Per il secondo anno consecutivo, Panda Security ha organizzato il Panda Security Summit, un evento progettato per i professionisti IT che, in questa edizione, ha dedicato particolare attenzione alle tecniche di Threat Hunting. Grande successo per Panda Security Summit (#PASS2019) – l’evento europeo dedicato alla sicurezza informatica, tenutosi giovedì 23 maggio presso il Teatro Coliseum di Madrid. Più di mille professionisti IT hanno preso parte all’incontro, durante il quale, attraverso gli interventi di alcuni dei maggiori esperti del settore, sono state messe in evidenza le principali linee d’azione che aziende e istituzioni devono adottare per proteggere la propria rete dai cyber attacchi.
La conoscenza aiuta a rendere liberi e dunque è importante approfondire i diversi aspetti tecnologici, scientifici, culturali e sociali.
Visualizzazione post con etichetta Direttive Ue. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Direttive Ue. Mostra tutti i post
Panda, protagonista il Threat Hunting al #PASS2019: è un successo
Per il secondo anno consecutivo, Panda Security ha organizzato il Panda Security Summit, un evento progettato per i professionisti IT che, in questa edizione, ha dedicato particolare attenzione alle tecniche di Threat Hunting. Grande successo per Panda Security Summit (#PASS2019) – l’evento europeo dedicato alla sicurezza informatica, tenutosi giovedì 23 maggio presso il Teatro Coliseum di Madrid. Più di mille professionisti IT hanno preso parte all’incontro, durante il quale, attraverso gli interventi di alcuni dei maggiori esperti del settore, sono state messe in evidenza le principali linee d’azione che aziende e istituzioni devono adottare per proteggere la propria rete dai cyber attacchi.
Antitrust, condotte illecite di cinque operatori tlc: multe per 9 milioni
Il Garante della concorrenza ha sanzionato 5 principali operatori telefonici per aver adottato condotte indebite sui contratti a distanza, in violazione delle norme del codice del consumo. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha irrogato alle principali compagnie telefoniche (Telecom, Vodafone, Wind, Fastweb e Tiscali) sanzioni per un totale di 9 milioni di euro per aver adottato condotte illecite in violazione delle norme del codice del consumo di recepimento della consumer rights, nell’ambito della commercializzazione a distanza, online o al telefono, o fuori dei locali commerciali (presso gli stand ad esempio) di servizi di telefonia fissa e/o mobile. Lo ha annunciato una nota.
Etichette:
Agcom,
Codice consumo,
Compagnie telefoniche,
Consumer Rights Directive,
Direttive Ue,
H3G,
Multe,
Roaming,
Telecom Italia,
Telefonia,
Telefonia mobile,
Teleselling,
Tim,
Tiscali,
Tlc,
Vodafone,
Wind
eCommerce: +18% spesa italiani in 2013, sale a 14 gg diritto recesso
In controtendenza alla crisi cresce del 18 per cento la spesa on line degli italiani che nel 2013 hanno acquistato in rete prodotti alimentari e bevande per un importo di 132 milioni di euro. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base di uno studio Agriventure/Campagna Amica dal quale si evidenziano grandi prospettive di crescita per il commercio alimentare su internet.
I dati di mercato mettono in evidenza che - sottolinea la Coldiretti - in Italia solo il 9% degli utenti che fanno acquisti su internet comprano in ambito alimentare con un peso sul fatturato complessivo e-commerce intorno all’1,2% (la percentuale più bassa nell’Unione Europea), contro il dato della Gran Bretagna che sia attesta al 5,5% (il più alto nell’Unione Europea).
Gli italiani hanno preferito fino ad ora usare internet per acquistare elettronica (5 per cento), assicurazioni (6 per cento), turismo (24 per cento) e soprattutto per il tempo libero (57 per cento). Il potenziale di crescita per il cibo in Italia è quindi enorme con oltre il 29 per cento degli italiani che dichiara comunque di fare ricerche sul web per confrontare prezzi e caratteristiche dei cibi, secondo l’analisi Coldiretti/Censis.
