Google aggira la censura di Pechino e reindirizza ad altra home page


La più grande e potente società Internet al mondo, sebbene voglia mantenere un piede nella Cina conteninentale, sta di fatto voltando le spalle al mercato in più rapida crescita al mondo, che conta già circa 400 milioni di utenti. Ma la realtà oggi è questa: gli utenti di Google.cn stanno già venendo reindirizzati su Google.com.hk

La decisione di Google di chiudere il suo motore di ricerca Internet in Cina e di spostare le operazioni a Hong Kong è uno schiaffo a Pechino e alle sue politiche di censura. Ma per il colosso di Mountainview si tratta anche di un rischio, e Google deve prepararsi a subire ritorsioni. Secondo alcuni analisti Pechino potrebbe adottare ritorsioni, come per esempio utilizzare filtri per bloccare l’accesso al motore di ricerca con base a Hong Kong. Da Hong Kong Google smetterà di censurare i risultati delle ricerche su Internet degli utenti cinesi.

«Decidere come tenere fede alla nostra promessa e smettere di censurare le nostre ricerche su Google.cn è stato difficile», ha spiegato David Drummond, il direttore legale di Google in un blog della società, «Vogliamo che il maggior numero possibile di persone al mondo abbia accesso ai nostri servizi, compresi gli utenti cinesi, ma il governo cinese è stato molto chiaro durante le nostre trattative sul fatto che l’autocensura è un requisito legale non negoziabile». 

Ora comunque, nonostante l’approccio soft di oggi, l’unica strada, secondo gli analisti, sembra veramente quella dell’uscita dal mercato cinese: «È un modo diplomatico per lasciare la Cina - ha detto Clayton Moran della Benchmark Company - d’altro canto le perdite non saranno eccessive, più o meno solo l’1% dell’intero fatturato».


Fonte: La Stampa

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