Facebook registra il 'face' come marchio esclusivo


Dopo una lunga serie di battaglie in Tribunale con siti che utilizzavano la parola "face" nella propria denominazione da ieri il sostantivo simbolo di Facebook è ufficialmente legato con copyright al social network più famoso al mondo. Sarà infatti garantito nei prossimi giorni dall'Ufficio brevetti americano l'uso esclusivo del termine "face" al prodotto di Mark Zuckerberg, garantendone così l'esclusività. Il marchio è stato registrato relativamente al suo utilizzo in materia di telecomunicazione, nomi di servizi online, chat online, bollettini elettronici per la trasmissione di messaggi tra computer e utenti e nel campo di interesse generale e concernenti argomenti sociali e di intrattenimento. Zuckerberg e i suoi collaboratori hanno deciso di registrare il marchio dopo una serie di scontri giudiziari con siti internet che utilizzavano la parola "face" per attirare maggior utenza. La registrazione del marchio sarà circoscritta in aree ben delimitate, quelle cioè strettamente collegate all'ambito di influenza del social network.


In particolare, l'ente statunitense ha specificato che l'esclusiva del marchio "Face" sarà relativa a "servizi che offrono chatroom online, piattaforme elettroniche per la trasmissione di messaggi tra utenti e riguardanti materie quali l'intrattenimento sociale".  La decisione è appunto stata accolta positivamente dall'Ufficio brevetti e tra qualche giorno esprimerà il suo parere relativamente alla parola "book". Non è questa la prima volta, del resto, che Facebook prova a fare proprio un termine del linguaggio comune: già durante lo scorso mese di aprile era stata inviata una richiesta per la registrazione del marchio “like“, associabile ai celeberrimi pulsanti che permettono agli utenti di esprimere il proprio gradimento sugli elementi pubblicati da altri. In passato sono scoppiati anche alcuni casi relativi all’utilizzo della parola “book“, con il sito Web PlaceBook che ha dovuto tramutare il proprio nome in TripTrace a seguito di un’esplicita richiesta, condita da minacce di azioni legali, da parte del social network più famoso al mondo.

Via: http://www.webnews.it/

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