette nel rispetto delle leggi. Solo allora noi procuriamo le informazioni sempre in linea con le normative".
L'ad ha quindi spiegato che Facebook "continuerà a combattere sempre per mantenere le sue informazioni sicure" e ha sollecitato i governi a "essere più trasparenti nei programmi mirati alla sicurezza pubblica". "E' l'unico modo - conclude il messaggio - per proteggere le libertà civili delle persone e di creare nel lungo termine quella società libera e sicura che tutti noi desideriamo". Gli occhi sono dunque ora puntati sui leader mondiali, compreso il presidente americano Barack Obama.
Fonte: TMNews
Via: AGI
Foto dal video
Foto dal video
Polizia australiana arresta presunto leader del gruppo hacker LulzSec
La polizia federale in Australia ha arrestato il leader che si professa appartenere ad un importante collettivo hacker internazionale conosciuto come LulzSec, forse più noto per le sue affermazioni secondo le quali sarebbe dietro un attacco informatico che ha messo offline il sito web della CIA nel 2011. La polizia federale australiana (AFP) ha detto di aver arrestato Martedì notte il 24enne cittadino australiano che sarebbe collegato ad un attacco portato questo mese ad un sito web governativo australiano non specificato.
Cyberattacco contro sito Council on Foreign Relations sfrutta falla in IE
Il sito web del Council on Foreign Relations (CFR) è stato infettato nei giorni scorsi con un trojan che sfrutta una falla sconosciuta, o zero-day, nelle versioni di Internet Explorer 6, 7 e 8 (ad esclusione delle versioni 9 e 10). La vulnerabilità può essere sfruttata attraverso la manipolazione di un sito Web, al fine di attaccare i browser vulnerabili. In attesa di una patch correttiva che chiuda il nuovo bug in IE, Microsoft ha rilasciato un Fix it temporaneo e suggerisce fattori attenuanti per ridurre al minimo i rischi di infezione.
Un utente malintenzionato potrebbe pubblicare un sito Web appositamente predisposto per sfruttare la vulnerabilità tramite Internet Explorer e quindi convincere un utente a visualizzare il sito web. David Mikhail, un portavoce del Council on Foreign Relations, ha confermato l'attacco. "Il team di sicurezza del sito Council on Foreign Relations è a conoscenza del problema e sta studiando la situazione", ha detto Mikhail in una e-mail a Freebeacon. "Stiamo anche lavorando per ridurre la possibilità di eventi futuri di questo genere".
"Questo è stato un attacco molto sofisticato", ha detto uno degli specialisti. "Erano alla ricerca di informazioni molto specifiche da persone specifiche". L'entità del danno non è nota, ma membri del CFR che hanno visitato il sito web tra Mercoledì 26 e Giovedi 27 dicembre 2012 potrebbero essere stati infettati e compromesso i loro dati, hanno detto gli specialisti. Il CFR è una delle organizzazioni d'elite della politica estera degli Stati Uniti, con una adesione di circa 4700 funzionari, ex funzionari, giornalisti, ed altri.
I suoi membri sono Brian Williams di NBC, l'attrice di Hollywood Angelina Jolie, e l'ex senatore Chuck Hagel, candidato ideale come segretario della difesa di Obama. L'attuale Segretario di Stato Hillary Clinton e il Segretario di Stato Kurt Campbell, l'U.S. foreign policy e l'elite della sicurezza nazionale, che include il. comandante del Comando Centrale americano Generale John Abizaid, e segretari di Stato Madeleine K. Albright, Colin Powell e Henry Kissinger.
Anche il Ceo di Fox News Roger Ailes è membro, come Rupert Murdoch Ceo di News Corp. Gli ex presidenti George W. Bush e Bill Clinton sono membri, così come l'ex Segretario alla Difesa Robert M. Gates e l'ex direttore della CIA David Petraeus. All'FBI è stato notificato l'attacco e sta indagando. Il, portavoce dell'FBI Jennifer Shearer ha rifiutato di commentare quando gli viene chiesto dell'attacco. Ma lei ha detto in una mail a Freebeacon: "L'FBI riceve regolarmente informazioni sulle minacce e adotterà le misure necessarie per le indagini".
Via: Freebeacon
Via: Freebeacon
Sito della Cia bloccato da Anonymous, Israele minacciata in un video
Il sito internet della Cia è bloccato in seguito ad un attacco informatico, rivendicato dal gruppo di hacker Anonymous. Il portavoce della Cia non ha voluto commentare la notizia. Quello che è certo è che la tecnica usata è di tipo DDos (distributed denial of service). Anonymous ha annunciato l'attacco su Twitter parafrasando il gergo militare della Nato "Tango down", usato quando un obiettivo viene distrutto. #Cia Tango Down, è stato il tweet postato sul sito di microblogging.
