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Censis: tre italiani su 4 connessi, ma c'è differenza di generazione


Su internet il 74% degli italiani, smartphone usati dall'89% dei giovani, social network e piattaforme online indispensabili nella vita quotidiana. Boom delle spese per consumi tecnologici anche nella crisi: +190%. Sono i dati principali del tredicesimo rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione nel nostro Paese, promosso da Enel, Hp Enterprise, Mediaset, Rai e Tv2000 e presentato oggi a Roma. Nuovo record per internet: il 73,7% degli italiani sul web. La penetrazione di internet aumenta di 2,8 punti percentuali nell'ultimo anno e l'utenza della rete tocca un nuovo record, attestandosi al 73,7% degli italiani (e al 95,9%, cioè praticamente la totalità, dei giovani under 30).

Censis-Ucsi: sul web 71% degli italiani, tv è ancora regina dei media


Su internet il 71% degli italiani, crescono ancora i social network. Nel 2015 gli utenti di internet aumentano ancora (+7,4% rispetto al 2013) e arrivano alla quota record del 70,9% della popolazione italiana. Ma solo il 5,2% di essi si connette con banda ultralarga. E continua la forte diffusione dei social network. È iscritto a Facebook il 50,3% dell'intera popolazione (il 77,4% dei giovani under 30), YouTube raggiunge il 42% di utenti (il 72,5% tra i giovani) e il 10,1% degli italiani usa Twitter. È quanto emerge dal 12° Rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione, che fa il bilancio della «grande trasformazione» dei media dell'ultimo decennio.

Rapporto Censis: televisione domina pubblicità, eCommerce in salita


Nei primi sei mesi del 2014 si evidenzia un calo degli investimenti pubblicitari del 2,4%. La televisione ha beneficiato dell'effetto della Coppa del mondo di calcio segnando un +1,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente; la carta stampata registra una flessione dell'11%, la radio del 2,9% e Internet. Lo dice il Censis nel suo 48° Rapporto annuale sulla situazione sociale del Paese. Il cyberlettore: come la rivoluzione digitale ha cambiato domanda e offerta di informazione. Oggi in Italia si vende poco più della metà delle copie di quotidiani che si vendevano venticinque anni fa.

Censis: italiani popolo di televisione e smartphone, sempre connessi


È un popolo sempre più teledipendente quello italiano ma anche perennemente connesso grazie al cellulare e soprattutto, allo smartphone. Lo si evince dal 47° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese per il 2013. I giovani usano la web tv molto più degli anziani, sono iscritti massicciamente a Facebook al contrario degli over 60 ma leggono poco i quotidiani lasciando in questo campo, la rivincita agli ultrasessantacinquenni. 

Buone notizie sul fronte libri: si segnala una ripresa della lettura mentre non si arresta, in generale, la flessione della carta stampata. Si conferma dunque il ruolo intramontabile della televisione, che continua ad avere un pubblico di telespettatori che coincide sostanzialmente con la totalità della popolazione, con un rafforzamento però del pubblico delle nuove televisioni: +8,7% di utenza complessiva per le tv satellitari rispetto al 2012, +3,1% la web tv, +4,3% la mobile tv. 

Non solo tv ma anche radio: si conferma una larghissima diffusione di massa del mezzo (l’utenza complessiva corrisponde all’82,9% degli italiani), nonostante la riduzione dell’uso dell’autoradio dipendente dalla diminuzione del traffico automobilistico, mentre l’ascolto per mezzo dei telefoni cellulari risulta in forte crescita (+5,4%). L’uso dei cellulari continua ad aumentare (+4,5%), soprattutto grazie agli smartphone sempre connessi in rete (+12,2% in un solo anno), la cui utenza è ormai arrivata al 39,9% degli italiani (e al 66,1% dei giovani). 