Si tratta di un numero non lontano dai 15 milioni di persone nel complesso e in particolare sono oltre 5,7 milioni a farlo regolarmente. A frenare la vendita di alimentari on line - prosegue la Coldiretti - sono soprattutto la deperibilità dei prodotti in vendita e le preoccupazioni per le caratteristiche qualitative. In questo contesto pero’ un vero boom - precisa la Coldiretti - si sta registrando per le prenotazioni on line per acquisti di prossimità anche direttamente dal produttore a chilometri zero, che consentono di verificare direttamente le condizioni di produzione.
Una operazione che - prosegue la Coldiretti - viene spesso fatta attraverso gruppi di acquisto, i cosiddetti Gas formati da condomini, colleghi, parenti o gruppi di amici che decidono di fare la spesa insieme per ottenere condizioni vantaggiose. Una opportunità offerta - conclude la Coldiretti - dalle iniziative di successo che sono state avviate anche nella rete dei punti vendita e dei mercati degli agricoltori di campagna amica.
Il 6 febbraio 2014 Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo decreto legislativo che "intende consentire a ciascun consumatore di operare una scelta consapevole quando procede ad un acquisto e ai professionisti di poter operare in maniera più trasparente e funzionale sia nel mercato interno che in quello transfrontaliero". Il recepimento della direttiva 2011/83/UE realizza la completa armonizzazione delle informazioni e il diritto di recesso nei contratti a distanza e nei contratti negoziati fuori dai locali commerciali.
Il provvedimento favorirà le vendite on line, caratterizzate da un elevato potenziale di crescita. Tra le novità più rilevanti, rispetto al sistema normativo vigente, si segnala il diritto di recesso (diritto di ripensamento) riconosciuto al consumatore , è reso possibile entro un termine più ampio (dagli attuali 10 gg. a 14 gg.). In caso di omessa comunicazione al consumatore dell’informazione sull’esistenza del diritto di recesso si passa dagli attuali 60 gg dalla conclusione del contratto e da 90 gg. dalla consegna del bene a dodici mesi.
Il 6 febbraio 2014 Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo decreto legislativo che "intende consentire a ciascun consumatore di operare una scelta consapevole quando procede ad un acquisto e ai professionisti di poter operare in maniera più trasparente e funzionale sia nel mercato interno che in quello transfrontaliero". Il recepimento della direttiva 2011/83/UE realizza la completa armonizzazione delle informazioni e il diritto di recesso nei contratti a distanza e nei contratti negoziati fuori dai locali commerciali.
Il provvedimento favorirà le vendite on line, caratterizzate da un elevato potenziale di crescita. Tra le novità più rilevanti, rispetto al sistema normativo vigente, si segnala il diritto di recesso (diritto di ripensamento) riconosciuto al consumatore , è reso possibile entro un termine più ampio (dagli attuali 10 gg. a 14 gg.). In caso di omessa comunicazione al consumatore dell’informazione sull’esistenza del diritto di recesso si passa dagli attuali 60 gg dalla conclusione del contratto e da 90 gg. dalla consegna del bene a dodici mesi.
Lav, in Ue mai più test cosmetici e stop import prodotti da vivisezione
Dopo 23 anni di difficile lotta e di promesse troppo spesso mancate, di petizioni, manifestazioni, votazioni a Bruxelles, l'Unione Europea si libera da tutti i test su animali in ambito cosmetico: oggi 11 marzo 2013, infatti, entra in vigore l’ultimo stop previsto dalla Direttiva 2003/15 che impone il divieto di sperimentare su animali, o importare, anche gli ingredienti oltre ai prodotti cosmetici.
Questo importante traguardo ha rischiato di slittare ulteriormente, tanto che la Commissione Europea ha più volte paventato la possibilità di posticiparlo almeno di dieci anni: una prospettiva fortemente osteggiata dall’opinione pubblica, da coraggiose aziende e dalle associazioni animaliste di tutta Europa, tra cui la “European Coalition to end animal experiments” di cui la LAV fa parte, e così il bando è stato mantenuto.