Tlc in ginocchio, investire in mercati emergenti per combattere crisi
In un clima di instabilità economica generale, anche le aziende che operano nel settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione iniziano a soffrire gli effetti della crisi. Nella prima metà del 2011, secondo un rapporto Assinform, il mercato dell’ICT (IT e TLC) ha registrato un calo del 2,4%. Nel dettaglio, le condizioni dell’IT (-1,7% nel 2011 contro un -2,5% nel 2010) appaiono meno critiche rispetto al settore TLC.
DigiNotar: emessi 531 certificati SSL fasulli, tra questi CIA e Mossad
Dopo aver violato la Certification Authority (CA) dell'olandese DigiNotar, hacker iraniani sono riusciti a emettere certificati contraffatti per i domini di CIA, Mossad e MI6. Se inizialmente si parlava di pochi certificati SSL adesso pare che il numero abbia raggiunto quota 531. Tra i certificati fasulli vi sono quelli dei domini di Facebook, Google, Microsoft, Yahoo, Tor, Skype, LogMeIn, Twitter, Mozilla, AOL e WordPress.
I certificati SSL vengono utilizzati per sessioni web sicure come quelle dei servizi di Internet banking o Google Gmail. Le cosiddette Certification Authority (CA) sono aziende od organizzazioni che emettono certificati SSL e ne controllano l'autenticità. In sostanza gli hacker hanno ottenuto certificati HTTPS di questi domini. "Questa situazione è fonte di gravi pericoli, dal momento che i certificati SSL fasulli possono essere utilizzati per attacchi “man-in-the-middle” (MITM) nei quali il traffico sicuro e crittografato può essere letto da terzi", spiega Trend Micro sul suo blog.
Il 29 agosto 2011 è stato scoperto il falso certificato SSL emesso dalla DigiNotar per il dominio google.com, certificato che consente di intercettare il traffico Gmail all'interno di attacchi MITM. Trend Micro ha le prove concrete di come questi attacchi MITM siano avvenuti su vasta scala in Iran. Le prove di Trend Micro si basano sui dati raccolti nei giorni scorsi dalla Trend Micro “Smart Protection Network (SPN)”.
Analizzando i dati raccolti dalla SPN, Trend Micro ha visto come una parte significativa degli utenti Internet che hanno caricato l'URL per la verifica dei certificati SSL della Diginotar il 28 agosto 2011, fosse iraniana. Google, Mozilla e Microsoft hanno rilasciato intanto degli aggiornamenti dei loro browser Chrome, Firefox, e Ie, per bloccare l'utilizzo di qualsiasi certificato emesso da DigiNotar.
Polizia britannica arresta hacker 19enne, presunto capo di LulzSec
Scotland Yard ha arrestato un ragazzo di 19 anni sospettato di essere il capo di una rete internazionale di criminali informatici che in passato ha colpito siti governativi britannici ed americani, tra i quali quelle dalla Cia e del Senato. "L’arresto arriva al termine di un’inchiesta sulle violazioni di sistemi di diverse agenzie d’affari e di intelligence internazionali, condotte si ritiene da uno stesso gruppo", ha dichiarato un portavoce di Scotland Yard.
Il ragazzo, che si chiama Ryan Cleary, è sospettato quindi di avere avuto un ruolo centrale nel LulzSec, gruppo di pirati collegati agli attacchi alla britannica Serious Organised Crime Agency (Soca), alla Cia e al Senato Usa. Per questo gli specialisti anti-hacker di entrambe le sponde dell’Atlantico hanno cercato per settimane di rintracciare i reponsabili degli attacchi anche alla Sony e alla Nintendo.
Così, dopo un’inchiesta congiunta di Scotland Yard e Fbi, si è arrivati all’arresto di ieri in un quartiere residenziale di Wickford, nel sud dell’Essex, in una casa dove la polizia avrebbe trovato "una significativa quantità di materiale" sospetto. All’annuncio dell’arresto di Cleary, LulzSec ha reagito su Twitter: "Siamo ancora qui".
Il ragazzo, che i vicini del bungalow di Wickford dove vive con la famiglia hanno definito una persona perbene, è stato portato nel commissariato di Londra e l’appartamento è stato perquisito. L’arresto del presunto capo di LulzSec è avvenuto due giorni dopo che il gruppo di hacker ha annunciato un’alleanza con Anonymous, con l’obiettivo di lanciare una "Operazione anti-sicurezza" per attaccare siti del governo in tutto il modo con l’obiettivo di protestare contro i tentativi di regolare Internet e limitare la privacy online.