Gli utenti di internet, dopo il rapido incremento registrato negli ultimi anni, si assestano al 63,5% della popolazione (+1,4%). Al tempo stesso, non si arresta la crisi della carta stampata: -2% i lettori dei quotidiani a pagamento, -4,6% la free press, -1,3% i settimanali. Stabili i quotidiani online (+0,5%), in crescita gli altri portali web di informazione, che contano l’1,3% di lettori in più rispetto allo scorso anno. 

Infine, si segnala una ripresa della lettura dei libri (+2,4%), dopo la grave flessione dello scorso anno, benché gli italiani che hanno letto almeno un libro nell’ultimo anno sono solo il 52,1% del totale. E gli e-book arrivano a un’utenza del 5,2% (+2,5%) . E spicca la distanza tra i consumi mediatici dei giovani e quelli degli anziani, con i primi massicciamente posizionati sulla linea di frontiera dei new media e i secondi distaccati, in termini di quote di utenza, di decine di punti percentuali.

Tra i giovani la quota di utenti della rete arriva al 90,4%, mentre è ferma al 21,1% tra gli anziani; il 75,6% dei primi è iscritto a Facebook, contro appena il 9,2% dei secondi; il 66,1% degli under 30 usa telefoni smartphone, ma lo fa solo il 6,8% degli over 65; i giovani che guardano la web tv (il 49,4%) sono diciotto volte di più degli anziani (il 2,7%); il 32,5% dei primi ascolta la radio attraverso il cellulare, contro solo l’1,7% dei secondi; e mentre il 20,6% dei giovani ha già un tablet, solo il 2,3% degli anziani lo usa. Si nota qui anche il caso opposto, quello dei quotidiani, per i quali l’utenza giovanile (il 22,9%) è ampiamente inferiore a quella degli ultrasessantacinquenni (il 52,3%).

Fonte: AGI
Via: La Stampa

Censis: italiani meno teledipendenti e ancora più digitali, stampa out


Secondo il 46esimo Rapporto Censis sulla situazione sociale del nostro paese, la televisione ha un pubblico che coincide con la totalità della popolazione: il 98,3% (+0,9% rispetto al 2011), con aggiustamenti che dipendono dalla progressiva sostituzione del segnale analogico con quello digitale, dal successo consolidato delle tv satellitari (+1,6%), dalla maggiore diffusione della web tv (+1,2%) e della mobile tv (+1,6%).

Sono cambiati e aumentati i modi per guardare la tv. Oggi un quarto degli italiani collegati a Internet (24,2%) ha l’abitudine di seguire i programmi dai siti web delle emittenti televisive e il 42,4% li cerca su YouTube per costruirsi i propri palinsesti di informazione o di intrattenimento su misura. Queste percentuali aumentano nel segmento di popolazione più giovane, salendo rispettivamente al 35,3% e al 56,6% tra gli internauti 14-29enni.

Anche la radio resta un mezzo a larghissima diffusione di massa: la ascolta l’83,9% della popolazione (+3,7%). Ma cresce la radio via web tramite il pc (+2,3%) e per mezzo dei telefoni cellulari (+1,4%). I cellulari (utilizzati dall’81,8% degli italiani) aumentano ancora la loro utenza complessiva (+2,3%), anche grazie agli smartphone (+10% in un solo anno), la cui diffusione è passata tra il 2009 e il 2012 dal 15% al 27,7% della popolazione e oggi si trovano tra le mani di più della metà dei giovani di 14-29 anni (54,8%).

E questi ultimi utilizzano il tablet (13,1%) più della media della popolazione (7,8%). La penetrazione di Internet ha guadagnato 9 punti percentuali nell’ultimo anno e oggi l’utenza si attesta al 62,1% degli italiani (erano il 27,8% solo dieci anni fa, nel 2002). Il dato sale nettamente nel caso dei giovani (90,8%), delle persone più istruite, diplomate o laureate (84,1%), e dei residenti delle grandi città, con più di 500.000 abitanti (74,4%). E continua la forte diffusione dei social network.