L'impegno antivivisezionista ha portato la LAV a ottenere nel 1993, insieme alle maggiori associazioni animaliste europee, la prima direttiva di bando dei test su animali, su prodotto finito e ingredienti cosmetici, fissato al 1998. Il bando è stato più volte rimandato dal Governo comunitario ma finalmente, ora, possiamo festeggiare questa svolta storica: la totale esclusione dei test animali in campo cosmetico.
Oggi 11 marzo la LAV festeggia questa grande vittoria a Roma, in piazza del Pantheon - piazza non scelta a caso poiché ha visto le prime manifestazioni antivivisezioniste su questo tema - con un “Happy Hour per gli animali”: un brindisi insieme a cittadini e sostenitori per ribadire come per questo settore avremo un'Europa libera dall'orrore incettabile di questa parte della vivisezione.
Con la LAV in questa occasione di festa, molte delle aziende che hanno fatto della loro etica antivivisezionista una politica aziendale: L'Erbolario, Argital, Helan, Bakel, Omia, Pierpaoli, Allegro Natura, Dr.Taffi, tutte impegnate a ricordare l’importanza dello Standard internazionale “Stop ai test su animali”, rappresentato in Italia dalla LAV: l'unico disciplinare che garantisce con il controllo di un Ente certificatore terzo il no test su animali nell’intera filiera di produzione comprendendo anche le materie non prettamente cosmetiche come i conservanti e i chimici.
L'Erbolario e LAV hanno offerto una seduta-omaggio di trucco ad alcuni partecipanti e, per tutti: brindisi e campioni omaggio di prodotti cosmetici certificati “Stop ai test su animali”. "I test sostitutivi in ambito cosmetico sono già ampiamente diffusi, tra i più noti quelli in vitro, risultati più affidabili, sicuri, economici e veloci - spiega Michela Kuan, responsabile LAV Vivisezione - Questo è un chiaro segnale di come le leggi possano influenzare anche il mondo dell’industria veicolando le risorse in cui investire. E’, quindi, fondamentale - continua la Kuan - che il nuovo Parlamento preveda subito ulteriori tappe per far applicare tutti i metodi sostituivi già disponibili, e sostenere la ricerca di altri in tutti gli altri settori di sperimentazione sugli animali”.
“Questa vittoria dimostra come una ricerca senza animali sia possibile, non solo in ambito cosmetico, ma per tutte le applicazioni - dichiara Gianluca Felicetti, presidente della LAV - questo traguardo, unito al positivo decorso giudiziario contro Green Hill e alla recente dichiarazione della Menarini-RTC che ha rinunciato alla sperimentazione su otto beagle, ci danno la forza per urlare, ancora di più, il nostro no alla vivisezione e pretendere che non vengano più autorizzati esperimenti basati sulla crudeltà e su un business economico a scapito, oltretutto, di una rigorosa e utile ricerca per l’uomo”.
La LAV ringrazia tutti i consumatori, le aziende, i parlamentari europei che in questi anni hanno responsabilmente contribuito con la loro scelta rivolta al non testato su animali a mettere fine ai crudeli test cosmetici, praticati in questo settore in particolare su conigli e topi. Scienza, etica ed economia possono andare d'accordo: questo risultato lo conferma.
Fonte: LAV
Foto dal Web
Foto dal Web
Alleanza internazionale di 48 paesi per sconfiggere la pedofilia online
Il 5 dicembre la Commissaria europea per gli Affari interni, Cecilia Malmström, e l’Attorney General degli USA, Eric Holder, hanno lanciato l’Alleanza mondiale contro l’abuso sessuale di minori online, un’iniziativa che associa i responsabili politici di tutto il mondo per individuare e assistere meglio le vittime e punire i colpevoli. Hanno presenziato l’evento ministri e alti funzionari dei 27 Stati membri dell’Unione e di altri 21 paesi (Albania, Australia, Cambogia, Croazia, Georgia, Ghana, Giappone, Moldova, Montenegro, Nuova Zelanda, Nigeria, Norvegia, Filippine, Serbia, Repubblica di Corea, Svizzera, Thailandia, Turchia, Ucraina, Stati Uniti d’America e Vietnam).