Via: La Stampa
Usa, attacco hacker di Lulz Security al sito governativo della Cia
Attaccato il sito internet della Central Intelligence Unit (CIA), l'agenzia di spionaggio per l'estero degli Stati Uniti. A rivendicare l'attacco informatico il gruppo hacker Lulz Security. Con questa sigla il famigerato gruppo di pirati informatici ha rivendicato su Twitter l'attacco al sito pubblico della Cia, che ieri sera è rimasto inaccessibile per quasi due ore. Il sito avrebbe riscontrato problemi di funzionamento e sarebbe diventato inaccessibile da alcune citta' come Londra, New York, San Francisco e Bangalore.
A quanto si apprende, i pirati informatici non sarebbero riusciti tuttavia ad estrapolare alcun dato sensibile. "Tango down - cia.gov", hanno scritto gli hacker in un post su Twitter, aggiugendo: "For the Lulz". Il gruppo, responsabile in precedenza di altri blitz di pirateria informatica, ha diffuso il messaggio nel tardo pomeriggio di ieri. Gli stessi hacker avevano rivendicato gli attacchi informatici contro il Senato americano, la rete televisisva PBS e contro Infragard, un'organizzazione che lavaora per l'Fbi.
La Cia si è limitata a commentare con uno stringato: "Stiamo verificando queste notizie". Gli analisti che si occupano di sicurezza hanno minimizzato però il senso di questi attacchi, dicendo che gli hacker stanno solo cercando di mettersi in mostra e attirare l'attenzione il più possibile. Nel caso dell'attacco alla Cia, gli hacker non sarebbero in grado di accedere ai dati sensibili semplicemente violando il sito ufficiale, ha detto Jeffrey Carr, esperto di intelligence informatica.
"Tutto quello che stanno facendo è dire guardate quanto siamo bravi", ha detto Carr. "L'obiettivo di questi ragazzi è solo quello di creare imbarazzo e di dire il vostro livello di sicurezza fa schifo". Interruzioni di questo tipo sono spesso il risultato di attacchi DDoS. Gli assalti di questo genere richiedono poca abilità. Lo scorso fine settimana, il gruppo di hacker aveva rivendicato un raid anche contro il sito del Senato Usa. Lo scorso 2 giugno, Lulz Security aveva reso noto di avere attaccato il sito della SonyPictures.
Fonte: The Register
Via: Reuters
Facebook respinge le accuse mosse da Assange di spiare gli utenti
Facebook è "il più terrificante strumento di spionaggio mai inventato", una fonte inesauribile di informazioni per l’intelligence americana, che si avvale gratuitamente di dati che altrimenti richiederebbero grandi sforzi in termini di tempo e denaro.
Recorded Future, il motore di ricerca finanziato da Cia e Google
Recorded Future è il motore di ricerca creato con lo scopo di predire il futuro basandosi su passato e presente. Il sistema, ideato da una start-up finanziata anche dalla Cia e da Google, si basa sul concetto di localizzazione temporale degli eventi e sul riconoscimento delle ricorrenze storiche. Recorded Future scandaglia la rete, entrando nel contenuto delle pagine web per generare collegamenti impliciti tra un documento e l'altro.
Ad esempio, il motore di ricerca prende nota di chi, dove, come e quando ha dichiarato che qualcosa è successo o succederà in futuro. Crea connessioni logiche all'interno di un flusso di dati di cui fanno parte articoli di giornale, documenti governativi, update di Twitter, report economici, discorsi politici e così via. Per iniziare una ricerca basta fornire al sito tre informazioni: cosa, chi/dove e quando.
In questo modo si possono analizzare i trend delle vendite di altre aziende negli anni passati o le proiezioni per gli anni a venire, osservare la ricorrenza di eventi in scala temporale e predirne la ciclicità. In linea teorica è anche possibile ricostruire passaggi della vita di singole persone, dai loro spostamenti a ciò che hanno detto, da chi hanno incontrato a cosa hanno fatto in un determinato luogo e/o momento.
In attesa di vedere le potenzialità reali dello strumento, questa company statunitense ha già sollevato un polverone per le possibili applicazioni che i suoi servizi potrebbero portare con sé. Andando oltre gli aspetti tecnici di Recorded Future, agli addetti al settore non è sfuggita la presenza indiretta della Cia all'interno del motore di ricerca: la sua affiliata In-Q-Tel 2, che ha il compito di identificare e adattare nuove tecnologie alle necessità della Central Intelligence Agency, è infatti tra i finanziatori del progetto.