È iscritto a Facebook il 66,6% delle persone che hanno accesso a Internet, che corrispondono al 41,3% dell’intera popolazione e al 79,7% dei giovani. YouTube arriva a un’utenza del 61,7% delle persone con accesso a Internet (pari al 38,3% della popolazione complessiva). Al tempo stesso, prosegue l’emorragia di lettori della carta stampata: i lettori di quotidiani (-2,3% tra il 2011 e il 2012), che erano il 67% degli italiani cinque anni fa, sono diventati oggi solo il 45,5%.

Al contrario, i quotidiani online contano il 2,1% di lettori in più rispetto allo scorso anno, arrivando a un’utenza del 20,3%. Perdono lettori anche la free press, che si attesta al 25,7% di utenza (-11,8%), i settimanali (-1%) e l’editoria libraria (-6,5%). E proprio tra i giovani la disaffezione per la carta stampata è più grave: tra il 2011 e il 2012 i lettori di quotidiani di 14-29 anni sono diminuiti dal 35% al 33,6%, quelli di libri dal 68% al 57,9%.

Tra gennaio e giugno del 2012 il traffico dati registrato sulle schede sim è cresciuto del 12,3% confrontato con lo stesso periodo dell’anno precedente. Le sim in uso che hanno effettuato traffico dati sono state 21 milioni. E il volume di traffico che in media si può attribuire a ogni singola sim ha registrato un incremento del 21% rispetto al primo semestre del 2011. Negli ultimi dodici mesi il 37,5% dei possessori di mobile device ha scaricato applicazioni gratuite o a pagamento: il 16,4% frequentemente, il 21% qualche volta.

In cima alla classifica delle app più scaricate ci sono i giochi (ricercati dal 63,8% di chi ha scaricato applicazioni), poi il meteo (33,3%) e le informazioni stradali (32,5%), con un utilizzo prevalente da parte del pubblico maschile (40,6%) rispetto a quello femminile (21,5%). A seguire, il 27,4% degli utenti mobile che hanno scaricato applicazioni si è orientato su app che portano i social network sul display, il 23,8% app multimediali, il 23,2% app per telefonate e messaggistica istantanea via Internet, il 25,8% app per le news.

Oggi meno di un italiano su due (il 49,7% della popolazione) legge almeno un libro all’anno, con un calo rispetto all’anno precedente del 6,5%. I lettori forti, che leggono almeno dieci libri all’anno, erano nel 2007 il 25,6%, ma nel 2012 sono scesi al 13,5%. I lettori occasionali, che leggono al massimo due libri all’anno, erano l’11,2% nel 2007 e sono vertiginosamente saliti al 41,1% nel 2012. C’è stato un incremento degli e-book letti dell’1% rispetto al 2011, ma sono pochi 2,7 lettori di e-book ogni 100 abitanti.

Aumenta però il numero di e-book immessi sul mercato dalle case editrici: 37.662 titoli a settembre del 2012. Il 37% delle novità italiane viene pubblicato anche in versione elettronica. Oggi si presenta una nuova sfida editoriale: il self publishing. Nel 2011 sono stati rilasciati 1.924 codici Isbn (International Standard Book Number) direttamente ad autori per auto-pubblicazioni. Si stimano in circa 40.000 i titoli auto-pubblicati attualmente in catalogo, pari a circa il 5% dei titoli in commercio.

Via: Censis

Rapporto Censis-Ucsi: online il 62% degli italiani, volano i social network


La Rete fa meno paura, anche agli italiani: sono infatti sempre di più i nostri connazionali che usano Internet, il nuovo media che tra il 2011 e il 2012 ha registrato il massimo incremento di utenti, che ora sono il 62% della popolazione, con un tasso di crescita del 9%. Nel 2002 il dato, piuttosto sconfortante per un Paese avanzato, era fermo al 27,8%.

E' il dato più significativo che emerge dal decimo Rapporto Censis sulla comunicazione "I media siamo noi. L'inizio dell'era biomediatica". Ad avere maggiore successo sono soprattutto i social network. Gli iscritti a Facebook passano infatti dal 49% dello scorso anno all'attuale 66,6% degli internauti, ovvero il 41,3% degliitaliani e il 79,7% dei giovani.