I paesi che partecipano all’Alleanza si impegnano a realizzare una serie di obiettivi strategici e a combattere in modo più incisivo gli abusi sessuali di minori online intensificando la cooperazione internazionale. “Quando parliamo di materiale pedopornografico parliamo di bambini che soffrono e che subiscono, impotenti, le sevizie dei loro carnefici. Una volta online, questo materiale si perpetua nel tempo. È nostra precisa responsabilità tutelare le giovani vittime e punire i colpevoli dovunque si trovino. L’unico modo per riuscirci è fare fronte comune per coordinare e intensificare meglio la nostra azione in tutto il mondo”, ha affermato Cecilia Malmström.
“Con l’Alleanza mondiale disporremo di mezzi più efficaci per consegnare quanti più colpevoli alla giustizia, individuare le vittime e garantire loro aiuto e sostegno”, ha commentato Eric Holder. “Questa iniziativa ripercorre i successi di precedenti operazioni di polizia internazionali, grazie alle quali sono state sgominate reti di pedofili mondiali, e permetterà di tutelare un maggior numero di minori nel mondo.” Si stima che siano oltre un milione le immagini pedopornografiche attualmente in Rete. Secondo l’UNODC, l’agenzia delle Nazioni Unite contro la droga e la criminalità, ogni anno vengono messe online 50 000 nuove immagini di abusi su minori.
Nessun paese può sconfiggere da solo questo flagello, perché le reti di pedofili online non conoscono confini e prosperano grazie alle falle degli ordinamenti e alla mancanza di scambi di informazioni tra i paesi. Ecco perché la cooperazione internazionale è fondamentale per indagare efficacemente i casi di pedopornografia online e individuare i perpetratori. Le conquiste dell’Unione in questo settore spaziano su più fronti. Di particolare rilievo, le due direttive contro la tratta di esseri umani (direttiva 2011/36/UE) e contro l’abuso, lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile (direttiva 2011/92/UE) che armonizzano l’azione penale contro i perpetratori e rafforzano la protezione delle vittime e la prevenzione.
Per approfondimenti: http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/index_en.htm
Via: Europa
Per approfondimenti: http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/index_en.htm
Via: Europa
Lampadine a incandescenza: stop dal primo settembre, il futuro è a Led
Dopo oltre 130 anni di vita le vecchie lampadine a incandescenza, come quelle inventate da Edison, cominceranno progressivamente a uscire dal mercato europeo. Dal primo settembre 2012, infatti, scatta il divieto di vendita delle ultime in circolazione, quelle di potenza compresa tra i 25 e i 40 watt. Le altre erano state gradualmente eliminate dal 2009, in base alla normativa europea sull'Ecodesign o direttiva EUP (Energy Using Products) 2005/32/EC. Dal primo settembre 2016 il divieto sarà esteso anche alle lampade alogene a bassa efficienza.
Ue: riforma globale in materia di protezione dati, tutele per cittadini
La Commissione europea ha proposto oggi una riforma globale della normativa UE del 1995 in materia di protezione dei dati nell’intento di rafforzare i diritti della privacy on line e stimolare l’economia digitale europea. Il progresso tecnologico e la globalizzazione hanno radicalmente mutato il modo in cui sono raccolti, consultati e usati i dati personali. Per giunta, i 27 Stati membri hanno attuato la normativa del 1995 diversamente, con conseguenti divergenze sul piano dell’effettiva applicazione. Un'unica legge porrà fine all'attuale frammentazione e alla gravosità degli oneri amministrativi, promettendo alle imprese risparmi per circa 2,3 miliardi di euro l’anno.