Se per Google, che pure ha dato il suo contributo, i vantaggi commerciali sono abbastanza chiari, il coinvolgimento dell'intelligence americana può far pensare a un avvicinamento del concetto di pre-crimine teorizzato da Philip Dick nel film Minority Report, con una polizia in grado di arrestare i malviventi ancor prima che infrangano la legge.
Ad esempio, il motore di ricerca prende nota di chi, dove, come e quando ha dichiarato che qualcosa è successo o succederà in futuro. Crea connessioni logiche all'interno di un flusso di dati di cui fanno parte articoli di giornale, documenti governativi, update di Twitter, report economici, discorsi politici e così via. Per iniziare una ricerca basta fornire al sito tre informazioni: cosa, chi/dove e quando.
In questo modo si possono analizzare i trend delle vendite di altre aziende negli anni passati o le proiezioni per gli anni a venire, osservare la ricorrenza di eventi in scala temporale e predirne la ciclicità. In linea teorica è anche possibile ricostruire passaggi della vita di singole persone, dai loro spostamenti a ciò che hanno detto, da chi hanno incontrato a cosa hanno fatto in un determinato luogo e/o momento.
In attesa di vedere le potenzialità reali dello strumento, questa company statunitense ha già sollevato un polverone per le possibili applicazioni che i suoi servizi potrebbero portare con sé. Andando oltre gli aspetti tecnici di Recorded Future, agli addetti al settore non è sfuggita la presenza indiretta della Cia all'interno del motore di ricerca: la sua affiliata In-Q-Tel 2, che ha il compito di identificare e adattare nuove tecnologie alle necessità della Central Intelligence Agency, è infatti tra i finanziatori del progetto.
Se per Google, che pure ha dato il suo contributo, i vantaggi commerciali sono abbastanza chiari, il coinvolgimento dell'intelligence americana può far pensare a un avvicinamento del concetto di pre-crimine teorizzato da Philip Dick nel film Minority Report, con una polizia in grado di arrestare i malviventi ancor prima che infrangano la legge.
Fonte: La Repubblica
La cospirazione del Pc infetto e scatta truffa da 20 milioni di dollari
Roger C. Davidson, ricco erede dei magnanti del petrolio Schlumberger Ltd che tra le altre cose ha anche prodotto un disco vincitore un Latin Grammy nel 2007, si era recato nel centro assistenza per pc Datalink Computer Products di Mount Kisco nello stato di New York. Voleva far rimuovere un virus informatico dal disco rigido e mettere così al riparo i suoi preziosi file musicali salvati nel computer, un lavoro di anni.
E qui entrano in scena due tecnici del negozio di assistenza per computer: Vickram Bedi e la sua compagna Helga Invarsdottir. Che con una storia assolutamente assurda riescono a convincere l'uomo di essere parte di un autentico complotto. Il virus informatico, favoleggia la coppia, proviene da un misterioso server situato in un remoto villaggio dell'Honduras, nell'America centrale.
Qui, un gruppo di preti polacchi appartenenti all'Opus Dei starebbe pianificando un complotto contro lui e contro il governo degli Stati Uniti. La coppia di impostori riesce così a convincere l'autore di Brazilian Love Song di essere in serio pericolo, bersaglio di ministri di culto senza scrupoli. Da bravi venditori hanno però la soluzione a portata di mano: propongono infatti di proteggere il 58enne e i suoi famigliari e, naturalmente, i file musicali.
Grazie anche alle loro conoscenze negli ambienti della Cia. Ma la protezione personale dalla terribile minaccia polacca ha un costo: 160 mila dollari al mese. Per sei lunghi anni il ricchissimo erede avrebbe sborsato tra i sei e i 20 milioni di dollari complessivi. La notizia viene commentata con non poco sarcasmo da blog e giornali. «Come abbia potuto credere ad una storia simile è un mistero», commenta Gawker.
La scorsa settimana sono scattate le manette; i due impostori erano pronti per partire verso l'Islanda, il Paese d'origine di Invarsdottir. «I sospettati hanno dapprima isolato la vittima e poi cercato di controllare sostanzialmente ogni singolo dollaro che possedeva», ha spiegato il capo della polizia di Westchester, Anthony Marraccini. Il costo della cauzione è stato fissato a 3 milioni di dollari ciascuno.
Via: Il Corriere
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