YouTube, che nel 2011 raggiungeva il 54,5% di utenti tra le persone con accesso a Internet, arriva ora al 61,7%, pari al 38,3% della popolazionecomplessiva e al 79,9% dei giovani. Nel corso dell'ultimo anno, inoltre, il 37,5% di chi usa lo smartphone ha scaricato applicazioni, in maggioranza giochi, seguiti dal meteo, dalle mappe, dai social network e, buone ultime, le news.

Nei consumi mediatici nel 2012 viene premiata l'integrazione dei vecchi media con la rete. La televisione ha un pubblico che coincide sostanzialmente con la totalità della popolazione: il 98,3% (+0,9% rispetto al 2011). Ma si diversificano i modi di guardare la televisione: si consolida il successo delle tv satellitari (+1,6%), della web tv (+1,2%) e della mobile tv (+1,6%).

Oggi un quarto degli italiani collegati a Internet (il 24,2%) ha l'abitudine di seguire i programmi sui siti web delle emittenti televisive e il 42,4% li cerca su YouTube per costruirsi i propri palinsesti su misura. Percentuali che aumentano tra gli internauti di 14-29 anni, salendo rispettivamente al 35,3 e al 56,6%. La chiave del successo è l'integrazione dei vecchi media nell'ambiente di Internet.

Anche la radio resta un mezzo a larghissima diffusione di massa: l'ascolta l'83,9% della popolazione (+3,7% in un anno). Ma sono sempre piu' importanti le forme di radio che si determinano all'intersezione con la rete: la radio ascoltata via web tramite il pc (+2,3%) e per mezzo dei telefoni cellulari (+1,4%), che stanno soppiantando un mezzo digitale di prima generazione come il lettore portatile di file mp3 (-1,7%).

Proprio i telefoni cellulari (utilizzati ormai dall'81,8% degli italiani) aumentano ancora la loro utenza complessiva (+2,3%), anche grazie agli smartphone (+10% in un solo anno), la cui diffusione è passata tra il 2009 e il 2012 dal 15% al 27,7% della popolazione e oggi si trovano tra le mani di più della metà dei giovani (54,8%). Questi ultimi utilizzano anche i tablet (13,1%) piu' della media della popolazione (7,8%).

Internet è il mezzo con il massimo tasso di incremento dell'utenza tra il 2011 e il 2012 (+9%), arrivando al 62,1% degli italiani (erano il 27,8% dieci anni fa, nel 2002). I quotidiani registrano un calo di lettori del 2,3% (li leggeva il 67% degli italiani cinque anni fa, oggi sono diventati solo il 45,5%), anche se le testate online contano il 2,1% di contatti in più (20,3% di utenza).

La free press perde l'11,8% di lettori (25,7% di utenza), -1% i settimanali (27,5% di utenza), +1% i mensili (19,4% di utenza) e -6,5% l'editoria libraria. Ormai meno della metà degli italiani legge almeno un libro all'anno: il 49,7%. Anche se si segnala un +1% per gli e-book. E proprio tra i giovani la disaffezione per la carta stampata è più grave: tra il 2011 e il 2012 i lettori di quotidiani di 14-29 anni sono diminuiti dal 35 al 33,6%, quelli di libri dal 68% al 57,9%.


Fonte: TM News
Via: Adnkronos

Alimenti: Coldiretti-Censis, oltre 29% italiani cerca prezzi e ricette su Web


In Italia navigano quasi mezzo milione di foodblogger su internet. Oltre il 29 per cento degli italiani dichiara di fare ricerche sul web per confrontare prezzi, qualità dei cibi. E’ quanto emerge dal rapporto Coldiretti/Censis Crisi: vivere insieme, vivere meglio dal quale si evidenzia che si tratta di un numero non lontano da 15 milioni di persone nel complesso ed in particolare sono oltre 5,7 milioni a farlo regolarmente.

