Pakistan: hacker indiani attaccano 36 siti web del governo


Guerra informatica contro il governo di Islamabad. Almeno trentasei siti internet del governo pachistano sono stati attaccati ieri da un sedicente gruppo di pirati informatici chiamato 'Indian Cyber Army', l''Esercito Cybernetico indiano'. Il gruppo, riferisce l'emittente televisiva locale 'Dawn' citando una email inviata ai principali media locali, ha attaccato un server che ospita diversi siti web del governo pakistano. Nel mirino del gruppo sono finiti 36 dei 40 siti ospitati dal server. Sulle homepage gli hacker hanno inserito un messaggio in cui rivendicano l'attacco, che, sottolinea 'Dawn', sembrerebbe legato alla strage di Mumbai, che nel novembre di due anni fa ha fatto calare il gelo tra India e Pakistan, Paesi eterni rivali ed entrambi dotati di armi nucleari. Gli attentati di Mumbai, che provocarono 173 morti, sono stati rivendicati dal gruppo Lashkar-e-Taiba, con base in Pakistan. L'unico attentatore di Mumbai catturato vivo è stato condannato a morte. L’attentatore sopravvissuto ha raccontato che nella fase di addestramento hanno potuto studiare la zona - il centro di Mumbai - grazie a foto satellitari scaricate da Google Earth. Un primo “sguardo” per familiarizzare con il teatro operativo. Quindi - ha proseguito - hanno visto immagini e video girati da un complice. I terroristi erano in possesso di Gps, fondamentali per muoversi rapidamente per raggiungere gli obiettivi. Oltre ad essere bene armati, i militanti disponevano di diversi apparati di comunicazione. Avevano dei telefonini Blackberry usati sia per coordinare i movimenti che per informarsi. Sembra che con i cellulari abbiano consultato siti di giornali e tv inglesi per tenersi aggiornati su quello che stava accadendo all’esterno.

Fonti: http://www.adnkronos.com/IGN/http://www.corriere.it/

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