L’iniziativa contribuirà a rafforzare la fiducia dei consumatori nei servizi on line promuovendo, cosa quanto mai necessaria, la crescita economica, la creazione di posti di lavoro e l’innovazione in Europa. "Solo 17 anni fa nemmeno l’1% degli europei sapeva usare Internet. Oggi non si contano i dati personali trasferiti e scambiati attraverso i continenti e per l’intero globo in qualche frazione di secondo" ha dichiarato Viviane Reding, Vicepresidente e Commissaria UE per la Giustizia.
“La protezione dei dati personali è un diritto fondamentale di tutti gli europei, eppure non sempre i cittadini sentono di avere il pieno controllo dei propri dati. Le nostre proposte creeranno fiducia nei servizi on line visto che saremo tutti più informati sui nostri diritti e avremo un maggiore controllo di tali informazioni. Nel far ciò la riforma provvederà anche a semplificare la vita e a ridurre gli oneri delle imprese. Con un quadro giuridico saldo, chiaro e uniforme a livello dell’Unione si potrà sprigionare tutto il potenziale del mercato unico digitale e saranno stimolate la crescita economica, l’innovazione e la creazione di posti di lavoro”. Le proposte della Commissione aggiornano e modernizzano i principi sanciti dalla direttiva del 1995 sulla protezione dei dati personali, in modo da garantire per il futuro la tutela dei diritti della privacy.
Via: Unione Europea
Agcom: solo 24 ore per avere portabilità numero mobile e indennizzi
Soltanto un giorno per ottenere la portabilità del numero di cellulare, con indennizzi ai consumatori se non sono rispettati i tempi. Le nuove regole sono state varate ieri dalla Commissione infrastrutture e reti dell'Autorità per le tlc, che ha recepito la normativa europea. La portabilità del numero è diventata ormai un'abitudine consolidata per gli italiani: nel 2010, secondo l'ultima relazione della stessa Agcom, il numero di operazioni ha toccato quota 29 milioni, anche grazie ad altre delibere che avevano reso più semplici le procedure. Tuttavia proprio le difficoltà relative al passaggio a un altro operatore rappresentano oltre il 16% delle segnalazioni su disservizi ricevute dall'Autorità lo scorso anno. Anche per questo si è reso necessario un regolamento più severo, che imponesse agli operatori rapidità ed efficienza. Le nuove norme entreranno in vigore entro tre mesi, un intervallo tecnico che l'organismo regolatore ritiene necessario per l'adeguamento delle procedure da parte degli operatori. Ma l'espletazione della richiesta da parte del cliente in un solo giorno lavorativo non è l'unica novità: per assicurare il rispetto delle regole, infatti, l'Agcom ha deciso di inserire indennizzi in caso di ritardi, che i clienti avranno diritto di ottenere dal nuovo operatore presso cui il numero è portato, con una semplice richiesta effettuata con mezzi non onerosi (ad esempio una telefonata al call center, una mail). Le nuove norme recepiscono in Italia le novità introdotte dalle ultime Direttive europee, non ancora recepite nell'ordinamento nazionale. Accogliendo la richiesta degli operatori, inoltre, l'Autorità ha deciso l'immediata apertura di un tavolo di confronto sui fenomeni speculativi (sim young, cioè l'acquisto di una sim solo per usufruire di un'offerta commerciale e poi il passaggio a un altro operatore) e di morosità persistente da cui i clienti escono cambiando gestore.