Quello che è interessante - sottolineano Coldiretti/Censis - è la tendenza a formare community (social food ndr), aggregati di individui uniti da interessi, passioni, valori comuni. Così ci sono oltre 415 mila italiani che dichiarano di partecipare regolarmente a community sul web centrate sul cibo, e sono invece complessivamente oltre 1,4 milioni quelli che ci partecipano, comprendendo coloro che lo fanno di tanto in tanto.

C’è una potenza aggregatrice del cibo che - proseguono Coldiretti/Censis - si dispiega anche sul web e che si materializza in una pluralità di comportamenti e, tra questi, spicca la tendenza alla formazione delle community che danno continuità alle reti virtuali. Si tratta di una continuità che si esprime anche in forme di relazionalità materiale, che per quote significative vuol dire partecipazione a iniziative sui territori in cui vivono.

“Una tendenza che è confermata dalle visite al sito www.campagnamica.it dove sono indicati gli appuntamenti con i mercati e le botteghe degli agricoltori di campagna amica che riceve una media di cinquantamila visite la settimana”, ha rilevato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “il web è stato anche un forte propulsore di iniziative di solidarietà con oltre 25mila mail inviate in pochi giorni al sito dedicato dalla Coldiretti all’acquisto del Parmigiano Reggiano terremotato.”


Un italiano su due naviga su Internet, giovani connessi quasi il 90%


Un italiano su due naviga giornalmente su Internet, un dato che sfiora il 90% tra i giovani. E' quanto emerge dal 45esimo Rapporto sulla situazione sociale del Paese del Censis. La crescita propria dell’utenza del Web, nel 2011 si attesta al 53,1% (+6,1% rispetto al 2009). Il dato complessivo si fraziona tra l’87,4% dei giovani e il 15,1% degli anziani (65-80 anni), tra il 72,2% dei soggetti più istruiti e il 37,7% di quelli meno scolarizzati. Il 37,9% degli utenti ha cercato una strada o una località. L'online banking compare al terzo posto tra le attività maggiormente svolte (22,5%), dopo la ricerca e l'ascolto di brani musicali (26,5%). Il 12,3% cerca lavoro, che sale al 26,8% tra i giovani.

Nel mondo dell'informazione l'80,9% degli italiani utilizza i telegiornali come fonte principale. Tra i giovani, però, il dato scende al 69,2%, avvicinandosi molto al 65,7% riferito ai motori di ricerca su Internet e al 61,5% di Facebook. Per la popolazione complessiva, al secondo posto si collocano i giornali radio (56,4%), poi la carta stampata con i quotidiani (47,7%) e i periodici (46,5%). Dopo ci sono il televideo (45%), i motori di ricerca come Google (41,4%), i siti Web d'informazione (29,5%), Facebook (26,8%), i quotidiani on line (21,8%).

Nel caso delle tv all news (16,3% complessivamente) risultano discriminanti l'età (il dato sale al 20,1% tra gli adulti) e il titolo di studio (il 21,7% tra i diplomati e laureati). Le app per smartphone o tablet arrivano al 7,3% di utenza e Twitter al 2,5%. Il collegamento ad Internet fisso dal 31,8% degli italiani che hanno un Pc desktop e dal 20,4% che usano un portatile. Chi usa la connessione al lavoro rappresenta il 17,2% del totale, il 21,5% preferisce il portatile con connessione wifi, l'8,3% usa connessioni mobili e il 7,3% usa uno smartphone connesso a un sito Web. La domanda di connessioni non fisse raggiunge il 44,4% per il Wifi, il 13% per quelle mobili e il 14,2% per lo smartphone.

Via: Adnkronos
Foto: Censis

Italiani e tecnologia: quasi amore, il 66% sa districarsi senza problemi


Una ricerca condotta da LEWIS PR (www.lewispr.com), agenzia globale di comunicazione specializzata nel settore IT, rivela il rapporto tra gli italiani e la tecnologia. Dal sondaggio realizzato sulla fan page di Facebook di LEWIS PR, emerge che un quarto degli intervistati vanta una grande passione e conoscenza di tutto ciò che è il mondo tecnologico. Se fossimo in un film americano, questo 25% costituirebbe l’esercito dei cosiddetti “Nerd”, ma non vogliamo bistrattare questa categoria sicuramente all’avanguardia (almeno tecnologicamente parlando) e preferiamo chiamarli “Geek”. 

E, se solo il 9% dimostra ancora qualche avversità, nella terra di mezzo (66%) risiede chi dichiara di saperne a sufficienza per sopravvivere in una società che presenta spesso un confronto (a volte anche forzato) con la tecnologia. Forse per una questione di orgoglio o forse solo per imprudenza, il 61%, in caso di problemi con il proprio PC, “smanetta” cercando autonomamente una soluzione. Decisamente più accorti, e con una certa onestà intellettuale, è quel 31% che dopo qualche misero tentativo, prima di combinare l’irreparabile, si rivolge a un tecnico competente. 

Non mancano gli ansiosi (8%) che alla prima avvisaglia vorrebbero riunire di fronte al proprio processore una schiera di luminari del chip. Un vincolo indissolubile lega il 36% degli intervistati al proprio PC, e il 9% al proprio iDevice o smartphone del cuore, ormai in grado di offrire un accesso alla rete di qualità eccellente. Che si tratti di dispositivo mobile di ultima generazione o di una “mattonella” stile primi cellulari anni ’90, in Italia ci sono più telefonini che abitanti. 

Piani tariffari e promozioni vantaggiose sicuramente incentivano quel 68% che dichiara di utilizzare il cellulare per sms, mms e chiamate e quel 23% che ha scambiato il proprio dispositivo per una vera e propria memoria su cui scaricare di tutto. Solo il 9% utilizza il cellulare per le chiamate urgenti, proprio come se fosse un vecchio telefono a disco della SIP. Dal sondaggio di LEWIS PR inoltre, a conferma di quanto dichiarato dal IX Rapporto del Censis-Ucsi secondo il quale un italiano su due naviga nel sempre più affollato mare di internet, emerge che il 59% dei rispondenti riconosce una reale dipendenza alla rete, ammettendo di essere collegato 24 ore su 24. Per maggior informazioni su LEWIS, visitare il sito www.lewispr.it.



Fonte: Lewis Pr

Oltre un italiano su due sul web, la carta stampata ancora in crisi


Continua a farla da padrona la televisione, cresce internet e va in crisi la carta stampata. Questo in sintesi quanto emerge dal 9° rapporto del Censis-Ucsi sulla comunicazione, dal titolo "I media personali nell'era digitale", presentato oggi al Senato e promosso da 3 Italia, Mediaset, Mondadori, Rai e Telecom Italia. Nel 2011 l'utenza complessiva della televisione rimane invariata, spiega la ricerca: "il 97,4% della popolazione italiana. L'utenza della tv digitale terrestre e' aumentata di oltre 48 punti percentuali tra il 2009 e il 2011 arrivando al 76,4% della popolazione, ovviamente a scapito della tv analogica: -27,1%. La tv satellitare mantiene costante la quota dei suoi telespettatori (il 35,2% degli italiani), dopo il significativo incremento registrato tra il 2007 e il 2009". Cresce la web tv, che aumenta la sua utenza di ulteriori 2,6 punti percentuali nell'ultimo biennio (l'utenza complessiva sale al 17,8%), mentre la mobile tv rimane a livelli bassi, relegata a un pubblico saltuario e di nicchia (0,9%). I quotidiani a pagamento (47,8% di utenza) perdono il 7% di lettori tra il 2009 e il 2011 (19,2% rispetto al 2007). La free press cresce di poco (+1,8%, salendo al 37,5%). I periodici resistono, specie i settimanali (28,5% di utenza). Tengono anche i libri, con il 56,2% di utenza, mentre gli e-book non decollano (1,7% di utenza). Stabile anche la lettura delle testate giornalistiche on line (+0,5%, con un'utenza del 18,2%). Ed e' in atto una migrazione dell'utenza dagli apparecchi basic (-8%), con funzioni limitate alle sole telefonate e all'invio e ricezione degli sms, agli apparecchi smartphone (+3,3%, con un'utenza che sale complessivamente al 17,6% e al 39,5% tra i giovani). L'utenza di Internet nel 2011 supera finalmente la soglia del 50% della popolazione italiana, attestandosi per l'esattezza al 53,1% (+6,1% rispetto al 2009). Il dato complessivo si spacca tra l'87,4% dei giovani (14-29 anni) e il 15,1% degli anziani (65-80 anni), tra il 72,2% dei soggetti piu' istruiti e il 37,7% di quelli meno scolarizzati". Diminuisce il digital divide e aumenta il press divide. Una meta' del Paese ha ad oggi compiuto stabilmente il salto oltre la soglia del digital divide. Infine, l'ascolto della radio in generale rimane complessivamente stabile in Italia, che registra livelli molto alti di utenza (otto italiani su dieci).