Via: LEGGO
Portabilità: a breve si potrà cambiare gestore cellulare in un giorno
Presto anche in Italia sarà possibile portare a termine una portabilità e cambiare gestore del cellulare in un giorno, mentre ora ne occorrono da 4 a 7 per cambiare compagnia di telefonia mobile. Lo stabilisce il regolamento a cui dovrebbe dare l’ok la commissione Servizi e Reti dell’Agcom mercoledì prossimo. Il Regolamento, che ha condotto una consultazione pubblica al riguardo, velocizza dunque a sole 24 ore il processo di "number portability" per cui attualmente sono necessari dai quattro giorni ad una settimana per poter cambiare il proprio gestore telefonico. La prestazione di portabilità del numero mobile (MNP) consente all’utenza di servizi mobili e personali di mantenere il proprio numero, richiedendo che il servizio sia svolto da un differente operatore mobile, anche nel caso vi sia una variazione tra la tecnologia utilizzata dall’operatore di origine e quella utilizzata dal nuovo operatore. Si tratta di un ulteriore passo del percorso già intrapreso con le regole adottate nel 2008 che avevano portato alla riduzione a tre giorni del tempo occorrente per ottenere la portabilità del numero, regole accompagnate da una serie di meccanismi che hanno drasticamente ridotto i casi di ritardo nella prestazione. La portabilità del numero in un giorno fa parte del pacchetto di norme europee sulle telecomunicazioni al centro di una nuova sollecitazione da parte della Commissione Ue all’Italia ed altri 15 Stati membri perchè sia recepito. La Commissione ha inviato venerdì scorso le proprie richieste in forma di "parere motivato" a Italia, Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Francia, Germania, Grecia, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Romania, Slovenia, Spagna e Ungheria, avvertendo che chi non recepirà integralmente la nuova normativa rischia di essere deferito alla Corte di giustizia Ue e di vedersi comminare sanzioni pecuniarie.
Via: Blitz Quotidiano
Corte di Giustizia Ue vieta filtri antipirateria sui contenuti Internet
Non si possono imporre filtri al web per impedire agli utenti di scaricare file pirata, perché questa pratica è contraria al diritto comunitario. La Corte di Giustizia Europea ha stabilito, con una sentenza emessa oggi a Lussemburgo, che i fornitori di accesso ad Internet (Internet Provider) non possono filtrare o bloccare le comunicazioni elettroniche fra gli utenti, neanche quando questo è loro richiesto dai gestori o detentori dei diritti d'autore per prevenire attività di pirateria elettronica, e in particolare il 'downloading' e la condivisione ('file sharing') non autorizzati di contenuti protetti da copyright intellettuale.
La causa è scaturita da una controversia, in Belgio, tra Scarlet Extended Sa, un fornitore di accesso a Internet, e Sabam, una società di gestione (una sorta di Siae belga) incaricata di autorizzare l'utilizzo da parte di terzi delle opere musicali protette da copyright a vantaggio di autori, compositori ed editori. Nel 2004 la Sabam aveva scoperto che alcuni utenti di Internet abbonati a Scarlet scaricavano da Internet, senza autorizzazione e senza pagarne i diritti, opere contenute nel suo catalogo, utilizzando reti 'peer-to-peer' per la condivisione dei contenuti scaricati, e si era rivolta al tribunale per far cessare questa pratica.
In un primo tempo, il giudice belga aveva ordinato a Scarlet di far cessare queste violazioni del diritto d'autore, rendendo impossibile ai suoi clienti qualsiasi forma di invio o di ricezione mediante un programma 'peer to peer' di file che contenessero un'opera musicale appartenente al repertorio della stessa Sabam. Ma oggi, rispondendo a una richiesta della Corte d'appello di Bruxelles, a cui si era successivamente rivolta Scarlet contestando l'ingiunzione, la Corte europea ha ricordato che le norme nazionali miranti a far rispettare il diritto d'autore devono essere compatibili con la direttiva Ue sul commercio elettronico.
E ha stabilito che, secondo la direttiva, non si possono obbligare i fornitori di accesso a Internet a predisporre una sorveglianza generalizzata sulle informazioni trasmesse dai clienti sulla propria rete. La sentenza, che si applica a tutto il territorio dell'Ue, dà ragione alle associazioni dei consumatori, ai difensori della libertà sulla rete e alle società che forniscono accesso a Internet, a partire dalle compagnie di telecomunicazioni, e rappresenta invece un duro colpo per le società di gestione dei diritti d'autore, per i produttori di film, musica e software e in generale per gli interessi economici dell'industria culturale. Link: http://curia.europa.eu/jcms/upload/docs/application/pdf/2011-11/cp110126en.pdf
Fonte: TM News
Iscriviti a:
Post (Atom)