Internet, Censis: gli italiani chiedono una Rete libera e sicura

Gran parte degli italiani non si sente sicuro nell'utilizzo di Internet e chiede che l'accesso alla rete sia libero e gratuito. E' quanto emerge dal 44/o rapporto annuale del Censis, che nel capitolo su 'Comunicazione e media' esamina il rapporto degli italiani con le nuove tecnologie e con l'informazione. Solo il 43% degli utilizzatori del web dice pienamente fiducioso in merito alla sicurezza delle transazioni on line, un dato nettamente piu' basso del 58% rilevato a livello europeo. Sono numerosi gli utenti che hanno riscontrato problemi nella navigazione da casa. 

Al 58% e' capitato che il proprio computer fosse infettato da virus (la media europea e' al 46%), l'8% si e' imbattuto in incidenti relativi alla violazione della privacy, mentre il 2% e' stato vittima di phishing. Per proteggersi, il 96% di chi naviga in rete si e' dotato di tecnologie standard per la sicurezza, come antivirus e firewall, ma, nonostante cio', ben il 55% (contro una media europea del 42%) evita le transazioni finanziarie on line. 

Il Censis ha verificato, inoltre, che per il 64,2% del campione la forza della rete sta proprio nella piena liberta' dell'utente, che verrebbe incrinata dalla richiesta di corresponsioni in caso di accesso ad alcuni specifici siti. Quasi un quarto degli italiani e' pero' favorevole al superamento dell'opzione 'tutto gratis'. Il 14,9% si dice disposto ad accettare il meccanismo dei micropagamenti dei contenuti, per tutelare il copyright (tra i laureati il consenso sale al 20,1%). 

Secondo l'11,8%, infine, Google e gli altri aggregatori di notizie dovrebbero condividere i loro profitti con i produttori di contenuti. Il Censis rileva poi che «la cattiva informazione smorza l’audience». Sul pluralismo, citando i dati Agcom, il Censis precisa che il pendolo dell’informazione si è inclinato molto più da una parte che dell’altra. A settembre 2010 i notiziari Rai hanno dedicato 7 ore e 51 minuti al Pdl e 5 ore e 10 minuti al Pd, mentre le reti Mediaset hanno dedicato 5 ore e 48 minuti al Pdl e 2 ore e 38 minuti al Pd.

Fonte: La Stampa

Notizie mediche cercate da oltre 16 mln d'italiani su Internet


Il medico gode sempre di considerazione, ma per avere informazioni su salute e malattia a farla sempre piu' da padroni sono internet e tv. Sempre più italiani hanno ormai dimestichezza con siti, chat, mouse e tastiera. «Oggi il 34% degli italiani usa la Rete a caccia di notizie di salute, pari a 16,6 milioni di persone. E il 29,5% lo fa cercando informazioni precise su patologie. Mentre il 40,5% utilizza i social network (19,8 mln)».